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	<title>mosaico &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Oro e splendore per l&#8217;arca di Noe&#8217;: storia di un diluvio</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2018 08:37:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa è la storia di una grande arca, così grande da contenere centinaia e centinaia di ospiti, grande forse come le grandi navi da crociera di oggi. Ma i suoi ospiti - senti bene - erano tutti animali. Quasi tutti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo1">Ecco il nuovo post della serie <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a> dedicata ai bambini. Se vuoi essere sicuro di leggerlo nella maniera più corretta, trovi&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/racconti-darte-come-leggerli" target="_blank" rel="noopener">qui alcune semplici istruzioni</a>.</h3>
<h3 class="sottotitolo2" style="text-align: left;">Vuoi ascoltare la storia anziché leggerla? Ecco qua il podcast con la mia voce narrante (non scordarti di seguirla con le immagini sotto gli occhi). Puoi ascoltare il podcast anche su <a href="https://open.spotify.com/episode/5xY2NBuhlU2ye6GIxMJVED" target="_blank" rel="noopener">Spotify</a>&nbsp;e su <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/racconti-darte/id1504851127" target="_blank" rel="noopener">iTunes</a>.</h3>
<div style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://anchor.fm/piccola-gerbera/embed/episodes/Oro-e-splendore-per-larca-di-No-storia-di-un-diluvio-ee764c" height="102px" width="400px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
<h4 class="sottotitolo2">Ti racconto una delle storie più famose della Bibbia attraverso una sua splendente rappresentazione: i mosaici del duomo di Monreale.</h4>
<div id="attachment_3207" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Monreale.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3207" loading="lazy" class="size-full wp-image-3207" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Monreale.jpg" alt="" width="800" height="533" data-id="3207" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Monreale.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Monreale-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Monreale-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-3207" class="wp-caption-text">Veduta dell&#8217;interno del duomo di Monreale &#8211; Foto di <a href=" https://www.flickr.com/photos/alainrouiller/"> Alain Rouiller</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/">CC BY-SA 2.0</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/">file originale qui </a></p></div>
<p>Questa è la storia di una grande arca, così grande da contenere centinaia e centinaia di ospiti, grande forse come le grandi navi da crociera di oggi, dove in tanti amano trascorrere le proprie vacanze. Solo che questa è stata costruita tutta a mano, tantissimo tempo fa, e le centinaia di ospiti che vi sono saliti non erano vacanzieri pronti a rilassarsi tra una bibita e uno show, ma &#8211; senti bene &#8211; erano tutti animali.<br />
Quasi tutti.&nbsp;</p>
<p>Te la racconto osservando insieme a te i <strong>mosaici</strong> del duomo di Monreale: è una bellissima chiesa siciliana vicino a Palermo, molto antica e con parte delle pareti rivestite di piccole tessere di vetro colorato e pietra, così piccole che poste una accanto all&#8217;altra danno lo stesso effetto di un dipinto. Non ci credi? Guardiamo insieme i mosaici e poi dimmi se ti sei accorto che non sono dipinti.<br />
Ora però devo raccontarti l&#8217;antefatto della storia: cosa è successo prima?</p>
<h3>L&#8217;antefatto: conosciamo Noè</h3>
<h4>Un&#8217;umanità egoista e violenta sta per essere sterminata. Dio sceglie Noè per un importante compito.</h4>
<p>In un passato veramente lontano, così lontano che non si sa neanche più se è vero, viveva un&#8217;umanità corrotta, crudele e spietata che pensava solo ai propri interessi e commetteva violenze su violenze, allontanandosi sempre più da Dio, quel Dio in cui tutti un tempo credevano, ma a cui a un certo punto nessuno più prestava attenzione. Nessuno tranne una persona, <strong>Noè</strong>, e tutta la sua famiglia.<br />
Sono sicura che lo hai già sentito nominare questo Noè, perché è protagonista di tantissime canzoni (la sai &#8220;Ci son due coccodrilli&#8230;&#8221;? Ma anche nell&#8217;intermezzo jazz degli Aristogatti si cita l&#8217;arca di Noè, tanto per dirtene due) e poi la sua storia è molto famosa.</p>
<p>Insomma a un certo punto Dio si scoccia di questa tremenda umanità e decide di sterminarla tutta, farla sparire dalla faccia della terra, perché non si meritava di vivere.<br />
Accidenti! Come decisione non ti sembra molto drastica? Però visto che aveva impiegato tanta fatica a creare tutto quanto: il cielo, gli astri, la terra, il mare, gli animali e l&#8217;uomo, Dio è un po&#8217; dispiaciuto di far sparire la sua creatura prediletta e allora si ricorda che in effetti Noè è proprio un brav&#8217;uomo, buono, giusto e&nbsp;<em>timorato di Dio</em>, cioè si ricorda sempre di pregarlo e vive nel suo rispetto ogni giorno.<br />
Sicché Dio si avvicina a Noè e gli dice: &#8220;Senti Noè, qui succederà un macello tra poco. Ti do un compito: costruisci un&#8217;<em>arca</em>, bada bene che deve essere molto grande, e appena l&#8217;hai finita raduna tutti gli animali del mondo e falli salire insieme a te e alla tua famiglia. Ah! Ricordati di scegliere sempre un maschio e una femmina di ogni specie animale, così potranno nascere nuovi cuccioli quando sarà il momento. Ricordati anche un po&#8217; di provviste eh, perché potrete mangiare solo sull&#8217;arca e fuori non ci sarà nulla per voi&#8221;.<br />
Pare chiara una cosa: la crociera deve iniziare.</p>
<div id="attachment_3201" style="width: 676px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale_Arca_Noè.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3201" loading="lazy" class="size-full wp-image-3201" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale_Arca_Noè.jpg" alt="" width="666" height="399" data-id="3201" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale_Arca_Noè.jpg 666w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale_Arca_Noè-300x180.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale_Arca_Noè-250x150.jpg 250w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a><p id="caption-attachment-3201" class="wp-caption-text">La costruzione dell&#8217;arca e gli animali a raccolta, mosaico del Duomo di Monreale &#8211; Foto di <a title="User:Tango7174" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Tango7174">Tango7174</a>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0">CC BY-SA 4.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16097964">File originale qui</a></p></div>
<h3>La costruzione dell&#8217;arca</h3>
<h4>È il momento di mettersi al lavoro: Noè e i suoi figli organizzano il cantiere.</h4>
<p>Ecco che finalmente posso presentarti Noè. Lo vedi a sinistra in piedi con il suo mantello bianco tutto pieno di pieghe, indossa un paio di graziosi sandali e ha i capelli grigi che ci dicono che non deve essere tanto giovane. Siamo sicuri che si tratta proprio di Noè perché sopra la sua testa c&#8217;è scritto &#8220;NOE&#8221;, il suo nome ma senza accento.&nbsp;È una specie di didascalia come quella più sopra che ci spiega in latino, una lingua antichissima, quello che sta succedendo.</p>
<p>Noè è evidentemente il capocantiere perché se ne sta lì in piedi, con i sandali appunto, e le braccia che impartiscono ordini. Lui forse è troppo anziano per fare un lavoro di fatica e allora meno male che ha tanti figli maschi, giovani e forti, che possono lavorare al posto suo. Guarda che fermento: due di loro accanto al padre indossano vesti blu e scarpette alte ai piedi (mica i sandalini delicati di Noè, c&#8217;era il rischio di farsi male a stare con i piedi nudi!) e sono intenti a trasformare due travi di legno con ascia e martello.<br />
Sopra di loro la nave è già a buon punto, si vede la forma del vascello con una specie di casetta che piano piano cresce. Un altro dei fratelli vestito di bianco è al lavoro con una sega a telaio e gli altri due con una sega simile si aiutano per tagliare una trave molto grossa che necessita dello sforzo di entrambi. Il fratello in basso, vestito di bianco, ha iniziato anche a spogliarsi un po&#8217; perché per la fatica deve essersi accaldato e si è scoperto una spalla, mentre quello in alto vestito di blu ha tutta la schiena incurvata dall&#8217;impegno che ci sta mettendo.<br />
Costruire quest&#8217;arca è davvero impegnativo.</p>
<h3>Tutti a bordo!</h3>
<h4>La famiglia di Noè è a bordo della nave, ora salgono gli animali.</h4>
<p>Ci siamo! La nave è pronta ad accogliere tutti i suoi ospiti: la famiglia di Noè è già tutta stipata dentro e possiamo vederla dalle finestrelle nell&#8217;immagine sopra, a destra. Però questa foto è un po&#8217; piccola, ti prego di <a href="https://www.flickr.com/photos/94185526@N04/35863885701/in/photostream/" target="_blank" rel="noopener">andare qui</a> per vedere più nel dettaglio le facce <em>gioiose</em> delle figlie e dei figli di Noè dentro l&#8217;arca, vere e proprie facce da crociera!<br />
Avrai capito che sto scherzando, ma volevo farti notare che sembrano davvero spaventati e tristissimi, un po&#8217; come se dicessero &#8220;Ma io non lo volevo fare questo viaggio!&#8221;, però l&#8217;ha deciso Dio e quindi zitti tutti.<br />
Anzi, cominciamo a far salire gli animali: Noè a sinistra accompagna un <strong>leone</strong> sulla rampa mentre una coppia di <strong>arieti</strong> aspetta dietro il proprio turno. Ma il leone non ti sembra un po&#8217; piccino? In effetti la sua testa è grande quanto una mano di Noè.<br />
Devi sapere che a quel tempo quando si disegnava non si faceva molta attenzione alle proporzioni reali, bensì al valore <em>simbolico</em> di ogni personaggio: qui è Noè il protagonista e infatti è enorme, neanche ci sta dentro l&#8217;arca, guarda come sta tutto piegato (come il figlio sull&#8217;altro lato che accompagna un quadrupede che sembra un cavallo in miniatura); il leone invece è uno dei tanti animali che sta salendo, capiamo che è un leone, ma non è necessario che sia grande quanto un leone vero. In sintesi: grande = importante, piccolo = meno importante, secondario.<br />
Qualcuno dice che nel medioevo, il periodo in cui sono stati fatti questi mosaici, nessuno sapeva disegnare bene: non è proprio così, si&nbsp;<em>voleva</em> disegnare così, senza la pretesa di rappresentare la realtà, ma piuttosto con l&#8217;idea di insegnare un sacco di cose attraverso questi disegni. E chi osservava capiva il significato molto meglio di noi, perché erano abituati a quel linguaggio.&nbsp;È proprio così, come se fosse una lingua diversa dalla nostra.</p>
<div id="attachment_3202" style="width: 533px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale-fine-diluvio.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3202" loading="lazy" class="size-full wp-image-3202" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale-fine-diluvio.jpg" alt="fine diluvio e ridiscesa sulla terra" width="523" height="400" data-id="3202" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale-fine-diluvio.jpg 523w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale-fine-diluvio-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 523px) 100vw, 523px" /></a><p id="caption-attachment-3202" class="wp-caption-text">La fine del Diluvio universale e ridiscesa sulla terra, mosaico del Duomo di Monreale &#8211; Foto di <a title="User:Tango7174" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Tango7174">Tango7174</a>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0">CC BY-SA 4.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16097964">File originale qui</a></p></div>
<h3>Il diluvio universale</h3>
<h4>Inizia a piovere e l&#8217;acqua ricopre ogni cosa senza risparmiare nessuno. O quasi.</h4>
<p>Io però non ho ancora capito una cosa: a che serve quest&#8217;arca e perché ci sono saliti tutti quando ancora era all&#8217;asciutto? Credevo che una nave dovesse stare sull&#8217;acqua! Però aspetta&#8230;ricordi che Dio ha promesso di sterminare tutta l&#8217;umanità crudele e corrotta? E ha anche detto a Noè che presto sarebbe successo un macello. Infatti inizia a piovere, ma non due gocce, neanche tre, neanche tante: hai presente quando si dice che è arrivata una bomba d&#8217;acqua? Ecco, immaginati una bomba d&#8217;acqua continua per <strong>40 giorni e 40 notti</strong>. Non fa che piovere e l&#8217;acqua non ce la fa ad essere assorbita dalla terra, anzi, i fiumi e i mari si ingrossano sempre più e l&#8217;acqua inizia a salire salire fino a ricoprire ogni cosa: i prati, gli alberi, le case, addirittura le montagne! E l&#8217;arca inizia a galleggiare e poi navigare senza meta; la famiglia di Noè sta a bordo senza vedere altro che acqua tutt&#8217;intorno, come se fosse in pieno oceano, ma anche peggio, perché non c&#8217;è possibilità di approdare su nessuna costa.<br />
Volevi l&#8217;acqua? Eccola.</p>
<p>Non ti sfuggirà un dettaglio terribile: se le persone e gli animali sulla nave sono tutte in salvo, che ne è degli altri? Dio del resto ha voluto sterminare tutta l&#8217;umanità e questo ha fatto, lasciando che l&#8217;acqua arrivasse nei paesi e nelle case e si portasse via tutto e tutti; ha lasciato che arrivasse anche nei boschi e nelle foreste e si è portata via tutto anche lì, solo i pesci e tutti gli abitanti del mare sono rimasti a casa loro. Ecco perché questo lo chiamiamo <strong>Diluvio universale</strong>.<br />
Lo so, è proprio un pensiero terribile, ma ti ricordo che è uno dei racconti della Bibbia, una delle tante storie che descrivono quello che è successo alle origini dell&#8217;umanità per chi crede in Dio. Ora, per noi, questa è soltanto una storia.</p>
<h3>La fine del diluvio</h3>
<h4>Smette di piovere e finalmente è tempo di scendere dall&#8217;arca.</h4>
<p>Dopo 40 giorni finalmente il cielo si placa e compare il sole, meno male! Non resta che aspettare che l&#8217;acqua piano piano si ritiri e lasci che riaffiorino le cime delle montagne, gli alberi e ogni cosa che dovrà lentamente asciugarsi.&nbsp;<br />
Immaginati Noè e la sua famiglia strizzati dentro l&#8217;arca con centinaia di animali (ci sono tutti gli animali, ma proprio tutti! sai che odorini&#8230;): dopo 40 giorni non ne possono più di ondeggiare sul mare e non vedono l&#8217;ora di scendere. Se guardi l&#8217;immagine sopra a sinistra (<a href="https://www.flickr.com/photos/saromarina/2570241879/in/photolist-T67HJ7-RScTzy-SXiHjv-4V8ana-VBgTrB-WzPiWE-RScSq9-dQbrq3-dQbpew-dQbooh-dQbnsJ-DDAJtW-6QbU7y-T67G1s-KCWmc-fKDTxq-fpU7Mf-fK1Hdu-6LPSDy-fKDQjE-fKDVZN-fpY6gU-a4H6k-fKDMgL-aqAvWt-dQbpSj-dQbLgL-dQbCB3-dQbQC3-dQ5XM6-dQbxsf-dQbsbG-dQ5G6e-dQbPqj-dQbbN5-dQ5wF6-dQbcjf-dQb8z5-dQ5EXT-dQ67fc-dQ5A48-dQ5ZNV-2327UfW-dQbesL-dQ5HUa-dQ6as6-KUFMcE-28Ym2JN" target="_blank" rel="noopener">la vedi molto meglio qui</a>), ti accorgerai che sono un pochino più allegri perché ha smesso di piovere, soprattutto le figlie di Noè accennano un timido sorriso, mentre i figli guarda quanto sono ancora scocciati!<br />
A un certo punto allora Noè decide di fare una prova: chiama uno dei <strong>corvi</strong> che aveva fatto salire sull&#8217;arca e lo manda a cercare se da qualche parte sulla terra stanno ricomparendo gli alberi. Però Noè è stato poco accorto: non ha pensato che i corvi sono uccelli un po&#8217; rudi e non vanno certo in cerca di fiorellini quando sono in volo. Così accade che il corvo non torna più e infatti&nbsp;puoi scorgerlo a pelo dell&#8217;acqua dove si è fermato a beccare il corpo di un uomo affogato, che è poi la fine che hanno fatto tutti (un altro corpo si intravede sott&#8217;acqua).<br />
Ecco allora che Noè si fa furbo e manda una <strong>colomba</strong>, un uccello decisamente più delicato. Qui lo vediamo mentre si affaccia dall&#8217;arca, di nuovo come se fosse un gigante, e accoglie la colomba di ritorno con un ramoscello di ulivo nel becco: la terra si sta asciugando, tra poco si potrà scendere!</p>
<p>Nella scena successiva (<a href="https://www.flickr.com/photos/94185526@N04/35186088983" target="_blank" rel="noopener">qui l&#8217;ingrandimento</a>) l&#8217;arca poggia nuovamente a terra: è tempo di far uscire gli animali. Così Noè con un gesto atletico esce da una delle finestre per accompagnare il solito leone in miniatura, questa volta spingendolo da dietro. Le vedi quelle specie di cerchi sul vestito di Noè? Sono simili a quelli sul braccio del figlio, che a destra sta spingendo un ariete per farlo scendere: è un modo usato al tempo per rappresentare le ginocchia, i gomiti e in generale qualsiasi sporgenza tondeggiante che si intraveda sotto le vesti. Curioso vero?<br />
Intanto in primo piano un toro e un cavallo pascolano felicemente sul terreno, mentre il resto della famiglia di Noè attende pazientemente dalle finestre dell&#8217;arca il proprio turno per scendere.</p>
<div id="attachment_3205" style="width: 284px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale4_arcobaleno.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3205" loading="lazy" class="size-full wp-image-3205" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale4_arcobaleno.jpg" alt="" width="274" height="400" data-id="3205" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale4_arcobaleno.jpg 274w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/Sicilia_Monreale4_arcobaleno-206x300.jpg 206w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /></a><p id="caption-attachment-3205" class="wp-caption-text">Arcobaleno e ringraziamento, mosaico del Duomo di Monreale &#8211; Foto di <a title="User:Tango7174" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Tango7174">Tango7174</a>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0">CC BY-SA 4.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16097964">File originale qui</a></p></div>
<h3>Tutto è bene&#8230;</h3>
<h4>La famiglia di Noè davanti a un arcobaleno ringrazia Dio: si torna a vivere!</h4>
<p>Eccoli tutti riuniti, ma ancora strizzati (si vede che proprio si vogliono bene e vogliono stare vicini), ben vestiti e con tanto di mantello per ringraziare il loro Dio (<a href="https://www.flickr.com/photos/94185526@N04/35825940462/in/photostream/">ecco l&#8217;ingrandimento</a>). Come lo ringraziano? Intanto gli dicono grazie di persona, perché se guardi in alto a destra vedrai proprio Dio con il braccio steso che spunta da un cerchio di cielo blu, rompendo tutto lo splendente <strong>fondo dorato</strong> che ricopre ogni scena che abbiamo guardato. L&#8217;avevi notato? Pensa a quanto sono preziosi questi mosaici e a che effetto può fare entrare nel duomo di Monreale e vederli splendere sulle pareti altissime!<br />
E poi un altro modo per ringraziare Dio è fare un sacrificio di un animale sopra un altare: è quello che vedi a destra con le costolette ben in vista, sopra una specie di camino da cui fuoriescono enormi alghe rosse; sembrano alghe, ma sono lingue di fuoco, buffe vero?&nbsp;<br />
E quel tubo che parte dall&#8217;altare e arriva fino alle teste dei figli di Noè?&nbsp;È l&#8217;arcobaleno! Il segnale che manda Dio per dire che tutto è finito e può tornare il sereno. Soprattutto la famiglia di Noè può tornare a vivere, coltivando i campi, prendendosi cura degli animali e tornando a popolare la terra con tutti i loro figli.</p>
<p>Pensa un po&#8217;, secondo la Bibbia siamo quindi tutti discendenti di questo gruppetto di persone che tanto ha patito sull&#8217;arca e ora si appresta a una nuova vita!</p>
<p>Questa in realtà è solo una delle tante storie che sono raccontate sulle pareti del duomo di Monreale, uno scrigno magico pieno di tesori e così ricco e prezioso perché secondo la leggenda fu costruito nel luogo dove Guglielmo II, <strong>il re di Sicilia</strong>, rinvenne il più grande tesoro del mondo, che utilizzò per costruire il duomo, come indicatogli dalla Madonna apparsa in sogno.&nbsp;<br />
Una storia tira l&#8217;altra&#8230;</p>
<hr>
<p><em><strong>Per l&#8217;adulto che legge</strong></em></p>
<p>Forse già conosci il duomo di Monreale, che dal 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco insieme al circuito <em>Palermo arabo-normanna</em>.&nbsp;Davvero è uno scrigno pieno di tesori, il più famoso dei quali è forse il mosaico dell&#8217;abside con la gigantesca immagine di Gesù a braccia aperte che vedi nell&#8217;immagine di apertura.<br />
I mosaici sono stati realizzati da maestranze bizantine tra XII e XIII secolo e sono tutti su fondo oro, proprio per ostentare la ricchezza raggiunta dalla città all&#8217;epoca dei Normanni. Sono molto simili a quelli della Cappella Palatina di Palermo, un altro posto pazzesco che riluce di vita propria e che si trova all&#8217;interno del palazzo dei Normanni.<br />
Se hai in programma una gita a Palermo non perderti nessuna di queste due meraviglie!<br />
Puoi intanto farti un viaggio virtuale, te lo consiglio proprio, grazie a <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Ar-I-mosaici-di-Monreale-uno-scrigno-di-racconti-241e93bc-757f-4369-bf7c-250b31bb5644.html" target="_blank" rel="noopener">questo servizio di RaiNews</a>: ti darà un&#8217;idea della monumentalità del duomo visto dall&#8217;alto e delle altre meraviglie che contiene, tra cui il bellissimo chiostro con capitelli istoriati che si meriterebbero un altro Racconto d&#8217;Arte. Chissà!<br />
In rete esiste anche <a href="http://www.iccd.beniculturali.it/medioevosiciliano/brochure/itinerario_cicli_musivi.pdf" target="_blank" rel="noopener">un interessante pdf</a> a cura del Ministero dei beni culturali che raccoglie tutti i luoghi chiave della Palermo medievale, tra cui ovviamente Monreale. C&#8217;è un indice navigabile all&#8217;inizio che può darti una mano ad andare dritto al punto e leggere un approfondimento sui nostri mosaici oppure perderti un po&#8217; tra le bellezze palermitane.<br />
Un&#8217;ultima curiosità: il portale del duomo è in bronzo ed è di mano di Bonanno Pisano, lo stesso scultore che ti ho presentato nel <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/un-fumetto-in-una-porta-bonanno-e-la-cattedrale-di-pisa/">primo Racconto d&#8217;Arte</a>. Coincidenze?</p>
<p>Per quanto riguarda il racconto, avrai notato che ho cercato di non indugiare troppo su morti e cadaveri, che pure ci sono; è davvero difficile raccontare storie che non contengano accenni alla morte o a violenze :) Come al solito lascio che siate voi genitori a fare da filtro e dare le opportune spiegazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dodici mesi in un mosaico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 08:23:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Racconti d'Arte]]></category>
		<category><![CDATA[mosaico]]></category>
		<category><![CDATA[Otranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un anno intero racchiuso in un pavimento: il ciclo dei mesi della Cattedrale di Otranto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo1">Un nuovo post della serie <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a>, ciclo di storie legate all&#8217;arte scritte appositamente per i bambini. <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/racconti-darte-come-leggerli" target="_blank" rel="noopener">Qui trovi</a> una guida alla lettura e alcuni chiarimenti.</h3>
<h3 class="sottotitolo2" style="text-align: left;">Vuoi ascoltare la storia anziché leggerla? Ecco qua il podcast con la mia voce narrante (non scordarti di seguirla con le immagini sotto gli occhi). Puoi ascoltare il podcast anche su <a href="https://open.spotify.com/episode/5xY2NBuhlU2ye6GIxMJVED" target="_blank" rel="noopener">Spotify</a>&nbsp;e su <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/racconti-darte/id1504851127" target="_blank" rel="noopener">iTunes</a>.</h3>
<div style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://anchor.fm/piccola-gerbera/embed/episodes/Dodici-mesi-in-un-mosaico-edga8n" height="102px" width="400px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
<h4 class="sottotitolo2">Un anno intero racchiuso in un pavimento: il ciclo dei mesi della Cattedrale di Otranto.</h4>
<div id="attachment_2968" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/Mosaicootranto-web.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2968" loading="lazy" class="size-full wp-image-2968" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/Mosaicootranto-web.jpg" alt="" width="800" height="623" data-id="2968" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Mosaicootranto-web.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Mosaicootranto-web-300x234.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/Mosaicootranto-web-768x598.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2968" class="wp-caption-text">Particolare del pavimento della cattedrale di Otranto. Foto di <a title="User:Framo" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Framo">Framo</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18058939">File originale qui</a></p></div>
<p>Questa è la storia lunga un anno dell&#8217;uomo lavoratore. L&#8217;uomo chi? Un uomo qualunque, come quelli che vivevano tantissimi anni fa (mille anni o giù di lì) e che per campare non avevano che da lavorare.<br />
Ma mica come noi oggi, che di mestiere facciamo gli insegnanti, gli impiegati, le manager, le dottoresse, gli ingegneri, le postine, i ballerini, le attrici&#8230;potrei andare avanti all&#8217;infinito. E tu? Che mestiere farai da grande?<br />
In realtà&nbsp; alcuni di questi lavori esistevano anche un tempo, ma quelli che fa l&#8217;uomo della nostra storia sono tutti <em>di fatica</em>. Lavori cioè che fanno sudare, abbronzare d&#8217;estate a forza di stare all&#8217;aria aperta e stancare le braccia a forza di sollevarle e portare pesi.<br />
Sono i lavori della terra.</p>
<div id="attachment_2970" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoGen-apr.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2970" loading="lazy" class="size-full wp-image-2970" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoGen-apr.jpg" alt="gennaio febbraio marzo aprile" width="1000" height="236" data-id="2970" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoGen-apr.jpg 1000w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoGen-apr-300x71.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoGen-apr-768x181.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-2970" class="wp-caption-text">Particolare del pavimento della cattedrale di Otranto, mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile. Foto di <a title="User:Framo" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Framo">Framo</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18058939">File originale qui</a></p></div>
<h3>Che l&#8217;anno abbia inizio</h3>
<h4>Gennaio e febbraio e nessun segno di fatica.&nbsp;</h4>
<p>Va bene. Terra e fatica, muscoli e sudore. Inizia l&#8217;anno dell&#8217;uomo lavoratore e a <strong>Gennaio</strong> che cosa trovo? Un signore comodamente seduto davanti al fuoco a fare&#8230;niente! Un bel niente. Lo vedi anche tu? Ok, forse non è seduto proprio comodo, perché quello su cui è appoggiato assomiglia a uno sgabello e non a una poltrona, ma è al calduccio, con il capo coperto, davanti a una fiamma scoppiettante e con un animale sulla testa.<br />
Quello è un Capricorno e se conosci i segni zodiacali saprai che è proprio il segno di gennaio e questa immagine ce lo ricorda.</p>
<p>In ogni cerchio, che chiamiamo <em>clipeo</em>, si trova un mese rappresentato dal famoso uomo lavoratore. Forse gennaio è un mese davvero troppo freddo per stare all&#8217;aperto a lavorare e poi cosa vuoi lavorare? La terra è a riposo, gli alberi sono spogli e in casa fa buio così presto che senza corrente elettrica non si riesce a fare granché, tanto vale riscaldarsi un po&#8217; e aspettare. Vedrai che il prossimo mese si comincerà a faticare.</p>
<p><strong>Febbraio</strong>. Oh, c&#8217;è una donna accanto a un trespolo e sta cuocendo la zuppa dentro a un paiolo, mentre in basso un maiale intero cuoce allo spiedo. Va bene, la donna sta lavorando ma per farsi poi una bella mangiata! Io il sudore ancora non lo vedo&#8230;<br />
Vedo invece una specie di angioletto che versa acqua da una brocca. Sarà forse il segno dell&#8217;Acquario?</p>
<h3>Primavera nell&#8217;aria</h3>
<h4>Toillette e passeggiate, le principali occupazioni della bella stagione.</h4>
<p>Saltiamo il tronco del grande albero da cui pendono i clipei che stiamo osservando e arriviamo a <strong>Marzo</strong>, l&#8217;inizio della primavera: finalmente si sta all&#8217;aperto! Non proprio. Marzo è così, lo avrai sperimentato anche tu, le giornate si allungano ma c&#8217;è sempre fresco, poi un giorno piove e il giorno dopo c&#8217;è il sole, non è ancora il momento per iniziare a giocare all&#8217;aria aperta con assiduità.&nbsp;<br />
Però qui non parliamo di gioco ma di lavoro e infatti il nostro uomo è ora seduto con una gamba piegata, al chiuso della sua casa. Ed è tutto nudo. Dopo una giornata intera passata nei campi è finalmente giunto il momento del riposo e dell&#8217;igiene personale. Quante volte avrai sentito dire la sera: lavati i piedi! Ecco, il nostro uomo si sta proprio pulendo i piedi con un arnese apposito, perché quei piedi sono stati in mezzo alla terra tutto il giorno, probabilmente senza scarpe o con calzari non così impermeabili e adatti al lavoro come i nostri scarponcini da trekking.<br />
E i pesci sulla sua testa non sono il lampadario di casa ma: indovina un po&#8217;? Il segno dei Pesci, che inizia proprio a marzo.</p>
<p>Con <strong>Aprile</strong> ecco un pastore che accompagna le sue bestie al pascolo: ha un bastone in una mano e con l&#8217;altra incoraggia le capre e forse i cani a proseguire, sarà una lunga giornata di attesa.&nbsp;<br />
L&#8217;Ariete in alto sembra andare in direzione contraria e infatti non partecipa al pascolo ma ci ricorda che è iniziato lo zodiaco: è proprio lui il primo segno.</p>
<div id="attachment_2971" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoMag-Ago.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2971" loading="lazy" class="size-full wp-image-2971" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoMag-Ago.jpg" alt="maggio giugno luglio agosto" width="1000" height="279" data-id="2971" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoMag-Ago.jpg 1000w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoMag-Ago-300x84.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoMag-Ago-768x214.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-2971" class="wp-caption-text">Particolare del pavimento della cattedrale di Otranto, mesi di Maggio, Giugno, Luglio, Agosto. Foto di <a title="User:Framo" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Framo">Framo</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18058939">File originale qui</a></p></div>
<h3>Un albero di tessere</h3>
<h4>Cosa sono queste immagini e dove si trovano. Proseguiamo il nostro anno.</h4>
<p>Certo questi personaggi sono un po&#8217; strani. Ti sei chiesto cosa siano? Non sono dipinti e non sono sculture, ma &#8211; tieniti forte &#8211; sono un pavimento! Cioè si trovano a terra, in una bellissima cattedrale del sud Italia, a Otranto, e sono fatti a <strong>mosaico</strong>, piccole tessere di vetro e pietre che accostate l&#8217;un l&#8217;altra danno vita a queste immagini, proprio come se fossero un dipinto. Era un modo per decorare le&nbsp; pareti o le superfici orizzontali degli edifici, nel nostro caso il pavimento, e allo stesso tempo raccontare un sacco di storie a chi frequentava quegli edifici.&nbsp;</p>
<p>Entrando nella cattedrale di Otranto e soffermandoci sul mese di <strong>Maggio</strong>&nbsp;capiamo subito, noi come chi viveva mille anni fa, che a maggio ogni pianta fiorisce e la terra è piena di fiori, come i due rami che tiene l&#8217;uomo riccamente vestito (guarda come è decorato il suo abito, quello è segno di ricchezza) e seduto su un trono. Lo so, non ti sembra proprio un trono, anzi dimmi: cosa ti sembra? Questo era il modo di rappresentarlo, con un comodo cuscino di cui vediamo le estremità.<br />
L&#8217;uomo di maggio ha la testa incorniciata da un Toro, il segno dello zodiaco.</p>
<p>I rami fioriti proseguono la loro strada in alto e in basso, ricordandoci che stiamo osservando gli elementi di un grande albero, e sulla destra finiscono nel tondo del mese di <strong>Giugno</strong>, dove un contadino con il berretto a cono sta falciando il grano maturo (al sud tutti i lavori della terra sono in anticipo di almeno un mese perché il sole scalda di più!). A me viene caldo solo a guardarlo e quelle spighe di grano mi sembrano quasi i segni dell&#8217;afa che si alzano da terra. Li vedi ora la fatica e il sudore? Sono necessari per tagliare tutto il grano e fermarlo nelle fascette stese di fianco, proprio sotto i due Gemelli che sembrano danzare guardandosi.</p>
<h3>Estate</h3>
<h4>Tempo di mare e di bagni? Purtroppo non per tutti.</h4>
<p>È sempre più caldo, inutile negarlo, e a <strong>Luglio</strong> sarebbe tempo di starsene al mare sdraiati sotto un ombrellone e non strabuzzare gli occhi dalla fatica come fa questo contadino! Ha le braccia sollevate e le mani che stringono il <em>correggio</em>, una specie di bastone da cui pendono altri due bastoni, che servono per battere il grano e separare la parte buona da tutto il resto, con l&#8217;aiuto di pala e forcone posti lì a fianco.&nbsp;<br />
Contadino! Ti racconterei del mare e delle corse a rincorrere le onde e dei granchi che scappano quando cerco di giocarci, come il segno del Cancro sulla tua testa, ma chissà se tu un bagno rinfrescante la sera quando torni a casa riesci a fartelo, sarebbe già molto.</p>
<p>Allora dimentichiamo i dispiaceri del contadino e seguiamo il suo lavoro ad <strong>Agosto</strong>, quando già ad Otranto è tempo di vendemmia. E mentre con una mano taglia i grappoli d&#8217;uva dalla vigna, con il piede già la pigia dentro un secchio: tu lo hai mai fatto?&nbsp;<br />
Sembra quasi che il Leone sopra di lui voglia leccargli il berretto, ma ormai lo sai, è il segno dello zodiaco.</p>
<div id="attachment_2969" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoSet-Dic.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2969" loading="lazy" class="size-full wp-image-2969" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoSet-Dic.jpg" alt="" width="1000" height="273" data-id="2969" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoSet-Dic.jpg 1000w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoSet-Dic-300x82.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/MosaicootrantoSet-Dic-768x210.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-2969" class="wp-caption-text">Particolare del pavimento della cattedrale di Otranto, mesi di Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre. Foto di <a title="User:Framo" href="//commons.wikimedia.org/wiki/User:Framo">Framo</a> &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, <a title="Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0" href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18058939">File originale qui</a></p></div>
<h3>È quasi vino</h3>
<h4>Arriva l&#8217;autunno e procede il lavoro a pieno ritmo: pigiatura dell&#8217;uva e aratura.</h4>
<p>In effetti il contadino di agosto sembrava un po&#8217; frettoloso a voler pigiare l&#8217;uva nel secchio quando ancora la stava raccogliendo. Tocca a <strong>Settembre</strong> fare una bella corsa sul posto dentro un largo tino, aiutandosi con due bastoni. Guarda quanto bel mosto esce dal foro versandosi nel recipiente accanto! Il vino novello è vicino.<br />
Chissà se anche la Vergine con la spiga in mano lì accanto sta aspettando proprio quello.</p>
<p>E ad <strong>Ottobre</strong>? Si torna alla terra, questa volta per ararla con l&#8217;aiuto dei buoi. Così l&#8217;uomo in camicia da notte con la cuffietta in testa prende un missile e lo punta contro il sedere dei buoi! Non ti sembra che stia andando proprio così? Invece quella è la veste normale del contadino, con il copricapo che protegge dal sole e trattiene il sudore, e il missile è semplicemente la punta dell&#8217;aratro, il <em>vomere</em>, che serve per smuovere la terra e prepararla alla semina. Meno male che ci pensano i buoi!<br />
La Bilancia che pende trattenuta da una mano ci ricorda che siamo a metà dell&#8217;anno astronomico, nel punto di equilibrio tra il giorno e la notte.</p>
<h3>Le ultime fatiche</h3>
<h4>È quasi tempo di riposo in vista dei mesi invernali. Cosa resta da fare?</h4>
<p>Ci siamo quasi, l&#8217;anno sta per concludersi e bisogna stare attenti: non è ancora tempo di cedere e ci si deve dar da fare.<br />
Il contadino a <strong>Novembre</strong> semina il campo trattenendo i semi nella veste e spargendoli con una mano. Ma è già pronto a prendere l&#8217;ascia in spalla e fare un po&#8217; di scorta di legna per l&#8217;inverno imminente. Chissà se quegli oggetti intorno sono le provviste che lo attendono: una coscia di prosciutto e un buon tarallo gigante! Questo sembra quella specie di fiore accanto allo Scorpione dello zodiaco.</p>
<p>È quasi tutto pronto, non resta che un&#8217;ultima scorta da fare: un po&#8217; di carne per i duri mesi invernali. Ed ecco che a <strong>Dicembre</strong> il nostro uomo si appresta a macellare addirittura un cinghiale, trattenendolo per le orecchie e puntandogli un lungo coltellaccio. Poi sarà il turno del maiale di fianco.&nbsp;<br />
Non sembra anche a te che l&#8217;Ariete lì sopra voglia vendicare i due animali puntando la freccia contro il cacciatore?&nbsp;</p>
<p>E tu in che mese sei nato? Io quando il contadino si avvia nella vigna e inizia il suo raccolto: hai indovinato?</p>
<p>Mi raccomando, se hai in programma di andare al mare in Salento, ricordati di visitare la cattedrale di Otranto e di guardare proprio sotto i tuoi piedi!</p>
<hr>
<p><em><strong>Per l&#8217;adulto che legge</strong></em></p>
<p>La raffigurazione dello Zodiaco nel pavimento della cattedrale di Otranto è solo una piccola porzione del grande mosaico che riveste la navata centrale.<br />
È stato realizzato tra il 1163 e il 1165 da prete Pantaleone, come sappiamo da un&#8217;iscrizione, e raffigura un grande albero sostenuto da due elefanti, all&#8217;interno del quale si moltiplicano personaggi e storie: Adamo ed Eva, Sansone che lotta contro il leone, il Diluvio universale ecc. ed esseri mostruosi e fantastici, personaggi storici e di fantasia dei cicli cavallereschi, come Alessandro Magno e Re Artù.<br />
Se il mosaico ti ha incuriosito puoi andare <a href="https://www.foodismo.it/localita/otranto/otranto-guida-veloce-sulla-cattedrale/" target="_blank" rel="noopener">a questo link</a>&nbsp;e scorrere la pagina per trovare un&#8217;immagine di insieme con didascalie, molto utile per capire meglio la sua articolazione. Oppure puoi andare sul sito <a href="http://www.italianways.com/il-grandioso-mosaico-medievale-della-cattedrale-di-otranto/">Italian Ways</a> dove trovi una bella galleria di foto per percepire la grandiosità del pavimento e osservare i curiosi particolari.<br />
Per un breve approfondimento sui contenuti ti rimando invece ad <a href="http://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/Otranto_il_mosaico_delle_meraviglie.html">un articolo di Atlante</a>, il magazine della Treccani.</p>
<p>Sei mai stato ad Otranto? Conoscevi il mosaico? Raccontamelo qui nei commenti :)</p>
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