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	<title>arte &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Bambine, bambini e musei: suggerimenti per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 00:41:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Visitare i musei con i propri figli è possibile? Qual è l'età giusta per iniziare? Torno sull'argomento per fornire qualche spunto pratico a chi ha voglia di frequentare musei con i più piccoli ma non sa bene da dove iniziare o come proseguire.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Visitare i musei con i propri figli è possibile? Qual è l&#8217;età giusta per cominciare?<br />
Ecco alcuni spunti per chi ha voglia di frequentare musei con i più piccoli ma non sa bene da dove iniziare. O come proseguire</h3>
<div id="attachment_3870" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3870" loading="lazy" class="wp-image-3870 size-full" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri.jpg" alt="in visita a palazzo reale di torino" width="960" height="720" data-id="3870" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri.jpg 960w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2021/06/Palazzo-Reale-Torino-foto-Valentina-Rivieri-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><p id="caption-attachment-3870" class="wp-caption-text">In visita a Palazzo Reale &#8211; Torino &#8211; Foto di Valentina Rivieri*</p></div>
<p>Visiti abitualmente musei d&#8217;arte e mostre temporanee o avresti voglia di iniziare a farlo con tuo figlio o tua figlia?<br />
Se pensi che qualche indicazione da parte di chi si occupa di <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/didattica-al-museo/" target="_blank" rel="noopener">didattica museale</a> da tanto tempo e porta il proprio bimbo nei musei possa esserti utile (sto parlando di me!), queste poche righe potrebbero fare al caso tuo.</p>
<p>Ho già scritto sull&#8217;argomento diversi anni fa, puoi trovare qui <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/al-museo-col-mio-bambino-ma-come/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;articolo di blog</a> con consigli ancora utili e validi che intendo semplicemente integrare. Nel frattempo però ho maturato altre considerazioni e riflessioni. Anche perché ho iniziato a sperimentare in prima persona come mamma quei consigli: confermo che sono interessanti!</p>
<p>E poi c&#8217;è stata e c&#8217;è ancora una pandemia che ha costretto i musei alla chiusura per tantissimo tempo. Abbiamo una gran voglia di andare a visitarli.</p>
<h3>A che età iniziare?</h3>
<p>Questa è senz&#8217;altro la domanda più ricorrente che mi sono sentita fare. La mia risposta è: non esiste un&#8217;età universalmente giusta e soprattutto non è detto che si debba <em>iniziare</em>. Se sei un&#8217;abituale frequentatrice di musei, per esempio, immagino che non avrai smesso di farlo col pancione, col bebè e probabilmente neanche negli anni successivi (stessa cosa vale se hai accompagnato un pancione). Dunque non c&#8217;è stato un momento giusto per cominciare, semplicemente non hai mai smesso. Ma certamente qualcosa è cambiato nel tuo modo di visitare un museo e su questo punto torno tra un attimo.</p>
<p>Se invece la tua frequentazione dei musei è sempre stata sporadica, è possibile che ti stia ponendo il problema di quando iniziare. E soprattutto: come fare?</p>
<p>Anche in questo caso la mia risposta è sfumata, ma decisa: inizia quando lo desideri, quando hai l&#8217;occasione di visitare un museo che interessa in primo luogo te. Saprai trasmettere questo interesse, così come capita per tutte le altre tue passioni. Vediamo come.</p>
<h3>Poche ma buone</h3>
<p>Credo che uno dei timori più grandi per un genitore sia immaginare di entrare in un museo e ritrovarsi a trascinare il proprio figlio svogliato e disinteressato per le sale. Se è piccolo &#8220;magari poi dà anche noia agli altri visitatori, magari i custodi ci rimproverano&#8221;. La bambina ha iniziato a lamentarsi o il bambino più grandicello a dire &#8220;mi annoio, voglio andare via, quando andiamo via?&#8221; e tu non hai potuto goderti proprio quell&#8217;opera che desideravi vedere. Quanta frustrazione!</p>
<p>Ecco, la mia prima indicazione serve proprio a evitare questo: <strong>scegli poche opere ma buone</strong>, così se inizierà il momento noia o il momento lagna, poco male, avrete comunque raggiunto il vostro obiettivo. Soprattutto avrete passato qualche prezioso attimo, o un più lungo tempo, piacevole e nutriente per l&#8217;anima.</p>
<p>Cosa significa scegliere poche opere ma buone? Per esempio, se vai in un museo che già conosci o su cui hai potuto leggere sufficienti informazioni (questo ti suggerisco di farlo sempre: fatti un&#8217;idea per quanto vaga di come è e cosa c&#8217;è dentro), saprai che le opere che più ti incuriosiscono si trovano nella tal sala o al determinato piano. Bene, se possibile comincia da quelle e tutto il resto verrà dopo, se e come potrete.</p>
<h3>La mia esperienza diretta: un aneddoto</h3>
<p>Esperienza vissuta: quando il mio bimbo aveva tre anni siamo stati a Recanati e io&nbsp;<em>dovevo</em> vedere il <a href="https://www.google.com/search?q=polittico+di+recanati&amp;sxsrf=ALeKk016j7NMrI5hobQrXmrrOVjNwV4z0w:1624958654171&amp;tbm=isch&amp;source=iu&amp;ictx=1&amp;fir=T-8qa7xH2VsBmM%252CLTGVDRxvVqrz-M%252C%252Fm%252F0gwzfcs&amp;vet=1&amp;usg=AI4_-kS9k8B0caIKgDp4_czchHVYaekr2g&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwi4kuzawrzxAhU9hP0HHTnnCi4Q_B16BAgjEAE#imgrc=T-8qa7xH2VsBmM" target="_blank" rel="noopener">Polittico</a> di Lorenzo Lotto e la sua aneddotica <a href="https://www.google.com/search?q=annunciazione+lorenzo+lotto&amp;tbm=isch&amp;ved=2ahUKEwj68-fcwrzxAhXO16QKHUvRDrgQ2-cCegQIABAA&amp;oq=annunciazione+loren&amp;gs_lcp=CgNpbWcQARgAMgIIADICCAAyAggAMgYIABAFEB4yBggAEAUQHjIGCAAQCBAeMgYIABAIEB4yBggAEAgQHjIGCAAQCBAeMgYIABAIEB46BAgjECc6BAgAEEM6BQgAELEDOggIABCxAxCDAToHCAAQsQMQQ1DeiwJY9qICYNOrAmgAcAB4AIABmgGIAe8NkgEEMTUuNJgBAKABAaoBC2d3cy13aXotaW1nwAEB&amp;sclient=img&amp;ei=wubaYPqKEc6vkwXLorvACw" target="_blank" rel="noopener">Annunciazione</a>&nbsp;al Museo Civico.<br />
Il viaggio è iniziato a casa, quando tra libri e smartphone ho mostrato le immagini e le ho osservate insieme a lui. Abbiamo notato particolari e ci siamo fatti domande, senza dare troppe risposte. Quando siamo arrivati al museo siamo corsi dritti dritti alla sala di Lorenzo Lotto, eccitati a più non posso: a quel punto il mio bimbo era lui stesso estremamente incuriosito di vedere dal vivo il gattino dell&#8217;Annunciazione e scoprire l&#8217;incanto dei colori <em>veri</em>.&nbsp;</p>
<p>Com&#8217;è andata?</p>
<p>Abbiamo osservato con ammirazione i due dipinti, ho raccontato la storia di quel che stava accadendo e poi, magia, siamo rimasti insieme ad ascoltare la guida che in quel momento dava spiegazioni al gruppo di adulti nella stessa sala: siamo sembrati due extraterrestri!&nbsp;</p>
<p>Te lo racconto non per dirti che io sono stata brava o mio figlio prodigioso, piuttosto per considerare insieme a te che sono davvero sufficienti piccolissimi accorgimenti per far funzionare una visita.&nbsp;<strong>Appassionarsi a un&#8217;opera prima di vederla è senz&#8217;altro una via intelligente e semplice</strong> e correre da lei la mossa vincente.<br />
Sì perché poi dopo quella sala non sono riuscita a vedere altro del museo!<br />
Ma quei momenti sono stati preziosi. Da sola forse non avrei passato tutto quel tempo davanti a un solo &#8211; bellissimo &#8211; dipinto. Inoltre il mio bimbo aveva tre anni, avrei potuto pretendere altro? Non sarebbe stato intelligente farlo e lo avevo messo in conto. In questo modo ho evitato la frustrazione di essere stata in un museo e <em>non averlo visitato tutto</em> (questa è una &#8220;patologia&#8221; molto strana per quanto ricorrente: se ne soffri ti consiglio di liberartene almeno finché ti muoverai con un bambino, sarai più felice e ti godrai il godibile).</p>
<h3>Qualche diversivo</h3>
<p>Si può solo osservare e parlare al museo?<br />
Mi vengono in mente almeno altre tre cose che si possono fare in quasi tutti i musei: giocare, disegnare, fotografare (questo effettivamente non è detto ed è meglio chiedere o informarsi prima).&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Giocare</strong>? Non a rincorrersi ma, per esempio, a trovare qualche dettaglio particolare: facciamo a chi trova più nasi/ animali/ fiori viola, oppure cerchiamo tutte le sfumature di rosso e diamo loro un nome (rosso ciliegia, rosso tramonto, rosso coccinella, rosso vino); possiamo anche sfidare i nostri bimbi a trovare un dettaglio che abbiamo stampato in anticipo o abbiamo salvato sullo smartphone, se c&#8217;è stata l&#8217;occasione; giocare a riprodurre le pose di un personaggio di un quadro o di una statua; improvvisare un dialogo tra i personaggi che osserviamo, immaginando cosa pensano o cosa dicono (&#8220;Oh mamma, perché sei così triste?&#8221; &#8220;Mio piccolo Gesù, stamani mi sono svegliata con il mal di pancia&#8221;).</li>
<li><strong>Disegnare</strong> è il modo più efficace in assoluto per osservare qualcosa: arte, natura, un volto. Sei d&#8217;accordo? Potete farlo insieme, in un momento che sarà anche di riposo durante la visita. Oppure puoi lasciarlo fare a tua figlia o tuo figlio mentre tu osservi in silenzio o mentre racconti quello che vedi. Sarà un momento intenso. Chiedi al personale del museo se ci sono posti per sedersi e disegnare o se potete sedere a terra.</li>
<li><strong>Fotografare</strong> può essere molto utile per scegliere le opere che preferite e immortalarle, ma prova a suggerire ai tuoi figli qualche personalizzazione. Per esempio inquadrare una porzione del museo, un insieme di opere e non solo una, per creare una composizione del tutto personale; oppure scegliere un particolare e metterlo a fuoco, dando una spiegazione per la scelta, come utile esercizio di selezione e sviluppo del proprio senso critico.</li>
</ol>
<h3>Una sola raccomandazione</h3>
<p>Mi permetto infine di raccomandarti una cosa: se tua figlia, grande o piccola, a un certo punto non ce la fa più e vuole uscire, <strong>non insistere</strong>. O meglio, spingiti fin dove sai di poterlo fare prima di arrivare al punto di non ritorno, cioè laddove fastidio, noia o addirittura rabbia prendono il sopravvento.&nbsp;</p>
<p>Prendi una bambina che in un museo ha vissuto una gradevole esperienza iniziale, ma poi ha chiesto di terminarla. Anziché essere assecondata, è stata trattenuta perché il genitore voleva assolutamente vedere l&#8217;ultima sala. Se in quel mentre è prevalso il senso di costrizione, trappola e pena, è molto probabile che quella bambina conserverà un brutto ricordo dell&#8217;occasione. Il rischio di associare il museo a un luogo respingente e sgradevole, assolutamente da evitare, è molto alto. Vuoi correrlo?</p>
<p>Attenzione, questo spesso non dipende solo da noi genitori. <strong>Sono in primo luogo i musei che attraverso l&#8217;allestimento e il personale scelgono di essere accoglienti o inospitali, inclusivi o esclusivi</strong>, ma è certo che noi possiamo fare molto per correggere il tiro.</p>
<p>Credo che varrà la pena tornare sull&#8217;argomento, soprattutto su quest&#8217;ultimo punto, c&#8217;è molto da considerare. Ti interessa?</p>
<hr>
<p>*Ringrazio Valentina Rivieri e sua figlia per l&#8217;incantevole foto di copertina</p>
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		<title>Arte e cultura in vacanza</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 19:10:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Anche in vacanza &#8211; che sia di mare, di montagna o di altro genere &#8211; ti piace non rinunciare alla cultura? Ecco qualche suggerimento per coinvolgere i tuoi figli e assicurarti la vacanza che desideri.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3657" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg" alt="" width="800" height="416" data-id="3657" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza-300x156.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/06/vernazza-768x399.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Finalmente estate e tempo di vacanze! Forse non subito o forse invece hai già iniziato a rallentare, resta il fatto che prima o poi, se hai almeno un bimbo a casa, uno stop durante l&#8217;estate credo proprio che te lo concederai. E se non sei tipo da giornate intere in spiaggia senza mai tirare il fiato o non hai una passione sfrenata per la montagna senza alternative (ma anche per questi casi ho qualcosa da suggerire), è probabile che tu ti stia attrezzando per coinvolgere i tuoi figli in più o meno elaborate occasioni culturali.</p>
<p>La vuoi qualche idea in più? Io provo a dartela.</p>
<p>N.B. Non sto parlando di quella vacanza organizzata appositamente per visitare la cattedrale di Otranto tra una spiaggia bianca e una scogliera, o il MART di Rovereto tra un&#8217;escursione e l&#8217;altra in montagna, ma di quella vacanza di totale relax che hai prenotato pensando prima di tutto ai tuoi bambini e al tuo riposo (ehm, esiste questo tipo di vacanza?!), senza verificare che nei dintorni ci fosse qualcosa di&nbsp;<em>culturale</em>&nbsp;da visitare. Dammi retta: c&#8217;è.</p>
<h3>Tesori nascosti al mare o in montagna (o a casa tua)</h3>
<p>Il punto è questo: non importa dove sarete, se in spiaggia oppure in montagna o ancora in campagna, resta il fatto che lì intorno a voi, proprio in quel piccolo borgo di mare o in quell&#8217;amena cittadina sul lago o in quel paesino arroccato sulle Alpi c&#8217;è sicuramente qualcosa da scoprire!<br />
Un castello, una piccola chiesa, un palazzo signorile, un museo inconsueto: prima di partire informati bene su cosa potrete trovare, con la stessa cura che metti nel cercare l&#8217;alloggio migliore o il ristorante tipico.&nbsp;È probabile che scoverai qualche luogo particolare che merita tutta la vostra attenzione, forse semplicemente una piazza o un incrocio di vie che hanno qualcosa da raccontare.</p>
<p>In questo modo dopo una giornata intera sotto l&#8217;ombrellone o dopo un&#8217;appagante escursione montana, sarà un gustoso diversivo perdersi tra i vicoli del borgo di mare o godersi il fresco nella chiesina del paese o ancora scoprire la storia che si nasconde dietro il monumento in piazza, o entusiasmarsi nel museo di turno.</p>
<p>Se poi non hai modo di partire per una vera e propria vacanza, io non mi scoraggerei: spesso anche a casa propria, o a poca distanza, si nascondono tesori di cui non siamo consapevoli e l&#8217;estate, con le lunghe giornate da riempire e il caldo a cui scampare, può essere l&#8217;occasione giusta per scoprirli. Un esempio banale che mi riguarda in prima persona: abito vicino a Cascina, in provincia di Pisa, e da molto so che nella chiesa di San Benedetto è conservato un paliotto in alabastro del Trecento proveniente dall&#8217;Inghilterra (si tratta di una scultura con personaggi che parla un linguaggio spiccatamente medievale), eppure non mi sono mai organizzata per andare a vederlo. Ecco un perfetto proposito per un pomeriggio o una mattina d&#8217;estate! L&#8217;importante è informarmi bene prima, per conoscere gli orari di apertura della chiesa, dove almeno per il tempo della visita potrò godermi un po&#8217; di fresco con il mio bimbo (e poi farlo sfogare al parco vicinissimo).</p>
<h3>Prima della partenza: come informarsi</h3>
<p>Va da sé che il primo modo per informarsi sulle destinazioni delle nostre vacanze è contattare i canali ufficiali: i consorzi e le vecchie aziende di promozione turistica, i punti informazione, i comuni stessi, ecc. Basta una semplice telefonata oppure una banale ricerca su internet per rintracciare i siti istituzionali dove trovare indicazioni aggiornate (verifica sempre che lo siano davvero) ed eventuali programmi di eventi estivi.<br />
Ormai tutte le località turistiche, e non solo, organizzano un calendario di attività per la stagione: puoi controllare se ne esistono di apposite per i bambini o le famiglie e se tra queste ce n&#8217;è qualcuna che può soddisfare il tuo desiderio d&#8217;arte e cultura. A volte anche una gita in battello con tappa in qualche luogo interessante può essere un buon compromesso!&nbsp;</p>
<p>Non scordare che oltre ai programmi ufficiali potrai trovare anche altre occasioni organizzate da realtà diverse, associazioni o liberi professionisti. Per esempio potrebbero esserci guide turistiche&nbsp;<em>family friendly</em> che organizzano tour giocosi per la famiglia (un po&#8217; come <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/visite-guidate/famiglie/" target="_blank" rel="noopener">faccio io</a>): se non trovi attività a calendario puoi informarti per un eventuale tour su misura. Ricordati sempre di verificare che si tratti di guide turistiche abilitate, cioè che siano in possesso del regolare patentino che viene rilasciato solo dopo aver superato esami specifici.</p>
<p>Se poi nei dintorni c&#8217;è un museo, molto probabilmente troverai anche attività apposite per i bambini oppure materiale didattico adatto ad essere utilizzato dalla famiglia per una visita a misura di bambino, chiedi sempre!</p>
<h3>Altri canali per reperire informazioni&nbsp;</h3>
<p>Una volta le indicazioni più interessanti su luoghi particolari da visitare si trovavano grazie al passaparola e in realtà ancora oggi è così, solo che questo signor <em>Passaparola&nbsp;</em>si&nbsp;è decisamente insuperbito, amplificato da tutti i forum che si trovano su internet, dai gruppi Facebook o dai portali di recensioni.</p>
<p>Sai che esistono gruppi Facebook in cui i genitori si danno consigli proprio sulle vacanze? Io conosco <a href="https://www.facebook.com/groups/Its4Kids/" target="_blank" rel="noopener">questo</a>, dove le persone chiedono e trovano suggerimenti più o meno specifici. C&#8217;è la possibilità di leggere i consigli già dati ad altri oppure formulare la propria particolare richiesta e vedere se qualcuno sa rispondere; spesso alcune informazioni &#8211; sembra strano che accada ma è così &#8211; non si trovano su internet o sulle brochure turistiche e solo tramite esperienza diretta si può venire a conoscenza di quella tale associazione che ogni venerdì pomeriggio accompagna i bambini in visita al palazzo Tal dei tali appositamente aperto per l&#8217;occasione.&nbsp;<br />
Non ti fidi delle opinioni altrui e delle recensioni? Fai bene! :) Io penso però che si possa imparare a farne buon uso e se ci si sofferma sui soli dati oggettivi e non sulle sensazioni o i gusti personali (che grazie al cielo sono tutti diversi), possiamo trarre moltissimi dati utili.</p>
<h3>Soluzioni fai da te</h3>
<p>Se non trovi attività organizzate adatte al tuo caso puoi senz&#8217;altro darti da fare e ideare qualche strategia per concederti una passeggiata in paese con sosta nel Museo del profumo o un&#8217;escursione nella vicina villa rinascimentale o ancora una visita nella pieve di campagna.<br />
Come?</p>
<p>Ovviamente dipende dall&#8217;età dei tuoi figli e da quanto già sono abituati a queste occasioni, ma la prima regola è senz&#8217;altro non crearsi aspettative troppo alte che rischierebbero di caricare di tensione il momento della visita e deludere profondamente tutti quanti.<br />
In secondo luogo informati prima (attraverso tutti i canali che abbiamo visto) su cosa potrai trovare: la casa-museo dell&#8217;intellettuale famoso, un tratto di mura medievali, un dipinto barocco nella chiesa secondaria.<br />
Puoi consultare in primo luogo una guida cartacea della zona che visiterai (sai che puoi prenderle in prestito anche in biblioteca?), ma a volte può essere sufficiente la pagina di Wikipedia per scoprire qualche dettaglio interessante e soprattutto vedere immagini in anteprima.<br />
E non scordare i numerosi blog di viaggio! Ne esistono tanti formato famiglia, uno fra tutti <a href="https://www.piediniinviaggio.it/" target="_blank" rel="noopener">Piedini in viaggio</a>&nbsp;o i portali veri e propri come <a href="https://www.familygo.eu" target="_blank" rel="noopener">Familygo</a>, che oltre a dare consigli minuziosi possono essere fonte di curiosità e racconti utili da utilizzare. Come i miei <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/" target="_blank" rel="noopener">Racconti d&#8217;Arte</a>: tra quelli già scritti potresti trovarne qualcuno adatto.</p>
<p>A volte basta l&#8217;aneddoto giusto su cui costruire la propria storia per coinvolgere i bambini: &#8220;in piazza XX Settembre c&#8217;è un gradino che è noto come gradino del diavolo e ti spiego perché&#8230;&#8221;. Guardatelo in foto e prova a raccontare in anteprima la storia, caricandola di dettagli personali, se può essere utile, creando un po&#8217; di <em>suspence </em>e un reale desiderio di vederlo dal vivo per ascoltare un&#8217;altra volta la storia.&nbsp;Perché, per esperienza, quella delle storie è quasi sempre una carta vincente.</p>
<p>Puoi in alternativa inventare qualche gioco andando a caccia di colori, o di parole con l&#8217;iniziale giusta, come ti ho suggerito nel post su <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/citta-darte-con-i-bambini/" target="_blank" rel="noopener">come visitare una città d&#8217;arte con i bambini</a>, quei consigli valgono anche in questo caso.</p>
<h3>Infine: improvvisa!</h3>
<p>Se poi non hai avuto modo di informarti per tempo, non ti scoraggiare! Wikipedia e la rete sono sempre a portata di mano e soprattutto, davanti a un pannello informativo all&#8217;ingresso del palazzo storico in centro, àrmati di inventiva e comincia ad osservare insieme ai tuoi bambini tutto quello che potete: forme geometriche, forme strane, mascheroni, materiali comuni o materiali preziosi ecc. Ogni dettaglio che noterete può nascondere una storia da improvvisare insieme, magari a turno, aggiungendo particolari mentre gustate il vostro gelato.</p>
<p>Sarà un modo per abituarsi a guardarsi sempre intorno, osservare con attenzione e non sottovalutare le bellezze del nostro patrimonio culturale, per imparare col tempo a comprenderle, apprezzarle e da grandi, magari, a tutelarle meglio di quanto stiamo facendo oggi.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è una vista di Vernazza ed è stata scattata di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@2renkov?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Alexey Turenkov</a>&nbsp;via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/search/photos/vernazza?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a>.</p>
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		<title>Creativita&#8217; in primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all&#8217;aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3616" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg" alt="" width="800" height="533" data-id="3616" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Anche tu in primavera non perdi occasione per stare all&#8217;aria aperta? Farlo il più possibile, soprattutto con i bambini, è una buona pratica di cui il nostro corpo &#8211; e anche il nostro spirito &#8211; ci ringraziano.<br />
Avere qualche spunto per dedicarti con i tuoi figli alla creatività all&#8217;aria aperta può essere un pretesto in più? Bene!&nbsp;</p>
<p>Questo post è proprio dedicato a raccogliere qualche idea da sviluppare in autonomia: link e suggerimenti per laboratori creativi originali e a stretto contatto con la natura.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative all&#8217;aperto in Primavera</h3>
<ul>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: quante volte quando notiamo qualcosa che ci piace decidiamo subito di fotografarla per immortalarla? E quante volte invece <em>non</em> ci soffermiamo ad osservare dettagli e meraviglie che ci circondano?<br />
Un modo molto efficace per prestare maggiore attenzione a quel che sta intorno a noi, e in questo caso &#8211; visto che siamo all&#8217;aria aperta &#8211; alla natura, è provare a metterlo in cornice!<br />
<strong>Come si fa?</strong><br />
Prima di tutto si prende una cornice: puoi cercarne una in casa, di dimensioni ridotte (un A5, al massimo un A4), oppure potete farla insieme tu e il tuo bambino con del cartone o carta spessa (qualche strato di volantini dei supermercati andrà benissimo) e se avete voglia di decorarla potete colorarla e personalizzarla a vostro piacimento.&nbsp;<br />
La prossima volta che andate al parco o a fare una passeggiata in campagna o anche, perché no, in città, portate la cornice con voi e provate a usarla per inquadrare scene da lontano o meglio ancora particolari che notate da vicino. Potrà essere un dettaglio del prato oppure un elemento di arredo urbano, un punto preciso della bicicletta ecc. e fermatevi ad osservare, scegliendo bene l&#8217;inquadratura giusta per voi (orizzontale o verticale? più vicino o più lontano?).&nbsp;<br />
Potete proprio creare un rituale: andiamo in cerca di bellezza e mettiamo in cornice quello che cattura la nostra attenzione; mi fermo e lo inquadro con la mia cornice quando lo trovo, lo osservo, lo descrivo a voce alta (possiamo farlo a turno oppure ognuno dice quel che vede e nota) e gli do un titolo, come se fosse un quadro. Posso anche raccontare una storia ispirata da quel dettaglio.&nbsp;<br />
È un modo semplice per restituire valore ai dettagli che ci circondano e, ovviamente, aiuta tantissimo lo spirito di osservazione.&nbsp;<br />
<a href="https://www.instagram.com/p/Bwt3K1jFz40/" target="_blank" rel="noopener">Guarda</a> come lo utilizzano gli operatori di&nbsp;<a href="https://www.artebambini.it/" target="_blank" rel="noopener">Artebambini</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Collage floreali</strong>: per questo tipo di attività è necessario prima di tutto scegliere qualche foto, di famiglia o di ciascun membro da solo, e stamparla. Alla prima occasione facciamo una bella raccolta di fiori di campo e di elementi naturali: fiori interi, petali, sassolini, pezzetti di corteccia, piume di volatili, fili d&#8217;erba, foglie di diversa forma (l&#8217;ideale è raccogliere quel che troviamo a terra, senza spennare o sfogliare nessuno!) e raccogliamoli in una scatola o una piccola borsa a cui potremo assegnare un ruolo un po&#8217; magico, per esempio: <em>questa è la nostra scatola dei tesori della natura!</em><br />
Una volta a casa non resta che assemblare tutto quello che abbiamo raccolto componendolo insieme alle nostre foto con la tecnica del collage: possiamo trasformare papà in un pulcino riempiendolo di petali gialli oppure diamo la forma di un pinguino alla mamma con sassolini dei colori giusti. Fate delle prove e le idee nasceranno lì per lì.<br />
Se vi lasciate prendere la mano potete anche farvi foto appositamente per stamparle e poi ritoccarle in questo modo, sarà divertente! Fatti ispirare da <a href="https://petitandsmall.com/wp-content/uploads/2015/09/collage-natural-items-onto-photos-of-your-kids-to-make-them-crazy-costumes.jpg" target="_blank" rel="noopener">questa foto</a>&nbsp;del blog <a href="https://petitandsmall.com/easy-fun-diy-activities-do-kids/" target="_blank" rel="noopener">Petit &amp; Small</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Torte di fiori</strong>: se siete appassionati <em>manipolatori</em> questa idea può fare al caso vostro. Quando siamo all&#8217;aria aperta portiamo con noi la nostra scatola dei tesori della natura e facciamo una bella raccolta prestando attenzione a cercare più esemplari dello stesso elemento, per esempio almeno 4-5 fiori gialli, sassolini della stessa dimensione, aghi di pino, gusci di pinoli, frammenti di pigna ecc.&nbsp;<br />
Una volta a casa produciamo un po&#8217; di pasta modellabile (a me piace tantissimo <a href="https://www.greenme.it/abitare/accessori-e-decorazioni/29851-pasta-al-bicarbonato-ricetta" target="_blank" rel="noopener">questa ricetta</a>, per una pasta bianchissima e soffice, ma andrà bene qualsiasi tipo) e iniziamo a creare la nostra torta!&nbsp;<br />
Sulla base rotonda, magari a più ripiani, potremo applicare palline, finti biscotti con le formine, striscioline da crostata ecc. e poi procedere in libertà con gli elementi raccolti all&#8217;aperto come se foste dei veri <em>cake designer</em>!<br />
Ti lascio alcuni spunti sempre di Artebambini, per <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5vPnmloLq/" target="_blank" rel="noopener">soluzioni simmetriche</a> o <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5lnHOFHA7/" target="_blank" rel="noopener">più libere</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Nel prato</strong>: questo è un laboratorio ideato da Silvana Sperati, presidente dell&#8217;Associazione Bruno Munari, che trovi raccontato in modo perfetto da Simona Balmelli sul <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/05/nellerba.html" target="_blank" rel="noopener">suo blog</a>.<br />
Il punto di partenza è un giardino, possibilmente un prato spontaneo, pieno di erbe e fiori diversi che potremo divertirci a identificare e riconoscere: raccogliamo quante più tipologie differenti troviamo, solo dopo averle osservate attentamente sul posto e aver scelto le nostre preferite.<br />
Una volta a casa (ma se ci portiamo dietro il necessario possiamo lavorare tranquillamente all&#8217;aperto) facciamo una cosa davvero nuova: proviamo a ritrarre questi fiori e queste foglie!&nbsp;<br />
Hai mai pensato a quanto siamo abituati a disegnare i fiori e le foglie sempre nella stessa maniera? I petalini tutti uguali, le corolle belle tonde, le foglie lanceolate&#8230;ma la natura ci mostra che le variabili sono moltissime e per noi è sufficiente fermarci ad osservarle: quale modo migliore che non disegnandole? O meglio ancora usando direttamente il pennello (segui i suggerimenti di Simona Balmelli che è molto più competente di me in materia).<br />
Il mio semplice consiglio è di usare una striscia di carta per riprodurre la vastità di un prato; se non sai come procurartela puoi unire tanti A4 sul retro oppure dividere ogni A4 nel senso della lunghezza e creare così una striscia bassa e lunga.<br />
Esiste anche <a href="https://www.italiantoy.net/2017/product/flora-zu/" target="_blank" rel="noopener">un gioco di Italian Toy</a> che aiuta nell&#8217;osservazione e nel disegno dei fiori, sarà perfetto per i giorni di pioggia!</li>
</ul>
<p>Gli spunti potrebbero essere ancora molti, ti lascio questi come piccole tracce: l&#8217;improvvisazione e soprattutto la spontaneità del tuo bambino o della tua bambina saranno ulteriori stimoli per altre idee ed esperienze insieme.&nbsp;È sufficiente ricordarsi di incoraggiarle e non sottovalutarle, sono preziosi momenti di osservazione, creatività, ingegnosità e soprattutto condivisione.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di <a href="https://unsplash.com/@mvp" target="_blank" rel="noopener">mvp</a> via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/g4L4OL_KkeE" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p>
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		<title>Arte per bambini: arte per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[didattica dell'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Dagli album di figurine d'arte ai musei d'arte antica: ti dico cosa significa per me divulgare l'arte senza rischiare di banalizzarla.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dagli album di figurine d&#8217;arte ai musei d&#8217;arte antica: ti dico cosa significa per me divulgare l&#8217;arte senza rischiare di banalizzarla.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3552" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg" alt="" width="800" height="561" data-id="3552" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash-300x210.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/03/mathilde-merlin-1295867-unsplash-768x539.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ormai sono parecchi anni che lavoro con scuole e famiglie portando il mio progetto di divulgazione storico-artistica <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/" target="_blank" rel="noopener">tra i banchi delle classi</a>, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/uova-di-primavera/" target="_blank" rel="noopener">sui parquet delle sale prova delle associazioni di teatro</a>, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/lucca-per-famiglie-itinerari/" target="_blank" rel="noopener">per strada</a> o <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/didattica-al-museo/" target="_blank" rel="noopener">dentro ai musei</a>. Mi sono fatta un po&#8217; di esperienza e ad oggi mi sono fatta anche un&#8217;idea di come possiamo rapportarci all&#8217;arte quando non la conosciamo.</p>
<p>Parlo per gli adulti: i bambini solitamente non hanno pregiudizi e si confrontano con l&#8217;arte con schiettezza, pragmaticità e molta sana curiosità.</p>
<p>Gli adulti invece ne sono spesso impauriti. Anche quando c&#8217;è reale interesse e attrazione, càpita che prevalga il timore di non capire, non sapere, non potere. Capita anche a te?<br />
Quanto stupore e ammirazione, per esempio, davanti alla <em>Primavera</em> di Botticelli! Ma poi succede più o meno questo nella testa di chi osserva: &#8220;sì ma qual è la primavera? quella al centro o quella che sparge i fiori? e perché all&#8217;altra esce un tralcio di bocca? e poi quando è vissuto Botticelli? e dove si trova questo dipinto che non mi ricordo?&#8221;. E via dicendo verso un ipotetico infinito vortice di domande senza risposta.&nbsp;<br />
La reazione può essere un progressivo allontanamento dall&#8217;arte, un accantonamento a favore di altri interessi più a portata di mano.&nbsp;</p>
<p>Si tratta di scarsa perseveranza? Svogliatezza? Incapacità personale? Non direi proprio!</p>
<h3>E la colpa allora di chi è?</h3>
<p>Se è vero che l&#8217;arte del passato tocca tasti invisibili dentro di noi e parla spesso alla nostra parte più istintiva e genuina, è vero anche che c&#8217;è tutto un vasto contorno che non può essere affidato a sensazioni e istinto, ma presuppone una <em>conoscenza</em>. Cioè: se io guardo la benedetta <em>Primavera</em> può succedere che mi emozioni, che mi senta smuovere un sacco di sensazioni gradevoli e magari mi si inumidiscono addirittura gli occhi, ma non è che per una naturale reazione a catena saprò darmi poi le risposte alle domande che nascono spontanee. Dovrò leggerle da qualche parte, qualcuno dovrà darmele.</p>
<p>Chi?</p>
<p>Sulla carta sono gli <em>storici dell&#8217;arte</em> che, per definizione, studiano e diffondono la storia dell&#8217;arte, ma spesso accade che si dimentichino il secondo passaggio: studiano e bene, ma poi diffondono?&nbsp;<br />
Dagli anni dell&#8217;università ho imparato che non sempre è così, non è detto che chi studia sia poi in grado di condividere il proprio sapere con gli altri. O meglio lo fa per un pubblico di specialisti ed ecco che l&#8217;arte resta una materia per pochi (se vuoi tradurre con <em>snob</em> fallo pure, è così), che il vasto pubblico non sembra degno di meritare.&nbsp;</p>
<h3>Basterebbe divulgare</h3>
<p>Parlando di storici dell&#8217;arte forse ti verranno in mente personaggi arcinoti come Vittorio Sgarbi o Philippe Daverio, &#8220;facce da televisione&#8221;: il primo ha ormai ben poco a che fare con la storia dell&#8217;arte, il secondo è durato relativamente poco in TV, ma il suo&nbsp;<a href="http://www.passepartout.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-7dc86e82-937e-4fa9-baf9-6081623de32c.html?homepage" target="_blank" rel="noopener">Passpartout</a>&nbsp;è stato un appuntamento attesissimo delle mie domeniche e la cosa più vicina alla divulgazione storico-artistica che ho in mente, seppur un&#8217;infarinatura di storia dell&#8217;arte è necessario averla per comprenderlo.<br />
Questo vale anche per i raffinatissimi documentari affidati di recente a Tomaso Montanari su Rai5: Montanari è uno storico dell&#8217;arte davvero in gamba ed è in grado di raccontare con ricchezza le storie che si nascondono dietro i quadri, ma probabilmente non è per tutti (ed è normale così!).</p>
<p>E dunque cosa significa divulgare?</p>
<p>Il dizionario specifica &#8220;rendere noto a tutti o a molti&#8221; e &#8220;rendere accessibili a un più vasto pubblico, per mezzo di un’esposizione semplice e piana, nozioni scientifiche e tecniche&#8221;. Credo di non sbagliare dicendo che questo vale oggi anche per questioni non puramente scientifiche.</p>
<h3>La mia proposta di divulgazione</h3>
<p>In sostanza se oggi ancora risulta difficile accostarti alla storia dell&#8217;arte senza sentirti ignorante, manchevole o imbranato, non è detto che sia colpa tua, forse semplicemente difficile è trovare chi l&#8217;arte sappia raccontartela con semplicità e partendo <em>dall&#8217;inizio</em>.</p>
<p>Per questo non trovo nulla di condannabile in iniziative come quella recente di <a href="https://www.artonauti.it/" target="_blank" rel="noopener">Artonauti</a>, il primo album di figurine dell&#8217;arte pensato per i bambini, che sta riscuotendo molto successo. Me li immagino le mamme e i papà che assistono i loro bimbi nell&#8217;applicazione delle figurine e già che ci sono danno una sbirciatina a immagini, nomi e luoghi.<br />
Può essere semplicemente un primo spunto, una piccola scintilla per riaccendere l&#8217;interesse verso una materia magari poco frequentata.</p>
<p>E qui vengo al punto: sono proprio i bambini la chiave di tutto.&nbsp;</p>
<p>Se parlo chiaro ai bambini parlerò chiaro anche ai loro genitori, se mi farò comprendere dai piccoli mi comprenderanno anche i grandi.<br />
Questo è proprio quello che succede quando accompagno un gruppo di famiglie nell&#8217;osservazione di un&#8217;opera d&#8217;arte: mi rivolgo ai bambini ma gli adulti mi ascoltano, osservano e talvolta scoprono qualcosa di nuovo anche loro, comprendono aspetti tralasciati in altre occasioni, finalmente possono domandare senza imbarazzarsi troppo perché il contesto è protetto e alla portata di tutti.&nbsp;È come un piccolo seme gettato in un terreno che aspettava proprio questo.</p>
<p>Ci tengo infine a dire che parlare ai bambini non significa banalizzare, raccontare cose inesatte e inventare chissà quali storie. Significa piuttosto mettersi nei loro panni, anche fisicamente &#8211; perché osservare un&#8217;opera d&#8217;arte dal basso non è la stessa cosa che farlo dall&#8217;alto &#8211; e poi semplificare un racconto concentrandosi sull&#8217;essenziale, mettendo in luce poche e basilari priorità. Se questo è il punto di partenza sarà sempre possibile andare più in profondità e proseguire osservazione e spiegazione in base alla ricezione di chi ci sta ascoltando.</p>
<p>E tu cosa pensi? I bambini possono essere un canale privilegiato per una prima divulgazione anche agli adulti?</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/v0bka9HzFFw?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Mathilde Merlin</a>&nbsp;via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/search/photos/museum-kids?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a>.</p>
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		<title>Idee creative per un Natale ad arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 19:32:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative a tema natalizio con i tuoi bambini.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3414" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg" alt="" width="800" height="606" data-id="3414" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-300x227.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ci risiamo: arriva un&#8217;altra volta il Natale e tu ti ritrovi più o meno forzatamente alle prese con il <em>fai da te</em> a tema.<br />
Che tu sia la mamma o il papà che sfoglia tutorial e si appassiona al bricolage o al contrario se lo eviti più che volentieri, ti avviso che qui non troverai istruzioni per <em>lavoretti</em> natalizi o per realizzare segnaposti e neanche un bel centrotavola. Se mi conosci già lo immagini.</p>
<p>Ti offro semplicemente qualche spunto per realizzare attività creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate al Natale</h3>
<ul>
<li><strong>Un presepe di carta</strong>: forse in famiglia festeggiate il Natale tradizionale con tanto di presepe oppure al contrario la vostra festa è tutt&#8217;altro che religiosa. In ogni caso il 25 dicembre per tradizione si ricorda la nascita di un bambino. Ho letto di recente una <a href="http://bit.ly/2FXJ7V4" target="_blank" rel="noopener">riflessione sul rituale del presepe</a> che ha condiviso <a href="http://laurencelandais.wixsite.com/unadoulaxamica" target="_blank" rel="noopener">Laurence Landais la tata-doula</a> dalla pagina di un&#8217;associazione di Pisa: ho trovato una ragione che mi sembra più che sufficiente per assecondare il desiderio di realizzare un presepe in famiglia.<br />
Esistono infiniti spunti per costruire presepi divertenti e alternativi, voi lo fate? E come? Il mio suggerimento è di sperimentare la tecnica delle sculture di carta di <a href="https://shop.artebambini.it/sculture-di-carta?___SID=U" target="_blank" rel="noopener">Fuad Aziz</a>. Hai in mente quei manichini di carta che si facevano da bambini con tanto di vestiti da abbinare usando linguette di carta per fissarli? Non proprio quelli ma qualcosa di simile.<br />
Sfogliando l&#8217;<a href="https://artebambini.it/attivita-editoriale/novita/sculture-di-carta/">anteprima del libro</a> di Fuad Aziz puoi farti un&#8217;idea di come realizzare i manichini: serve del cartoncino robusto, colori di diverso genere, colla e tanto ingegno e fantasia per realizzare i diversi personaggi nelle pose che preferisci.&nbsp;<br />
La cosa divertente dei presepi è che possono essere non &#8220;statici&#8221; e puoi lasciare che i bambini ci giochino più e più volte creando storie tra i personaggi.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il museo del Natale</strong>: hai mai provato a riflettere su cosa è un museo? Il museo nasce come una raccolta ordinata di oggetti, i più disparati. Fermati a pensare con il tuo bambino quali musei avete visitato finora, se ne avete visitati, e provate a immaginare come potrebbe essere il museo del Natale, del vostro Natale.<br />
Che cosa potrebbe contenere? Una raccolta ordinata di alberi di diverso tipo, oppure di palle per l&#8217;albero (distinte per colore o per forma), o ancora dei segnaposto che avete usato per il pranzo negli ultimi anni (magari ne avete conservato qualche esemplare).&nbsp;Può anche essere un insieme di qualcosa di più immateriale, da rappresentare mediante disegni, per esempio: una raccolta di emozioni ricorrenti a Natale? O di canzoni?<br />
Una volta raccolta una certa quantità di oggetti potete dar loro un ordine e decidere dove riporli: in una scatola già confezionata, in una da realizzare insieme con la <a href="http://creareconlacarta.it/scatole-origami/" target="_blank" rel="noopener">tecnica dell&#8217;origami</a>, su un vassoio per lasciare che il museo venga <em>visitato&nbsp;</em>liberamente o dove altro vuoi tu.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>L&#8217;albero texturizzato</strong>: e se l&#8217;albero non fosse il tradizionale abete? Un paio di mesi fa ho scritto un <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/autunno-creativo/" target="_blank" rel="noopener">post con alcuni suggerimenti su attività autunnali</a> da svolgere con il tuo bambino e ho proposto di realizzare alberi di carta (la carta del pane) con la <em>regola</em> di Bruno Munari (in sintesi il ramo che segue sarà sempre più piccolo del ramo che lo precede).<br />
Questa volta puoi partire da un foglio di carta, possibilmente lungo, per esempio un A3 diviso a metà per il lungo o un foglio più grande o più piccolo a seconda del risultato che intendete ottenere, e iniziate a divertirvi con la tecnica del <em>frottage</em>. Te ne ho già parlato, è un modo per catturare la pelle delle cose strofinando con i colori a cera sopra il foglio appoggiato su superfici ruvide: si ottengono <em>texture</em> sorprendenti. Segui l&#8217;esempio di questo bellissimo&nbsp;<a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/05/fare-insieme-mani-grandi-e-mani-piccine.html" target="_blank" rel="noopener">post di Simona Balmelli</a>&nbsp;e se alla fine vuoi un risultato più natalizio, puoi realizzare a parte decorazioni con la stessa tecnica da fissare poi con la colla o la spillatrice ai rami dell&#8217;albero.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il tangram del Natale</strong>: conosci il tangram? È un antico gioco cinese a forma di quadrato contenente sette piccole figure geometriche colorate: scopo del gioco è&nbsp;formare&nbsp;sagome riconoscibili&nbsp;di oggetti, animali, persone ecc. usando tutte le piccole figure.<br />
La sfida nel nostro caso sarà realizzare immagini legate proprio al Natale: un albero, Babbo Natale, una renna, una stella cometa o qualsiasi cosa venga in mente a voi. Per realizzare un tangram potete usare carta colorata, carta o cartoncino bianchi che colorerete voi oppure carta di riviste, l&#8217;effetto è molto interessante se scegliete belle immagini. Puoi trovare facilmente in rete una traccia per le forme; sul <a href="http://www.didatticarte.it/Blog/?p=397" target="_blank" rel="noopener">blog di Emanuela Pulvirenti</a> trovi in più alcune riflessioni e sorprendenti esempi.</li>
</ul>
<p>Come ti sembrano queste idee? Mi farebbe davvero piacere se tu avessi voglia di raccontarmi o mostrarmi quali sono le vostre opere a tema e se provate alcuni di questi spunti sarebbe bellissimo vedere i risultati! Ma quel che più conta, ovviamente, è il momento in cui tu e il tuo bambino o la tua bambina lavorate insieme, senza preoccuparvi troppo dell&#8217;esito!</p>
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		<title>Autunno creativo tra boschi e casa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 19:24:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell'autunno e delle giornate ancora tiepide.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Qualche idea autunnale per continuare a stare all&#8217;aria aperta e rielaborare con creatività gli elementi della natura</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell&#8217;autunno e delle giornate ancora tiepide</h3>
<div id="attachment_3247" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3247" loading="lazy" class="size-full wp-image-3247" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg" alt="autunno di Giggia" width="800" height="800" data-id="3247" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-300x300.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-768x768.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-3247" class="wp-caption-text">L&#8217;autunno di Giggia &#8211; Foto e creazione di <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Silvia Battaglini</a>, che ringrazio moltissimo</p></div>
<p>Autunno: una stagione magica che personalmente ho imparato ad amare solo &#8220;da grande&#8221; ma che credo possa regalare momenti unici anche ai bambini, quando finalmente possono stare all&#8217;aperto senza paura di scottarsi o <em>liquefarsi</em> al sole e soprattutto possono insieme a noi godere di paesaggi e dettagli dai colori caldissimi e sorprendenti.</p>
<p>Capita anche a te di avere l&#8217;istinto di fotografare ogni albero rosso che incontri o la collina dalle molteplici sfumature o la singola foglia striata che sembra un&#8217;opera d&#8217;arte? Sì, in autunno ancor di più ho sempre l&#8217;impressione di ammirare quadri bellissimi, come se fossi in un museo a cielo aperto!</p>
<p>Questo tempo è dunque l&#8217;ideale per proporre ai nostri bimbi alcune attività creative perfette per l&#8217;autunno: perfette per il largo uso di elementi naturali tipici della stagione e perché mettono insieme la bellezza dello stare all&#8217;aperto e una successiva rielaborazione a casa, da abbinare a una merenda o all&#8217;ascolto della pioggia che batte sui vetri.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate all&#8217;autunno</h3>
<ul>
<li><strong>La pelle delle foglie</strong>: sì, in autunno la cosa più sorprendente delle foglie è il colore che varia dal giallo al rosso al marrone in un caleidoscopio di colori caldi che adoro. Ma l&#8217;autunno è anche l&#8217;occasione per maneggiare tanti tipi di foglie che si trovano a terra, senza bisogno di danneggiare le piante con strappi inutili.<br />
Provate a raccogliere tanti tipi di foglie di piante diverse o della stessa, e insieme osservatene i particolari: la <strong>forma</strong> (palmata, lanceolata, trifida; molto probabilmente il tuo bimbo ti stupirà perché a scuola spesso si insegnano questi termini che poi da grandi smettiamo di usare), il <strong>profilo</strong> (liscio, seghettato, smerlato), la <strong>superficie</strong>, cioè la <em>pelle</em> delle foglie con tutte le sue nervature. Selezionate le foglie che vi piacciono di più e portatele a casa. Attenzione: non devono essere troppo secche per questo tipo di attività, altrimenti si rompono.<br />
A questo punto prendete fogli bianchi e colori a cera a cui avrete tolto la pellicina di carta e cominciate a sperimentare il&nbsp;<em>frottage</em>: metti la foglia sul tavolo, coprila con il foglio e strofina sopra con un colore a cera tenendolo nel senso della lunghezza. Strofinate su tutta la superficie e verificate che piano piano emerga il disegno della <em>pelle</em> della foglia. Provate con foglie diverse e colori diversi, variando anche la pressione del colore e decidete poi che farne, se ritagliare il contorno delle foglie e conservare il nuovo esemplare colorato oppure utilizzare tutti i campioni di colore come <em>pattern</em> per un collage creativo, per creare cioè un&#8217;immagine a piacere.<br />
Trovi questo tipo di attività in <a href="http://www.italiantoyscuole.it/italiantoyscuole/il-banco-del-naturalista_educazioneambientale/">alcuni dei giochi didattici</a> di <strong>Italian Toy</strong> e puoi approfondire l&#8217;uso della tecnica del <em>frottage</em> leggendo <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/02/frottage-una-tecnica-dai-mille-usi.html">questa spiegazione</a> di Simona Balmelli, che ti consiglio di seguire sul blog (e se abiti al nord puoi anche andare a trovarla nella sua <a href="http://toctocbottega.blogspot.com/">nuova bottega Toc toc</a>).</li>
<p></br></p>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: se avete occasione di fare una scampagnata alla ricerca di castagne o anche semplicemente se hai un bel giardino o vi trovate al parco, approfittane per fare incetta di materiali i più vari: rametti secchi, foglie, piccoli sassi, muschio, ghiande, castagne, pigne, bacche e qualsiasi altra cosa possiate raccogliere. Non occorre strafare e riempire uno zaino, bastano pochissimi oggetti.&nbsp;<br />
Una volta a casa prendete un foglio, magari non troppo grande (una metà del foglio A4 classico andrà bene) e provate a metterci sopra uno o più oggetti raccolti: a cosa assomigliano? &#8220;Questa foglia sembra una nuvola in cielo e questo cappuccio di ghianda assomiglia a un cappello&#8221;. Prendi una matita e prova a completare l&#8217;insieme in base a quello che ti suggeriscono l&#8217;oggetto stesso e la fantasia, un po&#8217; come fa <strong>Silvia Battaglini</strong> con la sua <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Giggia</a>. Non la conosci? Rimedia subito! Lei è un&#8217;artista, non ti scoraggiare quindi se non riuscirete subito ad essere così poetici e soprattutto lascia che il tuo bimbo si sbizzarrisca e sperimenti in libertà, questo è il senso.</li>
<p></br></p>
<li><strong>Il catalogo dell&#8217;autunno</strong>: nel <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-creativita-all-aperto/">mio post sulle attività all&#8217;aperto</a> ti ho suggerito quest&#8217;estate l&#8217;idea del catalogo naturale. Vale assolutamente anche per la versione autunnale!&nbsp;<br />
Scegliete una tipologia di elementi naturali, per esempio le castagne, le ghiande, le foglie (le foglie!). Una sola tipologia mi raccomando e scegliete un criterio di ordinamento: per grandezza, per <em>cicciosità</em>, per colore, per tipo di superficie ecc. Già mi immagino un catalogo di foglie ordinate in base al colore: il trionfo dell&#8217;autunno!<br />
Questa è un&#8217;attività che può esaurirsi all&#8217;aperto, magari immortalando i cataloghi realizzati con uno scatto fotografico, oppure potete portare gli oggetti a casa e scegliere un luogo di conservazione adatto (provvisorio ovviamente!), come una scatola o un quaderno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3248" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg" alt="" width="500" height="309" data-id="3248" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg 500w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></li>
<p></br></p>
<li><strong>Alberi di carta</strong>: non so tu, ma io a casa ho tantissimi sacchetti di carta, di quelli marroncini usati di solito per il pane. Se sta piovendo da giorni e non hai fatto in tempo a raccogliere nulla all&#8217;aperto, puoi utilizzare uno di questi sacchetti per realizzare degli alberi autunnali, cioè senza foglie. Ritaglia a strisce non troppo sottili una metà del sacchetto e scegli se sperimentare una versione tridimensionale, <a href="https://pianetabambini.it/albero-autunnale-sacchetto-carta/">come questa</a>, oppure una a due dimensioni come quella della foto qui sopra. La parte lasciata intera sarà il tronco e le strisce saranno i rami: non dimenticare di seguire la regola di Bruno Munari sulla biforcazione dei rami! Se non la conosci puoi leggere una breve e chiara spiegazione su <a href="http://didatticadellarte.blogspot.com/2015/05/disegnare-un-albero.html">questo blog di didattica dell&#8217;arte</a>.&nbsp;<br />
Puoi sempre aggiungere qualche foglia, per esempio utilizzando i semi di zucca che avrai fatto seccare dopo l&#8217;ultima vellutata :) oppure quel che saprete inventare sul momento.</li>
<p></br></p>
<li><strong>L&#8217;arcobaleno dell&#8217;autunno</strong>: in effetti i colori sono la cosa che mi colpisce di più di questa stagione. Come ultima proposta ti suggerisco un&#8217;attività estremamente semplice, adatta anche ai più piccoli, che inizia ancora una volta con una bella raccolta di materiale nel bosco. Ne servirà non poco (abbi pazienza!) e fai attenzione a variare il più possibile i colori selezionati.<br />
Una volta a casa radunate tutti gli oggetti proprio in base al loro colore, per accostamento. Potete aiutarvi con dei fogli colorati sopra cui disporre gli elementi naturali in base alla vicinanza a quel colore: sarà sorprendente constatarne la varietà! Guarda che bell&#8217;effetto che fanno in <a href="https://www.pinterest.it/pin/160863017916002885/">questa foto</a>. Insieme potete infine discutere ogni particolare che avete notato, sarà un ottimo esercizio di osservazione e selezione.</li>
</ul>
<p>Forse mi dirai che insieme ai tuoi bambini hai già realizzato qualcuna di queste attività o altre sempre in tema autunnale. Ti va di mandarmi una foto? E se hai qualsiasi osservazione da fare sono qui, tutta orecchi!</p>
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		<title>Storia dell&#8217;arte a scuola: come e perche&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 14:40:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La storia dell'arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale. In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell'arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">La storia dell&#8217;arte nelle scuole oggi. Breve panoramica con riflessione e proposta finale&nbsp;</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post mi sbilancio e ti dico cosa penso della storia dell&#8217;arte a scuola. E ti propongo una soluzione in stile Piccola Gerbera</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3195" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg" alt="" width="800" height="495" data-id="3195" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-300x186.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/09/camposanto-arte-a-scuola-768x475.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Tu hai studiato storia dell&#8217;arte a scuola? Intendo dire: avevi almeno un&#8217;ora di storia dell&#8217;arte alle superiori? E soprattutto: la facevate?<br />
Ti faccio questa domanda perché spesso accadeva <em>ai miei tempi</em> che l&#8217;ora di storia dell&#8217;arte fosse una specie di ricreazione, tipo quella di religione, e se oggi in molte scuole l&#8217;insegnamento della storia dell&#8217;arte non esiste proprio più, di fatto anche in passato si correva il rischio di non studiarla granché.</p>
<p>E perché mai insegnarla? In <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-bambini/">un mio vecchio post</a> ho già tentato di darti qualche spunto sul perché avvicinare i bambini all&#8217;arte e ti ho suggerito qualche idea pratica per farlo. Ora torno sull&#8217;argomento perché non è solo in famiglia che i bambini possono iniziare ad apprezzare l&#8217;arte, ma anche e soprattutto a scuola.&nbsp;</p>
<h3>Arte e storia dell&#8217;arte. Hai mai pensato alla differenza?</h3>
<p>Forse dovrei più propriamente parlare di <strong>storia dell&#8217;arte</strong> e non semplicemente arte perché mi riferisco a quella prodotta nel tempo dall&#8217;uomo, dall&#8217;antichità ai giorni nostri, più che a quella che realizziamo noi stessi con le nostre mani.<br />
Molto spesso i due aspetti si sovrappongono, come nel caso dell&#8217;insegnamento alle scuole medie, dove le ore di <em>Arte e immagine</em> (che una volta si chiamava <em>Educazione artistica</em>) sono dedicate da un lato all&#8217;apprendimento di tecniche e saperi pratici, dall&#8217;altro all&#8217;avvicinamento alle opere e ai protagonisti della storia dell&#8217;arte.<br />
È&nbsp;giusto così: l&#8217;esercizio e l&#8217;esperienza portano a una maggiore consapevolezza; è fondamentale incoraggiare l&#8217;espressione artistica di bambini e ragazzi, sperimentando tecniche e materiali&nbsp;diversi, ma credo imprescindibile partire dalla conoscenza di quel che è stato prodotto in tanti secoli di storia.<br />
Come fanno e comunicano in maniera brillante e coinvolgente alcuni insegnanti che da anni curano siti di approfondimento sul web, per esempio <a href="http://arteascuola.com/it/">Arte a scuola</a> e <a href="http://www.didatticarte.it/">Didatticarte</a>. Li conosci?</p>
<h3>La potenza delle immagini: osservazione ed educazione al bello</h3>
<p>Mantenere un giusto equilibrio tra la pratica e la teoria ─ così mi sembra di poter sintetizzare ─ credo proprio sia piuttosto difficile, soprattutto nelle poche ore dedicate a questo insegnamento.&nbsp;<br />
Ti faccio un esempio raccontandoti come è andata per me, ai tempi della scuola: al liceo non era previsto alcun risvolto pratico, almeno negli ultimi tre anni, e la mia eccentrica ma appassionata insegnante di storia dell&#8217;arte ha saputo trasmettere a me e ai miei compagni tutto il fascino di tanti secoli di storia dell&#8217;arte (con me è stata molto efficace: dalla storia dell&#8217;arte non mi sono allontanata più!); alle scuole medie ricordo invece molte ore passate ad arrotolare salsicciotti di ceramica e disegnare robe improbabili, poi saltuariamente e all&#8217;improvviso ecco l&#8217;angoscia delle verifiche su cose come <em>Il Romanico </em>o<em> Il Rinascimento</em> che non ricordo mi siano mai stati illustrati realmente.<br />
Mi chiedo se talvolta rifugiarsi nelle attività manuali penalizzando l&#8217;esercizio di osservazione e racconto possa essere considerata una piccola scorciatoia (è una reale domanda, tutt&#8217;altro che retorica).</p>
<p>Ma in un momento di eccesso di immagini, di qualunque genere, che bombardano la nostra quotidianità e quella dei nostri bambini, non credi sia fondamentale una <strong>vera</strong> educazione all&#8217;immagine? Cioè:</p>
<blockquote>
<p>insegnami ad osservare e a riconoscere la bellezza di quel che mi circonda, saprò coltivare il mio senso estetico e apprezzare, conoscere e salvaguardare il patrimonio che mi appartiene.</p>
</blockquote>
<h3>Educazione al patrimonio, non solo storia dell&#8217;arte</h3>
<p>E così voglio lanciarti una provocazione: se alla scuola materna e alle elementari le ore dedicate alle famigerate <em>Arte e immagine</em> si traducono in un lavoro di ritaglio di uova preconfezionate rosa e azzurre o a una felice rielaborazione di una danza di Matisse o una composizione di&nbsp;Kandinsky, mi sai dire chi si deve occupare di <strong>educazione all&#8217;immagine</strong>? Chi insegnerà ai bambini ad osservare, chi li accompagnerà a riconoscere la bellezza nelle immagini che osservano e a conoscere il patrimonio che li circonda?</p>
<p>Sono tanti gli insegnanti che si prendono cura di fare tutto questo, lo so e ho il piacere di conoscerli ed apprezzarli. Tu ne hai fatto esperienza?</p>
<p>Ma mi è capitato di recente, dopo un intero anno in una scuola elementare e da quando hanno iniziato a circolare i miei&nbsp;<a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/">Racconti d&#8217;Arte</a>, di parlare con una mamma entusiasta e affascinata dalla scoperta di tanta bellezza nel proprio territorio che non conosceva: &#8220;non abbiamo la percezione di quello che ci circonda&#8221;. Mi ha detto.</p>
<p>Queste parole continuano a risuonarmi da allora e mi dico: forse oggi manca una reale educazione al patrimonio, resta affidata a chi si occupa dell&#8217;istruzione dei nostri figli, ma è lasciata alla sensibilità e alla conoscenza personali, senza un disegno programmatico.</p>
<p>E questo porta irrimediabilmente a quello a cui stiamo progressivamente assistendo: perdona il pensiero serio e severo, ma trovo necessario prendere posizione e denunciare in prima persona l&#8217;incuria, la trascuratezza, l&#8217;abbandono che vivono o rischiano molti nostri monumenti, piccoli musei, meraviglie che &#8220;tutto il mondo ci invidia&#8221; ma che noi spesso non siamo in grado di apprezzare semplicemente perché non li conosciamo.</p>
<h3>La mia proposta per le scuole</h3>
<p>Queste considerazioni mi hanno guidato nell&#8217;elaborazione di una proposta per le scuole, che ben si adatta anche ad altri tipi di realtà come associazioni, ludoteche e biblioteche nell&#8217;ambito di una programmazione di un certo respiro, che trovi nella sezione del mio sito dedicata ai <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Cicli di laboratori di storia dell&#8217;arte</a>.<br />
Cosa propongo dunque? La mia idea è portare l&#8217;arte nelle scuole, non certo sostituendomi agli insegnanti offrendo alternative alla loro programmazione, ma, per esempio, mostrando la facciata della pieve di Vicopisano a bambini che vivono lì o nei dintorni e accompagnandoli alla scoperta delle sue forme e delle sue particolarità che la accomunano ad altre chiese analoghe. I bambini si lasciano affascinare se si usano le parole adatte e si coinvolgono con racconti su misura.<br />
Un modo accattivante e allettante è associare poi l&#8217;osservazione ─&nbsp;ancora meglio se diretta, è possibile farlo! ─&nbsp;a un&#8217;attività di tipo pratico ma non prettamente <em>artistica</em>, bensì di sperimentazione, scoperta ed espressione attraverso l&#8217;uso di materiali semplici e comuni come forbici e carta. Questo permette in genere di fissare l&#8217;esperienza e farne più facilmente tesoro.</p>
<p>Dove sperimentato fino ad oggi, questo tipo di formula mi ha dato così tante soddisfazioni che sono qui a proporla a quante più scuole o realtà diverse siano curiose di provarla, per dare nel mio piccolo un contributo all&#8217;<strong>educazione al patrimonio</strong>.</p>
<p>Conoscere è apprezzare, preservare, valorizzare. Ne abbiamo davvero bisogno!</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è l&#8217;interno del Camposanto Monumentale di Pisa ed è stata scattata da <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/">Bernd Thaller</a>,&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>, trovi il file originale <a href="https://www.flickr.com/photos/bernd_thaller/16813099494/in/photolist-rBHwHL-25VxhnC-FJ7HrK-Qr3a2Q-br9Z2-w2WKrR-6yTsF7-6nApVm-pq54y7-oAzrz9-4WAmhF-6nTThH-joBeV2-4yCHmu-Q1ZKCA-4cr9Hg-6mMcZe-tqpjE-s9Vgua-Cg1dX-xLhuX-wocEzC-8dnfio-AcvSwR-gR43BB-xwGPN-CUDZLY-3i51hd-4AkJ2n-KP46ja-8W81xR-QKY6Mt-5xZtwv-6fPPor-9q9dNd-96tnoz-6CvmE-rLDZcq-8CtT4d-HqJfhh-6pHCWu-9xG9RU-4AkKdK-4WwKeP-jD5jcT-5xXrwP-MuostH-5JoPD2-qV4xGR-dd1wTF">su Flickr</a>.</span></p>
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		<title>Arte e bambini: come e perche&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 07:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Breve guida per mamme (e papà) che vorrebbero far conoscere l&#8217;arte ai propri bambini ma non sanno da dove iniziare<a href="https://lapiccolagerbera.it/arte-e-bambini/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Breve guida per mamme (e papà) che vorrebbero far conoscere l&#8217;arte ai propri bambini ma non sanno da dove iniziare</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti do alcuni suggerimenti su come avvicinare i bambini all&#8217;arte e soprattutto ti spiego perché sarebbe intelligente farlo (e ti offro una soluzione facile facile se arrivi fino in fondo)</h3>
<p><img loading="lazy" data-id="2797"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/03/simon-rae-320817-unsplash.jpg" alt="Photo by Simon Rae on Unsplash" width="800" height="533" class="aligncenter size-full wp-image-2797" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/simon-rae-320817-unsplash.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/simon-rae-320817-unsplash-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/03/simon-rae-320817-unsplash-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><br />
Sei un amante dello sport e tuo figlio ti vede spesso prepararti per gli allenamenti o direttamente sul campo? Facile che venga presto contagiato.<br />
Sei fanatico di libri e hai riempito la sua camera di gioielli di letteratura per ragazzi e albi illustrati? Probabilmente sarà un avido lettore.<br />
Trasmettere ai figli le proprie passioni è tra le cose più naturali del mondo, ma se la tua non è una vera e propria passione bensì una semplice curiosità, forse non ti senti abbastanza sicuro e non sai proprio come iniziare ad interessare il tuo bambino (e poi non sei così certo che sia una buona idea).</p>
<p>È quello che può accadere se sei interessato all&#8217;arte ma <em>non ne capisci un granché</em> (scoprirai che questo è poco importante): oggi vorrei darti alcuni suggerimenti pratici su come coinvolgere tuo figlio (ma se è tuo nipote o il figlio di un&#8217;amica va bene lo stesso) e soprattutto perché è tanto utile e importante farlo.</p>
<h3 >La naturale propensione dei bambini alla bellezza</h3>
<p>Se cerchi in rete troverai articoli teorici che lamentano la mancanza di un insegnamento adeguato nelle scuole e di una corretta e democratica divulgazione. Ed in effetti questo potrebbe essere il primo motivo per cui <strong>l&#8217;arte ti interessa ma non hai mai ricevuto gli strumenti per leggerla</strong> e coltivarla. Però se provi a ricordare come eri da bambino sono sicura che ti vedrai incuriosito davanti a una riproduzione di un quadro di Van Gogh o a bocca aperta davanti all&#8217;immagine della Torre di Pisa. La verità è infatti che non c&#8217;è alcun bisogno di andare in cerca di stratagemmi per interessare i bambini all&#8217;arte, loro lo sono già! In quanto bambini ed esseri per loro natura estremamente curiosi, <strong>i nostri piccoli sono attratti dalla bellezza, che sia un fiore, la vista del mare, una bella fotografia o un dipinto</strong>.<br />
Il nostro compito è quello di coltivare questa propensione e prendercene cura. Perché?</p>
<h3 >Perché incoraggiare l&#8217;interesse dei bambini verso l&#8217;arte</h3>
<p>Perché sarà più facile nutrire e alimentare la naturale curiosità del nostro bambino, lo aiuterà nel tempo ad allenare il proprio senso critico, a farsi domande e a <strong>cercare delle buone risposte</strong>, a<strong> risolvere i problemi con creatività</strong>. Ti sembra poco? Non sono io a dirlo, o meglio, io sono molto d&#8217;accordo e lo sto sperimentando, ma in fondo al post ti lascio alcuni riferimenti se vuoi approfondire la questione.</p>
<p>&#8220;Ok, mi hai convinto, ora però dimmi come!&#8221;. Ecco alcune semplici idee da mettere subito in pratica; secondo la mia esperienza sono solo alcune delle strategie possibili.</p>
<h3 >Qualche suggerimento in pratica</h3>
<ol>
<li>Hai <strong>libri d&#8217;arte</strong> &#8211; di qualsiasi genere &#8211; con belle immagini in casa? Se sì, non esitare a prenderli e sfogliarli di tanto in tanto, un po&#8217; come fai con gli albi illustrati (lo fate?). Sfogliate il libro insieme, tu e il tuo bambino, e quando qualche immagine cattura la vostra attenzione soffermatevici sopra, osservando semplicemente quello che vedete, proprio come fareste con un&#8217;illustrazione.<br />
  Sarà un ottimo esercizio per allenare lo spirito di osservazione e per scoprire insieme cosa vi piace di più.</li>
<li>Vi capita di andare su internet per cercare giochini o altro? Fatelo anche per le <strong>immagini d&#8217;arte</strong>. Parti da quello che conosci tu o che ti incuriosisce e scegli un&#8217;immagine &#8211; una sola. Un grosso rischio con internet è cadere nell&#8217;eccesso di stimoli, in questo caso cioè ritrovarsi a rimbalzare con lo sguardo da una foto all&#8217;altra senza mai soffermarsi su nessuna. A volte avere troppa scelta equivale a non poter scegliere. Scegli.<br />
  L&#8217;esercizio è lo stesso che ti ho proposto per il libro, con il vantaggio che in questo caso puoi anche cercare qualche informazione in più se ti va e potete ingrandire le immagini in cerca di dettagli se la foto è a una buona risoluzione.</li>
<li>Uno dei modi più efficaci per incollare un bambino di fronte a un&#8217;opera d&#8217;arte è <strong>raccontargli una storia</strong>. Cerca una storia (per esempio un mito, una leggenda, un episodio realmente accaduto della storia passata, un racconto della Bibbia, ce ne sono di avvincenti, ti assicuro!) e un quadro o una scultura che la rappresenti: sarà più facile per il tuo bambino ascoltare il tuo racconto cercando i protagonisti e i più piccoli dettagli nell&#8217;immagine che guardate insieme.</li>
<li>Hai sperimentato l&#8217;idea della storia? Ora <strong>inventàtene una nuova tu e il tuo bambino</strong>, cambiando il finale o cambiando il nome e la personalità dei protagonisti o stravolgendola totalmente: sarà divertentissimo per lui! Non mi stupisco se vuoi scrivermi che già lo fa :-)</li>
<li>Non perdere occasione <strong>per visitare musei con il tuo bambino oppure per passeggiare in città d&#8217;arte tra piazze e monumenti</strong>. Uno dei modi più efficaci per amare l&#8217;arte è conoscerla di persona, viverla nella quotidianità e sentirla come parte integrante della propria vita. Ti chiedi come visitare un museo con i più piccini? Troverai qualche suggerimento <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/al-museo-col-mio-bambino-ma-come/" target="_blank">qui</a>.</li>
</ol>
<p>Che ne pensi di questi consigli? Ti sembrano facili suggerimenti da mettere in pratica? Mi farebbe piacere conoscere il tuo parere!</p>
<p>  Se poi ti senti a corto di storie o ti sembra troppo impegnativo trovarne di belle da raccontare, non ti resta che sperimentare i <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/category/racconti-darte/">Racconti d&#8217;Arte, la mia nuova rubrica pensata proprio per avvicinare i bambini all&#8217;arte insieme ai loro genitori</a>: dalla prossima settimana sarà un appuntamento quindicinale sul mio blog. Ti aspetto!</p>
<h3>Se vuoi approfondire&#8230;</h3>
<p> Qui trovi un articolo interessante, ma anche molto <em>serioso</em>, di Tomaso Montanari sullo <a href="http://www.italianostra.org/wp-content/uploads/montanari_465.pdf" rel="noopener" target="_blank">studio della storia dell&#8217;arte</a>.<br />
Altri blog o testate che hanno affrontato l&#8217;argomento in maniera diversa sono, per esempio, <a href="http://www.didatticarte.it/Blog/?p=760" rel="noopener" target="_blank">Didatticarte</a>, <a href="http://zebrart.it/insegnare-arte-ai-bambini/" rel="noopener" target="_blank">Zebrart</a>, <a href="https://www.huffingtonpost.it/2016/04/27/come-insegnare-arte-ai-bambini_n_9785414.html" rel="noopener" target="_blank">Huff Post</a>: ti basterà cliccare sul nome per leggere gli articoli che ti suggerisco.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Simon Rae</span>, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/Ppckx1ce6SM" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Storie ad arte al Teatro Labile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 17:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[didattica dell'arte]]></category>
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		<category><![CDATA[laboratori creativi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono casualità su cui non serve interrogarsi: basta inebriarsi delle meraviglie che portano e coglierne tutti i buoni frutti.<a href="https://lapiccolagerbera.it/storie-ad-arte-al-teatro-labile/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono casualità su cui non serve interrogarsi: basta inebriarsi delle meraviglie che portano e coglierne tutti i buoni frutti.<br />
Ecco come definirei la mia nuova collaborazione con l&#8217;associazione <a href="http://www.teatrolabile.it" target="_blank">Teatro Labile</a>, nata da incontri passati e fortuiti, coltivata con certosina pazienza e, viste le premesse, felicemente sbocciata.</p>
<p><div id="attachment_1661" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Teatro-Labile.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1661" loading="lazy" data-id="1661"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Teatro-Labile.jpg" alt="Teatro Labile" width="800" height="733" class="size-full wp-image-1661" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Teatro-Labile.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Teatro-Labile-300x275.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1661" class="wp-caption-text">Il logo di Teatro Labile</p></div>Teatro Labile, lo dice il nome stesso, si occupa da anni di <strong>teatro </strong>(dai bambini agli adulti), ma da quando ha una nuova sede in via Marche 34 a Pisa ha avviato una serie di diverse e stimolanti collaborazioni: danza movimento terapia, art with English, fotografia e&#8230;naturalmente arte e creatività con la Piccola Gerbera.<br />
Sabato 24 ottobre abbiamo sperimentato la prima delle <strong>Bio-merende artistiche</strong> per famiglie in programma ogni mese. Vuoi sapere come è andata? E soprattutto: di cosa si tratta?</p>
<p><div id="attachment_1660" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-16.44.08.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1660" loading="lazy" data-id="1660"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-16.44.08.jpg" alt="Angolo tisana" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1660" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-16.44.08.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-16.44.08-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-16.44.08-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1660" class="wp-caption-text">L&#8217;intimo angolo-tisana nella sede di Teatro Labile</p></div>Se conosci la Piccola Gerbera o hai letto altri racconti su questo blog, sai che mi piace molto lavorare con i <strong>bambini </strong>accompagnati dalle loro famiglie (genitori, nonni, zie, una famiglia in senso ampio insomma!). E quando Sabrina di Teatro Labile mi ha chiesto: &#8220;ma tu fai anche cose con i <strong>genitori</strong>?&#8221;, non ho potuto che approfittare dell&#8217;opportunità.<br />
Così sabato scorso, con un primo intimo gruppo, ci siamo accomodati nell&#8217;accogliente sala di via Marche per ammirare un suggestivo dipinto proiettato sul muro: una bellissima (non dal punto di vista dei bambini!) fanciulla, vestita di colori sgargianti, con un singolare e apparentemente innocuo <strong>drago </strong>appollaiato ai suoi piedi.<br />
Ah che bel momento rilassante e coinvolgente! Anche perché le nostre pance erano belle piene, grazie alla gustosa merenda biologica di <a href="https://www.facebook.com/gingerlabnaturalfood" target="_blank">Ginger Lab</a> (slurp!) spazzolata dai bambini e alle calde tisane sorseggiate dai genitori. Ci siamo potuti quindi godere il racconto della bella Margherita e della sua avventura nella pancia del terribile drago osservando con attenzione il dipinto di <strong>Andrea Del Sarto</strong> (che chi vuole vedere dal vivo può ammirare nel Duomo di Pisa).</p>
<p><div id="attachment_1662" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.33.38.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1662" loading="lazy" data-id="1662"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.33.38.jpg" alt="Santa Margherita" width="800" height="840" class="size-full wp-image-1662" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.33.38.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.33.38-286x300.jpg 286w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1662" class="wp-caption-text">Santa Margherita proiettata sul nostro muro</p></div>A quel punto, forbici e carta alla mano, è stato il momento della creazione: mettiamo in scena la <strong>nostra </strong>storia di Margherita, scegliendo ognuno l&#8217;episodio preferito. E iniziamo a ritagliare&#8230;<br />
Non è semplice perché lo scopo del nostro lavoro è dare vita a figure che possano essere lette come <strong>sagome</strong>: non servono lapis, se non come aiuto, e non potremo inserire troppi dettagli perché la nostra scena sarà leggibile al buio, al lume di una candela (o di una più moderna torcia a led).<br />
Affascinante osservare il modo di operare di genitori e bambini insieme: c&#8217;è chi ha molta dimestichezza con il disegno e senza difficoltà ritaglia sagome perfette, c&#8217;è chi <em>ha paura</em> e ha bisogno di un po&#8217; di incoraggiamento per sperimentare (avete mai provato a disegnare con le forbici? all&#8217;inizio sembra difficile, ma se vi prende la mano quante scoperte si possono fare!), c&#8217;è chi si aiuta con il lapis e poi si accorge che si perdono pezzi per strada ritagliando&#8230;ma alla fine una cosa accomuna tutti: <strong>si divertono</strong>! Ridono, si stupiscono, si chiedono cosa sortirà&#8230;sei curioso di sapere cosa è saltato fuori?</p>
<p><div id="attachment_1664" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.51.20.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1664" loading="lazy" data-id="1664"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.51.20.jpg" alt="Bianca" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1664" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.51.20.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.51.20-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.51.20-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1664" class="wp-caption-text">Bianca e la sua mamma intente a ritagliar pecore</p></div><div id="attachment_1665" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.34.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1665" loading="lazy" data-id="1665"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.34.jpg" alt="Giovanni" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1665" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.34.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.34-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.34-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1665" class="wp-caption-text">Giovanni e la mamma lavorano all&#8217;unisono</p></div><div id="attachment_1666" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.41.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1666" loading="lazy" data-id="1666"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.41.jpg" alt="Valerio" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1666" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.41.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.41-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-17.54.41-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1666" class="wp-caption-text">Valerio e la mamma complici del ritaglio</p></div><div id="attachment_1667" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.09.43.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1667" loading="lazy" data-id="1667"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.09.43.jpg" alt="Anna sicura con la supervisione del babbo" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1667" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.09.43.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.09.43-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-24-18.09.43-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1667" class="wp-caption-text">Anna sicura con la supervisione del babbo</p></div>Ecco qui: abbiamo <em>steso </em>le nostre scene con le mollette e spento le luci. Tutti accomodati dietro il filo, mi sono limitata a raccontare la nostra nuova storia attraverso i nostri <em>quadri</em>, tra ridolini e piccoli applausi.<br />
Che bello! Un&#8217;esperienza che aspettavo da tanto, da quando, più di un anno fa, sperimentai questo tipo di attività con <a href="http://www.artebambini.it" target="_blank">Artebambini</a>: coinvolgente ed emozionante!<br />
E ricca di spunti che Sabrina non ha mancato di cogliere&#8230;quindi sai che c&#8217;è? Ancora sentirai parlare di queste <em>storie ad arte a lume di candela</em>.<br />
Intanto ti aspettiamo per la prossima Bio-merenda artistica il <strong>28 novembre</strong>, puoi segnarlo già adesso ;-)</p>
<p><div id="attachment_1673" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/AsoltGP1C6tRQqOkB3MgEdBnkm7TLJasT6ynC9-HOULg.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1673" loading="lazy" data-id="1673"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/AsoltGP1C6tRQqOkB3MgEdBnkm7TLJasT6ynC9-HOULg.jpg" alt="Pecore" width="800" height="617" class="size-full wp-image-1673" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/AsoltGP1C6tRQqOkB3MgEdBnkm7TLJasT6ynC9-HOULg.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/AsoltGP1C6tRQqOkB3MgEdBnkm7TLJasT6ynC9-HOULg-300x231.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1673" class="wp-caption-text">C&#8217;era una volta una bella fanciulla che portava al pascolo le pecore&#8230;</p></div><div id="attachment_1671" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Ah6hIJKHFNqYmCKiv9nRvad1shuts1w4NBogZxrwpxRe.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1671" loading="lazy" data-id="1671"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Ah6hIJKHFNqYmCKiv9nRvad1shuts1w4NBogZxrwpxRe.jpg" alt="Olibrio" width="800" height="685" class="size-full wp-image-1671" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Ah6hIJKHFNqYmCKiv9nRvad1shuts1w4NBogZxrwpxRe.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Ah6hIJKHFNqYmCKiv9nRvad1shuts1w4NBogZxrwpxRe-300x257.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1671" class="wp-caption-text">&#8230;un giorno incontrò il temibile Olibrio: Aaaah!</p></div><div id="attachment_1670" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Av6Ro5EaOerVucwBY6jWheOtVs42c7DppVPSrUDeki1B.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1670" loading="lazy" data-id="1670"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/Av6Ro5EaOerVucwBY6jWheOtVs42c7DppVPSrUDeki1B.jpg" alt="drago" width="800" height="615" class="size-full wp-image-1670" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Av6Ro5EaOerVucwBY6jWheOtVs42c7DppVPSrUDeki1B.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/Av6Ro5EaOerVucwBY6jWheOtVs42c7DppVPSrUDeki1B-300x231.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1670" class="wp-caption-text">&#8230;che la imprigionò. In prigione Margherita fu divorata da un terribile drago&#8230;</p></div><div id="attachment_1672" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/AhM18VSAMb2r2dvFVp6qilA5iNiwGQ6kEgIYZ7u-6mHY.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1672" loading="lazy" data-id="1672"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/10/AhM18VSAMb2r2dvFVp6qilA5iNiwGQ6kEgIYZ7u-6mHY.jpg" alt="drago stecchito" width="800" height="588" class="size-full wp-image-1672" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/AhM18VSAMb2r2dvFVp6qilA5iNiwGQ6kEgIYZ7u-6mHY.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2015/10/AhM18VSAMb2r2dvFVp6qilA5iNiwGQ6kEgIYZ7u-6mHY-300x221.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1672" class="wp-caption-text">&#8230;ma con la sua croce Margherita si salvò e il drago&#8230;eccolo morto stecchito!</p></div></p>
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		<title>Sorrisi e stupore al Museo di Arte Sacra di Camaiore</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 15:40:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siete mai stati al Museo di Arte Sacra di Camaiore? Lo so, Camaiore non è esattamente il centro del mondo<a href="https://lapiccolagerbera.it/sorrisi-e-stupore-al-museo-di-arte-sacra-di-camaiore/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siete mai stati al <a href="http://www.museoartesacracamaiore.it/" target="_blank">Museo di Arte Sacra di Camaiore</a>? Lo so, Camaiore non è esattamente il centro del mondo e l&#8217;arte sacra raramente risulta accattivante a una considerazione superficiale, ma vi assicuro che Camaiore è un centro veramente grazioso, dove si respira un&#8217;aria verace e genuina e allo stesso tempo si percepisce una cura e un&#8217;attenzione al borgo non così comuni.</p>
<p><div id="attachment_576" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/8606301667_120629e6df_k.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-576" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/8606301667_120629e6df_k.jpg" alt="Camaiore - Piazza San Bernardino con la fontana" width="800" height="533" class="size-full wp-image-576" /></a><p id="caption-attachment-576" class="wp-caption-text">Camaiore &#8211; Piazza San Bernardino con la fontana</p></div>Per raccontarvi il Museo credo valga la pena chiedere aiuto alla classe seconda della scuola elementare di Pieve, che ieri mattina mi aspettava per <em>Giochiamo con colori e forme al Museo di Arte Sacra</em>, un percorso pensato tre anni fa e purtroppo mai sperimentato (se non nella <a title="Scuola dell’infanzia: la magia della scoperta" href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/scuola-dellinfanzia-la-magia-della-scoperta/" target="_blank">felicissima versione in classe</a> all&#8217;asilo di Santa Lucia l&#8217;anno scorso). A dir la verità sono stata io ad aspettare la classe, perché prima di iniziare è necessario spargere tracce e indizi per tutto il museo, cosa che non è sfuggita a Graziano, il <em>custode </em>della confraternita del Santissimo Sacramento (a Camaiore esistono ancora le confraternite!), che apre il museo in queste occasioni: ho notato un sorriso incuriosito!</p>
<p><div id="attachment_575" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/polittico.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-575" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/polittico.jpg" alt="Il polittico di Francesco di Andrea d&#039;Anguilla" width="800" height="533" class="size-full wp-image-575" /></a><p id="caption-attachment-575" class="wp-caption-text">Il polittico di Francesco di Andrea d&#8217;Anguilla</p></div>E così, ancora una volta debitrice di spunti, metodo e idee verso i cari maestri di <a title="Didattica museale: il viaggio infinito" href="http://lapiccolagerbera.altervista.org/didattica-museale-il-viaggio-infinito/" target="_blank">Pistrice</a>, mi preparo ad accogliere i 21 pimpanti ragazzini che scendono dallo scuolabus con un pizzico di emozione e tanta curiosità. Vederli seduti composti sugli scranni della sala delle adunanze della confraternita mi fa un po&#8217; sorridere, ma loro sono tutti seri e composti e non voglio rompere la sacralità del momento, così li introduco alla visita con qualche frase di rito e le immancabili raccomandazioni, quasi superflue visto che qualcuno mi informa &#8220;In un museo non si può spaccare nulla!&#8221;. Sono ben informati.</p>
<p><div id="attachment_579" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-10-14.42.44.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-579" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-10-14.42.44.jpg" alt="Gli strumenti del mestiere: le palette con i colori primari!" width="800" height="600" class="size-full wp-image-579" /></a><p id="caption-attachment-579" class="wp-caption-text">Gli strumenti del mestiere: le palette con i colori primari!</p></div>Scopriamo che a condurci saranno i colori dell&#8217;arcobaleno e un sedicente bambino che ci indica la strada da percorrere, lasciandoci indizi senza ancora mostrarsi: chi sarà mai? Intanto iniziamo il nostro percorso e ci imbattiamo in un abbagliante polittico, abbagliante perché rivestito di un fondo oro che ci lascia stupefatti e che osserviamo comodamente seduti a terra. Ci sono un sacco di cose da raccontare, ma ne scelgo solo alcune per non travolgere il mio pubblico attento e fiducioso con eccessive chiacchiere e anzi, lascio che ognuno di loro si senta gradualmente coinvolto; in questo modo riusciamo a scoprire come si fabbricavano i colori a tempera, come si doravano le tavole dei polittici, prendiamo confidenza con qualche santo e troviamo San Giovanni Battista ad aspettarci nella pala di Vincenzo Frediani. </p>
<p><div id="attachment_573" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/frediani.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-573" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/frediani.jpg" alt="Particolare della pala di Vincenzo Frediani" width="800" height="533" class="size-full wp-image-573" /></a><p id="caption-attachment-573" class="wp-caption-text">Particolare della pala di Vincenzo Frediani</p></div>Ed è proprio davanti a lui e al mantello verde di Sant&#8217;Andrea che scopriamo i prodigi dei colori, complici la chiara luce di un giorno splendente e tre strategiche palette colorate che mi fanno sentire più geniale di un mago! Del resto Rebecca, l&#8217;esperta dei colori, conduce i compagni con pazienza e un pizzico di timidezza attraverso le piccole scoperte, fino alla veste azzurra della bellissima Vergine annunciata di Matteo Civitali, che ci lascia letteralmente senza parole.</p>
<p><div id="attachment_571" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/annunziata-particolare.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-571" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/annunziata-particolare.jpg" alt="Particolare della Vergine annunziata di Matteo Civitali" width="533" height="800" class="size-full wp-image-571" /></a><p id="caption-attachment-571" class="wp-caption-text">Particolare della Vergine annunziata di Matteo Civitali</p></div>Ma è giunto il momento di scoprire chi ci ha condotti in questa visita! E ricomponendo il nostro arcobaleno, torniamo sui nostri passi fino a giungere di fronte al dipinto che ha innegabilmente ottenuto il maggior numero di consensi: un bel Matrimonio mistico di Santa Caterina di Isabella Fiorentini, dove un piccolo suonatore di liuto ci aspetta, testimone inconsapevole di un matrimonio alle sue spalle. Sarò riuscita a raccontare come sarà mai possibile che la bella Caterina sposi Gesù Bambino?</p>
<p><div id="attachment_574" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/matrimonio-mistico.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-574" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/matrimonio-mistico.jpg" alt="Il matrimonio mistico di Santa Caterina di Isabella Fiorentini" width="533" height="800" class="size-full wp-image-574" /></a><p id="caption-attachment-574" class="wp-caption-text">Il matrimonio mistico di Santa Caterina di Isabella Fiorentini</p></div>Lo confesso: raccontare storie a una platea sospesa e stupita che spalanca occhi e bocca per sentirmi meglio oppure insegnare termini nuovi da ripetere in coro e mostrare le magie dei colori sono tra le soddisfazioni più grandi che riesco a provare in queste occasioni. E non ridere d&#8217;istinto di fronte ad alcune buffissime esternazioni, anzi rispondere con accortezza e partecipazione, è una delle recenti conquiste, che i miei giovani interlocutori sembrano gradire particolarmente.</p>
<p><div id="attachment_572" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/arazzo.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-572" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/03/arazzo.jpg" alt="Particolare dell&#039;arazzo fiammingo datato 1516" width="800" height="533" class="size-full wp-image-572" /></a><p id="caption-attachment-572" class="wp-caption-text">Particolare dell&#8217;arazzo fiammingo datato 1516</p></div>Tale è l&#8217;entusiasmo che il tempo vola, ma ancora ne abbiamo a disposizione e possiamo concentrare l&#8217;attenzione a richiesta su altre meraviglie, tra cui il monumentale arazzo fiammingo, che ci divertiamo a decifrare quasi fosse un fumetto. Ma il momento dei saluti arriva: i bambini firmano soddisfatti il grande registro delle presenze, le maestre mi ringraziano colpite dall&#8217;esperienza inaspettata, io torno a casa leggera e piena, straripante di felicità per la gioia che l&#8217;alchimia tra un museo e una classe di bambini può regalare. Potrebbe essere così ogni giorno?</p>
<p>Le foto sono di Matteo Bimonte (tranne le palettine!) <a href="https://www.flickr.com/photos/ganimede1984/sets/72157633166296925/" target="_blank">www.flickr.com/photos/ganimede1984</a></p>
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