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	<title>disegno &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Orsi, leoni e Gruffalo&#8217;: un taccuino da sfogliare</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2018 18:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un taccuino di schizzi molto speciale: architetture, figure umane e decorazioni, ma soprattutto animali disegnati da un architetto dal nome strambo, Villard.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo1">Un nuovo post della serie <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte </a>dedicata ai bambini.<br />
Se vuoi sapere nel dettaglio di cosa si tratta ed essere sicuro di leggere l&#8217;articolo nel modo migliore, ti consiglio di seguire le semplici istruzioni che <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/racconti-darte-come-leggerli" target="_blank" rel="noopener">ho raccolto qui</a>.</h3>
<h3 class="sottotitolo2" style="text-align: left;">Vuoi ascoltare la storia anziché leggerla? Ecco qua il podcast con la mia voce narrante (non scordarti di seguirla con le immagini sotto gli occhi). Puoi ascoltare il podcast anche su <a href="https://open.spotify.com/episode/5xY2NBuhlU2ye6GIxMJVED" target="_blank" rel="noopener">Spotify</a>&nbsp;e su <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/racconti-darte/id1504851127" target="_blank" rel="noopener">iTunes</a>.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://anchor.fm/piccola-gerbera/embed/episodes/Orsi--leoni-e-gruffal-un-taccuino-da-sfogliare-ec8cli" width="400px" height="102px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
<h3>&nbsp;</h3>
<h4 class="sottotitolo2">Un taccuino di schizzi molto speciale: architetture, figure umane e decorazioni, ma soprattutto animali disegnati da un architetto dal nome strambo: Villard. Ecco la storia</h4>
<hr>
<p>Questa è la storia di un <strong>taccuino</strong>: tu ce l&#8217;hai un taccuino? Uno di quei piccoli quaderni o block-notes da portare sempre con sé, per scriverci appunti volanti quando ti viene in mente qualcosa che vuoi ricordare o per disegnarci uno schizzo quando vedi qualcosa che vuoi immortalare.<br />
Chissà, il tuo taccuino potrebbe avere la stessa fortuna di questo che ti racconto: ha ottocento anni ed è conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, in Francia, perché francese era il suo proprietario di nome <strong>Villard</strong>. Eccolo, te lo presento!</p>
<div id="attachment_2557" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web.jpg" rel="attachment wp-att-2557"><img aria-describedby="caption-attachment-2557" loading="lazy" class="size-large wp-image-2557" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web-708x1024.jpg" alt="Taccuino Villard" width="640" height="926" data-id="2557" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web-708x1024.jpg 708w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web-207x300.jpg 207w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web-768x1111.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_Taccuino_web.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><p id="caption-attachment-2557" class="wp-caption-text">Questa è la copertina del Taccuino di Villard</p></div>
<p>Ti piace? Cosa avrà di tanto speciale? A me piace anche la copertina in effetti, tutta in pelle con la chiusura a busta, ma quel che mi colpisce di più sono tutti i disegni che trovi mano a mano che lo sfogli: pezzi di case, figure umane, dettagli di macchinari strani e soprattutto tanti animali! E questa è la parte più divertente da osservare.</p>
<h3>Una chiocciola a quattro antenne</h3>
<h4>Cosa ci fanno tanti animali nel taccuino di un architetto.</h4>
<p>Per esempio la chiocciola con quattro corna sulla testa e un occhio ben aperto è proprio buffa! Lo sappiamo tutti che gli occhi delle chiocciole sono sopra le due antenne sul capo. Io però confesso che non mi ricordavo che le antenne in tutto sono quattro: due sono occhi e due sono tentacoli con gli organi di senso. Evidentemente Villard è stato un bravo osservatore ma non perfetto, o forse ha deciso che quell&#8217;occhio a forma di cuore avrebbe reso la sua chiocciola più simpatica e gradevole da vedere.<br />
E come mai una chiocciola si trova nel suo taccuino? Cosa doveva farci Villard? Villard era un <strong>architetto</strong> e i suoi disegni sono appunti per il suo lavoro: cioè progettare case (ma soprattutto chiese) e decorarle con moltissime sculture, come andava di moda al tempo. Scommetto che una chiocciola come questa sarebbe stata benissimo mimetizzata, per esempio, su un portale di una cattedrale.</p>
<div id="attachment_2562" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/chiocciola.jpg" rel="attachment wp-att-2562"><img aria-describedby="caption-attachment-2562" loading="lazy" class="size-full wp-image-2562" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/chiocciola.jpg" alt="chiocciola_taccuino_Villard" width="800" height="592" data-id="2562" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/chiocciola.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/chiocciola-300x222.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/chiocciola-768x568.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2562" class="wp-caption-text">Una chiocciola dall&#8217;occhio a cuore</p></div>
<h3>Tra cavallette e labirinti</h3>
<h4>Cosa hanno in comune un insetto, un gatto e un labirinto.</h4>
<p>Questa è proprio la funzione che potevano avere tutti gli <strong>insetti</strong> della prossima immagine: una cavalletta, una mosca, una libellula e anche un gambero. Guarda come sono disegnati con semplicità e perfezione! Pochi tratti netti e sicuri ci fanno dire che Villard era un disegnatore davvero abile.<br />
Ma gli insetti in questa pagina sono in buona compagnia: puoi vedere il gattino appollaiato in alto sulla destra e il gatto arrotolato nell&#8217;angolo sinistro in una posa molto poco naturale (anche se i gatti spesso assumono pose davvero strane!). Sai che spesso gli elementi decorativi degli edifici avevano forme molto geometriche? Come questo gatto che assomiglia un po&#8217; a un <strong>cerchio</strong> ed è abbastanza normale se pensi che avrebbe dovuto essere scolpito nella pietra: seguire una forma geometrica sarebbe stato molto più semplice. E poi accanto c&#8217;è un grande labirinto: prova a trovare l&#8217;uscita con il dito!</p>
<div id="attachment_2563" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino.jpg" rel="attachment wp-att-2563"><img aria-describedby="caption-attachment-2563" loading="lazy" class="size-full wp-image-2563" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino.jpg" alt="Insetti, gatti e labirinti" width="800" height="1245" data-id="2563" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino-193x300.jpg 193w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino-768x1195.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Insetti_Villard_taccuino-658x1024.jpg 658w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2563" class="wp-caption-text">Insetti, gatti e labirinti</p></div>
<h3>Orsi e cigni su pergamena</h3>
<h4>Perché sono tanto preziose le pagine del taccuino.</h4>
<p>Un grande cigno con le ali sollevate ci aspetta nel prossimo foglio. Mi fa ricordare la storia del <em>brutto anatroccolo</em>, che quando si trasforma in cigno non si riconosce più: il suo aspetto è davvero fiero e signorile! E cosa ci fa un grosso orso sopra di lui? La risposta è: niente. Ricorda che questo è un taccuino di schizzi e appunti, Villard occupava le pagine con tutti i disegni che riteneva più utili da rappresentare e stava anche ben attento a non sprecare le pagine, che erano davvero preziose.<br />
Sai che non sono di carta? Il materiale di cui sono fatte si chiama <strong>pergamena</strong>, cioè una pelle animale lavorata e ripulita perché ci si potesse scrivere: era importante sfruttare gli spazi al massimo, dopo tutta la fatica per renderla utilizzabile (e infatti in basso a destra c&#8217;è un altro piccolo disegno: una città murata in miniatura).</p>
<div id="attachment_2567" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno.jpg" rel="attachment wp-att-2567"><img aria-describedby="caption-attachment-2567" loading="lazy" class="size-full wp-image-2567" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno.jpg" alt="cigno e orso" width="800" height="1204" data-id="2567" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno-199x300.jpg 199w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno-768x1156.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_orso-e-cigno-680x1024.jpg 680w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2567" class="wp-caption-text">Un cigno e un orso</p></div>
<h3>Un leone sorridente</h3>
<h4>Come mai il leone di Villard è così poco realistico.</h4>
<p>Ma alcuni disegni meritavano di occupare una pagina intera: ecco un grande leone visto frontalmente, con una grossa criniera che sembra piuttosto la barba di Babbo Natale. Hai mai visto un leone dal vivo? Quasi certamente lo hai visto sui libri o in televisione, in qualche foto o in un video.<br />
Invece Villard credo proprio che non ne abbia mai visto uno vero, ai suoi tempi non esistevano fotografie e tanto meno la TV o internet; l&#8217;unico modo per farsi un&#8217;idea di come era fatto un leone era guardarlo nei dipinti, nei disegni o nelle statue che spesso si trovano all&#8217;esterno delle chiese. Hai mai notato che leoni con prede tra gli artigli o addirittura nella bocca si trovano proprio sulle facciate delle chiese più antiche? Evidentemente il nostro Villard ha preso spunto da altri leoni disegnati, anche se ci tiene a dirci, nella scritta accanto alla testa, che quello è un <em>LEO </em>e che è stato ritratto dal vivo. Tu ci credi?<br />
In basso a sinistra un piccolo animaletto sembra voler rubare la scena al nostro grande protagonista. Sai dire come si chiama?</p>
<div id="attachment_2565" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone.jpg" rel="attachment wp-att-2565"><img aria-describedby="caption-attachment-2565" loading="lazy" class="size-full wp-image-2565" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone.jpg" alt="Leone" width="800" height="1225" data-id="2565" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone-196x300.jpg 196w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone-768x1176.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Villard_de_Honnecourt_taccuino_leone-669x1024.jpg 669w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2565" class="wp-caption-text">Il leone di Villard</p></div>
<h3>Finale a sorpresa: un Gruffalò?</h3>
<p>Che ne dici di questi disegni? Hai mai pensato di tenere anche tu un taccuino con tutti i ritratti degli animali che ti vengono in mente?<br />
Ce ne sono ancora molti altri tra quelli di Villard, questi sono quelli che mi hanno colpito di più, ma uno in particolare non te l&#8217;ho ancora mostrato perché è davvero sorprendente: non è un animale reale e chissà se tu lo conosci. Viene descritto così: <em>ha zanne tremende e artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati, ginocchia nodose e terribili unghione, e un bitorzolo verde in cima al nasone! E occhi arancioni, e lingua molliccia… e aculei violacei sulla pelliccia</em>.<br />
Non ti sembra che assomigli proprio a un <strong>Gruffalò</strong>?!</p>
<div id="attachment_2566" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Gruffalò_Villard_Taccuino.jpg" rel="attachment wp-att-2566"><img aria-describedby="caption-attachment-2566" loading="lazy" class="size-full wp-image-2566" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/Gruffalò_Villard_Taccuino.jpg" alt="Ma questo sembra proprio un Gruffalò!" width="800" height="862" data-id="2566" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Gruffalò_Villard_Taccuino.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Gruffalò_Villard_Taccuino-278x300.jpg 278w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/Gruffalò_Villard_Taccuino-768x828.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-2566" class="wp-caption-text">Ma questo sembra proprio un Gruffalò!</p></div>
<hr>
<p><em><strong>Per l&#8217;adulto che legge</strong><br />
Se il taccuino di Villard vi ha incuriosito, ti do una bella notizia: sul sito della Biblioteca Nazionale di Parigi trovi la <a href="http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10509412z/f1.item" target="_blank" rel="noopener">riproduzione completa </a>che puoi anche scaricare gratuitamente (se ne fai un uso non commerciale).<br />
Ci sono molti disegni diversi da quelli che ti ho mostrato: appunti tecnici da ingegnere, molti dettagli di edifici e figure umane, ma anche molti altri animali.<br />
Se vuoi approfondire ti posso dire che il nome completo con cui è conosciuto il nostro disegnatore è Villard de Honnecourt e in realtà non si sa molto di lui, se non che è vissuto all&#8217;inizio del XIII secolo. Puoi leggere la <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/villard-de-honnecourt_(Enciclopedia-dell'-Arte-Medievale)/" target="_blank" rel="noopener">voce a lui dedicata</a> sull&#8217;Enciclopedia dell&#8217;arte medievale della Treccani.</em></p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">Photo credits: Source <a href="http://gallica.bnf.fr" target="_blank" rel="noopener">gallica.bnf.fr</a> / National Library of France</span></p>
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		<title>Fabian Negrin: sorprese tardive da un festival amato</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 23:13:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;autunno pisano regala sempre un momento attesissimo e prezioso: il Pisa Book Festival. E Palazzo Blu, la sede di tante<a href="https://lapiccolagerbera.it/fabian-negrin-sorprese-tardive-da-un-festival-amato/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autunno pisano regala sempre un momento attesissimo e prezioso: il <a href="http://www.pisabookfestival.com/" title="Pisa Book Festival" target="_blank">Pisa Book Festival</a>. E <a href="http://www.palazzoblu.it/" title="Palazzo Blu" target="_blank">Palazzo Blu</a>, la sede di tante acclamatissime mostre di cui si comincia a sentir parlare almeno tre mesi prima del loro inizio &#8211; ebbene, non sono una grande ammiratrice di queste mostre! &#8211; ha dedicato una sala del piano terra all&#8217;esposizione degli acquerelli di <a href="http://www.orecchioacerbo.com/editore/index.php?option=com_oa&#038;vista=autori&#038;id=19" target="_blank">Fabian Negrin</a>, visibili eccezionalmente fino al primo marzo.</p>
<p><div id="attachment_557" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/la-pastorella-e-lo-spazzacamino.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-557" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/la-pastorella-e-lo-spazzacamino.jpg" alt="Fabian Negrin - La pastorella e lo spazzacamino" width="660" height="440" class="size-full wp-image-557" /></a><p id="caption-attachment-557" class="wp-caption-text">Fabian Negrin &#8211; La pastorella e lo spazzacamino</p></div>La mostra, intitolata <a href="http://www.palazzoblu.org/index.php?id=881&#038;lang=it" title="Fiabe in blu" target="_blank"><em>Fiabe in blu, un libro e una mostra</em></a>, raccoglie alcuni esemplari delle illustrazioni di Fabian a corredo del volume <em>Fiabe e storie </em>di Hans Christian Andersen edito da Donzelli. Un libro che ho corteggiato e spulciato durante il festival: un repentino viaggio in un mondo familiare e seducente, quello delle fiabe che hanno abitato il mio immaginario di bambina, interpretate in un modo così fedele al testo e allo stesso tempo molto personale.</p>
<p><div id="attachment_559" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/la-principessa-sul-pisello.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-559" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/la-principessa-sul-pisello.jpg" alt="Fabian Negrin - La principessa sul pisello" width="800" height="587" class="size-full wp-image-559" /></a><p id="caption-attachment-559" class="wp-caption-text">Fabian Negrin &#8211; La principessa sul pisello</p></div>Ma ecco, le riproduzioni del bel volume raccontano solo un briciolo di quel che possono narrare le tavole originali.<br />
Ricchissimi acquerelli dai colori ben calibrati che molto aggiungono al ricordo della fiaba che evocano (e poi lo confesso senza pudore: ho scoperto che le fiabe di Andersen sono tantissime e io non le conosco tutte!), immagini spesso essenziali che nascondono particolari suggestivi, come la stesura del colore nella <em>Piccola fiammiferaia</em> o i volti nascosti nelle foglie della fiaba <em>Il folletto del droghiere</em>.</p>
<p><div id="attachment_556" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/il-folletto-del-droghiere.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-556" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/il-folletto-del-droghiere.jpg" alt="Fabian Negrin - Il folletto del droghiere" width="800" height="577" class="size-full wp-image-556" /></a><p id="caption-attachment-556" class="wp-caption-text">Fabian Negrin &#8211; Il folletto del droghiere</p></div>E così mi sono incuriosita e sono andata a leggermi qualche notizia di questo Fabian: è nato in Argentina e a 18 anni si è trasferito a Città del Messico dove si è laureato in Grafica; ma è stato a Milano, dove si è trasferito nel 1989, che ha deciso di dedicarsi totalmente all&#8217;illustrazione e alla scrittura di libri per ragazzi. Quello che mi ha colpito non sono solo i numerosi premi che ha ottenuto (per esempio il premio Andersen come miglior illustratore nel 2000), ma soprattutto la bella intervista che ho letto su un ricco e succoso blog che ho scoperto da poco e in cui continuo ad imbattermi in questo periodo, <a href="http://www.lefiguredeilibri.com/2010/02/01/intervista-a-fabian-negrin-la-vita-intorno/" title="Le figure dei libri" target="_blank">Le figure dei libri</a> dell&#8217;illustratrice Anna Castagnoli. L&#8217;intervista è ormai datata e si incentra su un libro pubblicato qualche anno fa, ma mi ha fatto comunque scoprire almeno due cose davvero interessanti: la versatilità di Negrin, che mi fa ancor più apprezzare gli acquerelli per le Fiabe di Andersen, e la sua bella testa! Alla domanda: da dove vengono le immagini? Fabian risponde così:</p>
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<p>Non lo so di preciso, ma nel caso arrivassero dalla testa, dalle mani e dall&#8217;infanzia, bisognerà sempre tener ben oliate tutte e tre.</p>
</blockquote>
<p>Non so a voi, ma a me adesso piace ancor di più! E quindi vi consiglio di farvi un giro sul sito di <a href="http://www.orecchioacerbo.com/editore/index.php?option=com_oa&#038;vista=autori&#038;id=19" target="_blank">Orecchio Acerbo</a> e <a href="http://www.galluccieditore.com/index.php?c=autore&#038;type=artista&#038;id=118" title="Gallucci editore" target="_blank">Gallucci editore</a>, le case editrici che pubblicano Fabian Negrin, e soprattutto a Palazzo Blu, la mostra è gratuita e potete portarci i vostri bimbi: cuscini, tavoli e sedie a misura di bambino, fogli e matite colorate renderanno l&#8217;esperienza senz&#8217;altro coinvolgente!</p>
<div id="attachment_558" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/Palazzo-Blu.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-558" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/02/Palazzo-Blu.jpg" alt="La sala espositiva di Palazzo Blu" width="800" height="600" class="size-full wp-image-558" /></a><p id="caption-attachment-558" class="wp-caption-text">La sala espositiva di Palazzo Blu</p></div>
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		<title>Il mondo immenso e colorato di Dania: intervista a un&#8217;illustratrice speciale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 19:36:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Abituatevi a questo aggettivo: speciale. Non riesco a non usarlo quando parlo di Dania. Come chi è Dania? Ve l&#8217;ho<a href="https://lapiccolagerbera.it/il-mondo-immenso-e-colorato-di-dania-intervista-unillustratrice-speciale/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abituatevi a questo aggettivo: speciale. Non riesco a non usarlo quando parlo di <a href="http://graphicdna.it" target="_blank">Dania</a>. Come chi è Dania? Ve l&#8217;ho presentata quando vi ho raccontato del mio <a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/storia-di-una-nascita-il-logo-della-piccola-gerbera/" title="Storia di una nascita: il logo della Piccola Gerbera" target="_blank">logo</a>. Da allora ho avuto l&#8217;idea di farvela conoscere un po&#8217; meglio, perché per me è prima di tutto un&#8217;amica, una persona sensibile e creativa, ma poi è anche un&#8217;illustratrice e una visual designer e credo che questo possa interessare a qualcun altro.<br />
E così, cercando informazioni ufficiali per questo racconto-intervista, ho trovato una definizione di un collaboratore sul suo profilo <a href="https://www.linkedin.com/in/daniapuggioni/it" target="_blank">linkedin </a>che trovo quanto mai appropriata: “è una professionista molto ispirata, tecnicamente molto preparata, la sua presenza in un gruppo di lavoro porta il giusto mix tecnico-creativo”.</p>
<p><div id="attachment_493" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/visual-bio-dania.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-493" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/visual-bio-dania.jpg" alt="Ecco Dania: il suo mondo in una semplice immagine - Illustrazione di Dania Puggioni" width="800" height="603" class="size-full wp-image-493" /></a><p id="caption-attachment-493" class="wp-caption-text">Ecco Dania: il suo mondo in una semplice immagine &#8211; Illustrazione di Dania Puggioni</p></div>In effetti Dania non smette mai di cercare, informarsi, esercitarsi, ma è soprattutto particolarmente sensibile e intuitiva. Lo è da sempre, da quando è partita dalla sua isola, la Sardegna, per laurearsi in Bioteconologie mediche all&#8217;università Federico II di Napoli, e approdare poi &#8211; felice io! &#8211; a Pisa, per un perfezionamento in Biologia molecolare alla Scuola Normale Superiore. Che c&#8217;entra tutto questo con l&#8217;illustrazione?! Direte voi. Beh, se lo è chiesto anche lei a suo tempo, quando si è fatta strada la decisione di mollare tutto per dedicarsi alla sua vera passione e farla diventare una professione.</p>
<p>Qualche sera fa abbiamo cenato insieme e tra una chiacchiera e l&#8217;altra sono scappate anche alcune domande legate alla sua attività di illustratrice. Ho scoperto parecchie cose interessanti che non sapevo&#8230;</p>
<p><em>Dania, quando hai iniziato a disegnare?</em></p>
<p>Disegno da sempre, lo sai. Ho iniziato con i cartoni animati: quando stavo fuori a giocare usavo la pietra calcarea per disegnare sui muri, quando ero a casa disegnavo i cartoni, per esempio Creamy e Lady Oscar, perché erano romantici e perché c&#8217;erano tanti cavalli – e io amavo disegnare i cavalli in tutte le salse – oppure Hallo Spank, che non era granché simpatico ma era molto semplice da disegnare. E poi disegnavo la mia famiglia, i gatti&#8230;disegnavo sempre.</p>
<p><div id="attachment_494" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Hello_Spank_sigla_iniziale_29.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-494" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Hello_Spank_sigla_iniziale_29.jpg" alt="Sorpresa! Anche Spank è un illustratore! - Illustrazione dalla sigla iniziale del cartone animato" width="686" height="566" class="size-full wp-image-494" /></a><p id="caption-attachment-494" class="wp-caption-text">Sorpresa! Anche Spank è un illustratore! &#8211; Illustrazione dalla sigla iniziale del cartone animato</p></div><em>Dimmi qualcosa sulle tecniche che usi: da dove sei partita e cosa prediligi ora?</em></p>
<p>Ho iniziato con la matita e ho proseguito con il carboncino e la sanguinella, che mi permettevano di sfumare con le dita.<br />
Poi ho fatto un corso di disegno con <a href="http://www.artflux.it/artisti/luca-bellandi" target="_blank">Luca Bellandi</a> a Livorno. Mi è piaciuto tantissimo perché Luca sperimentava e giocava molto, ci faceva disegnare qualsiasi cosa accompagnati dalla musica. Io ero così intimidita che non parlavo mai&#8230;era tutto talmente bello che sono stata zitta per un anno e mezzo! Con lui ho imparato ad usare il gessetto e l&#8217;acquerello.<br />
Un passo decisivo è stato poi iniziare a lavorare con la tavoletta grafica, utilizzando i vettoriali con tinte molto piatte.<br />
Adesso invece combino tutto: mi piace la matita, la china e il digitale.</p>
<p><div id="attachment_496" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/verde.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-496" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/verde.jpg" alt="Dania persa tra le nuvole salvata dal disegno...  - Illustrazione di Dania Puggioni" width="800" height="397" class="size-full wp-image-496" /></a><p id="caption-attachment-496" class="wp-caption-text">Dania persa tra le nuvole salvata dal disegno&#8230;  &#8211; Illustrazione di Dania Puggioni</p></div><em>E come combini le tecniche tradizionali con quelle digitali?</em></p>
<p>Disegno inizialmente sulla carta, poi scansiono l&#8217;immagine e la lavoro in digitale. In alcuni casi lavoro direttamente sul disegno a china mettendo il colore, in altri casi lo ricalco con tecniche pittoriche e lo coloro. Utilizzo tanto anche le <em>texture </em>e i <em>pattern</em>, che danno effetti molto diversificati all&#8217;immagine, per esempio quello della carta invecchiata, sfumature di colore differenti&#8230;</p>
<p><div id="attachment_495" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/giardino-delle-delizie.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-495" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/giardino-delle-delizie.jpg" alt="Il giardino delle delizie - tecnica mista - Illustrazione di Dania Puggioni" width="800" height="355" class="size-full wp-image-495" /></a><p id="caption-attachment-495" class="wp-caption-text">Il giardino delle delizie &#8211; tecnica mista &#8211; Illustrazione di Dania Puggioni</p></div><em>Quali sono i tuoi modelli? Sono cambiati rispetto al passato?</em></p>
<p>È cambiato tutto! Quando ero piccolina il mio ero un disegno interiore che mi aiutava ad esprimermi e quando ho iniziato a realizzare illustrazioni per l&#8217;infanzia mi sono appoggiata a <a href="http://robertoamorosoart.blogspot.it/" target="_blank">Roberto Amoroso</a>, che mi ha aiutato a imparare le regole dell&#8217;editoria per bambini: insieme alla sua collega Luana mi ha mostrato le tecniche di colorazione. Passavo le ore a guardare come lavoravano: l&#8217;uso dei livelli, dei colori, le ombre ecc.<br />
Adesso guardo agli illustratori concettuali, perché li adoro! Uno fra tutti <a href="http://www.alessandrogottardo.com/" target="_blank">Alessandro Gottardo</a>: meraviglioso! Altri ne ho conosciuti grazie, ad esempio, all&#8217;editore <a href="http://www.orecchioacerbo.com/" target="_blank">Orecchio Acerbo</a> e ai magazine online <a href="http://www.frizzifrizzi.it/" target="_blank">Frizzifrizzi</a> e <a href="http://www.tiragraffi.it/" target="_blank">Tiragraffi</a>.<br />
Mi sono fatta una lista di illustratori ed ogni mattina vado a vedere cosa pubblicano, spesso visitando il loro profilo instagram, oppure, a seconda di quello che sto disegnando in quel periodo, mi riferisco all&#8217;uno o all&#8217;altro.</p>
<p><div id="attachment_497" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/TYB-465903-4815045-creazioneok.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-497" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/TYB-465903-4815045-creazioneok.jpg" alt="Alessandro Gottardo - illustrazione da &quot;C&#039;era una voce&quot; ed. Topipittori" width="800" height="551" class="size-full wp-image-497" /></a><p id="caption-attachment-497" class="wp-caption-text">Alessandro Gottardo &#8211; illustrazione da &#8220;C&#8217;era una voce&#8221; ed. Topipittori</p></div><em>Ora una domanda un po&#8217; impegnativa: qual è la caratteristica che ti rende unica?</em><br />
[e qui Dania si ferma a riflettere, poi parte spedita]</p>
<p>Quello che mi rende unica è forse quel che è il mio pregio ma anche il mio difetto: non ho una formazione specifica, né uno stile preciso nel quale identificarmi. Questo però mi rende versatile. Da un lato avendo una formazione scientifica ho un approccio rigoroso all&#8217;illustrazione, dall&#8217;altro l&#8217;amore per il disegno mi porta a evolvermi continuamente, a ricercare e guardare altri illustratori che mi aiutino a migliorare.<br />
Inoltre mi sono formata con l&#8217;illustrazione per bambini: questo mi ha aiutato a semplificare le cose e ad utilizzare bene i colori, per esempio, ma mi ha aiutato anche in altri ambiti, come quello della pubblicità.</p>
<p><div id="attachment_498" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/what-is-the-stem-cell1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-498" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/what-is-the-stem-cell1.jpg" alt="La cellula staminale di Dania: non la adorate anche voi? - Illustrazione di Dania Puggioni" width="800" height="547" class="size-full wp-image-498" /></a><p id="caption-attachment-498" class="wp-caption-text">La cellula staminale di Dania: non la adorate anche voi? &#8211; Illustrazione di Dania Puggioni</p></div><em>Quali sono i tuoi obiettivi adesso?</em></p>
<p>Voglio diventare brava nell&#8217;illustrazione concettuale: mi piace leggere un articolo, una storia, il racconto di un evento e renderlo visivo attraverso una metafora illustrata. Questo mi piace tanto. Ed è soprattutto un bisogno personale di espressione: manipolare e interpretare la realtà.<br />
D&#8217;altra parte vorrei unire i miei percorsi, la biologia molecolare e l&#8217;illustrazione: poter spiegare concetti complessi nell&#8217;ambito della salute, con immagini che rendano tutto molto comprensibile e chiaro è un obiettivo importante per me. Ed è più che altro un obiettivo ideale, perché credo che una persona consapevole possa scegliere il modo migliore per stare bene o per affrontare qualsiasi problema come una malattia o una patologia.</p>
<p><div id="attachment_499" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/celiachia-ok1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-499" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/celiachia-ok1.jpg" alt="Lo sapete cosa è la celiachia? - Illustrazione di Dania Puggioni" width="800" height="600" class="size-full wp-image-499" /></a><p id="caption-attachment-499" class="wp-caption-text">Lo sapete cosa è la celiachia? &#8211; Illustrazione di Dania Puggioni</p></div>Ora lo posso confessare: è la mia prima intervista e non so dire chi delle due fosse la più emozionata all&#8217;inizio. Così al termine mi complimento con Dania per la sua capacità di sintesi e chiarezza e lei confessa: è l&#8217;anima sarda che è coincisa!<br />
Smessi infine i panni ufficiali, ci lanciamo in un viaggio affascinantissimo nel suo vertiginoso mondo: le sue ultime creazioni e le sue ispirazioni, tra colori, <em>texture </em>e atmosfere incantevoli.<br />
Io adoro Dania, per questo mi sono un po&#8217; dilungata. Dite che ne è valsa la pena?<br />
Potete vedere altri lavori di Dania e contattarla qui <a href="http://graphicdna.it" target="_blank">www.graphicdna.it</a>.</p>
<p>p.s. Un doveroso ringraziamento al mio giornalista preferito Francesco Bondielli, che da navigato intervistatore mi ha generosamente svelato qualche segretissima tecnica :-)</p>
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		<title>Didattica museale: il viaggio infinito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 11:54:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coincidenze alchemiche di una recente esperienza didattica al Museo di Arte Sacra di Camaiore mi hanno suggerito all&#8217;orecchio che questa<a href="https://lapiccolagerbera.it/didattica-museale-il-viaggio-infinito/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Coincidenze alchemiche di una recente esperienza didattica al Museo di Arte Sacra di Camaiore mi hanno suggerito all&#8217;orecchio che questa è proprio una storia da raccontare.<br />
Perché quando ti ritrovi a conversare proficuamente con un&#8217;insegnante di <em>Arte e immagine</em>, che da anni hai sentito nominare senza conoscere personalmente avendo sempre collaborato con la tua collega, e magicamente scopri che avete lo stesso <em>background</em> nel campo della didattica dell&#8217;arte, pur venendo da formazioni e luoghi differenti, già ti sembra un avvenimento speciale, quando poi grazie a un <a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/piccola-gerbera-perche/#comment-14" target="_blank">commento </a>in questo blog scopri che le analogie non si fermano lì, allora non solo sono consentiti brividi di stupore lungo la schiena, ma bisogna proprio raccontarlo!</p>
<div id="attachment_441" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/camaiore.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-441" loading="lazy" class="size-full wp-image-441" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/camaiore.jpg" alt="Il Museo di Arte Sacra di Camaiore" width="600" height="800" /></a><p id="caption-attachment-441" class="wp-caption-text">Il Museo di Arte Sacra di Camaiore</p></div>
<p>Fin da quando ho iniziato a bazzicare musei ho provato un interesse viscerale nei confronti di questa professione (ah! se lo fosse veramente una <em>professione</em>!). E quando mi sono ritrovata a frequentare il Museo Nazionale di Palazzo Mansi a Lucca per un tirocinio di schedatura di frammenti settecenteschi di damasco: tadan! l&#8217;incanto ha avuto inizio! Dentro il museo operava Pistrice, un&#8217;associazione di storici dell&#8217;arte che da anni, dal niente, aveva creato un&#8217;offerta didattica ricca, variegata e di successo e continuava a portarla avanti, a palazzo Mansi e al Museo di Villa Guinigi, grazie alla guida caparbia e tenace di uno storico dell&#8217;arte, <a href="http://ilmaestrodellebalene.blogspot.it/" target="_blank">Riccardo Massagli</a>, oggi felice maestro elementare, nonché musicista e una serie di altre cose che non posso enumerare qui!</p>
<div id="attachment_442" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/Sala-della-Musica-Palazzo-Mansi.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-442" loading="lazy" class="size-full wp-image-442" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/Sala-della-Musica-Palazzo-Mansi.jpg" alt="La bellissima Sala della Musica di Palazzo Mansi a Lucca" width="800" height="533" /></a><p id="caption-attachment-442" class="wp-caption-text">La bellissima Sala della Musica di Palazzo Mansi a Lucca</p></div>
<p>Però la storia di Pistrice è una storia tristissima, che si scontra con la colpevole e poco lungimirante incapacità gestionale di chi avrebbe avuto gli strumenti per trasformare quella dell&#8217;operatore didattico in qualcosa di simile a una vera professione. Allora la sua storia non ve la racconto, perché finisce malissimo, come potrete immaginare, ma vi posso dire che cosa ho imparato io in quegli anni.</p>
<div id="attachment_440" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/albero-genealogico.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-440" loading="lazy" class="size-full wp-image-440" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/albero-genealogico.jpg" alt="Un dettaglio del geniale albero genealogico degli dei di Riccardo Massagli" width="800" height="651" /></a><p id="caption-attachment-440" class="wp-caption-text">Un dettaglio del geniale albero genealogico degli dei di Riccardo Massagli</p></div>
<p>Facciamo che scelgo di dirvi 5 tra le cose che reputo più importanti.</p>
<p>1. Non è mai troppo presto per visitare un museo: che sia una magica ricerca del postino degli dei o una scorpacciata di storie di leoni, angeli e draghi, che stupore far scoprire che il museo è un posto bellissimo!</p>
<p>2. Si <strong>devono</strong> ascoltare i bambini, non c&#8217;è didattica se non cominciamo da loro.</p>
<p>3. Si può insegnare ad <em>osservare</em> e osservare con attenzione. E si scoprono cose fantastiche!</p>
<p>4. Nulla è più efficace del disegno per una migliore osservazione: la mano trasferisce sulla carta quel che gli occhi catturano.</p>
<p>5. Un briciolo di ironia può fare molto per rompere il ghiaccio e avvicinarsi ai bambini&#8230;una bella risata è l&#8217;antidoto contro ogni imbarazzo!</p>
<p><div id="attachment_446" style="width: 792px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/certosa-bonfiglioli-A..jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-446" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/12/certosa-bonfiglioli-A..jpg" alt="Disegno di un alunno della scuola media di Massa e Cozzile" width="782" height="581" class="size-full wp-image-446" /></a><p id="caption-attachment-446" class="wp-caption-text">Disegno di un alunno della scuola media di Massa e Cozzile</p></div>E ogni volta che conduco una classe in un percorso museale, che sia al Museo di Arte Sacra di Camaiore o al Museo della Certosa di Calci, ogni volta che mi immergo nel mondo dei colori o racconto una storia, ecco che Pistrice, Lucca e Riccardo sono lì, a far capolino e suggerirmi le parole e i sorrisi. E scoprire che ci sono insegnanti che a partire dall&#8217;esperienza ai Musei di Lucca hanno cambiato il loro modo di insegnare l&#8217;arte e rapportarsi ai ragazzi&#8230;wow! Ditemi voi se questa non è magia.</p>
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