<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/plugins/rss-feed-styles/public/template.xsl"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:rssFeedStyles="http://www.lerougeliet.com/ns/rssFeedStyles#"
>

<channel>
	<title>bambini &#8211; La Piccola Gerbera</title>
	<atom:link href="https://lapiccolagerbera.it/tag/bambini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lapiccolagerbera.it</link>
	<description>didattica dell&#039;arte, museale, creativa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Jul 2021 20:28:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
<rssFeedStyles:reader name="Digg Reader" url="http://digg.com/reader/search/https%3A%2F%2Flapiccolagerbera.it%2Ffeed%2F"/><rssFeedStyles:reader name="Feedly" url="http://cloud.feedly.com/#subscription%2Ffeed%2Fhttps://lapiccolagerbera.it/feed/"/><rssFeedStyles:reader name="Inoreader" url="http://www.inoreader.com/?add_feed=https%3A%2F%2Flapiccolagerbera.it%2Ffeed%2F"/>	<item>
		<title>Bambine, bambini e musei: suggerimenti per l&#8217;uso</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/bambine-bambini-musei/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/bambine-bambini-musei/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 00:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini al museo]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3863</guid>

					<description><![CDATA[Visitare i musei con i propri figli è possibile? Qual è l'età giusta per iniziare? Torno sull'argomento per fornire qualche spunto pratico a chi ha voglia di frequentare musei con i più piccoli ma non sa bene da dove iniziare o come proseguire.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Visitare i musei con i propri figli è possibile? Qual è l&#8217;età giusta per cominciare?<br />
Ecco alcuni spunti per chi ha voglia di frequentare musei con i più piccoli ma non sa bene da dove iniziare. O come proseguire</h3>
<div id="attachment_3870" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3870" loading="lazy" class="wp-image-3870 size-full" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri.jpg" alt="in visita a palazzo reale di torino" width="960" height="720" data-id="3870" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri.jpg 960w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><p id="caption-attachment-3870" class="wp-caption-text">In visita a Palazzo Reale &#8211; Torino &#8211; Foto di Valentina Rivieri*</p></div>
<p>Visiti abitualmente musei d&#8217;arte e mostre temporanee o avresti voglia di iniziare a farlo con tuo figlio o tua figlia?<br />
Se pensi che qualche indicazione da parte di chi si occupa di <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/didattica-al-museo/" target="_blank" rel="noopener">didattica museale</a> da tanto tempo e porta il proprio bimbo nei musei possa esserti utile (sto parlando di me!), queste poche righe potrebbero fare al caso tuo.</p>
<p>Ho già scritto sull&#8217;argomento diversi anni fa, puoi trovare qui <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/al-museo-col-mio-bambino-ma-come/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;articolo di blog</a> con consigli ancora utili e validi che intendo semplicemente integrare. Nel frattempo però ho maturato altre considerazioni e riflessioni. Anche perché ho iniziato a sperimentare in prima persona come mamma quei consigli: confermo che sono interessanti!</p>
<p>E poi c&#8217;è stata e c&#8217;è ancora una pandemia che ha costretto i musei alla chiusura per tantissimo tempo. Abbiamo una gran voglia di andare a visitarli.</p>
<h3>A che età iniziare?</h3>
<p>Questa è senz&#8217;altro la domanda più ricorrente che mi sono sentita fare. La mia risposta è: non esiste un&#8217;età universalmente giusta e soprattutto non è detto che si debba <em>iniziare</em>. Se sei un&#8217;abituale frequentatrice di musei, per esempio, immagino che non avrai smesso di farlo col pancione, col bebè e probabilmente neanche negli anni successivi (stessa cosa vale se hai accompagnato un pancione). Dunque non c&#8217;è stato un momento giusto per cominciare, semplicemente non hai mai smesso. Ma certamente qualcosa è cambiato nel tuo modo di visitare un museo e su questo punto torno tra un attimo.</p>
<p>Se invece la tua frequentazione dei musei è sempre stata sporadica, è possibile che ti stia ponendo il problema di quando iniziare. E soprattutto: come fare?</p>
<p>Anche in questo caso la mia risposta è sfumata, ma decisa: inizia quando lo desideri, quando hai l&#8217;occasione di visitare un museo che interessa in primo luogo te. Saprai trasmettere questo interesse, così come capita per tutte le altre tue passioni. Vediamo come.</p>
<h3>Poche ma buone</h3>
<p>Credo che uno dei timori più grandi per un genitore sia immaginare di entrare in un museo e ritrovarsi a trascinare il proprio figlio svogliato e disinteressato per le sale. Se è piccolo &#8220;magari poi dà anche noia agli altri visitatori, magari i custodi ci rimproverano&#8221;. La bambina ha iniziato a lamentarsi o il bambino più grandicello a dire &#8220;mi annoio, voglio andare via, quando andiamo via?&#8221; e tu non hai potuto goderti proprio quell&#8217;opera che desideravi vedere. Quanta frustrazione!</p>
<p>Ecco, la mia prima indicazione serve proprio a evitare questo: <strong>scegli poche opere ma buone</strong>, così se inizierà il momento noia o il momento lagna, poco male, avrete comunque raggiunto il vostro obiettivo. Soprattutto avrete passato qualche prezioso attimo, o un più lungo tempo, piacevole e nutriente per l&#8217;anima.</p>
<p>Cosa significa scegliere poche opere ma buone? Per esempio, se vai in un museo che già conosci o su cui hai potuto leggere sufficienti informazioni (questo ti suggerisco di farlo sempre: fatti un&#8217;idea per quanto vaga di come è e cosa c&#8217;è dentro), saprai che le opere che più ti incuriosiscono si trovano nella tal sala o al determinato piano. Bene, se possibile comincia da quelle e tutto il resto verrà dopo, se e come potrete.</p>
<h3>La mia esperienza diretta: un aneddoto</h3>
<p>Esperienza vissuta: quando il mio bimbo aveva tre anni siamo stati a Recanati e io&nbsp;<em>dovevo</em> vedere il <a href="https://www.google.com/search?q=polittico+di+recanati&amp;sxsrf=ALeKk016j7NMrI5hobQrXmrrOVjNwV4z0w:1624958654171&amp;tbm=isch&amp;source=iu&amp;ictx=1&amp;fir=T-8qa7xH2VsBmM%252CLTGVDRxvVqrz-M%252C%252Fm%252F0gwzfcs&amp;vet=1&amp;usg=AI4_-kS9k8B0caIKgDp4_czchHVYaekr2g&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwi4kuzawrzxAhU9hP0HHTnnCi4Q_B16BAgjEAE#imgrc=T-8qa7xH2VsBmM" target="_blank" rel="noopener">Polittico</a> di Lorenzo Lotto e la sua aneddotica <a href="https://www.google.com/search?q=annunciazione+lorenzo+lotto&amp;tbm=isch&amp;ved=2ahUKEwj68-fcwrzxAhXO16QKHUvRDrgQ2-cCegQIABAA&amp;oq=annunciazione+loren&amp;gs_lcp=CgNpbWcQARgAMgIIADICCAAyAggAMgYIABAFEB4yBggAEAUQHjIGCAAQCBAeMgYIABAIEB4yBggAEAgQHjIGCAAQCBAeMgYIABAIEB46BAgjECc6BAgAEEM6BQgAELEDOggIABCxAxCDAToHCAAQsQMQQ1DeiwJY9qICYNOrAmgAcAB4AIABmgGIAe8NkgEEMTUuNJgBAKABAaoBC2d3cy13aXotaW1nwAEB&amp;sclient=img&amp;ei=wubaYPqKEc6vkwXLorvACw" target="_blank" rel="noopener">Annunciazione</a>&nbsp;al Museo Civico.<br />
Il viaggio è iniziato a casa, quando tra libri e smartphone ho mostrato le immagini e le ho osservate insieme a lui. Abbiamo notato particolari e ci siamo fatti domande, senza dare troppe risposte. Quando siamo arrivati al museo siamo corsi dritti dritti alla sala di Lorenzo Lotto, eccitati a più non posso: a quel punto il mio bimbo era lui stesso estremamente incuriosito di vedere dal vivo il gattino dell&#8217;Annunciazione e scoprire l&#8217;incanto dei colori <em>veri</em>.&nbsp;</p>
<p>Com&#8217;è andata?</p>
<p>Abbiamo osservato con ammirazione i due dipinti, ho raccontato la storia di quel che stava accadendo e poi, magia, siamo rimasti insieme ad ascoltare la guida che in quel momento dava spiegazioni al gruppo di adulti nella stessa sala: siamo sembrati due extraterrestri!&nbsp;</p>
<p>Te lo racconto non per dirti che io sono stata brava o mio figlio prodigioso, piuttosto per considerare insieme a te che sono davvero sufficienti piccolissimi accorgimenti per far funzionare una visita.&nbsp;<strong>Appassionarsi a un&#8217;opera prima di vederla è senz&#8217;altro una via intelligente e semplice</strong> e correre da lei la mossa vincente.<br />
Sì perché poi dopo quella sala non sono riuscita a vedere altro del museo!<br />
Ma quei momenti sono stati preziosi. Da sola forse non avrei passato tutto quel tempo davanti a un solo &#8211; bellissimo &#8211; dipinto. Inoltre il mio bimbo aveva tre anni, avrei potuto pretendere altro? Non sarebbe stato intelligente farlo e lo avevo messo in conto. In questo modo ho evitato la frustrazione di essere stata in un museo e <em>non averlo visitato tutto</em> (questa è una &#8220;patologia&#8221; molto strana per quanto ricorrente: se ne soffri ti consiglio di liberartene almeno finché ti muoverai con un bambino, sarai più felice e ti godrai il godibile).</p>
<h3>Qualche diversivo</h3>
<p>Si può solo osservare e parlare al museo?<br />
Mi vengono in mente almeno altre tre cose che si possono fare in quasi tutti i musei: giocare, disegnare, fotografare (questo effettivamente non è detto ed è meglio chiedere o informarsi prima).&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Giocare</strong>? Non a rincorrersi ma, per esempio, a trovare qualche dettaglio particolare: facciamo a chi trova più nasi/ animali/ fiori viola, oppure cerchiamo tutte le sfumature di rosso e diamo loro un nome (rosso ciliegia, rosso tramonto, rosso coccinella, rosso vino); possiamo anche sfidare i nostri bimbi a trovare un dettaglio che abbiamo stampato in anticipo o abbiamo salvato sullo smartphone, se c&#8217;è stata l&#8217;occasione; giocare a riprodurre le pose di un personaggio di un quadro o di una statua; improvvisare un dialogo tra i personaggi che osserviamo, immaginando cosa pensano o cosa dicono (&#8220;Oh mamma, perché sei così triste?&#8221; &#8220;Mio piccolo Gesù, stamani mi sono svegliata con il mal di pancia&#8221;).</li>
<li><strong>Disegnare</strong> è il modo più efficace in assoluto per osservare qualcosa: arte, natura, un volto. Sei d&#8217;accordo? Potete farlo insieme, in un momento che sarà anche di riposo durante la visita. Oppure puoi lasciarlo fare a tua figlia o tuo figlio mentre tu osservi in silenzio o mentre racconti quello che vedi. Sarà un momento intenso. Chiedi al personale del museo se ci sono posti per sedersi e disegnare o se potete sedere a terra.</li>
<li><strong>Fotografare</strong> può essere molto utile per scegliere le opere che preferite e immortalarle, ma prova a suggerire ai tuoi figli qualche personalizzazione. Per esempio inquadrare una porzione del museo, un insieme di opere e non solo una, per creare una composizione del tutto personale; oppure scegliere un particolare e metterlo a fuoco, dando una spiegazione per la scelta, come utile esercizio di selezione e sviluppo del proprio senso critico.</li>
</ol>
<h3>Una sola raccomandazione</h3>
<p>Mi permetto infine di raccomandarti una cosa: se tua figlia, grande o piccola, a un certo punto non ce la fa più e vuole uscire, <strong>non insistere</strong>. O meglio, spingiti fin dove sai di poterlo fare prima di arrivare al punto di non ritorno, cioè laddove fastidio, noia o addirittura rabbia prendono il sopravvento.&nbsp;</p>
<p>Prendi una bambina che in un museo ha vissuto una gradevole esperienza iniziale, ma poi ha chiesto di terminarla. Anziché essere assecondata, è stata trattenuta perché il genitore voleva assolutamente vedere l&#8217;ultima sala. Se in quel mentre è prevalso il senso di costrizione, trappola e pena, è molto probabile che quella bambina conserverà un brutto ricordo dell&#8217;occasione. Il rischio di associare il museo a un luogo respingente e sgradevole, assolutamente da evitare, è molto alto. Vuoi correrlo?</p>
<p>Attenzione, questo spesso non dipende solo da noi genitori. <strong>Sono in primo luogo i musei che attraverso l&#8217;allestimento e il personale scelgono di essere accoglienti o inospitali, inclusivi o esclusivi</strong>, ma è certo che noi possiamo fare molto per correggere il tiro.</p>
<p>Credo che varrà la pena tornare sull&#8217;argomento, soprattutto su quest&#8217;ultimo punto, c&#8217;è molto da considerare. Ti interessa?</p>
<hr>
<p>*Ringrazio Valentina Rivieri e sua figlia per l&#8217;incantevole foto di copertina</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/bambine-bambini-musei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arte e cultura in vacanza</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/arte-e-cultura-in-vacanza/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/arte-e-cultura-in-vacanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 19:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3654</guid>

					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Anche in vacanza &#8211; che sia di mare, di montagna o di altro genere &#8211; ti piace non rinunciare alla cultura? Ecco qualche suggerimento per coinvolgere i tuoi figli e assicurarti la vacanza che desideri.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3657" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg" alt="" width="800" height="416" data-id="3657" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza-300x156.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza-768x399.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Finalmente estate e tempo di vacanze! Forse non subito o forse invece hai già iniziato a rallentare, resta il fatto che prima o poi, se hai almeno un bimbo a casa, uno stop durante l&#8217;estate credo proprio che te lo concederai. E se non sei tipo da giornate intere in spiaggia senza mai tirare il fiato o non hai una passione sfrenata per la montagna senza alternative (ma anche per questi casi ho qualcosa da suggerire), è probabile che tu ti stia attrezzando per coinvolgere i tuoi figli in più o meno elaborate occasioni culturali.</p>
<p>La vuoi qualche idea in più? Io provo a dartela.</p>
<p>N.B. Non sto parlando di quella vacanza organizzata appositamente per visitare la cattedrale di Otranto tra una spiaggia bianca e una scogliera, o il MART di Rovereto tra un&#8217;escursione e l&#8217;altra in montagna, ma di quella vacanza di totale relax che hai prenotato pensando prima di tutto ai tuoi bambini e al tuo riposo (ehm, esiste questo tipo di vacanza?!), senza verificare che nei dintorni ci fosse qualcosa di&nbsp;<em>culturale</em>&nbsp;da visitare. Dammi retta: c&#8217;è.</p>
<h3>Tesori nascosti al mare o in montagna (o a casa tua)</h3>
<p>Il punto è questo: non importa dove sarete, se in spiaggia oppure in montagna o ancora in campagna, resta il fatto che lì intorno a voi, proprio in quel piccolo borgo di mare o in quell&#8217;amena cittadina sul lago o in quel paesino arroccato sulle Alpi c&#8217;è sicuramente qualcosa da scoprire!<br />
Un castello, una piccola chiesa, un palazzo signorile, un museo inconsueto: prima di partire informati bene su cosa potrete trovare, con la stessa cura che metti nel cercare l&#8217;alloggio migliore o il ristorante tipico.&nbsp;È probabile che scoverai qualche luogo particolare che merita tutta la vostra attenzione, forse semplicemente una piazza o un incrocio di vie che hanno qualcosa da raccontare.</p>
<p>In questo modo dopo una giornata intera sotto l&#8217;ombrellone o dopo un&#8217;appagante escursione montana, sarà un gustoso diversivo perdersi tra i vicoli del borgo di mare o godersi il fresco nella chiesina del paese o ancora scoprire la storia che si nasconde dietro il monumento in piazza, o entusiasmarsi nel museo di turno.</p>
<p>Se poi non hai modo di partire per una vera e propria vacanza, io non mi scoraggerei: spesso anche a casa propria, o a poca distanza, si nascondono tesori di cui non siamo consapevoli e l&#8217;estate, con le lunghe giornate da riempire e il caldo a cui scampare, può essere l&#8217;occasione giusta per scoprirli. Un esempio banale che mi riguarda in prima persona: abito vicino a Cascina, in provincia di Pisa, e da molto so che nella chiesa di San Benedetto è conservato un paliotto in alabastro del Trecento proveniente dall&#8217;Inghilterra (si tratta di una scultura con personaggi che parla un linguaggio spiccatamente medievale), eppure non mi sono mai organizzata per andare a vederlo. Ecco un perfetto proposito per un pomeriggio o una mattina d&#8217;estate! L&#8217;importante è informarmi bene prima, per conoscere gli orari di apertura della chiesa, dove almeno per il tempo della visita potrò godermi un po&#8217; di fresco con il mio bimbo (e poi farlo sfogare al parco vicinissimo).</p>
<h3>Prima della partenza: come informarsi</h3>
<p>Va da sé che il primo modo per informarsi sulle destinazioni delle nostre vacanze è contattare i canali ufficiali: i consorzi e le vecchie aziende di promozione turistica, i punti informazione, i comuni stessi, ecc. Basta una semplice telefonata oppure una banale ricerca su internet per rintracciare i siti istituzionali dove trovare indicazioni aggiornate (verifica sempre che lo siano davvero) ed eventuali programmi di eventi estivi.<br />
Ormai tutte le località turistiche, e non solo, organizzano un calendario di attività per la stagione: puoi controllare se ne esistono di apposite per i bambini o le famiglie e se tra queste ce n&#8217;è qualcuna che può soddisfare il tuo desiderio d&#8217;arte e cultura. A volte anche una gita in battello con tappa in qualche luogo interessante può essere un buon compromesso!&nbsp;</p>
<p>Non scordare che oltre ai programmi ufficiali potrai trovare anche altre occasioni organizzate da realtà diverse, associazioni o liberi professionisti. Per esempio potrebbero esserci guide turistiche&nbsp;<em>family friendly</em> che organizzano tour giocosi per la famiglia (un po&#8217; come <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/visite-guidate/famiglie/" target="_blank" rel="noopener">faccio io</a>): se non trovi attività a calendario puoi informarti per un eventuale tour su misura. Ricordati sempre di verificare che si tratti di guide turistiche abilitate, cioè che siano in possesso del regolare patentino che viene rilasciato solo dopo aver superato esami specifici.</p>
<p>Se poi nei dintorni c&#8217;è un museo, molto probabilmente troverai anche attività apposite per i bambini oppure materiale didattico adatto ad essere utilizzato dalla famiglia per una visita a misura di bambino, chiedi sempre!</p>
<h3>Altri canali per reperire informazioni&nbsp;</h3>
<p>Una volta le indicazioni più interessanti su luoghi particolari da visitare si trovavano grazie al passaparola e in realtà ancora oggi è così, solo che questo signor <em>Passaparola&nbsp;</em>si&nbsp;è decisamente insuperbito, amplificato da tutti i forum che si trovano su internet, dai gruppi Facebook o dai portali di recensioni.</p>
<p>Sai che esistono gruppi Facebook in cui i genitori si danno consigli proprio sulle vacanze? Io conosco <a href="https://www.facebook.com/groups/Its4Kids/" target="_blank" rel="noopener">questo</a>, dove le persone chiedono e trovano suggerimenti più o meno specifici. C&#8217;è la possibilità di leggere i consigli già dati ad altri oppure formulare la propria particolare richiesta e vedere se qualcuno sa rispondere; spesso alcune informazioni &#8211; sembra strano che accada ma è così &#8211; non si trovano su internet o sulle brochure turistiche e solo tramite esperienza diretta si può venire a conoscenza di quella tale associazione che ogni venerdì pomeriggio accompagna i bambini in visita al palazzo Tal dei tali appositamente aperto per l&#8217;occasione.&nbsp;<br />
Non ti fidi delle opinioni altrui e delle recensioni? Fai bene! :) Io penso però che si possa imparare a farne buon uso e se ci si sofferma sui soli dati oggettivi e non sulle sensazioni o i gusti personali (che grazie al cielo sono tutti diversi), possiamo trarre moltissimi dati utili.</p>
<h3>Soluzioni fai da te</h3>
<p>Se non trovi attività organizzate adatte al tuo caso puoi senz&#8217;altro darti da fare e ideare qualche strategia per concederti una passeggiata in paese con sosta nel Museo del profumo o un&#8217;escursione nella vicina villa rinascimentale o ancora una visita nella pieve di campagna.<br />
Come?</p>
<p>Ovviamente dipende dall&#8217;età dei tuoi figli e da quanto già sono abituati a queste occasioni, ma la prima regola è senz&#8217;altro non crearsi aspettative troppo alte che rischierebbero di caricare di tensione il momento della visita e deludere profondamente tutti quanti.<br />
In secondo luogo informati prima (attraverso tutti i canali che abbiamo visto) su cosa potrai trovare: la casa-museo dell&#8217;intellettuale famoso, un tratto di mura medievali, un dipinto barocco nella chiesa secondaria.<br />
Puoi consultare in primo luogo una guida cartacea della zona che visiterai (sai che puoi prenderle in prestito anche in biblioteca?), ma a volte può essere sufficiente la pagina di Wikipedia per scoprire qualche dettaglio interessante e soprattutto vedere immagini in anteprima.<br />
E non scordare i numerosi blog di viaggio! Ne esistono tanti formato famiglia, uno fra tutti <a href="https://www.piediniinviaggio.it/" target="_blank" rel="noopener">Piedini in viaggio</a>&nbsp;o i portali veri e propri come <a href="https://www.familygo.eu" target="_blank" rel="noopener">Familygo</a>, che oltre a dare consigli minuziosi possono essere fonte di curiosità e racconti utili da utilizzare. Come i miei <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a>: tra quelli già scritti potresti trovarne qualcuno adatto.</p>
<p>A volte basta l&#8217;aneddoto giusto su cui costruire la propria storia per coinvolgere i bambini: &#8220;in piazza XX Settembre c&#8217;è un gradino che è noto come gradino del diavolo e ti spiego perché&#8230;&#8221;. Guardatelo in foto e prova a raccontare in anteprima la storia, caricandola di dettagli personali, se può essere utile, creando un po&#8217; di <em>suspence </em>e un reale desiderio di vederlo dal vivo per ascoltare un&#8217;altra volta la storia.&nbsp;Perché, per esperienza, quella delle storie è quasi sempre una carta vincente.</p>
<p>Puoi in alternativa inventare qualche gioco andando a caccia di colori, o di parole con l&#8217;iniziale giusta, come ti ho suggerito nel post su <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/citta-darte-con-i-bambini/" target="_blank" rel="noopener">come visitare una città d&#8217;arte con i bambini</a>, quei consigli valgono anche in questo caso.</p>
<h3>Infine: improvvisa!</h3>
<p>Se poi non hai avuto modo di informarti per tempo, non ti scoraggiare! Wikipedia e la rete sono sempre a portata di mano e soprattutto, davanti a un pannello informativo all&#8217;ingresso del palazzo storico in centro, àrmati di inventiva e comincia ad osservare insieme ai tuoi bambini tutto quello che potete: forme geometriche, forme strane, mascheroni, materiali comuni o materiali preziosi ecc. Ogni dettaglio che noterete può nascondere una storia da improvvisare insieme, magari a turno, aggiungendo particolari mentre gustate il vostro gelato.</p>
<p>Sarà un modo per abituarsi a guardarsi sempre intorno, osservare con attenzione e non sottovalutare le bellezze del nostro patrimonio culturale, per imparare col tempo a comprenderle, apprezzarle e da grandi, magari, a tutelarle meglio di quanto stiamo facendo oggi.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è una vista di Vernazza ed è stata scattata di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@2renkov?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Alexey Turenkov</a>&nbsp;via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/search/photos/vernazza?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/arte-e-cultura-in-vacanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Creativita&#8217; in primavera</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/creativita-in-primavera/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/creativita-in-primavera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Lab per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3606</guid>

					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all&#8217;aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3616" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg" alt="" width="800" height="533" data-id="3616" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Anche tu in primavera non perdi occasione per stare all&#8217;aria aperta? Farlo il più possibile, soprattutto con i bambini, è una buona pratica di cui il nostro corpo &#8211; e anche il nostro spirito &#8211; ci ringraziano.<br />
Avere qualche spunto per dedicarti con i tuoi figli alla creatività all&#8217;aria aperta può essere un pretesto in più? Bene!&nbsp;</p>
<p>Questo post è proprio dedicato a raccogliere qualche idea da sviluppare in autonomia: link e suggerimenti per laboratori creativi originali e a stretto contatto con la natura.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative all&#8217;aperto in Primavera</h3>
<ul>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: quante volte quando notiamo qualcosa che ci piace decidiamo subito di fotografarla per immortalarla? E quante volte invece <em>non</em> ci soffermiamo ad osservare dettagli e meraviglie che ci circondano?<br />
Un modo molto efficace per prestare maggiore attenzione a quel che sta intorno a noi, e in questo caso &#8211; visto che siamo all&#8217;aria aperta &#8211; alla natura, è provare a metterlo in cornice!<br />
<strong>Come si fa?</strong><br />
Prima di tutto si prende una cornice: puoi cercarne una in casa, di dimensioni ridotte (un A5, al massimo un A4), oppure potete farla insieme tu e il tuo bambino con del cartone o carta spessa (qualche strato di volantini dei supermercati andrà benissimo) e se avete voglia di decorarla potete colorarla e personalizzarla a vostro piacimento.&nbsp;<br />
La prossima volta che andate al parco o a fare una passeggiata in campagna o anche, perché no, in città, portate la cornice con voi e provate a usarla per inquadrare scene da lontano o meglio ancora particolari che notate da vicino. Potrà essere un dettaglio del prato oppure un elemento di arredo urbano, un punto preciso della bicicletta ecc. e fermatevi ad osservare, scegliendo bene l&#8217;inquadratura giusta per voi (orizzontale o verticale? più vicino o più lontano?).&nbsp;<br />
Potete proprio creare un rituale: andiamo in cerca di bellezza e mettiamo in cornice quello che cattura la nostra attenzione; mi fermo e lo inquadro con la mia cornice quando lo trovo, lo osservo, lo descrivo a voce alta (possiamo farlo a turno oppure ognuno dice quel che vede e nota) e gli do un titolo, come se fosse un quadro. Posso anche raccontare una storia ispirata da quel dettaglio.&nbsp;<br />
È un modo semplice per restituire valore ai dettagli che ci circondano e, ovviamente, aiuta tantissimo lo spirito di osservazione.&nbsp;<br />
<a href="https://www.instagram.com/p/Bwt3K1jFz40/" target="_blank" rel="noopener">Guarda</a> come lo utilizzano gli operatori di&nbsp;<a href="https://www.artebambini.it/" target="_blank" rel="noopener">Artebambini</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Collage floreali</strong>: per questo tipo di attività è necessario prima di tutto scegliere qualche foto, di famiglia o di ciascun membro da solo, e stamparla. Alla prima occasione facciamo una bella raccolta di fiori di campo e di elementi naturali: fiori interi, petali, sassolini, pezzetti di corteccia, piume di volatili, fili d&#8217;erba, foglie di diversa forma (l&#8217;ideale è raccogliere quel che troviamo a terra, senza spennare o sfogliare nessuno!) e raccogliamoli in una scatola o una piccola borsa a cui potremo assegnare un ruolo un po&#8217; magico, per esempio: <em>questa è la nostra scatola dei tesori della natura!</em><br />
Una volta a casa non resta che assemblare tutto quello che abbiamo raccolto componendolo insieme alle nostre foto con la tecnica del collage: possiamo trasformare papà in un pulcino riempiendolo di petali gialli oppure diamo la forma di un pinguino alla mamma con sassolini dei colori giusti. Fate delle prove e le idee nasceranno lì per lì.<br />
Se vi lasciate prendere la mano potete anche farvi foto appositamente per stamparle e poi ritoccarle in questo modo, sarà divertente! Fatti ispirare da <a href="https://petitandsmall.com/wp-content/uploads/2015/09/collage-natural-items-onto-photos-of-your-kids-to-make-them-crazy-costumes.jpg" target="_blank" rel="noopener">questa foto</a>&nbsp;del blog <a href="https://petitandsmall.com/easy-fun-diy-activities-do-kids/" target="_blank" rel="noopener">Petit &amp; Small</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Torte di fiori</strong>: se siete appassionati <em>manipolatori</em> questa idea può fare al caso vostro. Quando siamo all&#8217;aria aperta portiamo con noi la nostra scatola dei tesori della natura e facciamo una bella raccolta prestando attenzione a cercare più esemplari dello stesso elemento, per esempio almeno 4-5 fiori gialli, sassolini della stessa dimensione, aghi di pino, gusci di pinoli, frammenti di pigna ecc.&nbsp;<br />
Una volta a casa produciamo un po&#8217; di pasta modellabile (a me piace tantissimo <a href="https://www.greenme.it/abitare/accessori-e-decorazioni/29851-pasta-al-bicarbonato-ricetta" target="_blank" rel="noopener">questa ricetta</a>, per una pasta bianchissima e soffice, ma andrà bene qualsiasi tipo) e iniziamo a creare la nostra torta!&nbsp;<br />
Sulla base rotonda, magari a più ripiani, potremo applicare palline, finti biscotti con le formine, striscioline da crostata ecc. e poi procedere in libertà con gli elementi raccolti all&#8217;aperto come se foste dei veri <em>cake designer</em>!<br />
Ti lascio alcuni spunti sempre di Artebambini, per <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5vPnmloLq/" target="_blank" rel="noopener">soluzioni simmetriche</a> o <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5lnHOFHA7/" target="_blank" rel="noopener">più libere</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Nel prato</strong>: questo è un laboratorio ideato da Silvana Sperati, presidente dell&#8217;Associazione Bruno Munari, che trovi raccontato in modo perfetto da Simona Balmelli sul <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/05/nellerba.html" target="_blank" rel="noopener">suo blog</a>.<br />
Il punto di partenza è un giardino, possibilmente un prato spontaneo, pieno di erbe e fiori diversi che potremo divertirci a identificare e riconoscere: raccogliamo quante più tipologie differenti troviamo, solo dopo averle osservate attentamente sul posto e aver scelto le nostre preferite.<br />
Una volta a casa (ma se ci portiamo dietro il necessario possiamo lavorare tranquillamente all&#8217;aperto) facciamo una cosa davvero nuova: proviamo a ritrarre questi fiori e queste foglie!&nbsp;<br />
Hai mai pensato a quanto siamo abituati a disegnare i fiori e le foglie sempre nella stessa maniera? I petalini tutti uguali, le corolle belle tonde, le foglie lanceolate&#8230;ma la natura ci mostra che le variabili sono moltissime e per noi è sufficiente fermarci ad osservarle: quale modo migliore che non disegnandole? O meglio ancora usando direttamente il pennello (segui i suggerimenti di Simona Balmelli che è molto più competente di me in materia).<br />
Il mio semplice consiglio è di usare una striscia di carta per riprodurre la vastità di un prato; se non sai come procurartela puoi unire tanti A4 sul retro oppure dividere ogni A4 nel senso della lunghezza e creare così una striscia bassa e lunga.<br />
Esiste anche <a href="https://www.italiantoy.net/2017/product/flora-zu/" target="_blank" rel="noopener">un gioco di Italian Toy</a> che aiuta nell&#8217;osservazione e nel disegno dei fiori, sarà perfetto per i giorni di pioggia!</li>
</ul>
<p>Gli spunti potrebbero essere ancora molti, ti lascio questi come piccole tracce: l&#8217;improvvisazione e soprattutto la spontaneità del tuo bambino o della tua bambina saranno ulteriori stimoli per altre idee ed esperienze insieme.&nbsp;È sufficiente ricordarsi di incoraggiarle e non sottovalutarle, sono preziosi momenti di osservazione, creatività, ingegnosità e soprattutto condivisione.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di <a href="https://unsplash.com/@mvp" target="_blank" rel="noopener">mvp</a> via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/g4L4OL_KkeE" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/creativita-in-primavera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arte per bambini: arte per tutti</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/arte-per-bambini/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/arte-per-bambini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[didattica dell'arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3544</guid>

					<description><![CDATA[Dagli album di figurine d'arte ai musei d'arte antica: ti dico cosa significa per me divulgare l'arte senza rischiare di banalizzarla.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dagli album di figurine d&#8217;arte ai musei d&#8217;arte antica: ti dico cosa significa per me divulgare l&#8217;arte senza rischiare di banalizzarla.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3552" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg" alt="" width="800" height="561" data-id="3552" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash-300x210.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash-768x539.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ormai sono parecchi anni che lavoro con scuole e famiglie portando il mio progetto di divulgazione storico-artistica <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/" target="_blank" rel="noopener">tra i banchi delle classi</a>, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/uova-di-primavera/" target="_blank" rel="noopener">sui parquet delle sale prova delle associazioni di teatro</a>, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/lucca-per-famiglie-itinerari/" target="_blank" rel="noopener">per strada</a> o <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/didattica-al-museo/" target="_blank" rel="noopener">dentro ai musei</a>. Mi sono fatta un po&#8217; di esperienza e ad oggi mi sono fatta anche un&#8217;idea di come possiamo rapportarci all&#8217;arte quando non la conosciamo.</p>
<p>Parlo per gli adulti: i bambini solitamente non hanno pregiudizi e si confrontano con l&#8217;arte con schiettezza, pragmaticità e molta sana curiosità.</p>
<p>Gli adulti invece ne sono spesso impauriti. Anche quando c&#8217;è reale interesse e attrazione, càpita che prevalga il timore di non capire, non sapere, non potere. Capita anche a te?<br />
Quanto stupore e ammirazione, per esempio, davanti alla <em>Primavera</em> di Botticelli! Ma poi succede più o meno questo nella testa di chi osserva: &#8220;sì ma qual è la primavera? quella al centro o quella che sparge i fiori? e perché all&#8217;altra esce un tralcio di bocca? e poi quando è vissuto Botticelli? e dove si trova questo dipinto che non mi ricordo?&#8221;. E via dicendo verso un ipotetico infinito vortice di domande senza risposta.&nbsp;<br />
La reazione può essere un progressivo allontanamento dall&#8217;arte, un accantonamento a favore di altri interessi più a portata di mano.&nbsp;</p>
<p>Si tratta di scarsa perseveranza? Svogliatezza? Incapacità personale? Non direi proprio!</p>
<h3>E la colpa allora di chi è?</h3>
<p>Se è vero che l&#8217;arte del passato tocca tasti invisibili dentro di noi e parla spesso alla nostra parte più istintiva e genuina, è vero anche che c&#8217;è tutto un vasto contorno che non può essere affidato a sensazioni e istinto, ma presuppone una <em>conoscenza</em>. Cioè: se io guardo la benedetta <em>Primavera</em> può succedere che mi emozioni, che mi senta smuovere un sacco di sensazioni gradevoli e magari mi si inumidiscono addirittura gli occhi, ma non è che per una naturale reazione a catena saprò darmi poi le risposte alle domande che nascono spontanee. Dovrò leggerle da qualche parte, qualcuno dovrà darmele.</p>
<p>Chi?</p>
<p>Sulla carta sono gli <em>storici dell&#8217;arte</em> che, per definizione, studiano e diffondono la storia dell&#8217;arte, ma spesso accade che si dimentichino il secondo passaggio: studiano e bene, ma poi diffondono?&nbsp;<br />
Dagli anni dell&#8217;università ho imparato che non sempre è così, non è detto che chi studia sia poi in grado di condividere il proprio sapere con gli altri. O meglio lo fa per un pubblico di specialisti ed ecco che l&#8217;arte resta una materia per pochi (se vuoi tradurre con <em>snob</em> fallo pure, è così), che il vasto pubblico non sembra degno di meritare.&nbsp;</p>
<h3>Basterebbe divulgare</h3>
<p>Parlando di storici dell&#8217;arte forse ti verranno in mente personaggi arcinoti come Vittorio Sgarbi o Philippe Daverio, &#8220;facce da televisione&#8221;: il primo ha ormai ben poco a che fare con la storia dell&#8217;arte, il secondo è durato relativamente poco in TV, ma il suo&nbsp;<a href="http://www.passepartout.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-7dc86e82-937e-4fa9-baf9-6081623de32c.html?homepage" target="_blank" rel="noopener">Passpartout</a>&nbsp;è stato un appuntamento attesissimo delle mie domeniche e la cosa più vicina alla divulgazione storico-artistica che ho in mente, seppur un&#8217;infarinatura di storia dell&#8217;arte è necessario averla per comprenderlo.<br />
Questo vale anche per i raffinatissimi documentari affidati di recente a Tomaso Montanari su Rai5: Montanari è uno storico dell&#8217;arte davvero in gamba ed è in grado di raccontare con ricchezza le storie che si nascondono dietro i quadri, ma probabilmente non è per tutti (ed è normale così!).</p>
<p>E dunque cosa significa divulgare?</p>
<p>Il dizionario specifica &#8220;rendere noto a tutti o a molti&#8221; e &#8220;rendere accessibili a un più vasto pubblico, per mezzo di un’esposizione semplice e piana, nozioni scientifiche e tecniche&#8221;. Credo di non sbagliare dicendo che questo vale oggi anche per questioni non puramente scientifiche.</p>
<h3>La mia proposta di divulgazione</h3>
<p>In sostanza se oggi ancora risulta difficile accostarti alla storia dell&#8217;arte senza sentirti ignorante, manchevole o imbranato, non è detto che sia colpa tua, forse semplicemente difficile è trovare chi l&#8217;arte sappia raccontartela con semplicità e partendo <em>dall&#8217;inizio</em>.</p>
<p>Per questo non trovo nulla di condannabile in iniziative come quella recente di <a href="https://www.artonauti.it/" target="_blank" rel="noopener">Artonauti</a>, il primo album di figurine dell&#8217;arte pensato per i bambini, che sta riscuotendo molto successo. Me li immagino le mamme e i papà che assistono i loro bimbi nell&#8217;applicazione delle figurine e già che ci sono danno una sbirciatina a immagini, nomi e luoghi.<br />
Può essere semplicemente un primo spunto, una piccola scintilla per riaccendere l&#8217;interesse verso una materia magari poco frequentata.</p>
<p>E qui vengo al punto: sono proprio i bambini la chiave di tutto.&nbsp;</p>
<p>Se parlo chiaro ai bambini parlerò chiaro anche ai loro genitori, se mi farò comprendere dai piccoli mi comprenderanno anche i grandi.<br />
Questo è proprio quello che succede quando accompagno un gruppo di famiglie nell&#8217;osservazione di un&#8217;opera d&#8217;arte: mi rivolgo ai bambini ma gli adulti mi ascoltano, osservano e talvolta scoprono qualcosa di nuovo anche loro, comprendono aspetti tralasciati in altre occasioni, finalmente possono domandare senza imbarazzarsi troppo perché il contesto è protetto e alla portata di tutti.&nbsp;È come un piccolo seme gettato in un terreno che aspettava proprio questo.</p>
<p>Ci tengo infine a dire che parlare ai bambini non significa banalizzare, raccontare cose inesatte e inventare chissà quali storie. Significa piuttosto mettersi nei loro panni, anche fisicamente &#8211; perché osservare un&#8217;opera d&#8217;arte dal basso non è la stessa cosa che farlo dall&#8217;alto &#8211; e poi semplificare un racconto concentrandosi sull&#8217;essenziale, mettendo in luce poche e basilari priorità. Se questo è il punto di partenza sarà sempre possibile andare più in profondità e proseguire osservazione e spiegazione in base alla ricezione di chi ci sta ascoltando.</p>
<p>E tu cosa pensi? I bambini possono essere un canale privilegiato per una prima divulgazione anche agli adulti?</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/v0bka9HzFFw?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Mathilde Merlin</a>&nbsp;via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/search/photos/museum-kids?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/arte-per-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laboratori per bambini: come scegliere?</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/laboratori-per-bambini-come-scegliere/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/laboratori-per-bambini-come-scegliere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 17:32:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3486</guid>

					<description><![CDATA[In questo post torno sull’argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div class="elementor elementor-3486">
			<div class="elementor-inner">
				<div class="elementor-section-wrap">
							<section data-id="122d3356" class="elementor-element elementor-element-122d3356 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="ccb197f" class="elementor-element elementor-element-ccb197f elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="6d766c22" class="elementor-element elementor-element-6d766c22 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-element_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3 class="sottotitolo2">In questo post torno sull&#8217;argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.</h3><p><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3488" src="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg" alt="laboratorio" width="800" height="533" data-id="3488" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p><p>Del perché <em>laboratorio</em> non è sinonimo di <em>lavoretto</em> già ho discusso tempo fa (<a href="http://www.lapiccolagerbera.it/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/" target="_blank" rel="noopener">qui puoi trovare il post</a> in cui ne accenno). <br />È facile sentir parlare di lavoretti nei più svariati contesti, ma ribadisco che la parola <em>lavoretto</em> a me non piace per più di una ragione:<br />1. è un vezzeggiativo che tende a sminuire il prodotto finito di chi si è messo al <strong>lavoro</strong> per realizzarlo,<br />2. è svilente,<br />3. liquida senza mezzi termini il frutto di un procedimento che non è detto sia stato rapido e soprattutto privo di ingegno e impegno. </p><p>Se sento parlare di lavoretto a me viene piuttosto da pensare a un <strong>prodotto in serie</strong>, uguale per tutti, spesso preconfezionato dall&#8217;operatore mediante il ritaglio di sagome o addirittura fotocopie di disegni in bianco e nero e un successivo intervento meccanico da parte dei bambini secondo indicazioni precise.</p><p>Chiarisco nuovamente che se tu a casa come tante mamme (ehi papà all&#8217;ascolto, dimmi che lo fai anche tu!) ti dai spesso da fare per sperimentare attività manuali con i tuoi bambini e prendi spunto da soluzioni preconfezionate che trovi on-line o su qualche manuale fai-da-te, ecco quelli per me non sono semplici lavoretti, ma piuttosto importanti momenti di condivisione, tempo prezioso da dedicare al rapporto genitori-figli e occasione per mettere alla prova le capacità di coordinazione, concentrazione e motricità fine dei più piccoli.</p><p>Ma quando si tratta di scegliere un laboratorio fuori casa a cui far partecipare i nostri bambini, allora qui sì che divento più esigente! E ti spiego perché.</p><h3>Laboratori per bambini ben progettati: ecco come</h3><p>Inizio col dirti come dovrebbe essere, secondo me, un laboratorio ben progettato e condotto.</p><p>Prima di tutto chiarisco che un buon laboratorio non si improvvisa, è frutto di un lavoro preparatorio complesso che comprende la scelta di temi, materiali, tecniche e procedimenti da suggerire.</p><p>Non solo. Buona regola è anche sperimentare in prima persona l&#8217;efficacia del laboratorio, realizzandolo con le proprie mani e, se disponibile, con quelle di un piccolo aiutante: se molto si può prevedere, l&#8217;esito in realtà non è mai scontato (e non lo sarà neanche dopo la prova! Ma ci saranno meno variabili dubbie).</p><p>Infine fondamentale è il tipo di professionista che lo conduce: posso far progettare un efficacissimo laboratorio dal miglior atelierista sulla piazza, ma non avrà mai successo se a realizzarlo non sarà una persona attenta e presente. Attenta alle risposte contingenti dei bambini e alle loro reazioni, presente in tutti i sensi perché sappia mettersi in ascolto e osservare quanto accade, incoraggiando e spronando se necessario, ponendosi come guida senza tuttavia intervenire mai troppo.</p><h3>Laboratori di qualità: sai riconoscerli?</h3><p>Premesso questo la mia domanda è: sai riconoscere un buon laboratorio? </p><p>Mi rendo conto che da &#8220;non addetti ai lavori&#8221; non sia così scontato capirlo, soprattutto è difficile fare previsioni plausibili prima di parteciparvi.<br />Se hai adocchiato cioè un laboratorio a cui vorresti portare il tuo bambino, ma non conosci chi lo conduce e nessuno sa darti informazioni, il mio consiglio è di fare prima di tutto una piccola ricerca sul profilo dell&#8217;operatore, per capirne le competenze e la professionalità: se l&#8217;operatore è presente on-line sarà probabilmente semplice, in caso contrario potrai provare a chiedere di persona agli organizzatori, scrivendo o telefonando se non ti è possibile fare diversamente.<br />Sarà utile anche leggere la descrizione dell&#8217;attività, che spesso riporta indicazioni sulla metodologia usata, i materiali, gli obiettivi: questo potrà darti interessanti indizi sull&#8217;attenzione che è stata posta alla progettazione.</p><p>Se infine hai deciso di fare una prova e la tua bambina ha partecipato ma tu non sei stato presente, puoi farti raccontare e soprattutto osservare il lavoro che è stato realizzato: che cosa ti dice?</p><p>C&#8217;è una domanda sopra tutte che può aiutarti a sciogliere il nodo e capire se ne è valsa la pena. Osserva il lavoro finito e immagina, se non lo sai, il procedimento per realizzarlo, quindi chiediti:</p><p style="text-align: center;"><strong>a cosa serve?</strong></p><p>La domanda si riferisce non al manufatto realizzato, ma a tutto il processo per arrivarci. </p><h3>Tipologie di laboratorio</h3><p>La risposta dipenderà molto anche dal tipo di laboratorio.</p><p><strong>Esempio 1</strong><br />Abbiamo realizzato una maschera di cartapesta.<br /><em>A cosa è servito? </em><br />Ho imparato come si realizza la cartapesta, l&#8217;ho modellata con le mie mani e le ho dato una forma che mi piaceva, dopo che mi è stato mostrato in quanti modi avrei potuto farlo.</p><p><strong>Esempio 2</strong><br />Abbiamo realizzato un disegno a partire da un foglio strappato.<br /><em>A cosa è servito?</em><br />Ho sperimentato lo strappo casuale di un foglio, l&#8217;ho osservato e ho provato a vedere qualcosa in quella forma. Ho liberato la mia testa dai pregiudizi e ho lasciato spazio alla fantasia e poi, secondo le mie possibilità, ho dato vita alla figura che avevo in mente.*</p><p>Se la risposta alla domanda <em>a cosa serve?</em> fosse troppo difficile da dare, è legittimo nutrire qualche dubbio sull&#8217;efficacia del laboratorio. A cosa serve incollare del cotone idrofilo sulla barba di un Babbo Natale già disegnato e ritagliato? A cosa serve applicare occhi e bocca pretagliati su un rotolo di carta igienica? Può darsi che queste operazioni si inseriscano in un contesto più complesso e che quindi abbiano un senso, ma viste come prodotto di un laboratorio didattico mi farebbero nutrire forti dubbi.</p><p>Ha invece senso sperimentare una tecnica artigianale come quella della cartapesta perché aiuta il bambino a sviluppare le proprie capacità di coordinamento e analisi, comprendendo le diverse fasi di un procedimento (cosa viene prima e cosa viene dopo), facendo esperienza diretta della trasformazione di più materiali in un altro che è poi in grado di manipolare e conoscere attraverso il tatto. Per non parlare del momento creativo nel senso letterale del termine, quando il bambino <em>crea</em> la maschera seguendo le indicazioni e le possibilità di modellazione che gli sono mostrate.</p><p>Anche strappare un foglio ha un senso, perché siamo tutti abituati, adulti compresi, a disegnare a partire da un bel foglio d&#8217;album o un A4 della risma per fotocopie. Ma cosa accade quando proviamo a rompere le forme consuete e ci troviamo di fronte a un formato inusuale? È una sfida per il nostro occhio, che cerca analogie e associazioni per aiutarci ad andare oltre lo stereotipo, come ci insegna Bruno Munari (qui trovi la <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/03/forme-e-formati.html" target="_blank" rel="noopener">descrizione di Simona Balmelli</a> di un laboratorio sulle forme).</p><h3>In una parola: laboratori didattici</h3><p>Quanto ai due esempi che ho fatto sopra, riconoscerai che si tratta di due situazioni molto diverse, che a me piace semplificare così: nel primo caso ho partecipato a un <strong>laboratorio artigianale</strong>, sperimentando un <em>saper fare</em> manuale prezioso e non banale, nel secondo caso invece il laboratorio è stato più che altro di tipo <strong>creativo</strong>, stimolando cioè l&#8217;osservazione e la successiva sperimentazione a partire da uno spunto iniziale.</p><p>Sono proprio i laboratori didattici (quelli cioè che hanno l&#8217;ambizione non tanto di insegnare, quanto di mostrare e incoraggiare alla sperimentazione), i più complessi da progettare. Così come spesso impegnativo, ma gratificante e piacevole, può essere parteciparvi.</p><p>E la partecipazione a un laboratorio didattico dà la possibilità alla tua bimba e al tuo bimbo di apprendere qualcosa di nuovo: un sapere manuale o una sperimentazione.</p><p>Spero di averti dato qualche strumento in più per avvicinarti con spirito critico ai tanti laboratori per bambini che sono ormai in circolazione. Dal canto mio ti lascio qui di seguito un breve schema sui laboratori che progetto e conduco io stessa. Se ancora non hai provato, perché non iniziare?</p><p>*Ovviamente non è necessario che il bambino che partecipa al laboratorio sia consapevole del senso di ogni suo gesto, è importante che lo sia chi conduce il laboratorio e con attenzione e senza eccessive interferenze guida tutto il processo di sperimentazione e scoperta.</p></div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
				<section data-id="1c720f9" class="elementor-element elementor-element-1c720f9 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="3978a02" class="elementor-element elementor-element-3978a02 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="43da88c" class="elementor-element elementor-element-43da88c elementor-position-left elementor-vertical-align-middle elementor-widget elementor-widget-image-box" data-element_type="image-box.default">
				<div class="elementor-widget-container">
			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/">Laboratori creativi</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Durante un laboratorio creativo realizziamo insieme lavori originali e non convenzionali a partire da uno spunto iniziale. Mediante procedimenti chiari e semplici ognuno sperimenta tecniche e soluzioni personali per arrivare alla creazione della propria opera a tema.</p></div></div>		</div>
				</div>
				<div data-id="ce6503c" class="elementor-element elementor-element-ce6503c elementor-position-left elementor-vertical-align-middle elementor-widget elementor-widget-image-box" data-element_type="image-box.default">
				<div class="elementor-widget-container">
			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/artistici/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Tempera-su-tavola-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Tempera-su-tavola-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Tempera-su-tavola-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/artistici/">Laboratori artistici</a></h4><p class="elementor-image-box-description">I laboratori artistici sono attività che prendono spunto direttamente dalla storia dell’arte e approfondiscono alcune tecniche preliminarmente osservate, come la tempera all'uovo o lo sbalzo su rame.</p></div></div>		</div>
				</div>
				<div data-id="0589288" class="elementor-element elementor-element-0589288 elementor-position-left elementor-vertical-align-middle elementor-widget elementor-widget-image-box" data-element_type="image-box.default">
				<div class="elementor-widget-container">
			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/artigianali/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/08/Cestini-di-carta2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/08/Cestini-di-carta2-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/08/Cestini-di-carta2-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/artigianali/">Laboratori artigianali</a></h4><p class="elementor-image-box-description">I laboratori artigianali si ispirano ad attività tradizionali e hanno come finalità la sperimentazione di tecniche e saperi di un tempo che a noi sembra perduto, promuovendo la manipolazione e il senso pratico di semplici operazioni manuali.</p></div></div>		</div>
				</div>
				<div data-id="bc0799a" class="elementor-element elementor-element-bc0799a elementor-position-left elementor-vertical-align-middle elementor-widget elementor-widget-image-box" data-element_type="image-box.default">
				<div class="elementor-widget-container">
			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Laboratori di storia dell'arte</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Sono incontri di avvicinamento alla storia dell’arte, che combinano momenti di osservazione e narrazione ad attività laboratoriali di tipo pratico e creativo. In aggiunta è anche possibile scegliere una visita guidata per osservare dal vivo una delle opere su cui si è lavorato durante gli incontri.</p></div></div>		</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
				<section data-id="eee41b4" class="elementor-element elementor-element-eee41b4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;gradient&quot;}" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="d0e8c68" class="elementor-element elementor-element-d0e8c68 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="dadd03c" class="elementor-element elementor-element-dadd03c elementor-widget elementor-widget-divider" data-element_type="divider.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-divider">
			<span class="elementor-divider-separator"></span>
		</div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
				<section data-id="da4a9e3" class="elementor-element elementor-element-da4a9e3 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="ab38849" class="elementor-element elementor-element-ab38849 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="8e8b03f" class="elementor-element elementor-element-8e8b03f elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-element_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><hr /><p>La foto di copertina è di Joshua Eckstein via <a href="https://unsplash.com/photos/VAJEea9u6k8" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p></div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
						</div>
			</div>
		</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/laboratori-per-bambini-come-scegliere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Idee creative per un Natale ad arte</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/idee-creative-natale-ad-arte/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/idee-creative-natale-ad-arte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 19:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Lab per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3410</guid>

					<description><![CDATA[Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative a tema natalizio con i tuoi bambini.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3414" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg" alt="" width="800" height="606" data-id="3414" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-300x227.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ci risiamo: arriva un&#8217;altra volta il Natale e tu ti ritrovi più o meno forzatamente alle prese con il <em>fai da te</em> a tema.<br />
Che tu sia la mamma o il papà che sfoglia tutorial e si appassiona al bricolage o al contrario se lo eviti più che volentieri, ti avviso che qui non troverai istruzioni per <em>lavoretti</em> natalizi o per realizzare segnaposti e neanche un bel centrotavola. Se mi conosci già lo immagini.</p>
<p>Ti offro semplicemente qualche spunto per realizzare attività creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate al Natale</h3>
<ul>
<li><strong>Un presepe di carta</strong>: forse in famiglia festeggiate il Natale tradizionale con tanto di presepe oppure al contrario la vostra festa è tutt&#8217;altro che religiosa. In ogni caso il 25 dicembre per tradizione si ricorda la nascita di un bambino. Ho letto di recente una <a href="http://bit.ly/2FXJ7V4" target="_blank" rel="noopener">riflessione sul rituale del presepe</a> che ha condiviso <a href="http://laurencelandais.wixsite.com/unadoulaxamica" target="_blank" rel="noopener">Laurence Landais la tata-doula</a> dalla pagina di un&#8217;associazione di Pisa: ho trovato una ragione che mi sembra più che sufficiente per assecondare il desiderio di realizzare un presepe in famiglia.<br />
Esistono infiniti spunti per costruire presepi divertenti e alternativi, voi lo fate? E come? Il mio suggerimento è di sperimentare la tecnica delle sculture di carta di <a href="https://shop.artebambini.it/sculture-di-carta?___SID=U" target="_blank" rel="noopener">Fuad Aziz</a>. Hai in mente quei manichini di carta che si facevano da bambini con tanto di vestiti da abbinare usando linguette di carta per fissarli? Non proprio quelli ma qualcosa di simile.<br />
Sfogliando l&#8217;<a href="https://artebambini.it/attivita-editoriale/novita/sculture-di-carta/">anteprima del libro</a> di Fuad Aziz puoi farti un&#8217;idea di come realizzare i manichini: serve del cartoncino robusto, colori di diverso genere, colla e tanto ingegno e fantasia per realizzare i diversi personaggi nelle pose che preferisci.&nbsp;<br />
La cosa divertente dei presepi è che possono essere non &#8220;statici&#8221; e puoi lasciare che i bambini ci giochino più e più volte creando storie tra i personaggi.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il museo del Natale</strong>: hai mai provato a riflettere su cosa è un museo? Il museo nasce come una raccolta ordinata di oggetti, i più disparati. Fermati a pensare con il tuo bambino quali musei avete visitato finora, se ne avete visitati, e provate a immaginare come potrebbe essere il museo del Natale, del vostro Natale.<br />
Che cosa potrebbe contenere? Una raccolta ordinata di alberi di diverso tipo, oppure di palle per l&#8217;albero (distinte per colore o per forma), o ancora dei segnaposto che avete usato per il pranzo negli ultimi anni (magari ne avete conservato qualche esemplare).&nbsp;Può anche essere un insieme di qualcosa di più immateriale, da rappresentare mediante disegni, per esempio: una raccolta di emozioni ricorrenti a Natale? O di canzoni?<br />
Una volta raccolta una certa quantità di oggetti potete dar loro un ordine e decidere dove riporli: in una scatola già confezionata, in una da realizzare insieme con la <a href="http://creareconlacarta.it/scatole-origami/" target="_blank" rel="noopener">tecnica dell&#8217;origami</a>, su un vassoio per lasciare che il museo venga <em>visitato&nbsp;</em>liberamente o dove altro vuoi tu.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>L&#8217;albero texturizzato</strong>: e se l&#8217;albero non fosse il tradizionale abete? Un paio di mesi fa ho scritto un <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/autunno-creativo/" target="_blank" rel="noopener">post con alcuni suggerimenti su attività autunnali</a> da svolgere con il tuo bambino e ho proposto di realizzare alberi di carta (la carta del pane) con la <em>regola</em> di Bruno Munari (in sintesi il ramo che segue sarà sempre più piccolo del ramo che lo precede).<br />
Questa volta puoi partire da un foglio di carta, possibilmente lungo, per esempio un A3 diviso a metà per il lungo o un foglio più grande o più piccolo a seconda del risultato che intendete ottenere, e iniziate a divertirvi con la tecnica del <em>frottage</em>. Te ne ho già parlato, è un modo per catturare la pelle delle cose strofinando con i colori a cera sopra il foglio appoggiato su superfici ruvide: si ottengono <em>texture</em> sorprendenti. Segui l&#8217;esempio di questo bellissimo&nbsp;<a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/05/fare-insieme-mani-grandi-e-mani-piccine.html" target="_blank" rel="noopener">post di Simona Balmelli</a>&nbsp;e se alla fine vuoi un risultato più natalizio, puoi realizzare a parte decorazioni con la stessa tecnica da fissare poi con la colla o la spillatrice ai rami dell&#8217;albero.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il tangram del Natale</strong>: conosci il tangram? È un antico gioco cinese a forma di quadrato contenente sette piccole figure geometriche colorate: scopo del gioco è&nbsp;formare&nbsp;sagome riconoscibili&nbsp;di oggetti, animali, persone ecc. usando tutte le piccole figure.<br />
La sfida nel nostro caso sarà realizzare immagini legate proprio al Natale: un albero, Babbo Natale, una renna, una stella cometa o qualsiasi cosa venga in mente a voi. Per realizzare un tangram potete usare carta colorata, carta o cartoncino bianchi che colorerete voi oppure carta di riviste, l&#8217;effetto è molto interessante se scegliete belle immagini. Puoi trovare facilmente in rete una traccia per le forme; sul <a href="http://www.didatticarte.it/Blog/?p=397" target="_blank" rel="noopener">blog di Emanuela Pulvirenti</a> trovi in più alcune riflessioni e sorprendenti esempi.</li>
</ul>
<p>Come ti sembrano queste idee? Mi farebbe davvero piacere se tu avessi voglia di raccontarmi o mostrarmi quali sono le vostre opere a tema e se provate alcuni di questi spunti sarebbe bellissimo vedere i risultati! Ma quel che più conta, ovviamente, è il momento in cui tu e il tuo bambino o la tua bambina lavorate insieme, senza preoccuparvi troppo dell&#8217;esito!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/idee-creative-natale-ad-arte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Citta&#8217; d&#8217;arte con i bambini: come e perche&#8217;</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/citta-darte-con-i-bambini/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/citta-darte-con-i-bambini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 11:28:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[città d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[visite per famiglie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3308</guid>

					<description><![CDATA[Ti piace andare per città d'arte ma con i bambini ti sembra faticoso e stancante? Ti do qualche spunto per rendere le visite gradevoli e divertenti per tutti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div class="elementor elementor-3308">
			<div class="elementor-inner">
				<div class="elementor-section-wrap">
							<section data-id="1ee3a14d" class="elementor-element elementor-element-1ee3a14d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="4b872adc" class="elementor-element elementor-element-4b872adc elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="102934e" class="elementor-element elementor-element-102934e elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-element_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3 class="sottotitolo2">Ti piace andare per città d&#8217;arte ma con i bambini ti sembra faticoso e stancante? Ti do qualche spunto per rendere le visite gradevoli e divertenti per tutti.</h3><div id="attachment_3112" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Piazza-cavalieri.jpg"><img loading="lazy" aria-describedby="caption-attachment-3112" class="size-full wp-image-3112" src="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Piazza-cavalieri.jpg" alt="città arte con bambini" width="800" height="438" data-id="3112" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Piazza-cavalieri.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Piazza-cavalieri-300x164.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Piazza-cavalieri-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3112" class="wp-caption-text">Non è mai troppo presto per iniziare! I consigli che trovi qui di seguito sono però per bimbi più grandi</p></div><p>Prima di diventare mamma o papà approfittavi di ogni weekend libero per una mini vacanza: una città d&#8217;arte, eventi culturali ed enograstronomici, piccoli borghi da esplorare. <br />Poi è arrivata lei/lui o addirittura loro e tu ti sei detto: ah, mica mi fermo! Però, PERÒ, più i piccoli crescono, più diventano esigenti e non si lasciano trascinare tanto facilmente in qualunque luogo e occasione piaccia a te. Non serve che te lo dica io.</p><p>Certo, le escursioni in mezzo alla natura sono di più facile coinvolgimento, ma tu non vuoi rinunciare alle (una volta) consuete esplorazioni culturali. <br />Probabilmente hai già il tuo asso nella manica che ti giochi ad ogni occasione necessaria, ma qualche spunto in più può essere utile anche a te.</p><h3>Strategie semplici ma efficaci per memorabili visite in città d&#8217;arte</h3><p><strong>1.</strong> Partiamo dal consiglio più basico, che probabilmente già metti in atto.<br />Quando programmi la vostra escursione in città (parlo sempre di città, ma vale anche per piccoli borghi o altri luoghi che intendi visitare), fai attenzione ad <strong>alternare i momenti</strong> di visita vera e propria (la chiesa, il castello, il museo ecc.) ad altri di movimento che consentano maggiore libertà motoria: la corsa in piazza o la sosta al parco cittadino per esempio. <br />Se vi siete appena concessi una passeggiata tra palazzi storici con breve tappa al Museo Archeologico, sarà più che utile e anzi necessario un momento di sfogo nel luogo che riterrai più adatto al tuo bambino.</p><p><strong>2.</strong> Se ti stai già chiedendo &#8220;Museo Archeologico?! Ma come lo coinvolgo lì dentro?&#8221;, mi sento di dirti subito di entrarci solo se a monte c&#8217;è un reale interesse, tuo o del bambino. E quando dico interesse intendo che può essere anche soltanto potenziale, cioè sai che potrà interessare uno dei due o entrambi, ma ancora non ne hai fatto esperienza diretta: sicuramente vale la pena provare! <br />Ho fatto l&#8217;esempio del Museo Archeologico ma potrebbe essere quello di Arte contemporanea o medievale o della città o della moda o delle pipe (esistono davvero musei di ogni genere!). Il punto è: <strong>come visitare il museo con i bambini?</strong> Ti rimando direttamente a un mio vecchio post in cui ho affrontato l&#8217;argomento dando qualche suggerimento spicciolo, lo trovi <a href="http://www.lapiccolagerbera.it/al-museo-col-mio-bambino-ma-come/" target="_blank" rel="noopener">cliccando qui</a>.</p><p><strong>3.</strong> Ti piace <strong>raccontare storie</strong>? Chissà quante ne leggi alla tua bimba e chissà se ne inventi di sana pianta insieme a lei. Questa può essere l&#8217;occasione giusta per fare entrambe le cose. <br />Se hai a disposizione una guida per bambini o hai trovato qualche risorsa utile sul web, probabilmente hai una storia bell&#8217;e pronta da raccontare, in caso contrario puoi leggere qualche informazione sul luogo che state per visitare e costruirci tu una piccola storia intorno, la protagonista potrebbe essere proprio la tua bimba e le avventure da lei vissute, con riferimenti alla realtà calata nel posto in cui vi trovate. Per esempio invéntati una duchessa che porti proprio il suo nome e visitate i luoghi dove ha vissuto e dove sono accadute cose reali o semplicemente verosimili, per aggiungere pepe alla storia: &#8220;In questo palazzo la duchessa Carolina amava non perdersi neanche un tramonto osservandolo dalla terrazza posta ad ovest. Andiamo a cercarla!&#8221;.<br />Sia che si tratti di una storia inventata da te o che tu la stia leggendo su qualche guida, associa dettagli o particolari visivi da andare a cercare insieme; potete vedere anche alcune foto sul telefono in anteprima e trovare poi i particolari dal vivo e commentarli insieme. Una specie di caccia al tesoro: a te decidere quale è il tesoro (una gustosa merenda finale?).</p><p><strong>4.</strong> Visitare una città può anche essere un modo per <strong>giocare insieme</strong>. Se il tuo bambino sa scrivere potete usare le lettere dell&#8217;alfabeto come filo conduttore del gioco e sfidarvi in una gara per trovare il maggior numero di cose che iniziano per la lettera scelta di volta in volta. <br />Per esempio andiamo a visitare il <strong>C</strong>astello del borgo e scegliamo dunque la <strong>C</strong>: troviamo il <strong>C</strong>ancello, il <strong>C</strong>ordolo del marciapiede, il <strong>C</strong>ortile, il <strong>C</strong>ielo che si vede dal cortile, le <strong>C</strong>olonne della sala più preziosa, i <strong>C</strong>apitelli delle colonne e così via, il grado di approfondimento lo scegliete voi. Sarà un modo efficace per allenare lo spirito d&#8217;osservazione di tutti e imparare anche qualche termine nuovo. A te scegliere se giocare davvero o dare un po&#8217; di vantaggio al tuo bimbo!<br />Una variante per i più piccoli può essere legata ai colori. Per esempio scegliamo il giallo e ad ogni sosta cerchiamo il maggior numero possibile di oggetti gialli, secondo lo stesso principio suggerito sopra.</p><p><strong>5.</strong> Sai che in alcune città esistono guide turistiche specializzate nel condurre in visita famiglie con bambini?<br />Il mio consiglio è di fare una ricerca prima della partenza e capire quali sono le <strong>guide cosiddette</strong> <strong><em>kids</em> o </strong><em><strong>family friendly</strong> </em>e contattarle per un preventivo. Ricordati di assicurarti che siano guide abilitate, cioè che abbiano un patentino che le autorizzi ad esercitare. Se poi vuoi un consiglio personalizzato in merito a una città o una guida che hai individuato prova a scrivermi e ti aiuterò volentieri se sono in grado! <br />Esistono poi visite guidate da svolgere in gruppo con altre famiglie, basta guardare sul calendario e individuare la data che fa per voi. <br />Io conosco per esempio i bellissimi <a href="https://www.facebook.com/safariurbanofamily/" target="_blank" rel="noopener">Safari Urbani</a>, un progetto che interessa diverse città d&#8217;Italia (e altre sono in arrivo&#8230;resta in attesa!) mettendo in scena vere e proprie visite interattive per tutta la famiglia con il coinvolgimento diretto dei bambini. Puoi leggere tutti i dettagli sulla loro pagina facebook, te li consiglio caldamente.<br />Una sorta di catalogo di visite per bambini lo trovi anche nell&#8217;<a href="https://www.mammacult.com/it/attivita/tour/" target="_blank" rel="noopener">apposita sezione</a> di Mamma Cult, un portale dedicato alle attività per bambini.</p><h3 class="sottotitolo1">E infine una novità in gestazione da tempo: se tra le tue mete in programma c&#8217;è la città di <b>Lucca</b>, ti annuncio che non c&#8217;è bisogno di andar tanto in cerca di guide perché è finalmente pronta per te <b>una visita per tutta la famiglia condotta proprio da me.</b><br />Ti va di partecipare? Qua sotto trovi in anteprima il link per tutte le informazioni e i dettagli.</h3></div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
				<section data-id="5174d8e" class="elementor-element elementor-element-5174d8e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="c47d349" class="elementor-element elementor-element-c47d349 elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="0a1da46" class="elementor-element elementor-element-0a1da46 elementor-widget elementor-widget-image" data-element_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-image">
											<a href="http://www.lapiccolagerbera.it/tag/visita-di-lucca/" data-elementor-open-lightbox="" target="_blank">
							<img width="640" height="411" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/Dettaglio-mappa-a-3.png" class="attachment-large size-large" alt="mappa di Lucca" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/Dettaglio-mappa-a-3.png 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/Dettaglio-mappa-a-3-300x193.png 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/Dettaglio-mappa-a-3-768x493.png 768w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />								</a>
											</div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
				<div data-id="b01c781" class="elementor-element elementor-element-b01c781 elementor-column elementor-col-66 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="bfbf9a2" class="elementor-element elementor-element-bfbf9a2 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-element_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3><a style="font-size: 1.8rem;" href="http://www.lapiccolagerbera.it/lucca-per-famiglie-itinerari/" target="_blank" rel="noopener">Lucca per famiglie &#8211; Visita guidata alla città</a> </h3><h3>le date in programma.</h3></div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
				<section data-id="1434b50" class="elementor-element elementor-element-1434b50 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
				<div class="elementor-row">
				<div data-id="0739425" class="elementor-element elementor-element-0739425 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
					<div class="elementor-widget-wrap">
				<div data-id="9879f30" class="elementor-element elementor-element-9879f30 elementor-widget elementor-widget-spacer" data-element_type="spacer.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<div class="elementor-spacer">
			<div class="elementor-spacer-inner"></div>
		</div>
				</div>
				</div>
						</div>
			</div>
		</div>
						</div>
			</div>
		</section>
						</div>
			</div>
		</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/citta-darte-con-i-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Autunno creativo tra boschi e casa</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/autunno-creativo/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/autunno-creativo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 19:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Lab per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3246</guid>

					<description><![CDATA[In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell'autunno e delle giornate ancora tiepide.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Qualche idea autunnale per continuare a stare all&#8217;aria aperta e rielaborare con creatività gli elementi della natura</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell&#8217;autunno e delle giornate ancora tiepide</h3>
<div id="attachment_3247" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3247" loading="lazy" class="size-full wp-image-3247" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg" alt="autunno di Giggia" width="800" height="800" data-id="3247" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-300x300.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-768x768.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-3247" class="wp-caption-text">L&#8217;autunno di Giggia &#8211; Foto e creazione di <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Silvia Battaglini</a>, che ringrazio moltissimo</p></div>
<p>Autunno: una stagione magica che personalmente ho imparato ad amare solo &#8220;da grande&#8221; ma che credo possa regalare momenti unici anche ai bambini, quando finalmente possono stare all&#8217;aperto senza paura di scottarsi o <em>liquefarsi</em> al sole e soprattutto possono insieme a noi godere di paesaggi e dettagli dai colori caldissimi e sorprendenti.</p>
<p>Capita anche a te di avere l&#8217;istinto di fotografare ogni albero rosso che incontri o la collina dalle molteplici sfumature o la singola foglia striata che sembra un&#8217;opera d&#8217;arte? Sì, in autunno ancor di più ho sempre l&#8217;impressione di ammirare quadri bellissimi, come se fossi in un museo a cielo aperto!</p>
<p>Questo tempo è dunque l&#8217;ideale per proporre ai nostri bimbi alcune attività creative perfette per l&#8217;autunno: perfette per il largo uso di elementi naturali tipici della stagione e perché mettono insieme la bellezza dello stare all&#8217;aperto e una successiva rielaborazione a casa, da abbinare a una merenda o all&#8217;ascolto della pioggia che batte sui vetri.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate all&#8217;autunno</h3>
<ul>
<li><strong>La pelle delle foglie</strong>: sì, in autunno la cosa più sorprendente delle foglie è il colore che varia dal giallo al rosso al marrone in un caleidoscopio di colori caldi che adoro. Ma l&#8217;autunno è anche l&#8217;occasione per maneggiare tanti tipi di foglie che si trovano a terra, senza bisogno di danneggiare le piante con strappi inutili.<br />
Provate a raccogliere tanti tipi di foglie di piante diverse o della stessa, e insieme osservatene i particolari: la <strong>forma</strong> (palmata, lanceolata, trifida; molto probabilmente il tuo bimbo ti stupirà perché a scuola spesso si insegnano questi termini che poi da grandi smettiamo di usare), il <strong>profilo</strong> (liscio, seghettato, smerlato), la <strong>superficie</strong>, cioè la <em>pelle</em> delle foglie con tutte le sue nervature. Selezionate le foglie che vi piacciono di più e portatele a casa. Attenzione: non devono essere troppo secche per questo tipo di attività, altrimenti si rompono.<br />
A questo punto prendete fogli bianchi e colori a cera a cui avrete tolto la pellicina di carta e cominciate a sperimentare il&nbsp;<em>frottage</em>: metti la foglia sul tavolo, coprila con il foglio e strofina sopra con un colore a cera tenendolo nel senso della lunghezza. Strofinate su tutta la superficie e verificate che piano piano emerga il disegno della <em>pelle</em> della foglia. Provate con foglie diverse e colori diversi, variando anche la pressione del colore e decidete poi che farne, se ritagliare il contorno delle foglie e conservare il nuovo esemplare colorato oppure utilizzare tutti i campioni di colore come <em>pattern</em> per un collage creativo, per creare cioè un&#8217;immagine a piacere.<br />
Trovi questo tipo di attività in <a href="http://www.italiantoyscuole.it/italiantoyscuole/il-banco-del-naturalista_educazioneambientale/">alcuni dei giochi didattici</a> di <strong>Italian Toy</strong> e puoi approfondire l&#8217;uso della tecnica del <em>frottage</em> leggendo <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/02/frottage-una-tecnica-dai-mille-usi.html">questa spiegazione</a> di Simona Balmelli, che ti consiglio di seguire sul blog (e se abiti al nord puoi anche andare a trovarla nella sua <a href="http://toctocbottega.blogspot.com/">nuova bottega Toc toc</a>).</li>
<p></br></p>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: se avete occasione di fare una scampagnata alla ricerca di castagne o anche semplicemente se hai un bel giardino o vi trovate al parco, approfittane per fare incetta di materiali i più vari: rametti secchi, foglie, piccoli sassi, muschio, ghiande, castagne, pigne, bacche e qualsiasi altra cosa possiate raccogliere. Non occorre strafare e riempire uno zaino, bastano pochissimi oggetti.&nbsp;<br />
Una volta a casa prendete un foglio, magari non troppo grande (una metà del foglio A4 classico andrà bene) e provate a metterci sopra uno o più oggetti raccolti: a cosa assomigliano? &#8220;Questa foglia sembra una nuvola in cielo e questo cappuccio di ghianda assomiglia a un cappello&#8221;. Prendi una matita e prova a completare l&#8217;insieme in base a quello che ti suggeriscono l&#8217;oggetto stesso e la fantasia, un po&#8217; come fa <strong>Silvia Battaglini</strong> con la sua <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Giggia</a>. Non la conosci? Rimedia subito! Lei è un&#8217;artista, non ti scoraggiare quindi se non riuscirete subito ad essere così poetici e soprattutto lascia che il tuo bimbo si sbizzarrisca e sperimenti in libertà, questo è il senso.</li>
<p></br></p>
<li><strong>Il catalogo dell&#8217;autunno</strong>: nel <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-creativita-all-aperto/">mio post sulle attività all&#8217;aperto</a> ti ho suggerito quest&#8217;estate l&#8217;idea del catalogo naturale. Vale assolutamente anche per la versione autunnale!&nbsp;<br />
Scegliete una tipologia di elementi naturali, per esempio le castagne, le ghiande, le foglie (le foglie!). Una sola tipologia mi raccomando e scegliete un criterio di ordinamento: per grandezza, per <em>cicciosità</em>, per colore, per tipo di superficie ecc. Già mi immagino un catalogo di foglie ordinate in base al colore: il trionfo dell&#8217;autunno!<br />
Questa è un&#8217;attività che può esaurirsi all&#8217;aperto, magari immortalando i cataloghi realizzati con uno scatto fotografico, oppure potete portare gli oggetti a casa e scegliere un luogo di conservazione adatto (provvisorio ovviamente!), come una scatola o un quaderno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3248" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg" alt="" width="500" height="309" data-id="3248" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg 500w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></li>
<p></br></p>
<li><strong>Alberi di carta</strong>: non so tu, ma io a casa ho tantissimi sacchetti di carta, di quelli marroncini usati di solito per il pane. Se sta piovendo da giorni e non hai fatto in tempo a raccogliere nulla all&#8217;aperto, puoi utilizzare uno di questi sacchetti per realizzare degli alberi autunnali, cioè senza foglie. Ritaglia a strisce non troppo sottili una metà del sacchetto e scegli se sperimentare una versione tridimensionale, <a href="https://pianetabambini.it/albero-autunnale-sacchetto-carta/">come questa</a>, oppure una a due dimensioni come quella della foto qui sopra. La parte lasciata intera sarà il tronco e le strisce saranno i rami: non dimenticare di seguire la regola di Bruno Munari sulla biforcazione dei rami! Se non la conosci puoi leggere una breve e chiara spiegazione su <a href="http://didatticadellarte.blogspot.com/2015/05/disegnare-un-albero.html">questo blog di didattica dell&#8217;arte</a>.&nbsp;<br />
Puoi sempre aggiungere qualche foglia, per esempio utilizzando i semi di zucca che avrai fatto seccare dopo l&#8217;ultima vellutata :) oppure quel che saprete inventare sul momento.</li>
<p></br></p>
<li><strong>L&#8217;arcobaleno dell&#8217;autunno</strong>: in effetti i colori sono la cosa che mi colpisce di più di questa stagione. Come ultima proposta ti suggerisco un&#8217;attività estremamente semplice, adatta anche ai più piccoli, che inizia ancora una volta con una bella raccolta di materiale nel bosco. Ne servirà non poco (abbi pazienza!) e fai attenzione a variare il più possibile i colori selezionati.<br />
Una volta a casa radunate tutti gli oggetti proprio in base al loro colore, per accostamento. Potete aiutarvi con dei fogli colorati sopra cui disporre gli elementi naturali in base alla vicinanza a quel colore: sarà sorprendente constatarne la varietà! Guarda che bell&#8217;effetto che fanno in <a href="https://www.pinterest.it/pin/160863017916002885/">questa foto</a>. Insieme potete infine discutere ogni particolare che avete notato, sarà un ottimo esercizio di osservazione e selezione.</li>
</ul>
<p>Forse mi dirai che insieme ai tuoi bambini hai già realizzato qualcuna di queste attività o altre sempre in tema autunnale. Ti va di mandarmi una foto? E se hai qualsiasi osservazione da fare sono qui, tutta orecchi!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/autunno-creativo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storia dell&#8217;arte a scuola: come e perche&#8217;</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/storia-dellarte-a-scuola/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/storia-dellarte-a-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 14:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[didattica dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[educazione al patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3189</guid>

					<description><![CDATA[La storia dell'arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale. In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell'arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">La storia dell&#8217;arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale&nbsp;</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell&#8217;arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3195" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg" alt="" width="800" height="495" data-id="3195" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-300x186.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-768x475.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Tu hai studiato storia dell&#8217;arte a scuola? Intendo dire: avevi almeno un&#8217;ora di storia dell&#8217;arte alle superiori? E soprattutto: la facevate?<br />
Ti faccio questa domanda perché spesso accadeva <em>ai miei tempi</em> che l&#8217;ora di storia dell&#8217;arte fosse una specie di ricreazione, tipo quella di religione, e se oggi in molte scuole l&#8217;insegnamento della storia dell&#8217;arte non esiste proprio più, di fatto anche in passato si correva il rischio di non studiarla granché.</p>
<p>E perché mai insegnarla? In <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-bambini/">un mio vecchio post</a> ho già tentato di darti qualche spunto sul perché avvicinare i bambini all&#8217;arte e ti ho suggerito qualche idea pratica per farlo. Ora torno sull&#8217;argomento perché non è solo in famiglia che i bambini possono iniziare ad apprezzare l&#8217;arte, ma anche e soprattutto a scuola.&nbsp;</p>
<h3>Arte e storia dell&#8217;arte. Hai mai pensato alla differenza?</h3>
<p>Forse dovrei più propriamente parlare di <strong>storia dell&#8217;arte</strong> e non semplicemente arte perché mi riferisco a quella prodotta nel tempo dall&#8217;uomo, dall&#8217;antichità ai giorni nostri, più che a quella che realizziamo noi stessi con le nostre mani.<br />
Molto spesso i due aspetti si sovrappongono, come nel caso dell&#8217;insegnamento alle scuole medie, dove le ore di <em>Arte e immagine</em> (che una volta si chiamava <em>Educazione artistica</em>) sono dedicate da un lato all&#8217;apprendimento di tecniche e saperi pratici, dall&#8217;altro all&#8217;avvicinamento alle opere e ai protagonisti della storia dell&#8217;arte.<br />
È&nbsp;giusto così: l&#8217;esercizio e l&#8217;esperienza portano a una maggiore consapevolezza; è fondamentale incoraggiare l&#8217;espressione artistica di bambini e ragazzi, sperimentando tecniche e materiali&nbsp;diversi, ma credo imprescindibile partire dalla conoscenza di quel che è stato prodotto in tanti secoli di storia.<br />
Come fanno e comunicano in maniera brillante e coinvolgente alcuni insegnanti che da anni curano siti di approfondimento sul web, per esempio <a href="http://arteascuola.com/it/">Arte a scuola</a> e <a href="http://www.didatticarte.it/">Didatticarte</a>. Li conosci?</p>
<h3>La potenza delle immagini: osservazione ed educazione al bello</h3>
<p>Mantenere un giusto equilibrio tra la pratica e la teoria ─ così mi sembra di poter sintetizzare ─ credo proprio sia piuttosto difficile, soprattutto nelle poche ore dedicate a questo insegnamento.&nbsp;<br />
Ti faccio un esempio raccontandoti come è andata per me, ai tempi della scuola: al liceo non era previsto alcun risvolto pratico, almeno negli ultimi tre anni, e la mia eccentrica ma appassionata insegnante di storia dell&#8217;arte ha saputo trasmettere a me e ai miei compagni tutto il fascino di tanti secoli di storia dell&#8217;arte (con me è stata molto efficace: dalla storia dell&#8217;arte non mi sono allontanata più!); alle scuole medie ricordo invece molte ore passate ad arrotolare salsicciotti di ceramica e disegnare robe improbabili, poi saltuariamente e all&#8217;improvviso ecco l&#8217;angoscia delle verifiche su cose come <em>Il Romanico </em>o<em> Il Rinascimento</em> che non ricordo mi siano mai stati illustrati realmente.<br />
Mi chiedo se talvolta rifugiarsi nelle attività manuali penalizzando l&#8217;esercizio di osservazione e racconto possa essere considerata una piccola scorciatoia (è una reale domanda, tutt&#8217;altro che retorica).</p>
<p>Ma in un momento di eccesso di immagini, di qualunque genere, che bombardano la nostra quotidianità e quella dei nostri bambini, non credi sia fondamentale una <strong>vera</strong> educazione all&#8217;immagine? Cioè:</p>
<blockquote>
<p>insegnami ad osservare e a riconoscere la bellezza di quel che mi circonda, saprò coltivare il mio senso estetico e apprezzare, conoscere e salvaguardare il patrimonio che mi appartiene.</p>
</blockquote>
<h3>Educazione al patrimonio, non solo storia dell&#8217;arte</h3>
<p>E così voglio lanciarti una provocazione: se alla scuola materna e alle elementari le ore dedicate alle famigerate <em>Arte e immagine</em> si traducono in un lavoro di ritaglio di uova preconfezionate rosa e azzurre o a una felice rielaborazione di una danza di Matisse o una composizione di&nbsp;Kandinsky, mi sai dire chi si deve occupare di <strong>educazione all&#8217;immagine</strong>? Chi insegnerà ai bambini ad osservare, chi li accompagnerà a riconoscere la bellezza nelle immagini che osservano e a conoscere il patrimonio che li circonda?</p>
<p>Sono tanti gli insegnanti che si prendono cura di fare tutto questo, lo so e ho il piacere di conoscerli ed apprezzarli. Tu ne hai fatto esperienza?</p>
<p>Ma mi è capitato di recente, dopo un intero anno in una scuola elementare e da quando hanno iniziato a circolare i miei&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/">Racconti d&#8217;Arte</a>, di parlare con una mamma entusiasta e affascinata dalla scoperta di tanta bellezza nel proprio territorio che non conosceva: &#8220;non abbiamo la percezione di quello che ci circonda&#8221;. Mi ha detto.</p>
<p>Queste parole continuano a risuonarmi da allora e mi dico: forse oggi manca una reale educazione al patrimonio, resta affidata a chi si occupa dell&#8217;istruzione dei nostri figli, ma è lasciata alla sensibilità e alla conoscenza personali, senza un disegno programmatico.</p>
<p>E questo porta irrimediabilmente a quello a cui stiamo progressivamente assistendo: perdona il pensiero serio e severo, ma trovo necessario prendere posizione e denunciare in prima persona l&#8217;incuria, la trascuratezza, l&#8217;abbandono che vivono o rischiano molti nostri monumenti, piccoli musei, meraviglie che &#8220;tutto il mondo ci invidia&#8221; ma che noi spesso non siamo in grado di apprezzare semplicemente perché non li conosciamo.</p>
<h3>La mia proposta per le scuole</h3>
<p>Queste considerazioni mi hanno guidato nell&#8217;elaborazione di una proposta per le scuole, che ben si adatta anche ad altri tipi di realtà come associazioni, ludoteche e biblioteche nell&#8217;ambito di una programmazione di un certo respiro, che trovi nella sezione del mio sito dedicata ai <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Cicli di laboratori di storia dell&#8217;arte</a>.<br />
Cosa propongo dunque? La mia idea è portare l&#8217;arte nelle scuole, non certo sostituendomi agli insegnanti offrendo alternative alla loro programmazione, ma, per esempio, mostrando la facciata della pieve di Vicopisano a bambini che vivono lì o nei dintorni e accompagnandoli alla scoperta delle sue forme e delle sue particolarità che la accomunano ad altre chiese analoghe. I bambini si lasciano affascinare se si usano le parole adatte e si coinvolgono con racconti su misura.<br />
Un modo accattivante e allettante è associare poi l&#8217;osservazione ─&nbsp;ancora meglio se diretta, è possibile farlo! ─&nbsp;a un&#8217;attività di tipo pratico ma non prettamente <em>artistica</em>, bensì di sperimentazione, scoperta ed espressione attraverso l&#8217;uso di materiali semplici e comuni come forbici e carta. Questo permette in genere di fissare l&#8217;esperienza e farne più facilmente tesoro.</p>
<p>Dove sperimentato fino ad oggi, questo tipo di formula mi ha dato così tante soddisfazioni che sono qui a proporla a quante più scuole o realtà diverse siano curiose di provarla, per dare nel mio piccolo un contributo all&#8217;<strong>educazione al patrimonio</strong>.</p>
<p>Conoscere è apprezzare, preservare, valorizzare. Ne abbiamo davvero bisogno!</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è l&#8217;interno del Camposanto Monumentale di Pisa ed è stata scattata da <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/">Bernd Thaller</a>,&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>, trovi il file originale <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/16813099494/in/photolist-rBHwHL-25VxhnC-FJ7HrK-Qr3a2Q-br9Z2-w2WKrR-6yTsF7-6nApVm-pq54y7-oAzrz9-4WAmhF-6nTThH-joBeV2-4yCHmu-Q1ZKCA-4cr9Hg-6mMcZe-tqpjE-s9Vgua-Cg1dX-xLhuX-wocEzC-8dnfio-AcvSwR-gR43BB-xwGPN-CUDZLY-3i51hd-4AkJ2n-KP46ja-8W81xR-QKY6Mt-5xZtwv-6fPPor-9q9dNd-96tnoz-6CvmE-rLDZcq-8CtT4d-HqJfhh-6pHCWu-9xG9RU-4AkKdK-4WwKeP-jD5jcT-5xXrwP-MuostH-5JoPD2-qV4xGR-dd1wTF">su Flickr</a>.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/storia-dellarte-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa! Un&#8217;idea perche&#8217; sia unica e diversa</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/festa-unica-e-diversa/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/festa-unica-e-diversa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 09:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[party-lab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=2949</guid>

					<description><![CDATA[Riflessioni sulle feste - di compleanno e non solo - e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio Party-Lab e come si svolge.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Come rendere una festa diversa dalle solite? Per esempio organizzando un laboratorio creativo per bambini</h2>
<h3 class="sottotitolo2">Riflessione sulle feste &#8211; di compleanno e non solo &#8211; e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a> e come si svolge.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2958" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg" alt="festa" width="800" height="491" data-id="2958" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-300x184.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Chi non si è mai cimentato nell&#8217;organizzazione di una festa per bambini alzi la mano!<br />
Sia che tu abbia chiamato qualcuno per occuparsi di tutto o che tu abbia fatto per lo più da sola (o solo? non conosco papà organizzatori di feste, ma ti prego se lo sei fatti vivo!) o che tu abbia scelto una strada intermedia, è probabile che tu abbia fatto l&#8217;esperienza di dover compiere più di una scelta per l&#8217;organizzazione del party. Che fatica vero?</p>
<p>E se già non è successo perché il tuo bimbo è ancora piccolo so già a cosa stai pensando: &#8220;L&#8217;anno prossimo mi sa che mi tocca&#8221; (per la cronaca, questo è quello che penso io!).</p>
<p>La notizia buona, che poi è anche un po&#8217; cattiva, è che ormai le variabili sono davvero molte (cattiva perché a volte dover scegliere fra troppe opzioni è ancora più difficile che avere poche chance). Se fai una ricerca in rete si aprono mondi inimmaginabili, perché la rete si sa, è prodiga di consigli. A me è sembrato molto assennato <a href="https://www.firenzeformatofamiglia.it/2018/03/23/come-organizzare-il-compleanno-dei-bambini-facendo-tutto-da-soli/">questo articolo di Firenze Formato Famiglia</a>, un portale interessante anche se non abiti in zona, perché sviscera a fondo la questione organizzazione compleanni e offre davvero molti spunti se vuoi pensare a una festa totalmente fai-da-te.</p>
<p><em>&#8220;Sì ok, organizzo tutto da sola, ma poi cosa gli faccio fare ai bambini?&#8221;</em></p>
<p>Un&#8217;opzione davvero interessante è invitare gli amici al parco pubblico, come suggerisce <a href="https://www.mammaraccontami.com/2018/06/di-quando-volevo-cambiare-il-mondo/">Federica Mari di Mamma Raccontami</a>: al parco non ci sarà bisogno di molte idee per far divertire i bambini e ci si potrà concentrare su tutto il resto.<br />
Ma potrebbe darsi che anche all&#8217;aperto i piccoli abbiano bisogno di una mano per rompere il ghiaccio e socializzare gradualmente tra di loro.<br />
Immagino che conoscerai tantissimi esempi di animazioni di compleanni: il famoso trucca-bimbi, il mago, il clown, i burattini. E poi? Ah sì certo, la musica! Alta possibilmente, così i bambini si stordiscono ben bene e il caos cosmico è assicurato :-)</p>
<p>Avrai capito che non sono molto a mio agio in questo genere di feste (ma è giusto che piacciano a molti genitori e bambini, sia chiaro!), per questo ho pensato a cosa piacerebbe a me e ai bambini che conosco e ho iniziato a proporlo.</p>
<p>Hai mai sentito parlare di <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a>?&nbsp;</p>
<p>È un <strong>laboratorio</strong> su misura, progettato e pensato appositamente per il protagonista o i protagonisti della festa. Non è detto che sia un compleanno, potrebbe essere per esempio una festa di fine (o inizio?) anno scolastico, con un&#8217;intera classe e le maestre, oppure un festeggiamento di qualsiasi genere.</p>
<p>Se ti stai intanto chiedendo cosa è un laboratorio, puoi dare una sbirciatina al <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/">post in cui ne ho parlato diffusamente</a>; qui ti ricordo solamente che esistono tantissimi tipi di laboratorio &#8211; anche se talvolta si chiamano laboratori anche attività piuttosto frettolose e superficiali.&nbsp;</p>
<p>Cosa significa però organizzare un laboratorio per una festa?&nbsp;</p>
<p>Per me <strong>che li progetto</strong> significa pensare a un tipo di attività adatta al gruppo di bambini che parteciperà, legato a un tema caro al festeggiato, per esempio i fiori, gli animali,&nbsp;i numeri e la matematica (i Pj Mask e i Paw Patrol magari no, niente argomenti brandizzati :-) ), che rispetti i tempi previsti per la festa e che sia facilmente adattabile a seconda delle contingenze. L&#8217;ideale è cioè dedicare la prima parte del party al laboratorio, che spesso ha proprio lo scopo di accogliere gli invitati mano a mano che arrivano, aiutarli a mettersi a proprio agio, iniziare a socializzare; ma potrebbero esserci esigenze diverse e questo è possibile valutarlo sul momento.</p>
<p>Al chiuso o all&#8217;aperto? In un salone per le feste o a casa?&nbsp;</p>
<p>Il Party-Lab si adatta a circostanze diverse, l&#8217;esperienza però mi ha insegnato che la migliore riuscita è nei casi di feste intime, con un numero non troppo alto di invitati, quindi perfetto a casa, ma anche in un salone se si destìna un&#8217;area appositamente al laboratorio, e benissimo anche all&#8217;aperto, aumentando anzi le variabili di materiali utilizzabili per il laboratorio.</p>
<p>Se quel che ho scritto finora ti sta facendo immaginare un&#8217;attività sedentaria in cui tutti i bambini stanno seduti al tavolo a disegnare in pacato silenzio, scusa! Credo di non averti spiegato ancora bene come funziona questo Party-Lab.<br />
È vero che non mi piacciono le feste troppo rumorose e caotiche, ma conosco bene il mondo dei bambini e passo molto tempo con loro, non con dei piccoli robot! Semplicemente questo è il mio stile, pacato e sottovoce (anche se so tirarla fuori, la voce), e la cosa che mi piace di più è iniziare i laboratori per le feste con un <strong>racconto</strong>, che man a mano che si snoda cattura lentamente tutti i bambini, rendendoli sempre più coinvolti.<br />
Il passo successivo è <strong>proporre un&#8217;attività</strong> ispirata al racconto e mostrare le diverse possibilità a tutti: facciamo un libro pop-up, creiamo un fiore futurista, giochiamo con i numeri, inventiamo con le lettere, costruiamo una maschera in questo o in quest&#8217;altro modo ecc.<br />
Ogni bambino ha così a disposizione tutti i materiali e gli strumenti che possono essere utili e procede in autonomia o con il mio aiuto a seconda delle necessità. Questo è sempre un momento magico: <em>tutti sono assorti nel proprio lavoro, alcuni eccitati dal risultato che ottengono, altri chiedendo aiuto; sbirciano il lavoro degli amici e si confrontano, propongono varianti e offrono collaborazione</em>. Di sottofondo un chiacchiericcio creativo che ricorda quello delle ricamatrici di una volta o degli artigiani intenti a un lavoro di gruppo.</p>
<p>Ecco la bellezza di un laboratorio collettivo: ognuno è dedito al proprio lavoro individuale, ma insieme si socializza e si coltiva la propria creatività, anche attraverso il confronto e lo scambio reciproco.</p>
<p>Se poi resta tempo è bello concludere l&#8217;attività con un gioco legato proprio ai lavori ultimati, oppure semplicemente allestire velocemente una piccola esposizione per osservare tutte le creazioni, ovviamente dopo la merenda!</p>
<p>E i genitori? Se sono presenti possono rilassarsi chiacchierando tra di loro tra una bibita e una patatina oppure partecipare insieme ai bambini, soprattutto se sono piccoli, l&#8217;importante è che sia sempre presente qualcuno con me per l&#8217;assunzione di responsabilità (a questo proposito trovi tutti i dettagli sulla <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">pagina dedicata al Party-Lab</a>).</p>
<p>Se pensi che questo sia il tuo genere di festa e hai voglia di sperimentarlo, non hai che da <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/contatti/">chiamarmi</a> e insieme progetteremo la soluzione migliore per l&#8217;occasione, che sia estate, autunno, inverno o primavera.<br />
Se invece hai fatto esperienza di feste ancora diverse con soluzioni interessanti, raccontamele, sarà un utile confronto.</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Chris Lawton e si trova su Unsplash, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/vBA-JNHAraI" target="_blank" rel="noopener">qui</a></span>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/festa-unica-e-diversa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
