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	<title>scuola &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Storia dell&#8217;arte a scuola: come e perche&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 14:40:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La storia dell'arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale. In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell'arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">La storia dell&#8217;arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale&nbsp;</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell&#8217;arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3195" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg" alt="" width="800" height="495" data-id="3195" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-300x186.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-768x475.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Tu hai studiato storia dell&#8217;arte a scuola? Intendo dire: avevi almeno un&#8217;ora di storia dell&#8217;arte alle superiori? E soprattutto: la facevate?<br />
Ti faccio questa domanda perché spesso accadeva <em>ai miei tempi</em> che l&#8217;ora di storia dell&#8217;arte fosse una specie di ricreazione, tipo quella di religione, e se oggi in molte scuole l&#8217;insegnamento della storia dell&#8217;arte non esiste proprio più, di fatto anche in passato si correva il rischio di non studiarla granché.</p>
<p>E perché mai insegnarla? In <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-bambini/">un mio vecchio post</a> ho già tentato di darti qualche spunto sul perché avvicinare i bambini all&#8217;arte e ti ho suggerito qualche idea pratica per farlo. Ora torno sull&#8217;argomento perché non è solo in famiglia che i bambini possono iniziare ad apprezzare l&#8217;arte, ma anche e soprattutto a scuola.&nbsp;</p>
<h3>Arte e storia dell&#8217;arte. Hai mai pensato alla differenza?</h3>
<p>Forse dovrei più propriamente parlare di <strong>storia dell&#8217;arte</strong> e non semplicemente arte perché mi riferisco a quella prodotta nel tempo dall&#8217;uomo, dall&#8217;antichità ai giorni nostri, più che a quella che realizziamo noi stessi con le nostre mani.<br />
Molto spesso i due aspetti si sovrappongono, come nel caso dell&#8217;insegnamento alle scuole medie, dove le ore di <em>Arte e immagine</em> (che una volta si chiamava <em>Educazione artistica</em>) sono dedicate da un lato all&#8217;apprendimento di tecniche e saperi pratici, dall&#8217;altro all&#8217;avvicinamento alle opere e ai protagonisti della storia dell&#8217;arte.<br />
È&nbsp;giusto così: l&#8217;esercizio e l&#8217;esperienza portano a una maggiore consapevolezza; è fondamentale incoraggiare l&#8217;espressione artistica di bambini e ragazzi, sperimentando tecniche e materiali&nbsp;diversi, ma credo imprescindibile partire dalla conoscenza di quel che è stato prodotto in tanti secoli di storia.<br />
Come fanno e comunicano in maniera brillante e coinvolgente alcuni insegnanti che da anni curano siti di approfondimento sul web, per esempio <a href="http://arteascuola.com/it/">Arte a scuola</a> e <a href="http://www.didatticarte.it/">Didatticarte</a>. Li conosci?</p>
<h3>La potenza delle immagini: osservazione ed educazione al bello</h3>
<p>Mantenere un giusto equilibrio tra la pratica e la teoria ─ così mi sembra di poter sintetizzare ─ credo proprio sia piuttosto difficile, soprattutto nelle poche ore dedicate a questo insegnamento.&nbsp;<br />
Ti faccio un esempio raccontandoti come è andata per me, ai tempi della scuola: al liceo non era previsto alcun risvolto pratico, almeno negli ultimi tre anni, e la mia eccentrica ma appassionata insegnante di storia dell&#8217;arte ha saputo trasmettere a me e ai miei compagni tutto il fascino di tanti secoli di storia dell&#8217;arte (con me è stata molto efficace: dalla storia dell&#8217;arte non mi sono allontanata più!); alle scuole medie ricordo invece molte ore passate ad arrotolare salsicciotti di ceramica e disegnare robe improbabili, poi saltuariamente e all&#8217;improvviso ecco l&#8217;angoscia delle verifiche su cose come <em>Il Romanico </em>o<em> Il Rinascimento</em> che non ricordo mi siano mai stati illustrati realmente.<br />
Mi chiedo se talvolta rifugiarsi nelle attività manuali penalizzando l&#8217;esercizio di osservazione e racconto possa essere considerata una piccola scorciatoia (è una reale domanda, tutt&#8217;altro che retorica).</p>
<p>Ma in un momento di eccesso di immagini, di qualunque genere, che bombardano la nostra quotidianità e quella dei nostri bambini, non credi sia fondamentale una <strong>vera</strong> educazione all&#8217;immagine? Cioè:</p>
<blockquote>
<p>insegnami ad osservare e a riconoscere la bellezza di quel che mi circonda, saprò coltivare il mio senso estetico e apprezzare, conoscere e salvaguardare il patrimonio che mi appartiene.</p>
</blockquote>
<h3>Educazione al patrimonio, non solo storia dell&#8217;arte</h3>
<p>E così voglio lanciarti una provocazione: se alla scuola materna e alle elementari le ore dedicate alle famigerate <em>Arte e immagine</em> si traducono in un lavoro di ritaglio di uova preconfezionate rosa e azzurre o a una felice rielaborazione di una danza di Matisse o una composizione di&nbsp;Kandinsky, mi sai dire chi si deve occupare di <strong>educazione all&#8217;immagine</strong>? Chi insegnerà ai bambini ad osservare, chi li accompagnerà a riconoscere la bellezza nelle immagini che osservano e a conoscere il patrimonio che li circonda?</p>
<p>Sono tanti gli insegnanti che si prendono cura di fare tutto questo, lo so e ho il piacere di conoscerli ed apprezzarli. Tu ne hai fatto esperienza?</p>
<p>Ma mi è capitato di recente, dopo un intero anno in una scuola elementare e da quando hanno iniziato a circolare i miei&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/">Racconti d&#8217;Arte</a>, di parlare con una mamma entusiasta e affascinata dalla scoperta di tanta bellezza nel proprio territorio che non conosceva: &#8220;non abbiamo la percezione di quello che ci circonda&#8221;. Mi ha detto.</p>
<p>Queste parole continuano a risuonarmi da allora e mi dico: forse oggi manca una reale educazione al patrimonio, resta affidata a chi si occupa dell&#8217;istruzione dei nostri figli, ma è lasciata alla sensibilità e alla conoscenza personali, senza un disegno programmatico.</p>
<p>E questo porta irrimediabilmente a quello a cui stiamo progressivamente assistendo: perdona il pensiero serio e severo, ma trovo necessario prendere posizione e denunciare in prima persona l&#8217;incuria, la trascuratezza, l&#8217;abbandono che vivono o rischiano molti nostri monumenti, piccoli musei, meraviglie che &#8220;tutto il mondo ci invidia&#8221; ma che noi spesso non siamo in grado di apprezzare semplicemente perché non li conosciamo.</p>
<h3>La mia proposta per le scuole</h3>
<p>Queste considerazioni mi hanno guidato nell&#8217;elaborazione di una proposta per le scuole, che ben si adatta anche ad altri tipi di realtà come associazioni, ludoteche e biblioteche nell&#8217;ambito di una programmazione di un certo respiro, che trovi nella sezione del mio sito dedicata ai <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Cicli di laboratori di storia dell&#8217;arte</a>.<br />
Cosa propongo dunque? La mia idea è portare l&#8217;arte nelle scuole, non certo sostituendomi agli insegnanti offrendo alternative alla loro programmazione, ma, per esempio, mostrando la facciata della pieve di Vicopisano a bambini che vivono lì o nei dintorni e accompagnandoli alla scoperta delle sue forme e delle sue particolarità che la accomunano ad altre chiese analoghe. I bambini si lasciano affascinare se si usano le parole adatte e si coinvolgono con racconti su misura.<br />
Un modo accattivante e allettante è associare poi l&#8217;osservazione ─&nbsp;ancora meglio se diretta, è possibile farlo! ─&nbsp;a un&#8217;attività di tipo pratico ma non prettamente <em>artistica</em>, bensì di sperimentazione, scoperta ed espressione attraverso l&#8217;uso di materiali semplici e comuni come forbici e carta. Questo permette in genere di fissare l&#8217;esperienza e farne più facilmente tesoro.</p>
<p>Dove sperimentato fino ad oggi, questo tipo di formula mi ha dato così tante soddisfazioni che sono qui a proporla a quante più scuole o realtà diverse siano curiose di provarla, per dare nel mio piccolo un contributo all&#8217;<strong>educazione al patrimonio</strong>.</p>
<p>Conoscere è apprezzare, preservare, valorizzare. Ne abbiamo davvero bisogno!</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è l&#8217;interno del Camposanto Monumentale di Pisa ed è stata scattata da <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/">Bernd Thaller</a>,&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>, trovi il file originale <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/16813099494/in/photolist-rBHwHL-25VxhnC-FJ7HrK-Qr3a2Q-br9Z2-w2WKrR-6yTsF7-6nApVm-pq54y7-oAzrz9-4WAmhF-6nTThH-joBeV2-4yCHmu-Q1ZKCA-4cr9Hg-6mMcZe-tqpjE-s9Vgua-Cg1dX-xLhuX-wocEzC-8dnfio-AcvSwR-gR43BB-xwGPN-CUDZLY-3i51hd-4AkJ2n-KP46ja-8W81xR-QKY6Mt-5xZtwv-6fPPor-9q9dNd-96tnoz-6CvmE-rLDZcq-8CtT4d-HqJfhh-6pHCWu-9xG9RU-4AkKdK-4WwKeP-jD5jcT-5xXrwP-MuostH-5JoPD2-qV4xGR-dd1wTF">su Flickr</a>.</span></p>
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		<title>&#8220;Solitudo violata&#8221;. Un&#8217;emozione anche per bambini</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 19:44:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 27 giugno scorso è stata inaugurata alla Certosa di Calci (PI) una mostra dal titolo impegnativo &#8220;Solitudo Violata&#8221;. La<a href="https://lapiccolagerbera.it/solitudo-violata-unemozione-anche-per-bambini/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1698" style="width: 803px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Locandina-mostra.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1698" loading="lazy" data-id="1698"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Locandina-mostra.jpg" alt="L&#039;ingresso alla mostra con la locandina" width="793" height="800" class="size-full wp-image-1698" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Locandina-mostra.jpg 793w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Locandina-mostra-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Locandina-mostra-297x300.jpg 297w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /></a><p id="caption-attachment-1698" class="wp-caption-text">L&#8217;ingresso alla mostra con la locandina</p></div>Il 27 giugno scorso è stata inaugurata alla Certosa di Calci (PI) una mostra dal titolo impegnativo <em>&#8220;Solitudo Violata&#8221;. La Certosa di Calci nella Grande Guerra</em>. Per mesi avevo visto aggirarsi per i corridoi <a href="http://unimap.unipi.it/cercapersone/dettaglio.php?ri=2145" target="_blank">Antonella Gioli</a>, ricercatrice del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell&#8217;Università di Pisa, e i suoi collaboratori, spesso armati di telecamere e microfoni, e mi ero chiesta più volte cosa sarebbe mai sortito da questo ambizioso progetto di cui non sapevo davvero nulla.</p>
<p><div id="attachment_1704" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-al-lavoro.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1704" loading="lazy" data-id="1705"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-al-lavoro.jpg" alt="Mostra al lavoro" width="600" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-1705" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-al-lavoro.jpg 600w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-al-lavoro-300x180.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-al-lavoro-250x150.jpg 250w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-1704" class="wp-caption-text">La dottoressa Gioli con una collaboratrice al lavoro &#8211; © Sara Bruni via Twitter</p></div>Poi la mostra è stata aperta e tutto ha iniziato a chiarirsi. E a diventare sempre più affascinante, soprattutto dopo aver partecipato a una guida condotta dalla dottoressa Gioli che mi ha svelato dettagli, chiarito dubbi e fornito notizie inaspettate. Tuttavia alla richiesta: &#8220;Potresti pensare a un <strong>percorso didattico</strong> per i bambini accompagnati dalle famiglie o dalle scuole?&#8221; confesso che mi sono sentita spiazzata.<strong> Come coinvolgere i bambini in un argomento così delicato e impegnativo?</strong><br />
L&#8217;entusiasmo di Antonella Gioli mi ha però spronato a fare un piccolo sforzo e il suo interesse e coinvolgimento per le storie dei singoli personaggi raccontati dalla mostra mi hanno dato la chiave per trovare una strada.</p>
<p><div id="attachment_1701" style="width: 575px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Jack.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1701" loading="lazy" data-id="1701"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Jack.jpg" alt="Il più amato dei personaggi legati alla mostra: Jack Bosio - Raccolta Maria Francesca e Tita Bosio" width="565" height="800" class="size-full wp-image-1701" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Jack.jpg 565w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Jack-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 565px) 100vw, 565px" /></a><p id="caption-attachment-1701" class="wp-caption-text">Il più amato dei personaggi legati alla mostra: Jack Bosio &#8211; Raccolta Maria Francesca e Tita Bosio</p></div>I numerosi bambini che da anni accompagno attraverso gli ambienti della Certosa rimangono stupiti e impressionati da una cosa in particolare: sì certo, la grandiosità degli spazi e del monumento li colpisce enormemente, ma è soprattutto il racconto della <strong>vita che conducevano i monaci</strong> a conquistarli, stupendoli per le loro abitudini e incuriosendoli per una quotidianità così diversa dalla nostra. Dunque perché non appassionarli allo stesso modo al tema della mostra? </p>
<blockquote>
<p>Raccontare <strong>storiE </strong>è il modo più semplice per conquistare i bambini e invogliarli a seguirti nella <strong>storiA</strong>.</p>
</blockquote>
<p>Questa è una delle mie scoperte di questi anni di didattica con i bambini. Che mi ha portato a selezionare alcuni personaggi di gran curiosità e interesse per farmi <em>seguire </em>nella storia della Certosa durante la Prima Guerra Mondiale. E così ho preso confidenza con gli ormai famosi <strong>Jack</strong>, <strong>Margherita </strong>e <strong>Josef</strong>, ospiti del tutto inattesi in Certosa: il primo soldato italiano nei mesi in cui il monastero si è trasformato in <strong>caserma</strong>; la seconda, insieme a Gina e Lina, le note sorelle Bossalino, all&#8217;epoca della trasformazione in <strong>ospedale </strong>per soldati italiani; il terzo nel tempo più drammatico e doloroso per la nostra Certosa, quello dell&#8217;<strong>ospedale-prigionia</strong> per soldati austro-ungarici gravemente feriti o malati.</p>
<p><div id="attachment_1702" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Soldati-malati-Certosa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1702" loading="lazy" data-id="1702"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Soldati-malati-Certosa.jpg" alt="Le sorelle Bossalino con i soldati feriti in Certosa - Raccolta Adriana Bacci" width="800" height="476" class="size-full wp-image-1702" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Soldati-malati-Certosa.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Soldati-malati-Certosa-300x179.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Soldati-malati-Certosa-250x150.jpg 250w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1702" class="wp-caption-text">Le sorelle Bossalino con i soldati feriti in Certosa &#8211; Raccolta Adriana Bacci</p></div>Suonerà sicuramente strano raccontarlo, ma ho accompagnato attraverso gli ambienti della Certosa bambini che di prima guerra mondiale non sapevano nulla o quasi, incuriositi e frementi di scoprire qualcosa di più su Jack e la sua <strong>mamma Mabel</strong>, su Margherita e sulla <strong>foto scattata durante la giornata di festa</strong> per i soldati malati, su Josef, autore di una <strong>poesia struggente e malinconica</strong> che ha intristito e impressionato tutti. Che dire poi del nostro viaggio indietro nel tempo, compiuto ogni volta che abbiamo varcato la soglia della mostra?</p>
<p><div id="attachment_1696" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-solitudo-violata-ingresso.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1696" loading="lazy" data-id="1696"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-solitudo-violata-ingresso.jpg" alt="La soglia della mostra - il nostro viaggio nel tempo © Stefano Puzzuoli" width="800" height="529" class="size-full wp-image-1696" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-solitudo-violata-ingresso.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Mostra-solitudo-violata-ingresso-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1696" class="wp-caption-text">La soglia della mostra &#8211; il nostro viaggio nel tempo © Stefano Puzzuoli</p></div>Un&#8217;autentica magia le installazioni multimediali che ci hanno trasportato in un&#8217;altra dimensione, distante e suggestiva, che ha sbigottito tutti, compresi i più gradassi che non credevano nel <strong>viaggio nel tempo</strong>!<br />
Mentre le vetrine ricche di documenti e foto d&#8217;epoca, che mi chiedevo come avrei potuto far apprezzare a questi giovani uomini e donne avvezzi a ben altri mezzi e supporti, sono state letteralmente prese d&#8217;assalto: ma come sono piccole queste foto in bianco e nero! Guarda come scrivevano precisi&#8230;sei sicura che sia scritto a mano??? Lì c&#8217;è il nome del nostro compagno di classe (che emozione per i bimbi calcesani ritrovarsi in questo pezzo di storia).<br />
Insomma, <strong>un&#8217;autentica sorpresa</strong>, anche per me che mi sono affacciata a questo esperimento piuttosto intimorita e perplessa.</p>
<p><div id="attachment_1697" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Giochi-di-ombre.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1697" loading="lazy" data-id="1697"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/11/Giochi-di-ombre.jpg" alt="Giochi di ombre di fronte alla cella del prigioniero © Stefano Puzzuoli" width="533" height="800" class="size-full wp-image-1697" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Giochi-di-ombre.jpg 533w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/11/Giochi-di-ombre-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a><p id="caption-attachment-1697" class="wp-caption-text">Giochi di ombre di fronte alla cella del prigioniero © Stefano Puzzuoli</p></div>E dunque? Perché racconto questo? Perché in questo blog raccolgo le mie esperienze di <strong>didattica</strong>, spesso riferendole in modo divertente per invogliare chi mi legge a lasciarsi coinvolgere, talvolta invece semplicemente per riflettere e confrontarmi con chi si interessa agli stessi temi. Ecco cosa mi ha conquistato di questa esperienza: la capacità e anzi <strong>il desiderio di tutti i bambini di lasciarsi coinvolgere e appassionare a qualunque cosa meriti la loro attenzione</strong>. Non credo ai commenti sospirati di chi rassegnato esclama &#8220;Ah questi bimbi, non si interessano più a nulla, pensano solo agli schermi e ai giochini&#8221; ecc. ecc. Sta a noi trovare gli strumenti, ascoltandoli e portandoli <em>di qua</em>, dove siamo noi, per lasciarci arricchire dal loro punto di vista e dal loro <strong>sguardo inesorabile e sincero</strong>.</p>
<p>Per chi ancora non ha avuto occasione di visitare la mostra il tempo è agli sgoccioli: l&#8217;ultimo giorno disponibile grazie alla proroga è il 4 novembre (la mostra è gratuita!).<br />
Per le scuole che vorranno riviverne la magia è invece possibile grazie a due percorsi che resteranno attivi fino alla fine dell&#8217;anno scolastico: <a href="http://www.didatticaincertosa.it/scuola-primaria/" target="_blank">Jack, Margherita e Josef. Ospiti inattesi in Certosa</a> e <a href="http://www.didatticaincertosa.it/scuola-secondaria-di-primo-grado/" target="_blank">La Certosa di Calci e la Grande Guerra</a>. Varrà la pena provare?</p>
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		<title>La Certosa di Calci per le scuole: un nuovo anno insieme!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 14:05:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci siamo arrivati anche quest&#8217;anno: la scuola sta per iniziare e io ho passato un&#8217;altra estate tra progetti didattici, cartoncini<a href="https://lapiccolagerbera.it/la-certosa-di-calci-per-le-scuole-un-nuovo-anno-insieme/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo arrivati anche quest&#8217;anno: la scuola sta per iniziare e io ho passato un&#8217;altra estate tra progetti didattici, cartoncini colorati, idee da raffinare, siti web da implementare, brochure da completare&#8230;ma alla fine sembra proprio tutto pronto!<br />
E quindi possiamo fare un bell&#8217;annuncio ufficiale per una giornata davvero importante per noi:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>martedì 22 settembre alle ore 16.00</strong></p>
<p>ospitiamo gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (ebbene sì, quest&#8217;anno ci lanciamo anche con le superiori!) per un pomeriggio di presentazione dell&#8217;offerta didattica 2015-2016.</p>
<p>Che cosa accadrà esattamente quel giorno? Siccome non abbiamo mai fatto una vera presentazione ufficiale e siccome questo è già il quarto anno di attività didattica in Certosa, è proprio giunto il momento di raccontare a tutti gli interessati che cosa facciamo per le scuole e con le scuole, c&#8217;è ancora qualcuno che non ci è mai venuto a trovare e soprattutto abbiamo tante novità da illustrare!<br />
<div id="attachment_675" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/wp-content/uploads/2015/08/fantastiche-geometrie.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-675" loading="lazy" src="http://lapiccolagerbera.altervista.org/wp-content/uploads/2015/08/fantastiche-geometrie.jpg" alt="Tra le novità di quest&#039;anno: fantastiche geometrie" width="800" height="600" class="size-full wp-image-675" /></a><p id="caption-attachment-675" class="wp-caption-text">Tra le novità di quest&#8217;anno: fantastiche geometrie</p></div><br />
E così visiteremo insieme la Certosa (compresa la sacrestia con la Bibbia di Calci e la Biblioteca, abitualmente non aperte al pubblico) passando in rassegna i diversi tipi di attività della programmazione didattica, mostreremo le attività laboratoriali e ci soffermeremo sulla mostra <em>“Solitudo Violata”. La Certosa di Calci nella Grande Guerra</em>, a cui abbiamo legato un nuovo percorso per la scuola primaria e uno per la scuola secondaria.</p>
<p>In più, per invogliare tutti gli insegnanti che forse i primi giorni di scuola gradiscono particolari attenzioni, abbiamo previsto <strong>una speciale promozione per tutti i partecipanti</strong> (qui mi sento un po&#8217; una navigata venditrice): ogni insegnante avrà a disposizione un buono sconto per la prenotazione di due classi, ogni due classi partecipanti, la seconda è scontata del 50%. E siccome &#8220;mi voglio rovinare&#8221; per i primi 10 iscritti alla giornata di presentazione, il buono sconto è raddoppiato: ogni due classi, la seconda non paga! Un vero affare non credete? :-)</p>
<p>Per partecipare è sufficiente comunicare la propria adesione alla Segreteria didattica dei Servizi Educativi a partire dal <span style="text-decoration: underline;">giorno 7 settembre</span> ed entro il <span style="text-decoration: underline;">18 settembre</span>, telefonando al numero 391-1300926 (dal lunedì al venerdì h. 9-13) o scrivendo un’email a didatticaincertosa@gmail.com o via fax al numero 050 38 69 053.<br />
<div id="attachment_685" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-685" loading="lazy" data-id="1517"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg" alt="La copertina della brochure di quest&#039;anno" width="480" height="679" class="size-full wp-image-1517" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa.jpg 480w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-brochure-certosa-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><p id="caption-attachment-685" class="wp-caption-text">La copertina della brochure di quest&#8217;anno</p></div><br />
Di seguito vi riporto il programma della giornata e soprattutto vi aspetto, diffondete la notizia tra tutti gli insegnanti che pensate possano essere interessati: ci saranno anche alcune sorprese non annunciate. E ora? Credo mi concederò un po&#8217; di vacanza&#8230;ci vediamo in Certosa il 22!</p>
<h6><strong>Programma dell&#8217;incontro di presentazione dell&#8217;offerta didattica 2015-2016</strong></h6>
<p><strong>&#8211; h. 16.00</strong> Accoglienza e registrazione partecipanti.<br />
<strong>&#8211; h. 16.15</strong> Breve presentazione delle principali novità della programmazione 2015-2016 (presso il Refettorio).<br />
<strong>&#8211; h. 16.45</strong> Visita della Certosa con contestuale illustrazione delle peculiarità di ogni percorso. In particolare visiteremo:<br />
– la chiesa per <em>La Vita in Certosa al tempo dei monaci</em>;<br />
– le cappelle per <em>Fantastiche geometrie</em>;<br />
– la sacrestia per <em>Biblia Picta</em>;<br />
– la Foresteria granducale per <em>Ospiti a sorpresa</em> e <em>A caccia di animali</em>;<br />
– il piano terra per <em>Jack, Margherita e Josef</em> e <em>La Certosa e la Grande e Guerra</em>, con contestuale breve visita della mostra, guidata dalla co-curatrice <a href="http://lavitadelleopere.com/il-volume/" target="_blank">Antonella Gioli</a>;<br />
– la biblioteca e l&#8217;archivio per <em>La storia tra le carte</em> e <em>La fantastica avventura della stampa</em>, con la partecipazione della bibliotecaria e co-curatrice dei percorsi Emanuela Garibaldi;<br />
– la farmacia per <em>Monaci spezieri</em> e <em>Le erbe dei monaci</em>.<br />
<strong>&#8211; h. 18.15</strong> Illustrazione dei laboratori pratici e creativi dell&#8217;offerta didattica:<br />
– <em>Fantastiche geometrie</em><br />
– <em>Biblia Picta</em><br />
– <em>La fantastica avventura della stampa</em><br />
– <em>Monaci spezieri</em><br />
– <em>Le erbe dei monaci</em>.<br />
<strong>&#8211; h. 18.45</strong> Saluti finali e momento conviviale con un dono per i convenuti: un piccolo presente dell&#8217;<a href="http://www.alberodellerose.it/" target="_blank">Albero delle Rose &#8211; Erboristeria e Parafarmacia di Calci</a>.</p>
<p>Vi aspetto, non scordate di <a href="http://www.didatticaincertosa.it/contatti/">prenotarvi</a>!</p>
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		<title>La Bibbia di Calci: un tesoro di miniatura!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 16:07:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da qualche tempo, un po' sottovoce, si è cominciato a parlare della famosa Bibbia di Calci. Si dice: è tornata in Certosa, hanno scritto un libro, non è più al Museo di San Matteo di Pisa, è visibile, non è visibile...
Secondo me è giunto il momento di fare un po' di chiarezza! Cosa è e perché è così famosa? Qual è la novità che fa sì se ne parli tanto ultimamente?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo, un po&#8217; sottovoce, si è cominciato a parlare della famosa Bibbia di Calci. Si dice: è tornata in Certosa, hanno scritto un libro, non è più al Museo di San Matteo di Pisa, è visibile, non è visibile&#8230;<br />
Secondo me è giunto il momento di fare un po&#8217; di chiarezza! Cosa è e perché è così famosa? Qual è la novità che fa sì se ne parli tanto ultimamente?</p>
<p><div id="attachment_420" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-420" loading="lazy" class="size-full wp-image-420" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1.jpg" alt="I quattro volumi della Bibbia di Calci" width="800" height="412" /></a><p id="caption-attachment-420" class="wp-caption-text">I quattro volumi della Bibbia di Calci</p></div>Cominciamo col dire che la Bibbia è un grande libro, anzi un libro gigante, tant&#8217;è vero che è una delle cosiddette Bibbie Atlantiche; è divisa in quattro tomi, cioè quattro volumi, ed è interamente manoscritta, ossia scritta a mano! Perché nel 1168, quando cominciarono a scriverla e decorarla, non era ancora stata inventata la stampa e i libri venivano trascritti con pazienza e precisione a mano. Questo avveniva abitualmente negli <em>scriptoria</em>, luoghi predisposti all&#8217;attività di copiatura da parte degli amanuensi, vicino a importanti chiese o all&#8217;interno di monasteri. Perché non erano in tanti a saper leggere all&#8217;epoca &#8211; e tanto meno a scrivere &#8211; e chi meglio di un monaco poteva dedicare il proprio tempo a questa lunga e impegnativa attività che comprendeva molte e difficili fasi?</p>
<p><div id="attachment_421" style="width: 611px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/H.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-421" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/H.jpg" alt="Iniziale H" width="601" height="800" class="size-full wp-image-421" /></a><p id="caption-attachment-421" class="wp-caption-text">Iniziale H</p></div>Ah! Ecco dunque perché si parla di ritorno della Bibbia in Certosa: l&#8217;hanno fatta i monaci certosini e ora è stata restituita dal Museo di San Matteo!<br />
Se pensate di aver capito questo siete decisamente fuori strada&#8230;<br />
La Certosa di Calci è stata fondata nel 1366, ben due secoli dopo la realizzazione della Bibbia&#8230;dunque qualcosa non torna (e lo dicevo io che c&#8217;era bisogno di fare chiarezza!).<br />
A realizzarla sono stati lo <em>scriptor</em> Alberto da Volterra, lo <em>scriptor de licteris maioribus</em> Adalberto e il <em>magister</em> Viviano (i loro nomi sono riportati in fondo all&#8217;ultimo volume) e lo hanno fatto per un monastero benedettino che si trovava a Pisa, intitolato a San Vito. Nel 1373 papa Gregorio XI decise di chiuderlo, trasferendo tutti i suoi beni a quello della Gorgona, proprio sull&#8217;isola! E che c&#8217;entra l&#8217;isola con la Certosa di Calci?! Chi è stato a visitare la Certosa avrà forse notato che nella cella del monaco è conservato uno stranissimo dipinto che raffigura l&#8217;isola della Gorgona e i monaci che arrivano su un modernissimo vaporetto (è come quando ci travestiamo da Robin Hood e scordiamo di toglierci l&#8217;orologio): lo stesso papa infatti assegnò il monastero della Gorgona ai monaci certosini, che nel 1425 lo unirono alla Certosa di Calci, ereditando tutti i suoi beni, compresa &#8211; indovinate un po&#8217;? &#8211; proprio la Bibbia gigante. </p>
<p><div id="attachment_426" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/gorgona.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-426" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/gorgona.jpg" alt="L&#039;arrivo dei monaci certosini sull&#039;isola della Gorgona" width="800" height="598" class="size-full wp-image-426" /></a><p id="caption-attachment-426" class="wp-caption-text">L&#8217;arrivo dei monaci certosini sull&#8217;isola della Gorgona</p></div><br />
E a Calci è rimasta da allora fino al 1970, quando i monaci hanno lasciato la nostra Certosa e la bibbia è stata depositata temporaneamente al Museo Nazionale di San Matteo.</p>
<p><div id="attachment_425" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/T.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-425" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/T.jpg" alt="Iniziale T" width="800" height="713" class="size-full wp-image-425" /></a><p id="caption-attachment-425" class="wp-caption-text">Iniziale T</p></div>Ecco dunque la grande novità: da ottobre scorso è stata nuovamente trasferita al Museo della Certosa di Calci, dove presto sarà visibile nella bellissima cornice della sacrestia, ed è stato pubblicato un interessante libro che racconta questi e moltissimi altri dettagli insieme a tante immagini delle iniziali miniate.</p>
<p><div id="attachment_422" style="width: 525px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/I.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-422" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/I.jpg" alt="Iniziale I" width="515" height="800" class="size-full wp-image-422" /></a><p id="caption-attachment-422" class="wp-caption-text">Iniziale I</p></div>Perché questa è una delle particolarità che rendono la Bibbia tanto famosa e preziosa: i capilettera, cioè le iniziali di alcune parole. Che non sono semplicemente scritte più grandi, ma sono decorate con figure vegetali, geometriche, umane, animali e soprattutto sono coloratissime! Lupi che mordono lepri alla fine di una I, leoni impauriti morsi da draghi che si aggrappano al gambetto di una Q, teste d&#8217;uomo dalle orecchie a punta ai piedi di una P, un giovane che sorregge la traversa di una T e addirittura uno <em>scriptor </em>al lavoro dentro una variegata H&#8230;davvero ce n&#8217;è per tutti i gusti!</p>
<p><div id="attachment_424" style="width: 457px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/Q.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-424" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/Q.jpg" alt="Iniziale Q" width="447" height="800" class="size-full wp-image-424" /></a><p id="caption-attachment-424" class="wp-caption-text">Iniziale Q</p></div>Così, anche se non è stata realizzata da un monaco certosino a Calci, la Certosa era ormai la sua casa e noi siamo davvero felici che ci sia tornata. Per questo abbiamo anche pensato a un percorso didattico per i ragazzi delle scuole dedicato proprio a lei, a voi non resta che venire a sperimentarlo: <a href="http://www.didatticaincertosa.it/secondaria/" target="_blank">Biblia Picta</a> vi aspetta!</p>
<p><div id="attachment_423" style="width: 293px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/P.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-423" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/P.jpg" alt="Iniziale T" width="283" height="800" class="size-full wp-image-423" /></a><p id="caption-attachment-423" class="wp-caption-text">Iniziale T</p></div>Giovedì 27 novembre alle 17.30 il volume a cura della direttrice Severina Russo <em>La Bibbia di Calci. Un capolavoro della miniatura romanica in Italia</em> sarà presentato presso il Dipartimento di Storia delle Arti dell&#8217;Università di Pisa.</p>
<div id="attachment_427" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1393685_845378548815881_5447863188775746182_n.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-427" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/1393685_845378548815881_5447863188775746182_n.jpg" alt="La presentazione del libro giovedì 27 novembre" width="800" height="383" class="size-full wp-image-427" /></a><p id="caption-attachment-427" class="wp-caption-text">La presentazione del libro giovedì 27 novembre</p></div>
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		<title>Mario Lodi, maestro di vita</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 14:30:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri pomeriggio a Pisa si è svolto un incontro per ricordare la figura di Mario Lodi a cura del Movimento<a href="https://lapiccolagerbera.it/mario-lodi-maestro-vita/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio a Pisa si è svolto un incontro per ricordare la figura di Mario Lodi a cura del <a href="http://mcepisa.noblogs.org/" target="_blank">Movimento di Cooperazione Educativa di Pisa</a>.<br />
Imbattutami per caso nella notizia grazie a preziose mailing list, ho pensato che valesse la pena andare a dare un&#8217;occhiata per almeno due buoni motivi:<br />
1. rinfrescarmi la memoria sull&#8217;azione e sulla vita del grande maestro scomparso da così poco tempo, imparando certamente qualcosa di nuovo;<br />
2. rincuorarmi nel constatare che a Pisa c&#8217;è chi organizza iniziative del genere, vedendo quindi di persona i bei volti di chi vi partecipa!</p>
<p><div id="attachment_395" style="width: 754px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/evento.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-395" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/evento.jpg" alt="L&#039;appuntamento al Teatro Lux di Pisa" width="744" height="294" class="size-full wp-image-395" /></a><p id="caption-attachment-395" class="wp-caption-text">L&#8217;appuntamento al Teatro Lux di Pisa</p></div>E infatti l&#8217;incontro aveva l&#8217;evocativo titolo <em>C&#8217;è speranza se questo accade&#8230;a Pisa</em>, che gioca  con l&#8217;originale <strong>C&#8217;è speranza se questo accade al Vho</strong>: Vho è il paese nel comune di Piadena dove il maestro ha insegnato a partire dal 1956 e la frase è il titolo del <em>diario di scuola</em> pubblicato nel 1963, che raccoglie le riflessioni su un nuovo modo di farla inaugurato da Mario Lodi, che vede l&#8217;esperienza dei bambini al centro del processo di insegnamento-apprendimento.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/embed/sPnm6TrutrY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La proiezione di brani del film di Vittorio De Seta <em><a href="http://www.raiscuola.rai.it/articoli/mario-lodi-un-metodo-di-insegnamento/5463/default.aspx" target="_blank">Diario di un maestro</a></em> e di altre più recenti interviste a Mario Lodi è stata intervallata alla lettura di alcune significative pagine dei suoi libri, grazie alla voce di fieri ed emozionati insegnanti (e all&#8217;ausilio di una poco collaborativa tecnologia, che però non ci ha abbandonati!).</p>
<p>Ecco, ricordare o scoprire le parole di Mario Lodi, che da giovane maestro si fa saggio nonno nell&#8217;arco di pochi minuti con immutato calore negli occhi, è stato un raggio di luce in un pisano pomeriggio freddo e umido. E mi ha riportato alla memoria la prima esperienza diretta che ne ho fatto&#8230;qualche annetto fa, quando la maestra della mia scuola di Massa ci accompagnò nella lettura di un entusiasmante <strong>Cipì</strong>, letto in classe, meditato a casa, vissuto nella quotidianità che regalò emozioni uniche a tutta la classe, come il ritrovamento di un passerotto caduto dal nido che accudimmo per giorni, elettrizzati e increduli di fronte al miracolo della natura, o l&#8217;ingresso improvviso di uno spaventato uccellino dalle finestre spalancate della nostra aula. Mi sono sempre chiesta se quegli avvenimenti straordinari &#8211; così furono realmente e così li percepimmo noi bambini &#8211; sarebbero accaduti senza la lettura delle avventure di quel famoso uccellino.</p>
<p><div id="attachment_396" style="width: 442px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/cipì.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-396" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/cipì.jpg" alt="Cipì" width="432" height="600" class="size-full wp-image-396" /></a><p id="caption-attachment-396" class="wp-caption-text">Cipì</p></div><br />
Da qui la mia riflessione di oggi, ex-scolara cresciuta (che fortuna!) con Cipì: se nel dopoguerra che ha vissuto Mario Lodi era rivoluzionario ambire a una scuola più <em>democratica</em>, a partire dalla pratica quotidiana del confronto tra maestro e bambini, così come vivere la scuola come <em>impegno interessato</em> (e non come semplice gioco &#8211; parola che Lodi definisce ambigua) per suscitare un autentico coinvolgimento, quest&#8217;oggi quella scuola pensata, sperimentata e costruita dal maestro di Piadena temo sia ben lontana dall&#8217;esistere&#8230;se non in isolati e sporadici casi imputabili spesso a singoli insegnanti particolarmente sensibili, preparati e illuminati, come la mia personale esperienza mi suggerisce (sarei felice di essere contraddetta!).</p>
<p><div id="attachment_397" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/download.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-397" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/11/download.jpg" alt="Mario Lodi con i suoi alunni" width="800" height="683" class="size-full wp-image-397" /></a><p id="caption-attachment-397" class="wp-caption-text">Mario Lodi con i suoi alunni</p></div>Sapere infatti che esistono insegnanti che ancora combattono contro il concetto di voto, considerato un&#8217;astrazione da Lodi stesso, che riflettono sull&#8217;inutilità della punizione fine a se stessa (&#8220;nessun bambino è mai stato recuperato tramite la punizione&#8221; diceva ancora Lodi), che si ingegnano per svicolare dalla trappola dell&#8217;identificazione di uno scolaro con un operaio di fabbrica, imbrigliato nel meccanismo spiegazione-verifica-voto, non può che essere rincuorante. E sono felice di conoscere di persona alcuni di questi insegnanti.<br />
Ma la domanda è: può bastare?</p>
<p>Per chi volesse approfondire la figura di Mario Lodi, in rete si trovano moltissime informazioni, segnalo tra tutti il suo sito <a href="http://www.casadelleartiedelgioco.it/" target="_blank">www.casadelleartiedelgioco.it</a>.</p>
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