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	<title>laboratori &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Creativita&#8217; in primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all&#8217;aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3616" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg" alt="" width="800" height="533" data-id="3616" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Anche tu in primavera non perdi occasione per stare all&#8217;aria aperta? Farlo il più possibile, soprattutto con i bambini, è una buona pratica di cui il nostro corpo &#8211; e anche il nostro spirito &#8211; ci ringraziano.<br />
Avere qualche spunto per dedicarti con i tuoi figli alla creatività all&#8217;aria aperta può essere un pretesto in più? Bene!&nbsp;</p>
<p>Questo post è proprio dedicato a raccogliere qualche idea da sviluppare in autonomia: link e suggerimenti per laboratori creativi originali e a stretto contatto con la natura.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative all&#8217;aperto in Primavera</h3>
<ul>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: quante volte quando notiamo qualcosa che ci piace decidiamo subito di fotografarla per immortalarla? E quante volte invece <em>non</em> ci soffermiamo ad osservare dettagli e meraviglie che ci circondano?<br />
Un modo molto efficace per prestare maggiore attenzione a quel che sta intorno a noi, e in questo caso &#8211; visto che siamo all&#8217;aria aperta &#8211; alla natura, è provare a metterlo in cornice!<br />
<strong>Come si fa?</strong><br />
Prima di tutto si prende una cornice: puoi cercarne una in casa, di dimensioni ridotte (un A5, al massimo un A4), oppure potete farla insieme tu e il tuo bambino con del cartone o carta spessa (qualche strato di volantini dei supermercati andrà benissimo) e se avete voglia di decorarla potete colorarla e personalizzarla a vostro piacimento.&nbsp;<br />
La prossima volta che andate al parco o a fare una passeggiata in campagna o anche, perché no, in città, portate la cornice con voi e provate a usarla per inquadrare scene da lontano o meglio ancora particolari che notate da vicino. Potrà essere un dettaglio del prato oppure un elemento di arredo urbano, un punto preciso della bicicletta ecc. e fermatevi ad osservare, scegliendo bene l&#8217;inquadratura giusta per voi (orizzontale o verticale? più vicino o più lontano?).&nbsp;<br />
Potete proprio creare un rituale: andiamo in cerca di bellezza e mettiamo in cornice quello che cattura la nostra attenzione; mi fermo e lo inquadro con la mia cornice quando lo trovo, lo osservo, lo descrivo a voce alta (possiamo farlo a turno oppure ognuno dice quel che vede e nota) e gli do un titolo, come se fosse un quadro. Posso anche raccontare una storia ispirata da quel dettaglio.&nbsp;<br />
È un modo semplice per restituire valore ai dettagli che ci circondano e, ovviamente, aiuta tantissimo lo spirito di osservazione.&nbsp;<br />
<a href="https://www.instagram.com/p/Bwt3K1jFz40/" target="_blank" rel="noopener">Guarda</a> come lo utilizzano gli operatori di&nbsp;<a href="https://www.artebambini.it/" target="_blank" rel="noopener">Artebambini</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Collage floreali</strong>: per questo tipo di attività è necessario prima di tutto scegliere qualche foto, di famiglia o di ciascun membro da solo, e stamparla. Alla prima occasione facciamo una bella raccolta di fiori di campo e di elementi naturali: fiori interi, petali, sassolini, pezzetti di corteccia, piume di volatili, fili d&#8217;erba, foglie di diversa forma (l&#8217;ideale è raccogliere quel che troviamo a terra, senza spennare o sfogliare nessuno!) e raccogliamoli in una scatola o una piccola borsa a cui potremo assegnare un ruolo un po&#8217; magico, per esempio: <em>questa è la nostra scatola dei tesori della natura!</em><br />
Una volta a casa non resta che assemblare tutto quello che abbiamo raccolto componendolo insieme alle nostre foto con la tecnica del collage: possiamo trasformare papà in un pulcino riempiendolo di petali gialli oppure diamo la forma di un pinguino alla mamma con sassolini dei colori giusti. Fate delle prove e le idee nasceranno lì per lì.<br />
Se vi lasciate prendere la mano potete anche farvi foto appositamente per stamparle e poi ritoccarle in questo modo, sarà divertente! Fatti ispirare da <a href="https://petitandsmall.com/wp-content/uploads/2015/09/collage-natural-items-onto-photos-of-your-kids-to-make-them-crazy-costumes.jpg" target="_blank" rel="noopener">questa foto</a>&nbsp;del blog <a href="https://petitandsmall.com/easy-fun-diy-activities-do-kids/" target="_blank" rel="noopener">Petit &amp; Small</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Torte di fiori</strong>: se siete appassionati <em>manipolatori</em> questa idea può fare al caso vostro. Quando siamo all&#8217;aria aperta portiamo con noi la nostra scatola dei tesori della natura e facciamo una bella raccolta prestando attenzione a cercare più esemplari dello stesso elemento, per esempio almeno 4-5 fiori gialli, sassolini della stessa dimensione, aghi di pino, gusci di pinoli, frammenti di pigna ecc.&nbsp;<br />
Una volta a casa produciamo un po&#8217; di pasta modellabile (a me piace tantissimo <a href="https://www.greenme.it/abitare/accessori-e-decorazioni/29851-pasta-al-bicarbonato-ricetta" target="_blank" rel="noopener">questa ricetta</a>, per una pasta bianchissima e soffice, ma andrà bene qualsiasi tipo) e iniziamo a creare la nostra torta!&nbsp;<br />
Sulla base rotonda, magari a più ripiani, potremo applicare palline, finti biscotti con le formine, striscioline da crostata ecc. e poi procedere in libertà con gli elementi raccolti all&#8217;aperto come se foste dei veri <em>cake designer</em>!<br />
Ti lascio alcuni spunti sempre di Artebambini, per <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5vPnmloLq/" target="_blank" rel="noopener">soluzioni simmetriche</a> o <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5lnHOFHA7/" target="_blank" rel="noopener">più libere</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Nel prato</strong>: questo è un laboratorio ideato da Silvana Sperati, presidente dell&#8217;Associazione Bruno Munari, che trovi raccontato in modo perfetto da Simona Balmelli sul <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/05/nellerba.html" target="_blank" rel="noopener">suo blog</a>.<br />
Il punto di partenza è un giardino, possibilmente un prato spontaneo, pieno di erbe e fiori diversi che potremo divertirci a identificare e riconoscere: raccogliamo quante più tipologie differenti troviamo, solo dopo averle osservate attentamente sul posto e aver scelto le nostre preferite.<br />
Una volta a casa (ma se ci portiamo dietro il necessario possiamo lavorare tranquillamente all&#8217;aperto) facciamo una cosa davvero nuova: proviamo a ritrarre questi fiori e queste foglie!&nbsp;<br />
Hai mai pensato a quanto siamo abituati a disegnare i fiori e le foglie sempre nella stessa maniera? I petalini tutti uguali, le corolle belle tonde, le foglie lanceolate&#8230;ma la natura ci mostra che le variabili sono moltissime e per noi è sufficiente fermarci ad osservarle: quale modo migliore che non disegnandole? O meglio ancora usando direttamente il pennello (segui i suggerimenti di Simona Balmelli che è molto più competente di me in materia).<br />
Il mio semplice consiglio è di usare una striscia di carta per riprodurre la vastità di un prato; se non sai come procurartela puoi unire tanti A4 sul retro oppure dividere ogni A4 nel senso della lunghezza e creare così una striscia bassa e lunga.<br />
Esiste anche <a href="https://www.italiantoy.net/2017/product/flora-zu/" target="_blank" rel="noopener">un gioco di Italian Toy</a> che aiuta nell&#8217;osservazione e nel disegno dei fiori, sarà perfetto per i giorni di pioggia!</li>
</ul>
<p>Gli spunti potrebbero essere ancora molti, ti lascio questi come piccole tracce: l&#8217;improvvisazione e soprattutto la spontaneità del tuo bambino o della tua bambina saranno ulteriori stimoli per altre idee ed esperienze insieme.&nbsp;È sufficiente ricordarsi di incoraggiarle e non sottovalutarle, sono preziosi momenti di osservazione, creatività, ingegnosità e soprattutto condivisione.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di <a href="https://unsplash.com/@mvp" target="_blank" rel="noopener">mvp</a> via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/g4L4OL_KkeE" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p>
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		<title>Laboratori per bambini: come scegliere?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 17:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo post torno sull’argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.]]></description>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3 class="sottotitolo2">In questo post torno sull&#8217;argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.</h3><p><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3488" src="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg" alt="laboratorio" width="800" height="533" data-id="3488" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p><p>Del perché <em>laboratorio</em> non è sinonimo di <em>lavoretto</em> già ho discusso tempo fa (<a href="http://www.lapiccolagerbera.it/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/" target="_blank" rel="noopener">qui puoi trovare il post</a> in cui ne accenno). <br />È facile sentir parlare di lavoretti nei più svariati contesti, ma ribadisco che la parola <em>lavoretto</em> a me non piace per più di una ragione:<br />1. è un vezzeggiativo che tende a sminuire il prodotto finito di chi si è messo al <strong>lavoro</strong> per realizzarlo,<br />2. è svilente,<br />3. liquida senza mezzi termini il frutto di un procedimento che non è detto sia stato rapido e soprattutto privo di ingegno e impegno. </p><p>Se sento parlare di lavoretto a me viene piuttosto da pensare a un <strong>prodotto in serie</strong>, uguale per tutti, spesso preconfezionato dall&#8217;operatore mediante il ritaglio di sagome o addirittura fotocopie di disegni in bianco e nero e un successivo intervento meccanico da parte dei bambini secondo indicazioni precise.</p><p>Chiarisco nuovamente che se tu a casa come tante mamme (ehi papà all&#8217;ascolto, dimmi che lo fai anche tu!) ti dai spesso da fare per sperimentare attività manuali con i tuoi bambini e prendi spunto da soluzioni preconfezionate che trovi on-line o su qualche manuale fai-da-te, ecco quelli per me non sono semplici lavoretti, ma piuttosto importanti momenti di condivisione, tempo prezioso da dedicare al rapporto genitori-figli e occasione per mettere alla prova le capacità di coordinazione, concentrazione e motricità fine dei più piccoli.</p><p>Ma quando si tratta di scegliere un laboratorio fuori casa a cui far partecipare i nostri bambini, allora qui sì che divento più esigente! E ti spiego perché.</p><h3>Laboratori per bambini ben progettati: ecco come</h3><p>Inizio col dirti come dovrebbe essere, secondo me, un laboratorio ben progettato e condotto.</p><p>Prima di tutto chiarisco che un buon laboratorio non si improvvisa, è frutto di un lavoro preparatorio complesso che comprende la scelta di temi, materiali, tecniche e procedimenti da suggerire.</p><p>Non solo. Buona regola è anche sperimentare in prima persona l&#8217;efficacia del laboratorio, realizzandolo con le proprie mani e, se disponibile, con quelle di un piccolo aiutante: se molto si può prevedere, l&#8217;esito in realtà non è mai scontato (e non lo sarà neanche dopo la prova! Ma ci saranno meno variabili dubbie).</p><p>Infine fondamentale è il tipo di professionista che lo conduce: posso far progettare un efficacissimo laboratorio dal miglior atelierista sulla piazza, ma non avrà mai successo se a realizzarlo non sarà una persona attenta e presente. Attenta alle risposte contingenti dei bambini e alle loro reazioni, presente in tutti i sensi perché sappia mettersi in ascolto e osservare quanto accade, incoraggiando e spronando se necessario, ponendosi come guida senza tuttavia intervenire mai troppo.</p><h3>Laboratori di qualità: sai riconoscerli?</h3><p>Premesso questo la mia domanda è: sai riconoscere un buon laboratorio? </p><p>Mi rendo conto che da &#8220;non addetti ai lavori&#8221; non sia così scontato capirlo, soprattutto è difficile fare previsioni plausibili prima di parteciparvi.<br />Se hai adocchiato cioè un laboratorio a cui vorresti portare il tuo bambino, ma non conosci chi lo conduce e nessuno sa darti informazioni, il mio consiglio è di fare prima di tutto una piccola ricerca sul profilo dell&#8217;operatore, per capirne le competenze e la professionalità: se l&#8217;operatore è presente on-line sarà probabilmente semplice, in caso contrario potrai provare a chiedere di persona agli organizzatori, scrivendo o telefonando se non ti è possibile fare diversamente.<br />Sarà utile anche leggere la descrizione dell&#8217;attività, che spesso riporta indicazioni sulla metodologia usata, i materiali, gli obiettivi: questo potrà darti interessanti indizi sull&#8217;attenzione che è stata posta alla progettazione.</p><p>Se infine hai deciso di fare una prova e la tua bambina ha partecipato ma tu non sei stato presente, puoi farti raccontare e soprattutto osservare il lavoro che è stato realizzato: che cosa ti dice?</p><p>C&#8217;è una domanda sopra tutte che può aiutarti a sciogliere il nodo e capire se ne è valsa la pena. Osserva il lavoro finito e immagina, se non lo sai, il procedimento per realizzarlo, quindi chiediti:</p><p style="text-align: center;"><strong>a cosa serve?</strong></p><p>La domanda si riferisce non al manufatto realizzato, ma a tutto il processo per arrivarci. </p><h3>Tipologie di laboratorio</h3><p>La risposta dipenderà molto anche dal tipo di laboratorio.</p><p><strong>Esempio 1</strong><br />Abbiamo realizzato una maschera di cartapesta.<br /><em>A cosa è servito? </em><br />Ho imparato come si realizza la cartapesta, l&#8217;ho modellata con le mie mani e le ho dato una forma che mi piaceva, dopo che mi è stato mostrato in quanti modi avrei potuto farlo.</p><p><strong>Esempio 2</strong><br />Abbiamo realizzato un disegno a partire da un foglio strappato.<br /><em>A cosa è servito?</em><br />Ho sperimentato lo strappo casuale di un foglio, l&#8217;ho osservato e ho provato a vedere qualcosa in quella forma. Ho liberato la mia testa dai pregiudizi e ho lasciato spazio alla fantasia e poi, secondo le mie possibilità, ho dato vita alla figura che avevo in mente.*</p><p>Se la risposta alla domanda <em>a cosa serve?</em> fosse troppo difficile da dare, è legittimo nutrire qualche dubbio sull&#8217;efficacia del laboratorio. A cosa serve incollare del cotone idrofilo sulla barba di un Babbo Natale già disegnato e ritagliato? A cosa serve applicare occhi e bocca pretagliati su un rotolo di carta igienica? Può darsi che queste operazioni si inseriscano in un contesto più complesso e che quindi abbiano un senso, ma viste come prodotto di un laboratorio didattico mi farebbero nutrire forti dubbi.</p><p>Ha invece senso sperimentare una tecnica artigianale come quella della cartapesta perché aiuta il bambino a sviluppare le proprie capacità di coordinamento e analisi, comprendendo le diverse fasi di un procedimento (cosa viene prima e cosa viene dopo), facendo esperienza diretta della trasformazione di più materiali in un altro che è poi in grado di manipolare e conoscere attraverso il tatto. Per non parlare del momento creativo nel senso letterale del termine, quando il bambino <em>crea</em> la maschera seguendo le indicazioni e le possibilità di modellazione che gli sono mostrate.</p><p>Anche strappare un foglio ha un senso, perché siamo tutti abituati, adulti compresi, a disegnare a partire da un bel foglio d&#8217;album o un A4 della risma per fotocopie. Ma cosa accade quando proviamo a rompere le forme consuete e ci troviamo di fronte a un formato inusuale? È una sfida per il nostro occhio, che cerca analogie e associazioni per aiutarci ad andare oltre lo stereotipo, come ci insegna Bruno Munari (qui trovi la <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/03/forme-e-formati.html" target="_blank" rel="noopener">descrizione di Simona Balmelli</a> di un laboratorio sulle forme).</p><h3>In una parola: laboratori didattici</h3><p>Quanto ai due esempi che ho fatto sopra, riconoscerai che si tratta di due situazioni molto diverse, che a me piace semplificare così: nel primo caso ho partecipato a un <strong>laboratorio artigianale</strong>, sperimentando un <em>saper fare</em> manuale prezioso e non banale, nel secondo caso invece il laboratorio è stato più che altro di tipo <strong>creativo</strong>, stimolando cioè l&#8217;osservazione e la successiva sperimentazione a partire da uno spunto iniziale.</p><p>Sono proprio i laboratori didattici (quelli cioè che hanno l&#8217;ambizione non tanto di insegnare, quanto di mostrare e incoraggiare alla sperimentazione), i più complessi da progettare. Così come spesso impegnativo, ma gratificante e piacevole, può essere parteciparvi.</p><p>E la partecipazione a un laboratorio didattico dà la possibilità alla tua bimba e al tuo bimbo di apprendere qualcosa di nuovo: un sapere manuale o una sperimentazione.</p><p>Spero di averti dato qualche strumento in più per avvicinarti con spirito critico ai tanti laboratori per bambini che sono ormai in circolazione. Dal canto mio ti lascio qui di seguito un breve schema sui laboratori che progetto e conduco io stessa. Se ancora non hai provato, perché non iniziare?</p><p>*Ovviamente non è necessario che il bambino che partecipa al laboratorio sia consapevole del senso di ogni suo gesto, è importante che lo sia chi conduce il laboratorio e con attenzione e senza eccessive interferenze guida tutto il processo di sperimentazione e scoperta.</p></div>
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			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/">Laboratori creativi</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Durante un laboratorio creativo realizziamo insieme lavori originali e non convenzionali a partire da uno spunto iniziale. Mediante procedimenti chiari e semplici ognuno sperimenta tecniche e soluzioni personali per arrivare alla creazione della propria opera a tema.</p></div></div>		</div>
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			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Laboratori di storia dell'arte</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Sono incontri di avvicinamento alla storia dell’arte, che combinano momenti di osservazione e narrazione ad attività laboratoriali di tipo pratico e creativo. In aggiunta è anche possibile scegliere una visita guidata per osservare dal vivo una delle opere su cui si è lavorato durante gli incontri.</p></div></div>		</div>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><hr /><p>La foto di copertina è di Joshua Eckstein via <a href="https://unsplash.com/photos/VAJEea9u6k8" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p></div>
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		<title>Idee creative per un Natale ad arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 19:32:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative a tema natalizio con i tuoi bambini.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3414" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg" alt="" width="800" height="606" data-id="3414" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-300x227.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ci risiamo: arriva un&#8217;altra volta il Natale e tu ti ritrovi più o meno forzatamente alle prese con il <em>fai da te</em> a tema.<br />
Che tu sia la mamma o il papà che sfoglia tutorial e si appassiona al bricolage o al contrario se lo eviti più che volentieri, ti avviso che qui non troverai istruzioni per <em>lavoretti</em> natalizi o per realizzare segnaposti e neanche un bel centrotavola. Se mi conosci già lo immagini.</p>
<p>Ti offro semplicemente qualche spunto per realizzare attività creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate al Natale</h3>
<ul>
<li><strong>Un presepe di carta</strong>: forse in famiglia festeggiate il Natale tradizionale con tanto di presepe oppure al contrario la vostra festa è tutt&#8217;altro che religiosa. In ogni caso il 25 dicembre per tradizione si ricorda la nascita di un bambino. Ho letto di recente una <a href="http://bit.ly/2FXJ7V4" target="_blank" rel="noopener">riflessione sul rituale del presepe</a> che ha condiviso <a href="http://laurencelandais.wixsite.com/unadoulaxamica" target="_blank" rel="noopener">Laurence Landais la tata-doula</a> dalla pagina di un&#8217;associazione di Pisa: ho trovato una ragione che mi sembra più che sufficiente per assecondare il desiderio di realizzare un presepe in famiglia.<br />
Esistono infiniti spunti per costruire presepi divertenti e alternativi, voi lo fate? E come? Il mio suggerimento è di sperimentare la tecnica delle sculture di carta di <a href="https://shop.artebambini.it/sculture-di-carta?___SID=U" target="_blank" rel="noopener">Fuad Aziz</a>. Hai in mente quei manichini di carta che si facevano da bambini con tanto di vestiti da abbinare usando linguette di carta per fissarli? Non proprio quelli ma qualcosa di simile.<br />
Sfogliando l&#8217;<a href="https://artebambini.it/attivita-editoriale/novita/sculture-di-carta/">anteprima del libro</a> di Fuad Aziz puoi farti un&#8217;idea di come realizzare i manichini: serve del cartoncino robusto, colori di diverso genere, colla e tanto ingegno e fantasia per realizzare i diversi personaggi nelle pose che preferisci.&nbsp;<br />
La cosa divertente dei presepi è che possono essere non &#8220;statici&#8221; e puoi lasciare che i bambini ci giochino più e più volte creando storie tra i personaggi.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il museo del Natale</strong>: hai mai provato a riflettere su cosa è un museo? Il museo nasce come una raccolta ordinata di oggetti, i più disparati. Fermati a pensare con il tuo bambino quali musei avete visitato finora, se ne avete visitati, e provate a immaginare come potrebbe essere il museo del Natale, del vostro Natale.<br />
Che cosa potrebbe contenere? Una raccolta ordinata di alberi di diverso tipo, oppure di palle per l&#8217;albero (distinte per colore o per forma), o ancora dei segnaposto che avete usato per il pranzo negli ultimi anni (magari ne avete conservato qualche esemplare).&nbsp;Può anche essere un insieme di qualcosa di più immateriale, da rappresentare mediante disegni, per esempio: una raccolta di emozioni ricorrenti a Natale? O di canzoni?<br />
Una volta raccolta una certa quantità di oggetti potete dar loro un ordine e decidere dove riporli: in una scatola già confezionata, in una da realizzare insieme con la <a href="http://creareconlacarta.it/scatole-origami/" target="_blank" rel="noopener">tecnica dell&#8217;origami</a>, su un vassoio per lasciare che il museo venga <em>visitato&nbsp;</em>liberamente o dove altro vuoi tu.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>L&#8217;albero texturizzato</strong>: e se l&#8217;albero non fosse il tradizionale abete? Un paio di mesi fa ho scritto un <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/autunno-creativo/" target="_blank" rel="noopener">post con alcuni suggerimenti su attività autunnali</a> da svolgere con il tuo bambino e ho proposto di realizzare alberi di carta (la carta del pane) con la <em>regola</em> di Bruno Munari (in sintesi il ramo che segue sarà sempre più piccolo del ramo che lo precede).<br />
Questa volta puoi partire da un foglio di carta, possibilmente lungo, per esempio un A3 diviso a metà per il lungo o un foglio più grande o più piccolo a seconda del risultato che intendete ottenere, e iniziate a divertirvi con la tecnica del <em>frottage</em>. Te ne ho già parlato, è un modo per catturare la pelle delle cose strofinando con i colori a cera sopra il foglio appoggiato su superfici ruvide: si ottengono <em>texture</em> sorprendenti. Segui l&#8217;esempio di questo bellissimo&nbsp;<a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/05/fare-insieme-mani-grandi-e-mani-piccine.html" target="_blank" rel="noopener">post di Simona Balmelli</a>&nbsp;e se alla fine vuoi un risultato più natalizio, puoi realizzare a parte decorazioni con la stessa tecnica da fissare poi con la colla o la spillatrice ai rami dell&#8217;albero.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il tangram del Natale</strong>: conosci il tangram? È un antico gioco cinese a forma di quadrato contenente sette piccole figure geometriche colorate: scopo del gioco è&nbsp;formare&nbsp;sagome riconoscibili&nbsp;di oggetti, animali, persone ecc. usando tutte le piccole figure.<br />
La sfida nel nostro caso sarà realizzare immagini legate proprio al Natale: un albero, Babbo Natale, una renna, una stella cometa o qualsiasi cosa venga in mente a voi. Per realizzare un tangram potete usare carta colorata, carta o cartoncino bianchi che colorerete voi oppure carta di riviste, l&#8217;effetto è molto interessante se scegliete belle immagini. Puoi trovare facilmente in rete una traccia per le forme; sul <a href="http://www.didatticarte.it/Blog/?p=397" target="_blank" rel="noopener">blog di Emanuela Pulvirenti</a> trovi in più alcune riflessioni e sorprendenti esempi.</li>
</ul>
<p>Come ti sembrano queste idee? Mi farebbe davvero piacere se tu avessi voglia di raccontarmi o mostrarmi quali sono le vostre opere a tema e se provate alcuni di questi spunti sarebbe bellissimo vedere i risultati! Ma quel che più conta, ovviamente, è il momento in cui tu e il tuo bambino o la tua bambina lavorate insieme, senza preoccuparvi troppo dell&#8217;esito!</p>
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		<title>Festa! Un&#8217;idea perche&#8217; sia unica e diversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 09:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riflessioni sulle feste - di compleanno e non solo - e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio Party-Lab e come si svolge.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Come rendere una festa diversa dalle solite? Per esempio organizzando un laboratorio creativo per bambini</h2>
<h3 class="sottotitolo2">Riflessione sulle feste &#8211; di compleanno e non solo &#8211; e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a> e come si svolge.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2958" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg" alt="festa" width="800" height="491" data-id="2958" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-300x184.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Chi non si è mai cimentato nell&#8217;organizzazione di una festa per bambini alzi la mano!<br />
Sia che tu abbia chiamato qualcuno per occuparsi di tutto o che tu abbia fatto per lo più da sola (o solo? non conosco papà organizzatori di feste, ma ti prego se lo sei fatti vivo!) o che tu abbia scelto una strada intermedia, è probabile che tu abbia fatto l&#8217;esperienza di dover compiere più di una scelta per l&#8217;organizzazione del party. Che fatica vero?</p>
<p>E se già non è successo perché il tuo bimbo è ancora piccolo so già a cosa stai pensando: &#8220;L&#8217;anno prossimo mi sa che mi tocca&#8221; (per la cronaca, questo è quello che penso io!).</p>
<p>La notizia buona, che poi è anche un po&#8217; cattiva, è che ormai le variabili sono davvero molte (cattiva perché a volte dover scegliere fra troppe opzioni è ancora più difficile che avere poche chance). Se fai una ricerca in rete si aprono mondi inimmaginabili, perché la rete si sa, è prodiga di consigli. A me è sembrato molto assennato <a href="https://www.firenzeformatofamiglia.it/2018/03/23/come-organizzare-il-compleanno-dei-bambini-facendo-tutto-da-soli/">questo articolo di Firenze Formato Famiglia</a>, un portale interessante anche se non abiti in zona, perché sviscera a fondo la questione organizzazione compleanni e offre davvero molti spunti se vuoi pensare a una festa totalmente fai-da-te.</p>
<p><em>&#8220;Sì ok, organizzo tutto da sola, ma poi cosa gli faccio fare ai bambini?&#8221;</em></p>
<p>Un&#8217;opzione davvero interessante è invitare gli amici al parco pubblico, come suggerisce <a href="https://www.mammaraccontami.com/2018/06/di-quando-volevo-cambiare-il-mondo/">Federica Mari di Mamma Raccontami</a>: al parco non ci sarà bisogno di molte idee per far divertire i bambini e ci si potrà concentrare su tutto il resto.<br />
Ma potrebbe darsi che anche all&#8217;aperto i piccoli abbiano bisogno di una mano per rompere il ghiaccio e socializzare gradualmente tra di loro.<br />
Immagino che conoscerai tantissimi esempi di animazioni di compleanni: il famoso trucca-bimbi, il mago, il clown, i burattini. E poi? Ah sì certo, la musica! Alta possibilmente, così i bambini si stordiscono ben bene e il caos cosmico è assicurato :-)</p>
<p>Avrai capito che non sono molto a mio agio in questo genere di feste (ma è giusto che piacciano a molti genitori e bambini, sia chiaro!), per questo ho pensato a cosa piacerebbe a me e ai bambini che conosco e ho iniziato a proporlo.</p>
<p>Hai mai sentito parlare di <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a>?&nbsp;</p>
<p>È un <strong>laboratorio</strong> su misura, progettato e pensato appositamente per il protagonista o i protagonisti della festa. Non è detto che sia un compleanno, potrebbe essere per esempio una festa di fine (o inizio?) anno scolastico, con un&#8217;intera classe e le maestre, oppure un festeggiamento di qualsiasi genere.</p>
<p>Se ti stai intanto chiedendo cosa è un laboratorio, puoi dare una sbirciatina al <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/">post in cui ne ho parlato diffusamente</a>; qui ti ricordo solamente che esistono tantissimi tipi di laboratorio &#8211; anche se talvolta si chiamano laboratori anche attività piuttosto frettolose e superficiali.&nbsp;</p>
<p>Cosa significa però organizzare un laboratorio per una festa?&nbsp;</p>
<p>Per me <strong>che li progetto</strong> significa pensare a un tipo di attività adatta al gruppo di bambini che parteciperà, legato a un tema caro al festeggiato, per esempio i fiori, gli animali,&nbsp;i numeri e la matematica (i Pj Mask e i Paw Patrol magari no, niente argomenti brandizzati :-) ), che rispetti i tempi previsti per la festa e che sia facilmente adattabile a seconda delle contingenze. L&#8217;ideale è cioè dedicare la prima parte del party al laboratorio, che spesso ha proprio lo scopo di accogliere gli invitati mano a mano che arrivano, aiutarli a mettersi a proprio agio, iniziare a socializzare; ma potrebbero esserci esigenze diverse e questo è possibile valutarlo sul momento.</p>
<p>Al chiuso o all&#8217;aperto? In un salone per le feste o a casa?&nbsp;</p>
<p>Il Party-Lab si adatta a circostanze diverse, l&#8217;esperienza però mi ha insegnato che la migliore riuscita è nei casi di feste intime, con un numero non troppo alto di invitati, quindi perfetto a casa, ma anche in un salone se si destìna un&#8217;area appositamente al laboratorio, e benissimo anche all&#8217;aperto, aumentando anzi le variabili di materiali utilizzabili per il laboratorio.</p>
<p>Se quel che ho scritto finora ti sta facendo immaginare un&#8217;attività sedentaria in cui tutti i bambini stanno seduti al tavolo a disegnare in pacato silenzio, scusa! Credo di non averti spiegato ancora bene come funziona questo Party-Lab.<br />
È vero che non mi piacciono le feste troppo rumorose e caotiche, ma conosco bene il mondo dei bambini e passo molto tempo con loro, non con dei piccoli robot! Semplicemente questo è il mio stile, pacato e sottovoce (anche se so tirarla fuori, la voce), e la cosa che mi piace di più è iniziare i laboratori per le feste con un <strong>racconto</strong>, che man a mano che si snoda cattura lentamente tutti i bambini, rendendoli sempre più coinvolti.<br />
Il passo successivo è <strong>proporre un&#8217;attività</strong> ispirata al racconto e mostrare le diverse possibilità a tutti: facciamo un libro pop-up, creiamo un fiore futurista, giochiamo con i numeri, inventiamo con le lettere, costruiamo una maschera in questo o in quest&#8217;altro modo ecc.<br />
Ogni bambino ha così a disposizione tutti i materiali e gli strumenti che possono essere utili e procede in autonomia o con il mio aiuto a seconda delle necessità. Questo è sempre un momento magico: <em>tutti sono assorti nel proprio lavoro, alcuni eccitati dal risultato che ottengono, altri chiedendo aiuto; sbirciano il lavoro degli amici e si confrontano, propongono varianti e offrono collaborazione</em>. Di sottofondo un chiacchiericcio creativo che ricorda quello delle ricamatrici di una volta o degli artigiani intenti a un lavoro di gruppo.</p>
<p>Ecco la bellezza di un laboratorio collettivo: ognuno è dedito al proprio lavoro individuale, ma insieme si socializza e si coltiva la propria creatività, anche attraverso il confronto e lo scambio reciproco.</p>
<p>Se poi resta tempo è bello concludere l&#8217;attività con un gioco legato proprio ai lavori ultimati, oppure semplicemente allestire velocemente una piccola esposizione per osservare tutte le creazioni, ovviamente dopo la merenda!</p>
<p>E i genitori? Se sono presenti possono rilassarsi chiacchierando tra di loro tra una bibita e una patatina oppure partecipare insieme ai bambini, soprattutto se sono piccoli, l&#8217;importante è che sia sempre presente qualcuno con me per l&#8217;assunzione di responsabilità (a questo proposito trovi tutti i dettagli sulla <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">pagina dedicata al Party-Lab</a>).</p>
<p>Se pensi che questo sia il tuo genere di festa e hai voglia di sperimentarlo, non hai che da <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/contatti/">chiamarmi</a> e insieme progetteremo la soluzione migliore per l&#8217;occasione, che sia estate, autunno, inverno o primavera.<br />
Se invece hai fatto esperienza di feste ancora diverse con soluzioni interessanti, raccontamele, sarà un utile confronto.</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Chris Lawton e si trova su Unsplash, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/vBA-JNHAraI" target="_blank" rel="noopener">qui</a></span>.</p>
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		<title>Arte e creativita&#8217; all&#8217;aperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 14:09:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sfruttare gli elementi della natura con rispetto e creatività nelle nostre giornate all&#8217;aria aperta Ti do qualche suggerimento pratico<a href="https://lapiccolagerbera.it/arte-e-creativita-all-aperto/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Come sfruttare gli elementi della natura con rispetto e creatività nelle nostre giornate all&#8217;aria aperta</h2>
<h3 class="sottotitolo2">Ti do qualche suggerimento pratico per impiegare il tempo libero durante le vacanze estive e nutrire la creatività dei tuoi bambini</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2899" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg" alt="arte e creatività all'aperto" width="800" height="600" data-id="2899" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Estate: tempo di giornate all&#8217;aperto, al mare o in montagna o semplicemente nel giardino di casa o al parco. Gli impegni si diradano e aumenta invece il tempo libero del tuo bambino. Tra attività preconfezionate, passeggiate, gite più o meno fuori porta, càpita che arrivi la tanto temuta richiesta di aiuto: &#8220;Mamma mi annoio!&#8221;.<br />
Ricordo ancora quando ero io a pronunciarla e la mia mamma, presa dalle incombenze della quotidianità, capitava mi proponesse di sgranare i fagioli insieme a lei o aiutarla ad apparecchiare la tavola. &#8220;Ma io mi annoio!!!&#8221;. Spesso l&#8217;alternativa presentata mi annoiava in partenza ancor di più!<br />
Come premessa vorrei però ricordarti che <strong>la noia</strong> in realtà è un valore e non un problema: dalla noia scaturiscono preziosi momenti di creatività e siamo forse noi genitori a temerla (a questo proposito puoi leggere <a href="https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/perche-la-noia-e-importante-per-i-bambini-risponde-la-psicologa.html" target="_blank" rel="noopener">questo articolo sul ruolo della noia nei bambini</a>, ma ti puoi sbizzarrire se cerchi in rete, esistono moltissime risorse sull&#8217;argomento).</p>
<p>Resta il fatto che le giornate estive sono davvero lunghissime! E allora ben venga qualche suggerimento per attività da svolgere all&#8217;aperto; però, ti prego, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/" target="_blank" rel="noopener">non chiamarle lavoretti</a> :-)</p>
<p>Ti propongo poche idee, ma pratiche e facili da realizzare con pochi mezzi, sempre nel rispetto della natura, mi raccomando:</p>
<ul>
<li><strong>Storie di sassi</strong>: se siete al mare o vicino a un fiume avrete probabilmente a portata di mano qualche sassolino stondato. Forse hai già giocato da piccolo al gioco delle somiglianze, colorando i sassi a seconda di quello che ti ricordava la loro forma: un topolino, un&#8217;auto, una montagna. Non ti propongo questo, anche se è una buona idea. Prova a scegliere una decina di sassi piatti, la forma è indifferente, e disegna e colora su ciascuno un oggetto, un animale, una persona o un dettaglio. Puoi scegliere di colorarli con i colori che hai a disposizione, non importa di che tipo (tempere, acrilici, pennarelli, pastelli) e già questa è una prima attività divertente da svolgere insieme.<br />
Per esempio: un gatto, una strada, una casa, una chitarra, una noce, un piatto di spaghetti, una luna, un dito indice, una barca, una sedia. La cosa bella di questa attività è che puoi riutilizzare i sassi in qualsiasi momento per giocare a raccontare storie. Basterà inserirli in una busta di stoffa (anche un calzino spaiato andrà benissimo) e pescarne 5 a caso: quelli saranno gli <strong>elementi della storia</strong> che tu o il tuo bambino a turno o insieme dovrete inventare. Vi divertirete tantissimo a raccontare di quel gatto che si mangiò un succulento piatto di spaghetti sopra una sedia dopo essere sfuggito all&#8217;attacco di un dito indice che voleva spedirlo direttamente sulla luna!<br />
Ovviamente potrete aggiungere sassi a piacimento e cambiare in qualsiasi modo le regole del gioco. Trovi qualche esempio ed altre idee da realizzare con i sassi <a href="http://www.cosedamamme.it/2015/05/15/7-giochi-da-fare-con-i-sassi/" target="_blank" rel="noopener">in questo blog</a>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Signori rametti</strong>: e se invece sei in montagna o nel bosco e di sassi piatti neanche l&#8217;ombra? A parte che i sassi possono essere anche non piatti per il gioco qui sopra, ma una valida alternativa è andare insieme a caccia di rametti secchi e metterne da parte qualcuno per creare dei personaggi veri e propri. Potrai sfruttare la forma ramificata di alcuni di essi oppure potrai spezzarli delle dimensioni giuste per creare il tronco, le gambe e le braccia e poi assemblarli utilizzando una pasta morbida che potrà essere pongo, creta, pasta di sale, mollica lavorata, semplice gomma pane o qualsiasi cosa ti sembri utile: crea piccole palline che serviranno per le giunture (se siete particolarmente abili potrete creare braccia e gambe che si piegano e anche i piedi!) e una pallina più grande che sarà la testa. Su questa potrete incidere occhi e bocca con delle punte o imprimere foglie e steli o ancora attaccare fili d&#8217;erba per fare i capelli.<br />
Se inizi vedrai che non riuscirete più a fermarvi e le idee vi verranno strada facendo. Date un nome ai personaggi e perché no? Fateli protagonisti di una storia!<br />
Trovi questa idea nel numero di <a href="https://shop.artebambini.it/arte-e-giardini-dada-n-15" target="_blank" rel="noopener">Dada</a>, la rivista di Artebambini, dedicato ad Arte e giardini.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Natura in costruzione</strong>: da realizzare al parco, al mare o in giardino, puoi scegliere i più svariati elementi della natura che trovi a disposizione, dalle conchiglie alle foglie, dai sassi ai rami, dalle pigne ai fiori freschi o appassiti. Cominciate ad avvicinare un sasso a un fiore o a una pigna e fate un po&#8217; di prove per vedere se si accende qualche lampadina. Ma certo! Questa sembra proprio una macchina! E allora ecco che sistemando meglio gli elementi inizieranno a nascere oggetti e animali a volontà.<br />
Potrete decidere se assemblarli per accostamento e divertirvi a fotografarli per immortalarli, creando <strong>arte effimera</strong>, e poi disfare il lavoro, oppure utilizzare un po&#8217; di colla vinilica o a caldo, se siete attrezzati, e portare poi a casa le vostre creazioni. So già cosa sceglierai di fare tu e cosa sceglieranno i bambini!<br />
Puoi trovare <a href="https://www.thecrafttrain.com/bush-critters/" target="_blank" rel="noopener">qualche esempio divertente in questo blog</a>, dove però vengono utilizzati occhi preconfezionati per animare gli animali che vengono creati. Sono sicura che non ne avrete bisogno.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Catalogo naturale</strong>: un&#8217;alternativa a queste attività creative e molto giocose è un interessante esercizio di osservazione e comprensione che per i bambini si trasforma facilmente in un gioco. Si tratta di decidere prima di tutto cosa catalogare, a seconda di dove vi trovate. Per esempio al mare potrebbero esserci a vostra disposizione conchiglie, sassi, vetrini. Iniziate a raccogliere un certo numero di oggetti dello stesso genere e, una volta raccolti, raggruppateli e ordinateli in base a criteri che sceglierete voi stessi, per esempio per grandezza, colore, tipologia (tutte le conchiglie a righine, tutte le conchiglie lisce, tutte le conchiglie lunghe e così via) ecc.<br />
È un vero e proprio gioco di osservazione che vi permetterà di discutere insieme le vostre scelte e fare considerazioni in merito (es. &#8220;io preferisco i sassi bianchi perché mi danno una sensazione di semplicità&#8221;), aiutando i bambini a <strong>scoprire le connessioni tra le cose</strong> e anche &#8211; chissà &#8211; esprimere un po&#8217; di sé.<br />
Sul significato e l&#8217;importanza di catalogare <a href="http://adunmillimetrodame.blogspot.com/search/label/catalogo" target="_blank" rel="noopener">puoi leggere questo post di Cecilia Ramieri</a>, illustratrice e progettista Metodo Bruno Munari®.</li>
</ul>
<p>Hai già sperimentato in passato qualcuna di queste idee? Come è andata? Se lo farai in futuro non dimenticare di fare una foto e mandarmela, così potrò ammirare anche io le vostre creazioni, oppure raccontami semplicemente se vi siete divertiti e se sono stati utili i miei suggerimenti.<br />
L&#8217;estate è lunga ed è appena iniziata, buon divertimento!<br />
Ma non scordare di annoiarvi un po&#8217; ogni tanto.</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Drypkr</span>, trovi il file originale <a href="https://pixabay.com/it/marine-shell-posteriore-673335/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
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		<title>Facciamo un laboratorio? O un lavoretto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 09:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
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					<description><![CDATA[Laboratorio e lavoretto non sono la stessa cosa: trascurabili differenze terminologiche? No. Ecco perché In questo post ti spiego perché<a href="https://lapiccolagerbera.it/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Laboratorio e lavoretto non sono la stessa cosa: trascurabili differenze terminologiche? No. Ecco perché</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti spiego perché i laboratori sono diversi dai lavoretti, ti do alcuni spunti teorici per realizzarne con i tuoi bambini e ti do qualche indicazione per capire a quali laboratori vale la pena partecipare</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg"><img loading="lazy" data-id="2836"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg" alt="esempio di lavoretto" width="800" height="533" class="aligncenter size-full wp-image-2836" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><br />
&#8220;Mamma facciamo un <em>lavoretto</em>?&#8221;. Quante volte ti sarà capitato di ricevere questa richiesta? Oppure sei proprio tu ad averlo proposto al tuo bambino.<br />
I <em>lavoretti</em> fanno spesso parte della strategia riempi-tempo delle mamme nelle giornate uggiose, quando fuori piove o fa troppo freddo per stare all&#8217;aria aperta, oppure sono occasioni per darsi da fare insieme in prossimità del Natale e della Pasqua, quando c&#8217;è una tavola da decorare o un albero da addobbare, oppure ancora invadono le classi delle scuole dell&#8217;infanzia o della primaria in occasione di ogni festa comandata.<br />
  Allora capita che quando qualcuno organizza un laboratorio didattico si senta chiedere dai bambini o dalle mamme: &#8220;Si fa un lavoretto?&#8221;. Santo cielo, no! Mi verrebbe da rispondere quando viene chiesto a me. In realtà riesco a trattenermi e spiego: &#8220;No, oggi facciamo un laboratorio&#8221;.<br />
  È dunque così importante questa differenza?</p>
<h3 >Il lavoretto</h3 >
<p>Ecco le caratteristiche di massima di un lavoretto:<br />
  <strong>prodotto in serie</strong>, uguale per tutti, preconfezionato dall&#8217;operatore di turno mediante il ritaglio di sagome o operazioni simili e successivo assemblaggio da parte dei bambini secondo una sequenza predefinita. </p>
<p>  Nel caso di lavoretti di gruppo l&#8217;esito è molto più evidente e userò l&#8217;esempio di una classe per rendere meglio l&#8217;idea. Dopo che l&#8217;insegnante ha fornito il materiale ai bambini, ognuno realizzerà il proprio manufatto <em>mettendo insieme i pezzi</em>. Nel migliore dei casi il bambino potrà scegliere forse i colori da usare o il bottone da incollare, certo è che il risultato finale sarà un quasi perfetto lavoretto (dell&#8217;insegnante), con immensa soddisfazione di tutti: bambini, insegnanti e mamme. &#8220;Ma che bel lavoretto che hai fatto!&#8221;</p>
<p>  Sia chiaro fin d&#8217;ora, non ho nulla contro il lavoretto in sé. Anzi, trovo che spesso sia un momento importante di condivisione quando viene realizzato in famiglia e penso sia un buon esercizio di motricità fine quando comporta operazioni come il ritaglio con le forbici o l&#8217;uso della colla. Però dimmi: che peso potrà avere in questo genere di lavoretti l&#8217;intervento di ogni bambino? Riuscirà ad esprimere le proprie preferenze e inclinazioni, se non vogliamo parlare addirittura di creatività?</p>
<h3 >Il laboratorio</h3 >
<p>  Ed è qui che interviene il laboratorio, che già dal nome suggerisce un complesso di operazioni ben diverse (sul significato del laboratorio a partire dalla definizione del termine ti consiglio di leggere <a href="http://simonabalmelli.blogspot.it/2017/09/sulla-fatica-del-laboratorio.html" rel="noopener" target="_blank">il post di Simona Balmelli</a>).<br />
  Il laboratorio viene prima di tutto <strong>progettato</strong> da qualcuno che lo sa fare: progettare laboratori è un mestiere. Il primo esempio che posso citare è Bruno Munari, che ha messo in atto un vero e proprio metodo per dare ai bambini (ma anche agli adulti) gli strumenti per <em>fare</em>, perché obiettivo non sia semplicemente il risultato finale ma il <em>procedimento</em> utilizzato per arrivarci.</p>
<p>  Cosa accade dunque durante un laboratorio? Ogni bambino ha a propria disposizione una serie di strumenti e di materiali, accuratamente selezionati dall&#8217;operatore, e viene incoraggiato a sperimentare attraverso l&#8217;esempio. L&#8217;operatore mostra cioè generalmente come si <em>può</em> fare (e non come si fa), perché non esistono soluzioni preconfezionate ma svariate possibilità di azione.<br />
  Ogni bambino può così provare e in base al risultato scegliere quale strada percorrere. Non è detto che sia facile! Può accadere che, per esempio, se si compie un&#8217;operazione nuova risulti particolarmente impegnativa per i bambini, ma l&#8217;incoraggiamento serve proprio a questo, a rassicurarli e spronarli a <strong>sperimentare diverse soluzioni</strong>. </p>
<h3 >E quindi? Cosa vorresti dire?</h3 >
<p> &#8220;Mi stai dicendo che una mamma &#8211; che si sa è tuttologa &#8211; dovrebbe anche saper progettare un laboratorio?&#8221;. Chiaramente no! Perché conosco bene le ricerche su google per rintracciare tutorial che insegnino a realizzare pupazzi di neve dai rotoli di carta igienica o segnaposto per la tavola di Natale dai tappi di bottiglia. Ed è giusto così.<br />
  Un po&#8217; meno giusto che questo avvenga nelle scuole, perché gli insegnanti hanno la possibilità di rivolgersi ad operatori specializzati o meglio ancora formarsi per superare il concetto di lavoretto (e fortunatamente conosco felicissimi casi del genere). </p>
<h3 >I miei suggerimenti</h3 >
<p>   Se poi &#8211; mamma, papà o zia &#8211; hai iniziato a interrogarti su come proporre qualche laboratorio ai tuoi bambini, alcune semplici indicazioni voglio dartele proprio qui.</p>
<ul>
<li>Quando fai ricerche in rete non limitarti a farlo nell&#8217;immensità del web, ma restringi il campo, prima di tutto digitando <em>laboratorio</em> e non <em>lavoretto</em> e poi prova a consultare qualche blog di qualità come quello di Simona Balmelli che ti ho suggerito sopra o quello di <a href="http://adunmillimetrodame.blogspot.it/" rel="noopener" target="_blank">Cecilia Ramieri</a>. Puoi anche procurarti qualche manuale pratico, come quelli di <a href="https://www.artebambini.it/" rel="noopener" target="_blank">Artebambini</a>, che oltre a condurre laboratori organizza corsi di formazione molto utili. Oppure ancora puoi procurarti uno degli spettacolari giochi didattici di <a href="http://www.italiantoy.net" rel="noopener" target="_blank">Italian Toy</a>*.</li>
<li>Non cercare di strafare ma vai sul semplice, se ti sembra banale ancora meglio, perché è dalle cose semplici che i tuoi bambini potranno operare con serenità e quindi osare qualche sperimentazione. </li>
<li>Mettiti in gioco: realizzate il vostro laboratorio insieme. Prova anche tu a vedere cosa può succedere, per esempio, se strappate un foglio di carta. La forma cosa ti fa venire in mente? Parlàtene e disegnate insieme o ognuno per conto proprio.</li>
<li>Se vuoi partecipare a laboratori organizzati da qualcuno che non conosci e vorresti sapere se ne vale la pena, prova a dare un&#8217;occhiata alla descrizione dell&#8217;attività e osserva bene le parole che vengono utilizzate. Riesci a capire che tipo di conduzione sarà? Prova a cercare notizie sull&#8217;operatore: la sua esperienza e le sue attività precedenti ti daranno utili suggerimenti.</li>
</ul>
<p>  Avrei ancora molto da dire sull&#8217;argomento, mi propongo di tornarci in futuro. Per ora mi fermo qui, perché questa possa essere una conversazione e non un monologo. Hai mai fatto un lavoretto o un laboratorio con il tuo bimbo? Vuoi raccontarmi il tuo punto di vista e la tua esperienza?<br />
  Intanto se ti va puoi dare un&#8217;occhiata alla sezione del mio sito dedicata ai <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-creativi/" rel="noopener" target="_blank">laboratori</a>. Sono attualmente in fase di revisione ma puoi farti un&#8217;idea della mia proposta.</p>
<hr />
<p> *Simona Balmelli e Cecilia Ramieri conducono laboratori secondo il Metodo Bruno Munari® ed entrambe sono tra le progettiste dei giochi di Italian Toy. Non le conosco personalmente e non ho alcun interesse personale a citarle e parlarne bene :-) Semplicemente seguo il loro prezioso lavoro da tempo e traggo ispirazione, io che non sono illustratrice, né designer, né tanto meno posso condurre laboratori Metodo Bruno Munari® senza il relativo diploma di master. In compenso continuo a studiare e lavorare con serietà ed onestà. Grazie Simona e Cecilia.
</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Paola Aguilar</span>, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/r3SGf7uvOA0" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Storie infinite per bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 21:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Artebambini]]></category>
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		<category><![CDATA[familyfriendly]]></category>
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		<category><![CDATA[laboratori creativi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova esperienza al Teatro Labile con le Bio-merende artistiche per famiglie: uno spasso! Così mi viene da sintetizzare il<a href="https://lapiccolagerbera.it/storie-infinite-per-bambini/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Una nuova esperienza al <a href="https://www.facebook.com/TeatroLabile" target="_blank">Teatro Labile</a> con le Bio-merende artistiche per famiglie: uno spasso!</em></strong></p>
<p><div id="attachment_1789" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185937657.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1789" loading="lazy" data-id="1789"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185937657.jpg" alt="La nostra storia infinita" width="800" height="450" class="size-full wp-image-1789" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185937657.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185937657-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1789" class="wp-caption-text">La nostra storia infinita</p></div>Così mi viene da sintetizzare il pomeriggio di sabato scorso. Questa volta eravamo tantissimi, con tanto di telefonate arrivate all&#8217;ultimo istante per prenotare. All&#8217;inizio ho anche provato ad obiettare &#8220;No, mi spiace, siamo al completo, la merenda è già prenotata, lo spazio è limitato&#8230;&#8221;, ma come si fa a dire di no a mamme e papà che oggi volevano venire proprio lì da te a fare questa cosa divertentissima?! Così con una catena di telefonate e rapide consultazioni siamo riusciti a dire di sì a tutti: ognuno ha avuto la sua merenda grazie agli amici di <a href="https://www.facebook.com/gingerlabnaturalfood" target="_blank">GingerLab</a> e noi ci siamo stretti per fare posto anche agli ultimi arrivati.<br />
Del resto questa volta diversi aspetti sono stati sperimentali e noi stessi abbiamo fatto attendere un po&#8217; prima di iniziare, ma mi sembra che tutti ci abbiano perdonato!</p>
<p><div id="attachment_1790" style="width: 694px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Porta_di_san_ranieri_07_viaggio_dei_magi_e_storie_dei_progenitori.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1790" loading="lazy" data-id="1790"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Porta_di_san_ranieri_07_viaggio_dei_magi_e_storie_dei_progenitori.jpg" alt="Il viaggio dei Magi della Porta di San Ranieri" width="684" height="800" class="size-full wp-image-1790" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Porta_di_san_ranieri_07_viaggio_dei_magi_e_storie_dei_progenitori.jpg 684w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Porta_di_san_ranieri_07_viaggio_dei_magi_e_storie_dei_progenitori-257x300.jpg 257w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></a><p id="caption-attachment-1790" class="wp-caption-text">Il viaggio dei Magi della Porta di San Ranieri</p></div>Ad attenderci questa volta c&#8217;era una <strong>porta</strong>. Sì una porta, come alcuni bimbi hanno subito capito, ma non una porta qualunque, bensì quella di San Ranieri della Cattedrale di Pisa, realizzata in bronzo da <strong>Bonanno Pisano</strong> tantissimo tempo fa. Mi ha sempre emozionato molto perché ci si può perdere ad osservarla: <strong>è un insieme di storie raccontate minutamente</strong> con dettagli buffi e per niente scontati, da rimirare e comprendere. È quello che abbiamo fatto sabato insieme, sedendoci a terra sui cuscini e osservando i riquadri ingranditi della porta proiettati sulla parete: abbiamo capito che si tratta delle storie di un signore, prima bambino, che si chiama Gesù e ne abbiamo raccontata qualcuna. Abbiamo anche scoperto che quella <em>copertina </em>che Gesù adulto si porta addosso in realtà è il modo che ha usato Bonanno per raffigurare l&#8217;acqua di un fiume con le sue onde, davvero strano! Però questo ci ha dato qualche idea&#8230;</p>
<p><div id="attachment_1791" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_180214734.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1791" loading="lazy" data-id="1791"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_180214734.jpg" alt="Pronti, attenti, via! Iniziamo il nostro lavoro" width="800" height="450" class="size-full wp-image-1791" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_180214734.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_180214734-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1791" class="wp-caption-text">Pronti, attenti, via! Iniziamo il nostro lavoro</p></div>Come al solito infatti dopo aver osservato e ascoltato arriva il momento di fare. I genitori mettono via le loro tisane ed eccoli pronti, tutti sparsi nella sala di Teatro Labile, ognuno col suo angolino operativo, <strong>pronti a dare vita alla propria storia </strong>su supporto di cartone e carta colorata da ritagliare.<br />
Non ci sono particolari regole da seguire, abbiamo semplicemente la possibilità di sperimentare e creare quel che ci viene in mente in quel momento con <strong>carta </strong>di diverso tipo e colore, qualche filo di <strong>lana</strong>, <strong>carta di giornale</strong>, ma soprattutto la nostra <strong>fantasia</strong>. Quel che renderà tutto unico e speciale non è infatti la singola creazione di ognuno di noi, quanto piuttosto l&#8217;assemblaggio con il lavoro degli altri&#8230;<br />
È un&#8217;altra delle trovate che ho imparato da <a href="http://artebambini.it/" target="_blank">Artebambini</a> e metterla in pratica con così tanti bimbi è stato davvero divertente e anche un po&#8217; sorprendente.</p>
<p><div id="attachment_1792" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_181449682.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1792" loading="lazy" data-id="1792"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_181449682.jpg" alt="Il gruppo delle artiste " width="450" height="800" class="size-full wp-image-1792" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_181449682.jpg 450w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_181449682-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-1792" class="wp-caption-text">Il gruppo delle artiste</p></div>Non è stato semplice pungolare tutte quelle apine operaie all&#8217;opera perché concludessero il loro lavoro, ma finalmente siamo riusciti a concludere e la magia ha avuto inizio!<br />
Tutti distesi di fronte alla loro <strong>storia infinita</strong>, i bambini hanno aperto occhi ed orecchie e il racconto ha avuto inizio: abbiamo incontrato <strong>cavalieri giganti</strong> pronti a conquistare diamanti preziosi per <strong>fanciulle dai capelli turchini</strong> che con la bacchetta magica hanno trasformato il nemico in vermiciattoli impauriti, corsi a rifugiarsi in <strong>castelli </strong>a forma di gatto che sono poi andati a fuoco, ma che si sono salvati grazie a un <strong>libro</strong>&#8230;e auto rosso fiammante sfrecciare tra <strong>montagne innevate </strong>che raggiungono il loro albero di Natale o si tuffano in un <strong>mare pieno di pesci</strong> e meduse urticanti&#8230;<br />
Hai capito qualcosa? Forse no perché la nostra storia è un po&#8217; così, estemporanea e mutevole mano a mano che la si racconta, tanto che una pioggia dorata può diventare una ciotola per cani o un castello rosa un muso di gatto&#8230;tutto però è accomunato da un&#8217;unica magia: stregare i bambini, orgogliosi della loro creazione che da sola ha un piccolo senso, ma insieme a quella degli altri diventa un avvincente intreccio! Dal singolo episodio a storie infinite&#8230;</p>
<p><div id="attachment_1793" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185327644.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1793" loading="lazy" data-id="1793"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185327644.jpg" alt="Maria Giulia soddisfatta attende che la storia prenda forma" width="800" height="486" class="size-full wp-image-1793" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185327644.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151128_185327644-300x182.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1793" class="wp-caption-text">Maria Giulia soddisfatta attende che la storia prenda forma</p></div>Alla fine sul pavimento sembrava avesse avuto luogo una cruenta battaglia: raramente è stato così gratificante sistemare e pulire!<br />
Grazie bambini belli, il vostro coinvolgimento e la partecipazione dei vostri genitori mi ha emozionata sul serio!<br />
Grazie a <a href="https://www.facebook.com/sabrina.iannello.9?fref=ts" target="_blank">Sabrina </a>di Teatro Labile, la padrona di casa che auguro a tutti di incontrare: generosità, professionalità, competenza e riflessi pronti ;-)<br />
Tu non perderti la prossima merenda!</p>
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		<title>La Certosa di Calci per le scuole: un nuovo anno insieme!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 14:05:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Didattica in Certosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci siamo arrivati anche quest&#8217;anno: la scuola sta per iniziare e io ho passato un&#8217;altra estate tra progetti didattici, cartoncini<a href="https://lapiccolagerbera.it/la-certosa-di-calci-per-le-scuole-un-nuovo-anno-insieme/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo arrivati anche quest&#8217;anno: la scuola sta per iniziare e io ho passato un&#8217;altra estate tra progetti didattici, cartoncini colorati, idee da raffinare, siti web da implementare, brochure da completare&#8230;ma alla fine sembra proprio tutto pronto!<br />
E quindi possiamo fare un bell&#8217;annuncio ufficiale per una giornata davvero importante per noi:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>martedì 22 settembre alle ore 16.00</strong></p>
<p>ospitiamo gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (ebbene sì, quest&#8217;anno ci lanciamo anche con le superiori!) per un pomeriggio di presentazione dell&#8217;offerta didattica 2015-2016.</p>
<p>Che cosa accadrà esattamente quel giorno? Siccome non abbiamo mai fatto una vera presentazione ufficiale e siccome questo è già il quarto anno di attività didattica in Certosa, è proprio giunto il momento di raccontare a tutti gli interessati che cosa facciamo per le scuole e con le scuole, c&#8217;è ancora qualcuno che non ci è mai venuto a trovare e soprattutto abbiamo tante novità da illustrare!<br />
<div id="attachment_675" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/wp-content/uploads/2015/08/fantastiche-geometrie.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-675" loading="lazy" src="http://lapiccolagerbera.altervista.org/wp-content/uploads/2015/08/fantastiche-geometrie.jpg" alt="Tra le novità di quest&#039;anno: fantastiche geometrie" width="800" height="600" class="size-full wp-image-675" /></a><p id="caption-attachment-675" class="wp-caption-text">Tra le novità di quest&#8217;anno: fantastiche geometrie</p></div><br />
E così visiteremo insieme la Certosa (compresa la sacrestia con la Bibbia di Calci e la Biblioteca, abitualmente non aperte al pubblico) passando in rassegna i diversi tipi di attività della programmazione didattica, mostreremo le attività laboratoriali e ci soffermeremo sulla mostra <em>“Solitudo Violata”. La Certosa di Calci nella Grande Guerra</em>, a cui abbiamo legato un nuovo percorso per la scuola primaria e uno per la scuola secondaria.</p>
<p>In più, per invogliare tutti gli insegnanti che forse i primi giorni di scuola gradiscono particolari attenzioni, abbiamo previsto <strong>una speciale promozione per tutti i partecipanti</strong> (qui mi sento un po&#8217; una navigata venditrice): ogni insegnante avrà a disposizione un buono sconto per la prenotazione di due classi, ogni due classi partecipanti, la seconda è scontata del 50%. E siccome &#8220;mi voglio rovinare&#8221; per i primi 10 iscritti alla giornata di presentazione, il buono sconto è raddoppiato: ogni due classi, la seconda non paga! Un vero affare non credete? :-)</p>
<p>Per partecipare è sufficiente comunicare la propria adesione alla Segreteria didattica dei Servizi Educativi a partire dal <span style="text-decoration: underline;">giorno 7 settembre</span> ed entro il <span style="text-decoration: underline;">18 settembre</span>, telefonando al numero 391-1300926 (dal lunedì al venerdì h. 9-13) o scrivendo un’email a didatticaincertosa@gmail.com o via fax al numero 050 38 69 053.<br />
<div id="attachment_685" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-685" loading="lazy" data-id="1517"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg" alt="La copertina della brochure di quest&#039;anno" width="480" height="679" class="size-full wp-image-1517" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg 480w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><p id="caption-attachment-685" class="wp-caption-text">La copertina della brochure di quest&#8217;anno</p></div><br />
Di seguito vi riporto il programma della giornata e soprattutto vi aspetto, diffondete la notizia tra tutti gli insegnanti che pensate possano essere interessati: ci saranno anche alcune sorprese non annunciate. E ora? Credo mi concederò un po&#8217; di vacanza&#8230;ci vediamo in Certosa il 22!</p>
<h6><strong>Programma dell&#8217;incontro di presentazione dell&#8217;offerta didattica 2015-2016</strong></h6>
<p><strong>&#8211; h. 16.00</strong> Accoglienza e registrazione partecipanti.<br />
<strong>&#8211; h. 16.15</strong> Breve presentazione delle principali novità della programmazione 2015-2016 (presso il Refettorio).<br />
<strong>&#8211; h. 16.45</strong> Visita della Certosa con contestuale illustrazione delle peculiarità di ogni percorso. In particolare visiteremo:<br />
– la chiesa per <em>La Vita in Certosa al tempo dei monaci</em>;<br />
– le cappelle per <em>Fantastiche geometrie</em>;<br />
– la sacrestia per <em>Biblia Picta</em>;<br />
– la Foresteria granducale per <em>Ospiti a sorpresa</em> e <em>A caccia di animali</em>;<br />
– il piano terra per <em>Jack, Margherita e Josef</em> e <em>La Certosa e la Grande e Guerra</em>, con contestuale breve visita della mostra, guidata dalla co-curatrice <a href="http://lavitadelleopere.com/il-volume/" target="_blank">Antonella Gioli</a>;<br />
– la biblioteca e l&#8217;archivio per <em>La storia tra le carte</em> e <em>La fantastica avventura della stampa</em>, con la partecipazione della bibliotecaria e co-curatrice dei percorsi Emanuela Garibaldi;<br />
– la farmacia per <em>Monaci spezieri</em> e <em>Le erbe dei monaci</em>.<br />
<strong>&#8211; h. 18.15</strong> Illustrazione dei laboratori pratici e creativi dell&#8217;offerta didattica:<br />
– <em>Fantastiche geometrie</em><br />
– <em>Biblia Picta</em><br />
– <em>La fantastica avventura della stampa</em><br />
– <em>Monaci spezieri</em><br />
– <em>Le erbe dei monaci</em>.<br />
<strong>&#8211; h. 18.45</strong> Saluti finali e momento conviviale con un dono per i convenuti: un piccolo presente dell&#8217;<a href="http://www.alberodellerose.it/" target="_blank">Albero delle Rose &#8211; Erboristeria e Parafarmacia di Calci</a>.</p>
<p>Vi aspetto, non scordate di <a href="http://www.didatticaincertosa.it/contatti/">prenotarvi</a>!</p>
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		<title>La Bibbia di Calci: un tesoro di miniatura!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 16:07:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da qualche tempo, un po' sottovoce, si è cominciato a parlare della famosa Bibbia di Calci. Si dice: è tornata in Certosa, hanno scritto un libro, non è più al Museo di San Matteo di Pisa, è visibile, non è visibile...
Secondo me è giunto il momento di fare un po' di chiarezza! Cosa è e perché è così famosa? Qual è la novità che fa sì se ne parli tanto ultimamente?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo, un po&#8217; sottovoce, si è cominciato a parlare della famosa Bibbia di Calci. Si dice: è tornata in Certosa, hanno scritto un libro, non è più al Museo di San Matteo di Pisa, è visibile, non è visibile&#8230;<br />
Secondo me è giunto il momento di fare un po&#8217; di chiarezza! Cosa è e perché è così famosa? Qual è la novità che fa sì se ne parli tanto ultimamente?</p>
<p><div id="attachment_420" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-420" loading="lazy" class="size-full wp-image-420" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1.jpg" alt="I quattro volumi della Bibbia di Calci" width="800" height="412" /></a><p id="caption-attachment-420" class="wp-caption-text">I quattro volumi della Bibbia di Calci</p></div>Cominciamo col dire che la Bibbia è un grande libro, anzi un libro gigante, tant&#8217;è vero che è una delle cosiddette Bibbie Atlantiche; è divisa in quattro tomi, cioè quattro volumi, ed è interamente manoscritta, ossia scritta a mano! Perché nel 1168, quando cominciarono a scriverla e decorarla, non era ancora stata inventata la stampa e i libri venivano trascritti con pazienza e precisione a mano. Questo avveniva abitualmente negli <em>scriptoria</em>, luoghi predisposti all&#8217;attività di copiatura da parte degli amanuensi, vicino a importanti chiese o all&#8217;interno di monasteri. Perché non erano in tanti a saper leggere all&#8217;epoca &#8211; e tanto meno a scrivere &#8211; e chi meglio di un monaco poteva dedicare il proprio tempo a questa lunga e impegnativa attività che comprendeva molte e difficili fasi?</p>
<p><div id="attachment_421" style="width: 611px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/H.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-421" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/H.jpg" alt="Iniziale H" width="601" height="800" class="size-full wp-image-421" /></a><p id="caption-attachment-421" class="wp-caption-text">Iniziale H</p></div>Ah! Ecco dunque perché si parla di ritorno della Bibbia in Certosa: l&#8217;hanno fatta i monaci certosini e ora è stata restituita dal Museo di San Matteo!<br />
Se pensate di aver capito questo siete decisamente fuori strada&#8230;<br />
La Certosa di Calci è stata fondata nel 1366, ben due secoli dopo la realizzazione della Bibbia&#8230;dunque qualcosa non torna (e lo dicevo io che c&#8217;era bisogno di fare chiarezza!).<br />
A realizzarla sono stati lo <em>scriptor</em> Alberto da Volterra, lo <em>scriptor de licteris maioribus</em> Adalberto e il <em>magister</em> Viviano (i loro nomi sono riportati in fondo all&#8217;ultimo volume) e lo hanno fatto per un monastero benedettino che si trovava a Pisa, intitolato a San Vito. Nel 1373 papa Gregorio XI decise di chiuderlo, trasferendo tutti i suoi beni a quello della Gorgona, proprio sull&#8217;isola! E che c&#8217;entra l&#8217;isola con la Certosa di Calci?! Chi è stato a visitare la Certosa avrà forse notato che nella cella del monaco è conservato uno stranissimo dipinto che raffigura l&#8217;isola della Gorgona e i monaci che arrivano su un modernissimo vaporetto (è come quando ci travestiamo da Robin Hood e scordiamo di toglierci l&#8217;orologio): lo stesso papa infatti assegnò il monastero della Gorgona ai monaci certosini, che nel 1425 lo unirono alla Certosa di Calci, ereditando tutti i suoi beni, compresa &#8211; indovinate un po&#8217;? &#8211; proprio la Bibbia gigante. </p>
<p><div id="attachment_426" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/gorgona.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-426" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/gorgona.jpg" alt="L&#039;arrivo dei monaci certosini sull&#039;isola della Gorgona" width="800" height="598" class="size-full wp-image-426" /></a><p id="caption-attachment-426" class="wp-caption-text">L&#8217;arrivo dei monaci certosini sull&#8217;isola della Gorgona</p></div><br />
E a Calci è rimasta da allora fino al 1970, quando i monaci hanno lasciato la nostra Certosa e la bibbia è stata depositata temporaneamente al Museo Nazionale di San Matteo.</p>
<p><div id="attachment_425" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/T.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-425" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/T.jpg" alt="Iniziale T" width="800" height="713" class="size-full wp-image-425" /></a><p id="caption-attachment-425" class="wp-caption-text">Iniziale T</p></div>Ecco dunque la grande novità: da ottobre scorso è stata nuovamente trasferita al Museo della Certosa di Calci, dove presto sarà visibile nella bellissima cornice della sacrestia, ed è stato pubblicato un interessante libro che racconta questi e moltissimi altri dettagli insieme a tante immagini delle iniziali miniate.</p>
<p><div id="attachment_422" style="width: 525px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/I.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-422" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/I.jpg" alt="Iniziale I" width="515" height="800" class="size-full wp-image-422" /></a><p id="caption-attachment-422" class="wp-caption-text">Iniziale I</p></div>Perché questa è una delle particolarità che rendono la Bibbia tanto famosa e preziosa: i capilettera, cioè le iniziali di alcune parole. Che non sono semplicemente scritte più grandi, ma sono decorate con figure vegetali, geometriche, umane, animali e soprattutto sono coloratissime! Lupi che mordono lepri alla fine di una I, leoni impauriti morsi da draghi che si aggrappano al gambetto di una Q, teste d&#8217;uomo dalle orecchie a punta ai piedi di una P, un giovane che sorregge la traversa di una T e addirittura uno <em>scriptor </em>al lavoro dentro una variegata H&#8230;davvero ce n&#8217;è per tutti i gusti!</p>
<p><div id="attachment_424" style="width: 457px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/Q.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-424" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/Q.jpg" alt="Iniziale Q" width="447" height="800" class="size-full wp-image-424" /></a><p id="caption-attachment-424" class="wp-caption-text">Iniziale Q</p></div>Così, anche se non è stata realizzata da un monaco certosino a Calci, la Certosa era ormai la sua casa e noi siamo davvero felici che ci sia tornata. Per questo abbiamo anche pensato a un percorso didattico per i ragazzi delle scuole dedicato proprio a lei, a voi non resta che venire a sperimentarlo: <a href="http://www.didatticaincertosa.it/secondaria/" target="_blank">Biblia Picta</a> vi aspetta!</p>
<p><div id="attachment_423" style="width: 293px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/P.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-423" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/P.jpg" alt="Iniziale T" width="283" height="800" class="size-full wp-image-423" /></a><p id="caption-attachment-423" class="wp-caption-text">Iniziale T</p></div>Giovedì 27 novembre alle 17.30 il volume a cura della direttrice Severina Russo <em>La Bibbia di Calci. Un capolavoro della miniatura romanica in Italia</em> sarà presentato presso il Dipartimento di Storia delle Arti dell&#8217;Università di Pisa.</p>
<div id="attachment_427" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1393685_845378548815881_5447863188775746182_n.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-427" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1393685_845378548815881_5447863188775746182_n.jpg" alt="La presentazione del libro giovedì 27 novembre" width="800" height="383" class="size-full wp-image-427" /></a><p id="caption-attachment-427" class="wp-caption-text">La presentazione del libro giovedì 27 novembre</p></div>
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		<title>Il Bosco Magico di Eurekakids: eccoci a casa!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2014 20:12:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi entra nel negozio di giocattoli in via Rigattieri a Pisa spesso non sa che oltre il bancone, dove finiscono<a href="https://lapiccolagerbera.it/il-bosco-magico-di-eurekakids-eccoci-casa/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi entra nel negozio di giocattoli in via Rigattieri a Pisa spesso non sa che oltre il bancone, dove finiscono i giocattoli e le buste colorate, inizia un luogo incantato che non è più negozio, ma è proprio un bosco, verdissimo e pieno di fiori, funghi, farfalle, coccinelle, orsetti occhieggianti che accolgono i bambini e talvolta le loro mamme. Perché qui si può entrare se si ha bisogno di allattare o cambiare il proprio bimbo, ma soprattutto durante la settimana avviene sempre qualcosa di divertente e davvero un po&#8217; magico: storie raccontate ai bambini, momenti di intrattenimento, attività pratiche e manuali di vario genere.</p>
<div id="attachment_279" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/bosco-magicomod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-279" loading="lazy" class="size-full wp-image-279" alt="Il Bosco Magico durante un laboratorio" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/bosco-magicomod.jpg" width="800" height="600" /></a><p id="caption-attachment-279" class="wp-caption-text">Il Bosco Magico durante un laboratorio</p></div>
<p>Durante l&#8217;anno trascorso ho avuto il piacere di partecipare a diversi cicli di incontri. L&#8217;idea iniziale è partita in autunno, con un progetto piuttosto ambizioso:<em> Giochiamo con l&#8217;arte</em>! L&#8217;intento voleva essere avvicinare i bambini all&#8217;arte che li circonda nella loro città e, visto che svariate sono le occasioni per laboratori sull&#8217;arte contemporanea, ho pensato: perché non tentare col medioevo? Del resto è la mia formazione&#8230;proviamo a trasmettere la mia passione ai bambini.</p>
<div id="attachment_281" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Locandina_Giochiamo-con-larte-Copia.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-281" loading="lazy" class="size-full wp-image-281" alt="Il ciclo di incontri sull'arte" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Locandina_Giochiamo-con-larte-Copia.jpg" width="800" height="425" /></a><p id="caption-attachment-281" class="wp-caption-text">Il ciclo di incontri sull&#8217;arte</p></div>
<p>Continuo a pensare che l&#8217;idea non fosse per niente male: una piccola introduzione visiva con l&#8217;ausilio di un proiettore ci permetteva di osservare una singola opera (la facciata della chiesa di San Pierino, il pulpito di Giovanni Pisano, la porta bronzea di Bonanno&#8230;), chiacchierarci un po&#8217; su, da lì proseguire con un laboratorio pratico su aspetti inerenti quanto osservato (i colori, le espressioni del viso, gli animali, il fumetto&#8230;) e la realizzazione di qualcosa di concreto, come il piccolo quaderno dei colori, il quadretto delle espressioni coi sassi, il libro delle impronte ecc. ecc.</p>
<div id="attachment_282" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Eurekaespressionimod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-282" loading="lazy" class="size-full wp-image-282" alt="Come mi sento oggi? Le espressioni di Livio" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Eurekaespressionimod.jpg" width="720" height="720" /></a><p id="caption-attachment-282" class="wp-caption-text">Come mi sento oggi? Le espressioni di Livio</p></div>
<div id="attachment_283" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/improntemod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-283" loading="lazy" class="size-full wp-image-283" alt="Un drago realizzato con le impronte delle dita di Marta" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/improntemod.jpg" width="800" height="600" /></a><p id="caption-attachment-283" class="wp-caption-text">Il drago realizzato con le impronte delle dita di Marta&#8230;e la storia continua</p></div>
<p>Ma le settimane dei bambini sono frenetiche quasi quanto quelle degli adulti, tra palestre, catechismo, allenamenti, insomma non semplice incastrare uno strano appuntamento con l&#8217;<em>arte</em>, medievale per giunta! Fortunatamente la scarsa partecipazione è stata compensata dalla qualità dei presenti, entusiasti, attenti e sapienti manipolatori, nonché saggi consiglieri&#8230;<br />
Tra tutte le osservazioni non posso non ricordare la sapiente definizione di Pietro: &#8220;l&#8217;arte aiuta le persone a esprimere i propri sentimenti&#8221;. Ne esiste forse una migliore? Ancora vado ripetendola con grande gratitudine.</p>
<div id="attachment_284" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Pietro.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-284" loading="lazy" class="size-full wp-image-284" alt="Il quaderno dei colori di Pietro" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/Pietro.jpg" width="800" height="808" /></a><p id="caption-attachment-284" class="wp-caption-text">Il quaderno dei colori di Pietro</p></div>
<p>Archiviata l&#8217;esperienza, grazie alla disponibilità di Cettina, la titolare del negozio, con l&#8217;inverno abbiamo inaugurato una nuova vincente formula: brevi incontri il sabato pomeriggio su un tema accattivante, gli <em>antichi mestieri</em>!<br />
<span style="color: #000000;">Credo di aver capito almeno una cosa: ho inizialmente preteso di volare troppo alto senza fare i conti con tante, troppe variabili; come storica dell&#8217;arte mi sembrava naturale iniziare da un progetto che avesse l&#8217;arte come fulcro e punto di partenza. E invece ho scoperto che l&#8217;esercizio della manualità, obiettivi pratici e concreti come la realizzazione di un cestino o di un quaderno, l&#8217;incoraggiamento alla scelta di materiali e colori, sono tutte tappe di un avvicinamento all&#8217;espressione creativa e di un&#8217;educazione all&#8217;immagine che stimolano tantissimo i bambini e li rendono più ricettivi e aperti al nuovo, al diverso, al bello: non sono questi alcuni degli scopi dell&#8217;arte?<br />
</span></p>
<div id="attachment_285" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/rilegatoremod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-285" loading="lazy" class="size-full wp-image-285" alt="La rilegatura del libro" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/rilegatoremod.jpg" width="600" height="800" /></a><p id="caption-attachment-285" class="wp-caption-text">La rilegatura del libro</p></div>
<p>E così l&#8217;inverno è trascorso tra telai, rilegature, cesti, pseudo-miniature, stampe, aghi e filo e tanti, inaspettatamente davvero tanti bambini che si sono lasciati guidare e spesso mi hanno indicato come: fedelissimi sempre presenti, coppie di fratelli o addirittura terzetti che entravano chiedendo &#8220;oggi che si fa?&#8221;, bimbe timide all&#8217;apparenza che si rivelavano accorte lavoratrici, avventori occasionali pronti ad immergersi in situazioni nuove o al contrario timorosi e diffidenti, gruppi di amici che aumentavano di volta in volta&#8230;una comunità senz&#8217;altro variopinta.</p>
<div id="attachment_286" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/tessitore1mod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-286" loading="lazy" class="size-full wp-image-286" alt="Alle prese col telaio" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/tessitore1mod.jpg" width="600" height="800" /></a><p id="caption-attachment-286" class="wp-caption-text">Alia alle prese col telaio</p></div>
<p>Un&#8217;occasione unica per sperimentare, fare, osservare, grazie anche all&#8217;appoggio di Cettina e alla sua partecipazione attiva, nonché all&#8217;accoglienza del loro Bosco Magico, un posto realmente a misura di bambino dove sentirsi a casa!</p>
<p>Ecco alcuni ricordi delle nostre attività.</p>
<div id="attachment_287" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/miniatura1mod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-287" loading="lazy" class="size-full wp-image-287" alt="Sull'esempio della miniatura..." src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/miniatura1mod.jpg" width="800" height="600" /></a><p id="caption-attachment-287" class="wp-caption-text">Sull&#8217;esempio della miniatura&#8230;</p></div>
<div id="attachment_288" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/miniaturamod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-288" loading="lazy" class="size-full wp-image-288" alt="La scelta dei materiali" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/miniaturamod.jpg" width="800" height="600" /></a><p id="caption-attachment-288" class="wp-caption-text">La scelta dei materiali</p></div>
<div id="attachment_289" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/sarto2mod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-289" loading="lazy" class="size-full wp-image-289" alt="La civetta cucita a mano" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/sarto2mod.jpg" width="600" height="800" /></a><p id="caption-attachment-289" class="wp-caption-text">La civetta cucita a mano</p></div>
<div id="attachment_290" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/sartomod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-290" loading="lazy" class="size-full wp-image-290" alt="Partiamo dal cartamodello" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/sartomod.jpg" width="800" height="600" /></a><p id="caption-attachment-290" class="wp-caption-text">Partiamo dal cartamodello</p></div>
<div id="attachment_292" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/tessitoremod.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-292" loading="lazy" class="size-full wp-image-292" alt="La pazienza di Emma-Penelope" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/05/tessitoremod.jpg" width="600" height="800" /></a><p id="caption-attachment-292" class="wp-caption-text">La pazienza di Emma-Penelope</p></div>
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