<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/plugins/rss-feed-styles/public/template.xsl"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:rssFeedStyles="http://www.lerougeliet.com/ns/rssFeedStyles#"
>

<channel>
	<title>Lucca &#8211; La Piccola Gerbera</title>
	<atom:link href="https://lapiccolagerbera.it/tag/lucca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lapiccolagerbera.it</link>
	<description>didattica dell&#039;arte, museale, creativa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2020 10:20:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
<rssFeedStyles:reader name="Digg Reader" url="http://digg.com/reader/search/https%3A%2F%2Flapiccolagerbera.it%2Ffeed%2F"/><rssFeedStyles:reader name="Feedly" url="http://cloud.feedly.com/#subscription%2Ffeed%2Fhttps://lapiccolagerbera.it/feed/"/><rssFeedStyles:reader name="Inoreader" url="http://www.inoreader.com/?add_feed=https%3A%2F%2Flapiccolagerbera.it%2Ffeed%2F"/>	<item>
		<title>Mose&#8217;: quante avventure!</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/mose-quante-avventure/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/mose-quante-avventure/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 17:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti d'Arte]]></category>
		<category><![CDATA[fonte battesimale]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3637</guid>

					<description><![CDATA[Forse già conosci le storie di Mosè. Qui te ne racconto una parte osservando un fonte - che forse non è un fonte - nella basilica di San Frediano a Lucca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo1">Ecco il nuovo post della serie <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a> dedicata ai bambini. Se vuoi essere sicuro di leggerlo nella maniera più corretta, trovi&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/racconti-darte-come-leggerli" target="_blank" rel="noopener">qui alcune semplici istruzioni</a>.</h3>
<h4 class="sottotitolo2">Forse già conosci le storie di Mosè. Qui te ne racconto una parte osservando un fonte &#8211; che forse non è un fonte &#8211; nella basilica di San Frediano a Lucca.</h4>
<p>Questa è la storia di un fonte.<br />
Ancora?!<br />
In effetti te ne ho <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/quante-teste-per-un-fonte/" target="_blank" rel="noopener">appena raccontata una</a> avvisandoti che si trattava di <strong>un</strong> fonte e non <strong>una</strong> fonte perché non era una fontana. Questa volta invece il fonte in questione è un po&#8217; misterioso perché forse non è un fonte battesimale ma proprio una fontana.</p>
<p>A me questo sembra proprio uno scioglilingua!&nbsp;Sarà meglio fare un po&#8217; di chiarezza?</p>
<div id="attachment_3638" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3638" loading="lazy" class="size-full wp-image-3638" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca.jpg" alt="" width="800" height="1095" data-id="3638" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca-219x300.jpg 219w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca-768x1051.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Pila_baptismal_de_lesglésia_de_San_Frediano_de_Lucca-748x1024.jpg 748w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3638" class="wp-caption-text">Lucca, Basilica di San Frediano, Fonte battesimale, foto di <a title="User:Joanbanjo" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Joanbanjo">Joanbanjo</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, file originale <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20048892">qui</a></p></div>
<h3>Fonte o fontana?</h3>
<h4>Ecco spiegato il mistero del nostro racconto: quale storia racconteremo?</h4>
<p>Nella città di Lucca c&#8217;è un&#8217;antica basilica, cioè una chiesa, che porta il nome di un vescovo di quella città, <strong>San Frediano</strong>. Se varchi la soglia della chiesa troverai sulla destra una grande vasca sormontata da una vasca più piccola con colonne e copertura a cupola.<br />
Gli studiosi non sono sicuri che si tratti di un fonte battesimale, cioè che servisse per battezzare, perché la sua forma è un po&#8217; strana e lo fa assomigliare a una fontana. Chissà, forse si trovava in una posizione diversa dalla attuale, magari all&#8217;esterno, come tutte le fontane.</p>
<p>Fatto sta che il fonte, tutto in marmo bianco, racconta le storie di Mosè in basso, al centro ci presenta tante teste di uomini e animali, alcune un po&#8217; buffe, e sul coperchio riporta in fila alcuni personaggi che rappresentano i Mesi e gli Apostoli, gli amici di Gesù.&nbsp;È piuttosto vecchio (quasi 900 anni!) e ha subìto un po&#8217; di spostamenti e rimontaggi per cui tutte le figure del coperchio sono senza testa, un vero peccato! Anche per questo noi ci concentreremo sulla vasca più grande, molto meglio conservata.</p>
<div id="attachment_3639" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_apparizione_di_dio_1150-75_ca.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3639" loading="lazy" class="size-full wp-image-3639" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_apparizione_di_dio_1150-75_ca.jpg" alt="" width="800" height="443" data-id="3639" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_apparizione_di_dio_1150-75_ca.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_apparizione_di_dio_1150-75_ca-300x166.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_apparizione_di_dio_1150-75_ca-768x425.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3639" class="wp-caption-text">Particolare con Storie di Mosè, foto di <a title="User:Sailko" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Sailko">Sailko</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0">CC BY 3.0</a>, foto originale <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62024439">qui</a></p></div>
<h3>Storie di mamme e di vice-mamme</h3>
<h4>Ti presento Mosè e ti racconto come fu salvato dalla mamma che divenne la sua vice-mamma.</h4>
<p>Conosci Mosè? La Bibbia ci racconta che il popolo degli Ebrei visse a lungo prigioniero in Egitto, la terra delle piramidi, e che a un certo punto fu liberato proprio da Mosè.&nbsp;<br />
La sua mamma era ebrea e quando partorì nascose il piccolo in una cesta e la mise sulle acque del fiume Nilo sperando così di salvarlo. Il faraone infatti, il re d&#8217;Egitto, aveva ordinato di uccidere tutti i figli maschi nati dagli Ebrei. Per fortuna a trovare il piccolo Mosè nel cestino fu proprio la figlia del faraone, che decise di considerarlo figlio suo e lo affidò a una nutrice per allattarlo.<br />
Sai che non esisteva il latte artificiale a quel tempo? L&#8217;unica alternativa ad essere allattato dalla propria mamma era essere allattato da una vice-mamma che si chiamava <em>nutrice</em>. Nel caso di Mosè la fortuna più grande fu che a divenire sua nutrice fu la sua vera mamma!</p>
<p>Perché ti racconto tutto questo? Perché qui sopra, a sinistra, puoi vedere proprio la mamma di Mosè con il bambino sulle spalle mentre lo riconsegna alla figlia del faraone, seduta sul suo trono, alla fine del periodo di allattamento. La figlia del faraone è proprio felice di vedere Mosè e di averlo finalmente tutto per sé, per questo si torce verso di lui non appena la sua ancella la avvisa che è arrivato.</p>
<h3>Candeline che non si spengono&#8230;</h3>
<h4>&#8230;e rovi che, pur infuocati, non si consumano. Che storia è questa?</h4>
<p>Una volta diventato adulto Mosè si allontanò dall&#8217;Egitto e si sposò con Zippora. Ogni giorno portava le pecore del papà di Zippora al pascolo e un giorno di quelli successe una cosa veramente strana: si accorse che qualcuno aveva appiccato il fuoco su alcuni rovi, ma questi rovi non bruciavano! Un po&#8217; come quelle candeline di compleanno che più cerchi di spegnerle soffiandoci sopra e più continuano a bruciare senza spegnersi e senza consumarsi (o forse si consumano?). Vabbè fatto sta che i rovi no, non si consumavano e Mosè pensò: oh che prodigio è questo? Fammi un po&#8217; controllare cosa sta succedendo. E all&#8217;improvviso sentì una voce: &#8220;MOSÈ!&#8221;. &#8220;Chi mi chiama?!&#8221;. E si avvicinò.</p>
<p>Guarda sulla vasca del fonte a destra, nella foto sopra: un po&#8217; nascosto c&#8217;è un signore con la barba lunga tra rami e foglie arricciate e in basso a sinistra, senza la testa che si è staccata, un uomo inginocchiato a piedi scalzi. Il signore con la barba è Dio che appare a Mosè in ginocchio e quei rami sono il roveto ardente.</p>
<p>Dio spiega a Mosè che ha deciso di liberare il popolo ebreo dalla schiavitù d&#8217;Egitto e che sarà proprio lui, Mosè, a guidarli. &#8220;Io?!&#8221; chiede incredulo e perplesso Mosè. &#8220;E come lo convinco il faraone a farci venire via? Guarda che gli Ebrei gli fanno comodo, sai quanto lavoro gratis gli fa fare?&#8221;.<br />
Secondo te come lo convince il faraone Mosè?</p>
<h3>Potere della magia</h3>
<h4>Per convincere il faraone sarà bene riuscire a spaventarlo: ecco come Dio &#8220;arma&#8221; Mosè.</h4>
<p>A quanto pare Dio conosce il suo pollo, cioè Mosè, e sa già cosa rispondergli: &#8220;Cos&#8217;hai in mano?&#8221; gli chiede. &#8220;Un bastone&#8221; risponde lui. Lo getta a terra e si trasforma in un viscido serpente! Dio gli ordina di prenderlo per la coda e improvvisamente il serpente torna ad essere un bastone.<br />
In pratica Dio rende Mosè una specie di mago, così che possa impressionare e spaventare gli Egiziani e convincerli a liberare il suo popolo.</p>
<p>Guarda bene al centro della vasca del fonte, ancora nella foto sopra: Mosè ha in mano la coda di un drago, che non è proprio un serpente, ma a volte draghi e serpenti vengono confusi: qui ci sono ali, zampe e una testa spaventosa, ma non c&#8217;è dubbio che la coda è di serpente. E lì accanto c&#8217;è un&#8217;altra volta Dio, senza barba e dentro a un cerchio, sopra ai soliti rami che ardono ma non bruciano.</p>
<div id="attachment_3641" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_passaggio_del_mar_rosso_1150-75_ca._02.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3641" loading="lazy" class="size-full wp-image-3641" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_passaggio_del_mar_rosso_1150-75_ca._02.jpg" alt="" width="800" height="541" data-id="3641" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_passaggio_del_mar_rosso_1150-75_ca._02.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_passaggio_del_mar_rosso_1150-75_ca._02-300x203.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_delle_storie_di_mosè_passaggio_del_mar_rosso_1150-75_ca._02-768x519.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3641" class="wp-caption-text">Particolare con Storie di Mosè, foto di <a title="User:Sailko" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Sailko">Sailko</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0">CC BY 3.0</a>, file originale <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62024442">qui</a></p></div>
<h3>Finalmente libertà</h3>
<h4>Eventi straordinari liberano il popolo ebreo mentre gli Egiziani vengono travolti dalle acque.</h4>
<p>Purtroppo la magia del bastone che si trasforma in serpente non bastò e Mosè dovette inventarsi le dieci piaghe d&#8217;Egitto prima di riuscire a convincere il faraone: Dio mandò su quel popolo le peggiori disgrazie e sventure ma il loro re, fermo e irremovibile, continuò a dire &#8220;No! Non vi faccio andare via!&#8221;.&nbsp;<br />
Allora Mosè riunì tutti gli Ebrei, si avvicinò al Mar Rosso che segnava il confine con la libertà, e alzò un bastone sulle acque: il mare si divise in due parti, come due grandi muraglie, grazie al potere di Dio, e gli Ebrei poterono camminare all&#8217;asciutto per scappare dalla prigionia d&#8217;Egitto.<br />
E gli Egiziani? Ovviamente l&#8217;esercito del faraone inseguì i fuggiaschi che, una volta salvi fuori dal mare, lo videro richiudersi sui nemici che rimasero travolti dalle acque. Morirono tutti.</p>
<p>Ora che conosci anche questa parte della storia capirai tu stesso che qui sopra tutti gli uomini vestiti da cavalieri sono gli Egiziani, guidati dal faraone stesso con la corona, che con i loro cavalli, le cotte da soldati e gli scudi attraversano il mare. Ai loro piedi puoi vedere le onde che sembrano tanti serpenti e intrappolati tra le onde i pesci che guizzano sopra e sotto per farci capire che quello è proprio il mare. Un soldato è già caduto a terra e un cavallo lo sta travolgendo, prima ancora delle acque: che brutta fine stanno facendo tutti quanti!</p>
<p>La cosa davvero curiosa è che lo scultore che ha realizzato questo episodio ha deciso di vestire i personaggi da cavalieri medievali, anche se si tratta di un avvenimento ben precedente, quando i soldati non vestivano certo così. Un po&#8217; come se ora li rappresentassimo con la tuta mimetica e gli anfibi.</p>
<div id="attachment_3643" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_roberto_buon_pastore_e_profeti_1150-1175_circa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3643" loading="lazy" class="size-full wp-image-3643" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_roberto_buon_pastore_e_profeti_1150-1175_circa.jpg" alt="" width="800" height="443" data-id="3643" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_roberto_buon_pastore_e_profeti_1150-1175_circa.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_roberto_buon_pastore_e_profeti_1150-1175_circa-300x166.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/Fontana_lustrale_di_san_frediano_maestro_roberto_buon_pastore_e_profeti_1150-1175_circa-768x425.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3643" class="wp-caption-text">Particolare con i doni dello Spirito Santo, foto di <a title="User:Sailko" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Sailko">Sailko</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0">CC BY 3.0</a>, file originale<a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62024441">qui</a></p></div>
<h3>Personaggi misteriosi</h3>
<h4>Ecco un&#8217;ipotesi per capire chi sono le ultime figure del fonte: secondo te?</h4>
<p>A concludere il perimetro della vasca c&#8217;è un&#8217;ultima lastra con tante figure sotto piccoli archi: la figura centrale, che qui sopra vedi verso destra, è un pastore con una pecora sulle spalle, mentre tutte le altre sono personaggi simbolici, cioè rappresentano probabilmente i doni dello Spirito Santo; in tutto sono sette e sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio. Non è semplice capire che sono loro e infatti gli studiosi non ne sono mica tanto sicuri! Tu hai qualche idea diversa?</p>
<p>Certo la parte più affascinante da osservare è quella con le storie di Mosè e appena ti capita di entrare in San Frediano a Lucca ti consiglio di fermarti a guardarla. Non perderti i pesci che si intrecciano <em>con</em> l&#8217;acqua, mi raccomando!</p>
<hr>
<p><em><strong>Per l&#8217;adulto che legge</strong></em></p>
<p>Il fonte battesimale (lo chiamiamo così nonostante i dubbi sulla sua funzione originaria) di San Frediano è stato realizzato nel XII secolo probabilmente da tre artisti diversi. Uno è l&#8217;autore delle storie di Mosè che vi ho raccontato, un altro ha lasciato la sua firma sopra i sette personaggi sotto gli archi e si chiama Roberto (&#8220;ME FECIT ROBERTUS MAGIST(er) IN A(rt)E P(er)ITUS&#8221; si legge nell&#8217;iscrizione), il terzo è autore della copertura a cupola con i mesi e gli apostoli.</p>
<p>In rete puoi trovare molte notizie, anche se molto confuse, sul fonte di San Frediano. Ti consiglio una lettura semplice e gradevole sul <a href="http://blog.zingarate.com/luccadascoprire/il-fonte-di-san-frediano/" target="_blank" rel="noopener">blog Zingarate</a> di due guide turistiche lucchesi, mentre sul sito di <a href="http://www.italianways.com/il-fonte-battesimale-di-san-frediano-e-uno-scrittore-di-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Italianways</a> puoi trovare un po&#8217; di foto belle e particolareggiate che ti daranno meglio un&#8217;idea delle sculture che abbiamo osservato a distanza.</p>
<p>Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/mose-quante-avventure/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Di porte e di citta&#8217;: alla scoperta di Lucca</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/di-porte-e-di-citta/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/di-porte-e-di-citta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 17:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti d'Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[porta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=3393</guid>

					<description><![CDATA[Qui è dove ti racconto cos'è e a che serviva una porta quasi in mezzo alla città di Lucca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo1">Un nuovo post di&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a>, la serie dedicata ai bambini e ai loro genitori.&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/racconti-darte-come-leggerli" target="_blank" rel="noopener">Qui trovi alcune semplici istruzioni</a>&nbsp;su come leggerlo.</h3>
<h4 class="sottotitolo2">Qui è dove ti racconto cos&#8217;è e a cosa serviva una porta quasi in mezzo alla città di Lucca.</h4>
<p>Questa è la storia di una porta o forse sarebbe meglio dire di una città. Cosa c&#8217;entra una porta con una città? Una volta queste erano molto diverse da come siamo abituati a vederle e viverle noi oggi e per entrarci bisognava oltrepassare la porta delle mura che le circondavano. Un po&#8217; come accadeva per i castelli.&nbsp;</p>
<p>La porta della nostra storia oggi è sempre aperta e attorno a lei non ci sono mura. Vuoi scoprire perché?</p>
<div id="attachment_3396" style="width: 821px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/811px-Porta_san_gervasio_xiii_secolo_01.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3396" loading="lazy" class="size-full wp-image-3396" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/811px-Porta_san_gervasio_xiii_secolo_01.jpg" alt="porta San Gervasio" width="811" height="900" data-id="3396" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/811px-Porta_san_gervasio_xiii_secolo_01.jpg 811w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/811px-Porta_san_gervasio_xiii_secolo_01-270x300.jpg 270w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/811px-Porta_san_gervasio_xiii_secolo_01-768x852.jpg 768w" sizes="(max-width: 811px) 100vw, 811px" /></a><p id="caption-attachment-3396" class="wp-caption-text">Porta San Gervasio a Lucca, foto di <a title="User:Sailko" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Sailko">Sailko</a>, <a title="Creative Commons Attribution 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0">CC BY 3.0</a>, file originale <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45481479">qui</a></p></div>
<h3>Una porta dentro la città</h3>
<h4>Ti spiego come mai la porta delle mura si trova oggi all&#8217;interno anziché all&#8217;esterno.</h4>
<p>Forse hai iniziato a chiederti se questa porta esiste davvero e, nel caso, dove si trova.<br />
Certo che esiste! E ha anche un nome, si chiama <strong>Porta dei Santi Gervasio e Protasio</strong> e si trova all&#8217;interno di Lucca.&nbsp;<br />
Il che è molto strano, visto che abbiamo detto che è necessario attraversarla per entrare in città. Dunque come mai si trova <em>dentro</em> Lucca?<br />
Se conosci questo magico luogo saprai che ancora oggi è completamente circondato da mura massicce e possenti, così larghe che è addirittura possibile passeggiarci sopra, e ci sono ben sei porte aperte che permettono di entrare, ma nessuna di queste è la porta San Gervasio (che per brevità chiameremo così, ci scuserà San Protasio).</p>
<p>Ebbene, la nostra porta è molto più antica delle mura che oggi circondano Lucca e ha almeno 300 anni in più. Quando è stata costruita era la porta che permetteva di entrare e uscire dalla città in direzione di Firenze e faceva parte di una cerchia muraria più piccola di quella attuale.<br />
Può succedere che a un certo punto una città inizi a crescere, perché aumentano le persone e aumentano le case dove far vivere queste persone, così si è pensato: &#8220;Costruiamo altre mura!&#8221;. E siccome i tempi erano cambiati ed erano cambiati anche i tipi di armi con cui si compivano gli assalti, le nuove mura sono state costruite in maniera diversa e più moderna.</p>
<h3>Il perché delle mura</h3>
<h4>Scopriamo a cosa serviva circondare di mura una città.</h4>
<p>Anche tu a casa hai una porta, vero? Ce ne saranno una per entrare in casa e altre per entrare nelle diverse stanze, per proteggere te e la tua famiglia e per isolare ogni stanza dalle altre, giusto?<br />
Qualcosa di simile accadeva per le città: si costruivano mura per proteggere i suoi abitanti e si chiudevano le porte per non far entrare i malintenzionati.<br />
Proteggere attraverso alte mura era abbastanza semplice: non è facile scavalcare un muro alto più di 10 metri! Più difficile invece era rendere sicura e imbattibile la porta per entrare e uscire.&nbsp;</p>
<p>Ottocento anni fa (tanti sono all&#8217;incirca gli anni di porta San Gervasio) non esistevano i portoni blindati e neanche il cemento armato. Quale sarà stato il modo migliore per costruire una porta sicura a prova di nemico?<br />
Osserviamola insieme.</p>
<h3>Anatomia di una porta</h3>
<h4>Iniziamo dai torrioni: come erano e a cosa servivano.</h4>
<p>Al centro un grande arco, quasi un cerchio diviso a metà, è l&#8217;apertura della porta, circondata ai lati da due alti <strong>torrioni</strong>&nbsp;di pietra a forma di metà cilindro. Dalle torri i guardiani della città riuscivano a guardare in lontananza e scrutando l&#8217;orizzonte potevano scorgere i nemici avvicinarsi e avvisare i cittadini in caso di pericolo.<br />
Oggi sulla cima dei torrioni ci sono delle finestrelle, anche più in basso ci sono finestre comuni con tendine e persiane, perché è successa una cosa davvero buffa: i torrioni sono diventati delle case! La stessa cosa che è successa alle mura che una volta affiancavano la porta San Gervasio. Anziché essere abbattute quando non servivano più, sono state riutilizzate come mura delle case che nel corso del tempo si sono trasformate e sono diventate sempre più moderne, ma hanno mantenuto il profilo delle antiche mura.</p>
<p>I guardiani della porta, dicevamo, scrutavano l&#8217;orizzonte dalla cima dei torrioni, su cui un tempo era possibile camminare. Di notte vegliavano per assicurare protezione a tutta la città e alle prime luci dell&#8217;alba, quando iniziava una nuova giornata di lavoro, incontri, scambi e viaggi, erano pronti ad aprire la porta per permettere a tutti di uscire ed entrare per svolgere le proprie attività. Un po&#8217; come accade nell&#8217;immagine qui sotto, dove uomini a cavallo si incamminano verso battute di caccia uscendo nella campagna e altri uomini spingono i loro maiali e i loro muli all&#8217;interno della città per iniziare i loro scambi quotidiani.</p>
<div id="attachment_3397" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Ambrogio_Lorenzetti_-_Effects_of_Good_Government_in_the_countryside_-_Google_Art_Project.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3397" loading="lazy" class="size-full wp-image-3397" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Ambrogio_Lorenzetti_-_Effects_of_Good_Government_in_the_countryside_-_Google_Art_Project.jpg" alt="effetti buon governo in città" width="800" height="492" data-id="3397" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Ambrogio_Lorenzetti_-_Effects_of_Good_Government_in_the_countryside_-_Google_Art_Project.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Ambrogio_Lorenzetti_-_Effects_of_Good_Government_in_the_countryside_-_Google_Art_Project-300x185.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Ambrogio_Lorenzetti_-_Effects_of_Good_Government_in_the_countryside_-_Google_Art_Project-768x472.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3397" class="wp-caption-text">Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon governo, Palazzo Pubblico, Siena, foto di <a class="external text" href="//www.google.com/culturalinstitute/asset-viewer/1QEdJ3E935Z8-A" rel="nofollow">Google Cultural Institute</a>, Pubblico dominio</p></div>
<h3>Il ponte levatoio&#8230;</h3>
<h4>&#8230;e la porta vera e propria: ecco come si chiudeva e proteggeva la città.</h4>
<p>Se guardi bene la porta noterai anche che, attraversato l&#8217;arco, lo spessore è davvero grande! Non è esattamente come entrare nelle nostre case ed è possibile sostare sotto la porta, anzi, se hai occasione di andare a Lucca ti consiglio proprio di farlo perché lì sotto potrai fare tante piccole scoperte.</p>
<p>Per esempio potrai notare che lungo le pareti, verso l&#8217;esterno, sono ancora presenti due grandi scanalature che contenevano gli ingranaggi per abbassare e sollevare il <strong>ponte levatoio</strong> che si appoggiava proprio sull&#8217;arco. Intorno alle mura era presente infatti un fossato che poteva essere attraversato proprio grazie al ponte levatoio.&nbsp;<br />
Il ponte ovviamente non era l&#8217;unico modo per chiudere l&#8217;accesso perché esisteva una porta vera e propria con due grandi battenti di legno che oggi possiamo solo immaginare. Ma se da sotto la porta sollevi lo sguardo verso l&#8217;alto noterai ancora visibili i due cardini di pietra entro cui ruotavano i perni dei battenti quando si aprivano e chiudevano: sono enormi! Li puoi vedere nella foto qui in basso.</p>
<p>Immagina quante persone negli anni sono passate qui sotto e quante volte quei cardini hanno sopportato l&#8217;apertura e la chiusura della porta! Perché dopo ogni apertura all&#8217;alba, ogni giorno al tramonto qualcuno si occupava di chiudere nuovamente la porta per proteggere la città nel momento più pericoloso: il buio della notte.</p>
<div id="attachment_3398" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3398" loading="lazy" class="size-full wp-image-3398" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno.jpg" alt="" width="800" height="600" data-id="3398" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/11/1200px-Lucca-Porta_San_Gervasio-interno-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3398" class="wp-caption-text">Interno di Porta San Gervasio, foto di Davide Papalini, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, file originale <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10507260">qui</a></p></div>
<h3>I protettori della porta</h3>
<h4>Guardiamo insieme la parte alta per scoprire l&#8217;aspetto dei protettori.</h4>
<p>Se guardi il soffitto della porta eccole lì le stelle della notte, rosse su un insolito cielo bianco. Questa decorazione è stata fatta un po&#8217; di anni dopo rispetto al resto della porta e se guardi sulla parete noterai altre immagini: la Madonna con Gesù Bambino in braccio e due angeli che aprono un&#8217;elegante tenda rossa per mostrarli agli osservatori. Inginocchiati ai lati infine eccoli qui, <strong>San Gervasio</strong> e <strong>San Protasio</strong>, due soldati romani che meglio di chiunque altro potevano proteggere l&#8217;ingresso in città.</p>
<p>La prossima volta che passi da qui, solleva lo sguardo e non scordarti di fare un saluto a entrambi, chissà che non proteggano anche te.</p>
<hr>
<p><em><strong>Per l&#8217;adulto che legge</strong></em></p>
<p>Ti sembrerà strano che di una città con un circuito di mura ancora intatto come quello di Lucca io abbia scelto di raccontare proprio una porta che non fa parte di quel circuito. La ragione principale è che i miei racconti sono tutti immersi nel medioevo mentre le mura di Lucca sono di età rinascimentale. E poi porta San Gervasio conserva un fascino che ho voluto provare a trasmetterti.</p>
<p>Per vedere maggiori dettagli della porta ti consiglio la <a href="http://www.lemuradilucca.it/visitare-le-mura/porta-san-gervasio" target="_blank" rel="noopener">pagina del sito</a> dell&#8217;Opera delle Mura di Lucca, dove trovi una carrellata di immagini anche dell&#8217;interno di uno dei torrioni e nel resto del sito ti puoi sbizzarrire se cerchi informazioni sulle mura.</p>
<p>In rete non si trovano però tantissime notizie sulla porta, puoi avere qualche dettaglio in più sul <a href="http://www.comune.lucca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/138" target="_blank" rel="noopener">sito del comune di Lucca</a> dove è descritto il recente intervento di restauro.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/di-porte-e-di-citta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta di Lucca&#8230;per palati esigenti!</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/alla-scoperta-di-lucca-per-palati-esigenti/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/alla-scoperta-di-lucca-per-palati-esigenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 18:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[guida turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[Tour]]></category>
		<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/?p=1796</guid>

					<description><![CDATA[Sono davvero felice di scrivere il primo post di dicembre, uno degli ultimissimi dell&#8217;anno dunque, per raccontarti un&#8217;esperienza insolita per<a href="https://lapiccolagerbera.it/alla-scoperta-di-lucca-per-palati-esigenti/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero felice di scrivere il primo post di dicembre, uno degli ultimissimi dell&#8217;anno dunque, per raccontarti un&#8217;esperienza insolita per questo blog; non per la Piccola Gerbera in realtà, che fa così tante cose diverse che in più di un anno non è ancora riuscita a riferirle tutte!<br />
Se hai mai dato una sbirciata al mio sito, sai che sono anche <strong>guida turistica</strong>. Mi sono abilitata nella provincia di La Spezia ormai tre anni fa e nel frattempo sono state per legge eliminate le limitazioni provinciali; per questo oggi sono, come tutti gli altri miei colleghi, <strong>guida nazionale</strong> d&#8217;Italia. Potrei cioè esercitare ovunque, ma questa non è la mia ambizione, mi limito dunque al territorio, in senso ampio, in cui vivo e che meglio conosco. Strano confessare che non è <strong>Pisa</strong>! Eppure vivo qui da più di dieci anni e qui ho studiato all&#8217;Università.<br />
C&#8217;è in realtà un luogo in cui mi sento sempre davvero a casa e che negli anni ho imparato a conoscere attraverso lo studio e l&#8217;esperienza e che non smette di affascinarmi e stupirmi.</p>
<p><div id="attachment_1802" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/torre-Guinigi.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1802" loading="lazy" data-id="1802"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/torre-Guinigi.jpg" alt="Un piccolo indizio..." width="450" height="800" class="size-full wp-image-1802" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/torre-Guinigi.jpg 450w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/torre-Guinigi-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-1802" class="wp-caption-text">Un piccolo indizio&#8230;</p></div>Sto parlando della splendida città di <strong>Lucca</strong>, dove in passato ho avuto modo di compiere i miei primi passi nell&#8217;ambito della didattica museale, come <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/didattica-museale-il-viaggio-infinito/" target="_blank">ho già raccontato qui</a>, e che ora è tra le mete che propongo per i <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/visite-guidate/scuole/" target="_blank">miei tour scolastici</a> (e non solo, anche se ancora non la trovi tra i miei <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/visite-guidate/famiglie/" target="_blank">itinerari per famiglie</a> e <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/visite-guidate/adulti/" target="_blank">per adulti</a>, ma rimedierò presto).<br />
E così, per una deliziosa serie di coincidenze che non mi lasciano mai indifferente, mi sono ritrovata a rispondere a una richiesta di un&#8217;associazione culturale di Genova di accompagnare un gruppo per l&#8217;intera giornata sabato scorso proprio a Lucca. Potevo dire di no? Soprattutto se nel programma vedo inserito il <strong>Museo Nazionale di Villa Guinigi</strong>, uno dei due musei dove è nata tutta la mia passione per la didattica museale e dove ho imparato l&#8217;<em>abc</em> del <em>mestiere</em> grazie a <strong>Riccardo Massagli</strong>, mia insostituibile guida, e alla sua rimpianta<strong> associazione Pistrice</strong>.</p>
<p><div id="attachment_1805" style="width: 405px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/Santa-Margherita.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1805" loading="lazy" data-id="1805"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/Santa-Margherita.jpg" alt="Particolare del polittico di Spinello Aretino a Villa Guinigi" width="395" height="800" class="size-full wp-image-1805" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/Santa-Margherita.jpg 395w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/Santa-Margherita-148x300.jpg 148w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></a><p id="caption-attachment-1805" class="wp-caption-text">Particolare del polittico di Spinello Aretino a Villa Guinigi</p></div>Eccomi dunque pronta per riempirmi occhi, spirito e cuore di bellezza e vecchi ricordi sabato 5 dicembre.<br />
Complice una sorprendente giornata di sole, tersa ma non gelida, ho condotto un bel gruppetto di soci dell&#8217;associazione <a href="http://www.luoghiarte.it/" target="_blank">I Luoghi d&#8217;Arte </a> in un gradevole percorso alla scoperta dei tesori più noti di Lucca, senza tralasciare qualche piccola curiosità meno conosciuta ed insolita: la medievale <strong>porta San Gervaso</strong>, il duomo di <strong>San Martino</strong> con l&#8217;affascinante <strong>Ilaria Del Carretto</strong>, la <em>pietra del diavolo</em> di palazzo Bernardini, la maestosa <strong>San Michele in Foro</strong>, l&#8217;affollato Fillungo e la chiesa di <strong>San Frediano</strong>, nonché lo scorcio dalle mura del giardino all&#8217;italiana di <strong>Palazzo Pfanner</strong> e la svettante <strong>torre Guinigi</strong>&#8230;<br />
Però devo confessarti una cosa: <strong>fare la guida non è semplice</strong> e tra tutte le mie attività non è quella che preferisco. Spesso capita di finire in luoghi affollatissimi, conducendo comitive sballottate da un posto all&#8217;altro con poca consapevolezza, interessate talvolta a &#8220;timbrare il cartellino&#8221; di una visita da poter raccontare ma non realmente coinvolte&#8230;mentre tu vorresti riferire tutte le meraviglie che conosci, ok non proprio tutte, ma ti assicuro che so dosarmi e scegliere cosa dire per conquistare il mio pubblico (ricordati che lavoro spesso con i bambini e loro sono senz&#8217;altro un pubblico molto esigente), solo che spesso non è realmente richiesto questo.</p>
<p><div id="attachment_1804" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/San-Michele.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1804" loading="lazy" data-id="1804"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/12/San-Michele.jpg" alt="Particolare della facciata di San Michele in Foro" width="800" height="450" class="size-full wp-image-1804" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/San-Michele.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/12/San-Michele-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1804" class="wp-caption-text">Particolare della facciata di San Michele in Foro</p></div>E allora perché sto scrivendo di questa esperienza? Perché <strong>è stata totalmente diversa</strong>! E ne ero certa fin dal primo contatto: <strong>camminatori curiosi</strong> e con lo sguardo vispo, <strong>osservatori attenti</strong> e interessati a qualunque racconto, dall&#8217;aneddoto al piccolo <em>excursus </em>di storia dell&#8217;arte, e ancora domande e osservazioni che mi hanno lasciata totalmente appagata! Accade così che, quando ti ritrovi a percorrere le sale del <em>tuo</em> vecchio museo, tra un&#8217;ara romana che ancora ti ricorda i bambini intenti a disegnarla e un polittico con quel sospetto drago ai piedi della bella Margherita, tra racconti di storia lucchese e immersioni nel mondo dell&#8217;arte attraverso un allestimento che ancor oggi ti stupisce per efficacia e buon senso e guardando l&#8217;orologio ti accorgi che il tempo è volato e così per i tuoi accompagnatori, beh, la giornata ha avuto decisamente un senso, molto bello :)</p>
<h4>Questo è il turismo che mi piace, questi sono i viaggiatori che ambisco ad accompagnare: un turismo lento che si prende il suo tempo per conoscere luoghi e persone, senza fretta e anzi in cerca di esperienze autentiche.</h4>
<p>A Lucca questo è ancora senz&#8217;altro possibile; lo è ovunque? Sinceramente non lo so, ma certo realtà ben gestite e organizzate come <a href="http://www.luoghiarte.it/" target="_blank">I Luoghi d&#8217;arte</a> fanno la differenza. Dunque grazie a Mario Beccaria, per l&#8217;affabilità e lo splendido lavoro, e grazie a tutti i signori e soprattutto le signore che si sono preoccupate delle mie mani fredde, sgridandomi bonariamente per l&#8217;assenza di guanti al momento dei saluti, tra un ringraziamento, un complimento e un accogliente sorriso. Grazie!</p>
<p>E tu che ne pensi? La Piccola Gerbera aspetta proprio te, per nuove chiacchiere e nuove immersioni nella bellezza di luoghi da (ri)scoprire.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/alla-scoperta-di-lucca-per-palati-esigenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi sorrisi con Unitre &#8211; Camaiore</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/nuovi-sorrisi-con-unitre-camaiore/</link>
					<comments>https://lapiccolagerbera.it/nuovi-sorrisi-con-unitre-camaiore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 10:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Età]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Unitre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://lapiccolagerbera.altervista.org/?p=589</guid>

					<description><![CDATA[Capita che dopo tante classi di bambini e ragazzi di ogni età arrivi l&#8217;occasione per un pubblico davvero d&#8217;eccezione. La<a href="https://lapiccolagerbera.it/nuovi-sorrisi-con-unitre-camaiore/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita che dopo tante classi di bambini e ragazzi di ogni età arrivi l&#8217;occasione per un pubblico davvero d&#8217;eccezione. La chiamano <a href="http://www.unitre.net/" target="_blank">Unitre &#8211; Università della Terza Età</a> &#8211; perché riunisce persone che diversamente definiamo <em>anziani</em>: a Camaiore si incontrano una volta alla settimana, da ottobre a maggio, con continuità e costanza, organizzando momenti di condivisione intorno a vari temi.</p>
<p>Quello prescelto per la mia chiacchierata è un mio vecchio cavallo di battaglia, che mi riporta lontano alle primissime esperienze di <a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/didattica-museale-il-viaggio-infinito/" title="Didattica museale: il viaggio infinito" target="_blank">didattica museale</a> a Lucca: la produzione e il commercio della seta. Ma questa volta l&#8217;uditorio sarà così diverso dal solito che ho qualche timore e tradisco un po&#8217; di emozione nel tornare continuamente su immagini e concetti selezionati e studiati ormai davvero tante volte!</p>
<p><div id="attachment_592" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/baco.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-592" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/baco.jpg" alt="La breve vita del baco: dal gelso al bozzolo alla farfalla" width="800" height="542" class="size-full wp-image-592" /></a><p id="caption-attachment-592" class="wp-caption-text">La breve vita del baco: dal gelso al bozzolo alla farfalla</p></div>La storia della produzione tessile a Lucca è molto affascinante: chiama in causa tessuti preziosissimi, un&#8217;organizzazione del lavoro complessa &#8211; con operai altamente specializzati come i testori, cioè tessitori, un mondo lontano di lunghi viaggi in mare verso l&#8217;Oriente e caotici mercati nelle grandi piazze europee. Evocare tutto ciò attraverso le immagini e le parole non è poi così difficile, ma qualche occhio che rischia troppo spesso di chiudersi (accidenti alla sonnolenza postprandiale!) mi sprona a dare il meglio di me in guizzi di voce e pillole curiose che ci portano serenamente al velluto dell&#8217;abito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto_di_Eleonora_di_Toledo_col_figlio_Giovanni" target="_blank">Eleonora da Toledo</a>, simbolo dell&#8217;ormai smarrito primato di Lucca sulle altre manifatture italiane.</p>
<p><div id="attachment_591" style="width: 745px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/640px-56-aspetti_di_vita_quotidianaabbigliamento_in_setaTaccuino.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-591" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/640px-56-aspetti_di_vita_quotidianaabbigliamento_in_setaTaccuino.jpg" alt="Una bottega di tessuti dal Tacuinum Sanitatis" width="735" height="800" class="size-full wp-image-591" /></a><p id="caption-attachment-591" class="wp-caption-text">Una bottega di tessuti dal Tacuinum Sanitatis</p></div>E qui arriva il bello! A conclusione dell&#8217;incontro ci spostiamo al Museo di Arte Sacra (sì, quello di cui vi ho parlato <a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/sorrisi-e-stupore-al-museo-di-arte-sacra-di-camaiore/" title="Sorrisi e stupore al Museo di Arte Sacra di Camaiore" target="_blank">recentemente</a>) per vedere dal vivo alcuni dei tesori tessili esposti.<br />
Tra damaschi, velluti e taffetas ricamati la platea di pochi minuti prima si trasforma in un entusiasta e partecipe interlocutore che ha molto da raccontare: c&#8217;è chi si ricorda quando quel tessuto veniva indossato dal priore della Collegiata, chi mi racconta in che occasioni veniva portato, chi sente quegli oggetti come parti della propria vita passata e sorride sentendola ancora così vicina&#8230;mi fanno domande tecniche e subito dopo mi coinvolgono nel loro ricordo. E alla fine riesco a guardare in quegli occhi umidi e stanchi che poco prima si abbassavano nel conforto del riposo pomeridiano, perché ora desiderano solo parlare, raccontare, condividere!</p>
<p><div id="attachment_594" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/tessuti-camaiore.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-594" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/tessuti-camaiore.jpg" alt="La vetrina dei velluti al Museo di Arte Sacra di Camaiore (foto da www.restauroestudiotessili.it)" width="800" height="600" class="size-full wp-image-594" /></a><p id="caption-attachment-594" class="wp-caption-text">La vetrina dei velluti al Museo di Arte Sacra di Camaiore (foto da www.restauroestudiotessili.it)</p></div>Leggo tra gli obiettivi dell&#8217;Unitre: <em>questo noi vogliamo che sia, un laboratorio continuo di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo tra le generazioni</em>. Siamo partiti dalla cultura e abbiamo intrecciato l&#8217;esperienza di vita: per me è stato davvero un ponte tra le nostre generazioni, evviva!</p>
<p>Insieme ai ringraziamenti finali mi consegnano la locandina dell&#8217;evento con sorrisi compiaciuti, certi di fare cosa gradita: credo proprio che la conserverò, a ricordo della piacevolissima esperienza e di qualche pomposo titolo generosamente concesso!</p>
<div id="attachment_593" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/locandina.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-593" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/04/locandina.jpg" alt="La locandina dell&#039;evento " width="600" height="800" class="size-full wp-image-593" /></a><p id="caption-attachment-593" class="wp-caption-text">La locandina dell&#8217;evento</p></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://lapiccolagerbera.it/nuovi-sorrisi-con-unitre-camaiore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
