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	<title>creatività &#8211; La Piccola Gerbera</title>
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		<title>Creativita&#8217; in primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all'aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ogni stagione è buona per dedicarsi alla creatività. In primavera la possibilità di stare all&#8217;aria aperta è nostra alleata: ecco alcuni spunti e suggerimenti per attività laboratoriali.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3616" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg" alt="" width="800" height="533" data-id="3616" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/05/primavera-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Anche tu in primavera non perdi occasione per stare all&#8217;aria aperta? Farlo il più possibile, soprattutto con i bambini, è una buona pratica di cui il nostro corpo &#8211; e anche il nostro spirito &#8211; ci ringraziano.<br />
Avere qualche spunto per dedicarti con i tuoi figli alla creatività all&#8217;aria aperta può essere un pretesto in più? Bene!&nbsp;</p>
<p>Questo post è proprio dedicato a raccogliere qualche idea da sviluppare in autonomia: link e suggerimenti per laboratori creativi originali e a stretto contatto con la natura.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative all&#8217;aperto in Primavera</h3>
<ul>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: quante volte quando notiamo qualcosa che ci piace decidiamo subito di fotografarla per immortalarla? E quante volte invece <em>non</em> ci soffermiamo ad osservare dettagli e meraviglie che ci circondano?<br />
Un modo molto efficace per prestare maggiore attenzione a quel che sta intorno a noi, e in questo caso &#8211; visto che siamo all&#8217;aria aperta &#8211; alla natura, è provare a metterlo in cornice!<br />
<strong>Come si fa?</strong><br />
Prima di tutto si prende una cornice: puoi cercarne una in casa, di dimensioni ridotte (un A5, al massimo un A4), oppure potete farla insieme tu e il tuo bambino con del cartone o carta spessa (qualche strato di volantini dei supermercati andrà benissimo) e se avete voglia di decorarla potete colorarla e personalizzarla a vostro piacimento.&nbsp;<br />
La prossima volta che andate al parco o a fare una passeggiata in campagna o anche, perché no, in città, portate la cornice con voi e provate a usarla per inquadrare scene da lontano o meglio ancora particolari che notate da vicino. Potrà essere un dettaglio del prato oppure un elemento di arredo urbano, un punto preciso della bicicletta ecc. e fermatevi ad osservare, scegliendo bene l&#8217;inquadratura giusta per voi (orizzontale o verticale? più vicino o più lontano?).&nbsp;<br />
Potete proprio creare un rituale: andiamo in cerca di bellezza e mettiamo in cornice quello che cattura la nostra attenzione; mi fermo e lo inquadro con la mia cornice quando lo trovo, lo osservo, lo descrivo a voce alta (possiamo farlo a turno oppure ognuno dice quel che vede e nota) e gli do un titolo, come se fosse un quadro. Posso anche raccontare una storia ispirata da quel dettaglio.&nbsp;<br />
È un modo semplice per restituire valore ai dettagli che ci circondano e, ovviamente, aiuta tantissimo lo spirito di osservazione.&nbsp;<br />
<a href="https://www.instagram.com/p/Bwt3K1jFz40/" target="_blank" rel="noopener">Guarda</a> come lo utilizzano gli operatori di&nbsp;<a href="https://www.artebambini.it/" target="_blank" rel="noopener">Artebambini</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Collage floreali</strong>: per questo tipo di attività è necessario prima di tutto scegliere qualche foto, di famiglia o di ciascun membro da solo, e stamparla. Alla prima occasione facciamo una bella raccolta di fiori di campo e di elementi naturali: fiori interi, petali, sassolini, pezzetti di corteccia, piume di volatili, fili d&#8217;erba, foglie di diversa forma (l&#8217;ideale è raccogliere quel che troviamo a terra, senza spennare o sfogliare nessuno!) e raccogliamoli in una scatola o una piccola borsa a cui potremo assegnare un ruolo un po&#8217; magico, per esempio: <em>questa è la nostra scatola dei tesori della natura!</em><br />
Una volta a casa non resta che assemblare tutto quello che abbiamo raccolto componendolo insieme alle nostre foto con la tecnica del collage: possiamo trasformare papà in un pulcino riempiendolo di petali gialli oppure diamo la forma di un pinguino alla mamma con sassolini dei colori giusti. Fate delle prove e le idee nasceranno lì per lì.<br />
Se vi lasciate prendere la mano potete anche farvi foto appositamente per stamparle e poi ritoccarle in questo modo, sarà divertente! Fatti ispirare da <a href="https://petitandsmall.com/wp-content/uploads/2015/09/collage-natural-items-onto-photos-of-your-kids-to-make-them-crazy-costumes.jpg" target="_blank" rel="noopener">questa foto</a>&nbsp;del blog <a href="https://petitandsmall.com/easy-fun-diy-activities-do-kids/" target="_blank" rel="noopener">Petit &amp; Small</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Torte di fiori</strong>: se siete appassionati <em>manipolatori</em> questa idea può fare al caso vostro. Quando siamo all&#8217;aria aperta portiamo con noi la nostra scatola dei tesori della natura e facciamo una bella raccolta prestando attenzione a cercare più esemplari dello stesso elemento, per esempio almeno 4-5 fiori gialli, sassolini della stessa dimensione, aghi di pino, gusci di pinoli, frammenti di pigna ecc.&nbsp;<br />
Una volta a casa produciamo un po&#8217; di pasta modellabile (a me piace tantissimo <a href="https://www.greenme.it/abitare/accessori-e-decorazioni/29851-pasta-al-bicarbonato-ricetta" target="_blank" rel="noopener">questa ricetta</a>, per una pasta bianchissima e soffice, ma andrà bene qualsiasi tipo) e iniziamo a creare la nostra torta!&nbsp;<br />
Sulla base rotonda, magari a più ripiani, potremo applicare palline, finti biscotti con le formine, striscioline da crostata ecc. e poi procedere in libertà con gli elementi raccolti all&#8217;aperto come se foste dei veri <em>cake designer</em>!<br />
Ti lascio alcuni spunti sempre di Artebambini, per <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5vPnmloLq/" target="_blank" rel="noopener">soluzioni simmetriche</a> o <a href="https://www.instagram.com/p/Bm5lnHOFHA7/" target="_blank" rel="noopener">più libere</a>.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Nel prato</strong>: questo è un laboratorio ideato da Silvana Sperati, presidente dell&#8217;Associazione Bruno Munari, che trovi raccontato in modo perfetto da Simona Balmelli sul <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/05/nellerba.html" target="_blank" rel="noopener">suo blog</a>.<br />
Il punto di partenza è un giardino, possibilmente un prato spontaneo, pieno di erbe e fiori diversi che potremo divertirci a identificare e riconoscere: raccogliamo quante più tipologie differenti troviamo, solo dopo averle osservate attentamente sul posto e aver scelto le nostre preferite.<br />
Una volta a casa (ma se ci portiamo dietro il necessario possiamo lavorare tranquillamente all&#8217;aperto) facciamo una cosa davvero nuova: proviamo a ritrarre questi fiori e queste foglie!&nbsp;<br />
Hai mai pensato a quanto siamo abituati a disegnare i fiori e le foglie sempre nella stessa maniera? I petalini tutti uguali, le corolle belle tonde, le foglie lanceolate&#8230;ma la natura ci mostra che le variabili sono moltissime e per noi è sufficiente fermarci ad osservarle: quale modo migliore che non disegnandole? O meglio ancora usando direttamente il pennello (segui i suggerimenti di Simona Balmelli che è molto più competente di me in materia).<br />
Il mio semplice consiglio è di usare una striscia di carta per riprodurre la vastità di un prato; se non sai come procurartela puoi unire tanti A4 sul retro oppure dividere ogni A4 nel senso della lunghezza e creare così una striscia bassa e lunga.<br />
Esiste anche <a href="https://www.italiantoy.net/2017/product/flora-zu/" target="_blank" rel="noopener">un gioco di Italian Toy</a> che aiuta nell&#8217;osservazione e nel disegno dei fiori, sarà perfetto per i giorni di pioggia!</li>
</ul>
<p>Gli spunti potrebbero essere ancora molti, ti lascio questi come piccole tracce: l&#8217;improvvisazione e soprattutto la spontaneità del tuo bambino o della tua bambina saranno ulteriori stimoli per altre idee ed esperienze insieme.&nbsp;È sufficiente ricordarsi di incoraggiarle e non sottovalutarle, sono preziosi momenti di osservazione, creatività, ingegnosità e soprattutto condivisione.</p>
<hr>
<p>La foto di copertina è di <a href="https://unsplash.com/@mvp" target="_blank" rel="noopener">mvp</a> via&nbsp;<a href="https://unsplash.com/photos/g4L4OL_KkeE" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p>
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		<title>Laboratori per bambini: come scegliere?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 17:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo post torno sull’argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.]]></description>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h3 class="sottotitolo2">In questo post torno sull&#8217;argomento laboratori e lavoretti e ti do il mio parere su come riconoscere laboratori di qualità.</h3><p><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3488" src="http://www.lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg" alt="laboratorio" width="800" height="533" data-id="3488" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2019/02/laboratorio-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p><p>Del perché <em>laboratorio</em> non è sinonimo di <em>lavoretto</em> già ho discusso tempo fa (<a href="http://www.lapiccolagerbera.it/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/" target="_blank" rel="noopener">qui puoi trovare il post</a> in cui ne accenno). <br />È facile sentir parlare di lavoretti nei più svariati contesti, ma ribadisco che la parola <em>lavoretto</em> a me non piace per più di una ragione:<br />1. è un vezzeggiativo che tende a sminuire il prodotto finito di chi si è messo al <strong>lavoro</strong> per realizzarlo,<br />2. è svilente,<br />3. liquida senza mezzi termini il frutto di un procedimento che non è detto sia stato rapido e soprattutto privo di ingegno e impegno. </p><p>Se sento parlare di lavoretto a me viene piuttosto da pensare a un <strong>prodotto in serie</strong>, uguale per tutti, spesso preconfezionato dall&#8217;operatore mediante il ritaglio di sagome o addirittura fotocopie di disegni in bianco e nero e un successivo intervento meccanico da parte dei bambini secondo indicazioni precise.</p><p>Chiarisco nuovamente che se tu a casa come tante mamme (ehi papà all&#8217;ascolto, dimmi che lo fai anche tu!) ti dai spesso da fare per sperimentare attività manuali con i tuoi bambini e prendi spunto da soluzioni preconfezionate che trovi on-line o su qualche manuale fai-da-te, ecco quelli per me non sono semplici lavoretti, ma piuttosto importanti momenti di condivisione, tempo prezioso da dedicare al rapporto genitori-figli e occasione per mettere alla prova le capacità di coordinazione, concentrazione e motricità fine dei più piccoli.</p><p>Ma quando si tratta di scegliere un laboratorio fuori casa a cui far partecipare i nostri bambini, allora qui sì che divento più esigente! E ti spiego perché.</p><h3>Laboratori per bambini ben progettati: ecco come</h3><p>Inizio col dirti come dovrebbe essere, secondo me, un laboratorio ben progettato e condotto.</p><p>Prima di tutto chiarisco che un buon laboratorio non si improvvisa, è frutto di un lavoro preparatorio complesso che comprende la scelta di temi, materiali, tecniche e procedimenti da suggerire.</p><p>Non solo. Buona regola è anche sperimentare in prima persona l&#8217;efficacia del laboratorio, realizzandolo con le proprie mani e, se disponibile, con quelle di un piccolo aiutante: se molto si può prevedere, l&#8217;esito in realtà non è mai scontato (e non lo sarà neanche dopo la prova! Ma ci saranno meno variabili dubbie).</p><p>Infine fondamentale è il tipo di professionista che lo conduce: posso far progettare un efficacissimo laboratorio dal miglior atelierista sulla piazza, ma non avrà mai successo se a realizzarlo non sarà una persona attenta e presente. Attenta alle risposte contingenti dei bambini e alle loro reazioni, presente in tutti i sensi perché sappia mettersi in ascolto e osservare quanto accade, incoraggiando e spronando se necessario, ponendosi come guida senza tuttavia intervenire mai troppo.</p><h3>Laboratori di qualità: sai riconoscerli?</h3><p>Premesso questo la mia domanda è: sai riconoscere un buon laboratorio? </p><p>Mi rendo conto che da &#8220;non addetti ai lavori&#8221; non sia così scontato capirlo, soprattutto è difficile fare previsioni plausibili prima di parteciparvi.<br />Se hai adocchiato cioè un laboratorio a cui vorresti portare il tuo bambino, ma non conosci chi lo conduce e nessuno sa darti informazioni, il mio consiglio è di fare prima di tutto una piccola ricerca sul profilo dell&#8217;operatore, per capirne le competenze e la professionalità: se l&#8217;operatore è presente on-line sarà probabilmente semplice, in caso contrario potrai provare a chiedere di persona agli organizzatori, scrivendo o telefonando se non ti è possibile fare diversamente.<br />Sarà utile anche leggere la descrizione dell&#8217;attività, che spesso riporta indicazioni sulla metodologia usata, i materiali, gli obiettivi: questo potrà darti interessanti indizi sull&#8217;attenzione che è stata posta alla progettazione.</p><p>Se infine hai deciso di fare una prova e la tua bambina ha partecipato ma tu non sei stato presente, puoi farti raccontare e soprattutto osservare il lavoro che è stato realizzato: che cosa ti dice?</p><p>C&#8217;è una domanda sopra tutte che può aiutarti a sciogliere il nodo e capire se ne è valsa la pena. Osserva il lavoro finito e immagina, se non lo sai, il procedimento per realizzarlo, quindi chiediti:</p><p style="text-align: center;"><strong>a cosa serve?</strong></p><p>La domanda si riferisce non al manufatto realizzato, ma a tutto il processo per arrivarci. </p><h3>Tipologie di laboratorio</h3><p>La risposta dipenderà molto anche dal tipo di laboratorio.</p><p><strong>Esempio 1</strong><br />Abbiamo realizzato una maschera di cartapesta.<br /><em>A cosa è servito? </em><br />Ho imparato come si realizza la cartapesta, l&#8217;ho modellata con le mie mani e le ho dato una forma che mi piaceva, dopo che mi è stato mostrato in quanti modi avrei potuto farlo.</p><p><strong>Esempio 2</strong><br />Abbiamo realizzato un disegno a partire da un foglio strappato.<br /><em>A cosa è servito?</em><br />Ho sperimentato lo strappo casuale di un foglio, l&#8217;ho osservato e ho provato a vedere qualcosa in quella forma. Ho liberato la mia testa dai pregiudizi e ho lasciato spazio alla fantasia e poi, secondo le mie possibilità, ho dato vita alla figura che avevo in mente.*</p><p>Se la risposta alla domanda <em>a cosa serve?</em> fosse troppo difficile da dare, è legittimo nutrire qualche dubbio sull&#8217;efficacia del laboratorio. A cosa serve incollare del cotone idrofilo sulla barba di un Babbo Natale già disegnato e ritagliato? A cosa serve applicare occhi e bocca pretagliati su un rotolo di carta igienica? Può darsi che queste operazioni si inseriscano in un contesto più complesso e che quindi abbiano un senso, ma viste come prodotto di un laboratorio didattico mi farebbero nutrire forti dubbi.</p><p>Ha invece senso sperimentare una tecnica artigianale come quella della cartapesta perché aiuta il bambino a sviluppare le proprie capacità di coordinamento e analisi, comprendendo le diverse fasi di un procedimento (cosa viene prima e cosa viene dopo), facendo esperienza diretta della trasformazione di più materiali in un altro che è poi in grado di manipolare e conoscere attraverso il tatto. Per non parlare del momento creativo nel senso letterale del termine, quando il bambino <em>crea</em> la maschera seguendo le indicazioni e le possibilità di modellazione che gli sono mostrate.</p><p>Anche strappare un foglio ha un senso, perché siamo tutti abituati, adulti compresi, a disegnare a partire da un bel foglio d&#8217;album o un A4 della risma per fotocopie. Ma cosa accade quando proviamo a rompere le forme consuete e ci troviamo di fronte a un formato inusuale? È una sfida per il nostro occhio, che cerca analogie e associazioni per aiutarci ad andare oltre lo stereotipo, come ci insegna Bruno Munari (qui trovi la <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/03/forme-e-formati.html" target="_blank" rel="noopener">descrizione di Simona Balmelli</a> di un laboratorio sulle forme).</p><h3>In una parola: laboratori didattici</h3><p>Quanto ai due esempi che ho fatto sopra, riconoscerai che si tratta di due situazioni molto diverse, che a me piace semplificare così: nel primo caso ho partecipato a un <strong>laboratorio artigianale</strong>, sperimentando un <em>saper fare</em> manuale prezioso e non banale, nel secondo caso invece il laboratorio è stato più che altro di tipo <strong>creativo</strong>, stimolando cioè l&#8217;osservazione e la successiva sperimentazione a partire da uno spunto iniziale.</p><p>Sono proprio i laboratori didattici (quelli cioè che hanno l&#8217;ambizione non tanto di insegnare, quanto di mostrare e incoraggiare alla sperimentazione), i più complessi da progettare. Così come spesso impegnativo, ma gratificante e piacevole, può essere parteciparvi.</p><p>E la partecipazione a un laboratorio didattico dà la possibilità alla tua bimba e al tuo bimbo di apprendere qualcosa di nuovo: un sapere manuale o una sperimentazione.</p><p>Spero di averti dato qualche strumento in più per avvicinarti con spirito critico ai tanti laboratori per bambini che sono ormai in circolazione. Dal canto mio ti lascio qui di seguito un breve schema sui laboratori che progetto e conduco io stessa. Se ancora non hai provato, perché non iniziare?</p><p>*Ovviamente non è necessario che il bambino che partecipa al laboratorio sia consapevole del senso di ogni suo gesto, è importante che lo sia chi conduce il laboratorio e con attenzione e senza eccessive interferenze guida tutto il processo di sperimentazione e scoperta.</p></div>
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			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/carte-in-fiore-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/creativi/">Laboratori creativi</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Durante un laboratorio creativo realizziamo insieme lavori originali e non convenzionali a partire da uno spunto iniziale. Mediante procedimenti chiari e semplici ognuno sperimenta tecniche e soluzioni personali per arrivare alla creazione della propria opera a tema.</p></div></div>		</div>
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			<div class="elementor-image-box-wrapper"><figure class="elementor-image-box-img"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/"><img width="150" height="150" src="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" loading="lazy" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/02/Ritratti-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></figure><div class="elementor-image-box-content"><h4 class="elementor-image-box-title"><a href="http://www.lapiccolagerbera.it/attivita/laboratori-didattici/ciclo-laboratori/">Laboratori di storia dell'arte</a></h4><p class="elementor-image-box-description">Sono incontri di avvicinamento alla storia dell’arte, che combinano momenti di osservazione e narrazione ad attività laboratoriali di tipo pratico e creativo. In aggiunta è anche possibile scegliere una visita guidata per osservare dal vivo una delle opere su cui si è lavorato durante gli incontri.</p></div></div>		</div>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><hr /><p>La foto di copertina è di Joshua Eckstein via <a href="https://unsplash.com/photos/VAJEea9u6k8" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a>.</p></div>
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		<title>Idee creative per un Natale ad arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 19:32:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo2">Ecco qualche spunto per realizzare attività semplici e creative a tema natalizio con i tuoi bambini.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3414" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg" alt="" width="800" height="606" data-id="3414" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-300x227.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/12/christmas-2939156_1280-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ci risiamo: arriva un&#8217;altra volta il Natale e tu ti ritrovi più o meno forzatamente alle prese con il <em>fai da te</em> a tema.<br />
Che tu sia la mamma o il papà che sfoglia tutorial e si appassiona al bricolage o al contrario se lo eviti più che volentieri, ti avviso che qui non troverai istruzioni per <em>lavoretti</em> natalizi o per realizzare segnaposti e neanche un bel centrotavola. Se mi conosci già lo immagini.</p>
<p>Ti offro semplicemente qualche spunto per realizzare attività creative con i tuoi bambini che abbiano come tema il Natale: saranno tutte occasioni per trascorrere del buon tempo insieme e lavorare con le mani e la fantasia.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate al Natale</h3>
<ul>
<li><strong>Un presepe di carta</strong>: forse in famiglia festeggiate il Natale tradizionale con tanto di presepe oppure al contrario la vostra festa è tutt&#8217;altro che religiosa. In ogni caso il 25 dicembre per tradizione si ricorda la nascita di un bambino. Ho letto di recente una <a href="http://bit.ly/2FXJ7V4" target="_blank" rel="noopener">riflessione sul rituale del presepe</a> che ha condiviso <a href="http://laurencelandais.wixsite.com/unadoulaxamica" target="_blank" rel="noopener">Laurence Landais la tata-doula</a> dalla pagina di un&#8217;associazione di Pisa: ho trovato una ragione che mi sembra più che sufficiente per assecondare il desiderio di realizzare un presepe in famiglia.<br />
Esistono infiniti spunti per costruire presepi divertenti e alternativi, voi lo fate? E come? Il mio suggerimento è di sperimentare la tecnica delle sculture di carta di <a href="https://shop.artebambini.it/sculture-di-carta?___SID=U" target="_blank" rel="noopener">Fuad Aziz</a>. Hai in mente quei manichini di carta che si facevano da bambini con tanto di vestiti da abbinare usando linguette di carta per fissarli? Non proprio quelli ma qualcosa di simile.<br />
Sfogliando l&#8217;<a href="https://artebambini.it/attivita-editoriale/novita/sculture-di-carta/">anteprima del libro</a> di Fuad Aziz puoi farti un&#8217;idea di come realizzare i manichini: serve del cartoncino robusto, colori di diverso genere, colla e tanto ingegno e fantasia per realizzare i diversi personaggi nelle pose che preferisci.&nbsp;<br />
La cosa divertente dei presepi è che possono essere non &#8220;statici&#8221; e puoi lasciare che i bambini ci giochino più e più volte creando storie tra i personaggi.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il museo del Natale</strong>: hai mai provato a riflettere su cosa è un museo? Il museo nasce come una raccolta ordinata di oggetti, i più disparati. Fermati a pensare con il tuo bambino quali musei avete visitato finora, se ne avete visitati, e provate a immaginare come potrebbe essere il museo del Natale, del vostro Natale.<br />
Che cosa potrebbe contenere? Una raccolta ordinata di alberi di diverso tipo, oppure di palle per l&#8217;albero (distinte per colore o per forma), o ancora dei segnaposto che avete usato per il pranzo negli ultimi anni (magari ne avete conservato qualche esemplare).&nbsp;Può anche essere un insieme di qualcosa di più immateriale, da rappresentare mediante disegni, per esempio: una raccolta di emozioni ricorrenti a Natale? O di canzoni?<br />
Una volta raccolta una certa quantità di oggetti potete dar loro un ordine e decidere dove riporli: in una scatola già confezionata, in una da realizzare insieme con la <a href="http://creareconlacarta.it/scatole-origami/" target="_blank" rel="noopener">tecnica dell&#8217;origami</a>, su un vassoio per lasciare che il museo venga <em>visitato&nbsp;</em>liberamente o dove altro vuoi tu.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>L&#8217;albero texturizzato</strong>: e se l&#8217;albero non fosse il tradizionale abete? Un paio di mesi fa ho scritto un <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/autunno-creativo/" target="_blank" rel="noopener">post con alcuni suggerimenti su attività autunnali</a> da svolgere con il tuo bambino e ho proposto di realizzare alberi di carta (la carta del pane) con la <em>regola</em> di Bruno Munari (in sintesi il ramo che segue sarà sempre più piccolo del ramo che lo precede).<br />
Questa volta puoi partire da un foglio di carta, possibilmente lungo, per esempio un A3 diviso a metà per il lungo o un foglio più grande o più piccolo a seconda del risultato che intendete ottenere, e iniziate a divertirvi con la tecnica del <em>frottage</em>. Te ne ho già parlato, è un modo per catturare la pelle delle cose strofinando con i colori a cera sopra il foglio appoggiato su superfici ruvide: si ottengono <em>texture</em> sorprendenti. Segui l&#8217;esempio di questo bellissimo&nbsp;<a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2017/05/fare-insieme-mani-grandi-e-mani-piccine.html" target="_blank" rel="noopener">post di Simona Balmelli</a>&nbsp;e se alla fine vuoi un risultato più natalizio, puoi realizzare a parte decorazioni con la stessa tecnica da fissare poi con la colla o la spillatrice ai rami dell&#8217;albero.</li>
<li style="list-style-type: none;">&nbsp;</li>
<li><strong>Il tangram del Natale</strong>: conosci il tangram? È un antico gioco cinese a forma di quadrato contenente sette piccole figure geometriche colorate: scopo del gioco è&nbsp;formare&nbsp;sagome riconoscibili&nbsp;di oggetti, animali, persone ecc. usando tutte le piccole figure.<br />
La sfida nel nostro caso sarà realizzare immagini legate proprio al Natale: un albero, Babbo Natale, una renna, una stella cometa o qualsiasi cosa venga in mente a voi. Per realizzare un tangram potete usare carta colorata, carta o cartoncino bianchi che colorerete voi oppure carta di riviste, l&#8217;effetto è molto interessante se scegliete belle immagini. Puoi trovare facilmente in rete una traccia per le forme; sul <a href="http://www.didatticarte.it/Blog/?p=397" target="_blank" rel="noopener">blog di Emanuela Pulvirenti</a> trovi in più alcune riflessioni e sorprendenti esempi.</li>
</ul>
<p>Come ti sembrano queste idee? Mi farebbe davvero piacere se tu avessi voglia di raccontarmi o mostrarmi quali sono le vostre opere a tema e se provate alcuni di questi spunti sarebbe bellissimo vedere i risultati! Ma quel che più conta, ovviamente, è il momento in cui tu e il tuo bambino o la tua bambina lavorate insieme, senza preoccuparvi troppo dell&#8217;esito!</p>
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		<title>Autunno creativo tra boschi e casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 19:24:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell'autunno e delle giornate ancora tiepide.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Qualche idea autunnale per continuare a stare all&#8217;aria aperta e rielaborare con creatività gli elementi della natura</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti do qualche suggerimento pratico per trascorrere del tempo creativo con i tuoi bambini, approfittando della magia dell&#8217;autunno e delle giornate ancora tiepide</h3>
<div id="attachment_3247" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3247" loading="lazy" class="size-full wp-image-3247" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg" alt="autunno di Giggia" width="800" height="800" data-id="3247" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-150x150.jpg 150w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-300x300.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-768x768.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/giggia-ottobre-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-3247" class="wp-caption-text">L&#8217;autunno di Giggia &#8211; Foto e creazione di <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Silvia Battaglini</a>, che ringrazio moltissimo</p></div>
<p>Autunno: una stagione magica che personalmente ho imparato ad amare solo &#8220;da grande&#8221; ma che credo possa regalare momenti unici anche ai bambini, quando finalmente possono stare all&#8217;aperto senza paura di scottarsi o <em>liquefarsi</em> al sole e soprattutto possono insieme a noi godere di paesaggi e dettagli dai colori caldissimi e sorprendenti.</p>
<p>Capita anche a te di avere l&#8217;istinto di fotografare ogni albero rosso che incontri o la collina dalle molteplici sfumature o la singola foglia striata che sembra un&#8217;opera d&#8217;arte? Sì, in autunno ancor di più ho sempre l&#8217;impressione di ammirare quadri bellissimi, come se fossi in un museo a cielo aperto!</p>
<p>Questo tempo è dunque l&#8217;ideale per proporre ai nostri bimbi alcune attività creative perfette per l&#8217;autunno: perfette per il largo uso di elementi naturali tipici della stagione e perché mettono insieme la bellezza dello stare all&#8217;aperto e una successiva rielaborazione a casa, da abbinare a una merenda o all&#8217;ascolto della pioggia che batte sui vetri.</p>
<h3>Qualche idea per attività creative ispirate all&#8217;autunno</h3>
<ul>
<li><strong>La pelle delle foglie</strong>: sì, in autunno la cosa più sorprendente delle foglie è il colore che varia dal giallo al rosso al marrone in un caleidoscopio di colori caldi che adoro. Ma l&#8217;autunno è anche l&#8217;occasione per maneggiare tanti tipi di foglie che si trovano a terra, senza bisogno di danneggiare le piante con strappi inutili.<br />
Provate a raccogliere tanti tipi di foglie di piante diverse o della stessa, e insieme osservatene i particolari: la <strong>forma</strong> (palmata, lanceolata, trifida; molto probabilmente il tuo bimbo ti stupirà perché a scuola spesso si insegnano questi termini che poi da grandi smettiamo di usare), il <strong>profilo</strong> (liscio, seghettato, smerlato), la <strong>superficie</strong>, cioè la <em>pelle</em> delle foglie con tutte le sue nervature. Selezionate le foglie che vi piacciono di più e portatele a casa. Attenzione: non devono essere troppo secche per questo tipo di attività, altrimenti si rompono.<br />
A questo punto prendete fogli bianchi e colori a cera a cui avrete tolto la pellicina di carta e cominciate a sperimentare il&nbsp;<em>frottage</em>: metti la foglia sul tavolo, coprila con il foglio e strofina sopra con un colore a cera tenendolo nel senso della lunghezza. Strofinate su tutta la superficie e verificate che piano piano emerga il disegno della <em>pelle</em> della foglia. Provate con foglie diverse e colori diversi, variando anche la pressione del colore e decidete poi che farne, se ritagliare il contorno delle foglie e conservare il nuovo esemplare colorato oppure utilizzare tutti i campioni di colore come <em>pattern</em> per un collage creativo, per creare cioè un&#8217;immagine a piacere.<br />
Trovi questo tipo di attività in <a href="http://www.italiantoyscuole.it/italiantoyscuole/il-banco-del-naturalista_educazioneambientale/">alcuni dei giochi didattici</a> di <strong>Italian Toy</strong> e puoi approfondire l&#8217;uso della tecnica del <em>frottage</em> leggendo <a href="http://simonabalmelli.blogspot.com/2016/02/frottage-una-tecnica-dai-mille-usi.html">questa spiegazione</a> di Simona Balmelli, che ti consiglio di seguire sul blog (e se abiti al nord puoi anche andare a trovarla nella sua <a href="http://toctocbottega.blogspot.com/">nuova bottega Toc toc</a>).</li>
<p></br></p>
<li><strong>Quadri di natura</strong>: se avete occasione di fare una scampagnata alla ricerca di castagne o anche semplicemente se hai un bel giardino o vi trovate al parco, approfittane per fare incetta di materiali i più vari: rametti secchi, foglie, piccoli sassi, muschio, ghiande, castagne, pigne, bacche e qualsiasi altra cosa possiate raccogliere. Non occorre strafare e riempire uno zaino, bastano pochissimi oggetti.&nbsp;<br />
Una volta a casa prendete un foglio, magari non troppo grande (una metà del foglio A4 classico andrà bene) e provate a metterci sopra uno o più oggetti raccolti: a cosa assomigliano? &#8220;Questa foglia sembra una nuvola in cielo e questo cappuccio di ghianda assomiglia a un cappello&#8221;. Prendi una matita e prova a completare l&#8217;insieme in base a quello che ti suggeriscono l&#8217;oggetto stesso e la fantasia, un po&#8217; come fa <strong>Silvia Battaglini</strong> con la sua <a href="https://www.facebook.com/Giggia-624260074448724/">Giggia</a>. Non la conosci? Rimedia subito! Lei è un&#8217;artista, non ti scoraggiare quindi se non riuscirete subito ad essere così poetici e soprattutto lascia che il tuo bimbo si sbizzarrisca e sperimenti in libertà, questo è il senso.</li>
<p></br></p>
<li><strong>Il catalogo dell&#8217;autunno</strong>: nel <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/arte-e-creativita-all-aperto/">mio post sulle attività all&#8217;aperto</a> ti ho suggerito quest&#8217;estate l&#8217;idea del catalogo naturale. Vale assolutamente anche per la versione autunnale!&nbsp;<br />
Scegliete una tipologia di elementi naturali, per esempio le castagne, le ghiande, le foglie (le foglie!). Una sola tipologia mi raccomando e scegliete un criterio di ordinamento: per grandezza, per <em>cicciosità</em>, per colore, per tipo di superficie ecc. Già mi immagino un catalogo di foglie ordinate in base al colore: il trionfo dell&#8217;autunno!<br />
Questa è un&#8217;attività che può esaurirsi all&#8217;aperto, magari immortalando i cataloghi realizzati con uno scatto fotografico, oppure potete portare gli oggetti a casa e scegliere un luogo di conservazione adatto (provvisorio ovviamente!), come una scatola o un quaderno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3248" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg" alt="" width="500" height="309" data-id="3248" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta.jpg 500w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/10/alberi-di-carta-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></li>
<p></br></p>
<li><strong>Alberi di carta</strong>: non so tu, ma io a casa ho tantissimi sacchetti di carta, di quelli marroncini usati di solito per il pane. Se sta piovendo da giorni e non hai fatto in tempo a raccogliere nulla all&#8217;aperto, puoi utilizzare uno di questi sacchetti per realizzare degli alberi autunnali, cioè senza foglie. Ritaglia a strisce non troppo sottili una metà del sacchetto e scegli se sperimentare una versione tridimensionale, <a href="https://pianetabambini.it/albero-autunnale-sacchetto-carta/">come questa</a>, oppure una a due dimensioni come quella della foto qui sopra. La parte lasciata intera sarà il tronco e le strisce saranno i rami: non dimenticare di seguire la regola di Bruno Munari sulla biforcazione dei rami! Se non la conosci puoi leggere una breve e chiara spiegazione su <a href="http://didatticadellarte.blogspot.com/2015/05/disegnare-un-albero.html">questo blog di didattica dell&#8217;arte</a>.&nbsp;<br />
Puoi sempre aggiungere qualche foglia, per esempio utilizzando i semi di zucca che avrai fatto seccare dopo l&#8217;ultima vellutata :) oppure quel che saprete inventare sul momento.</li>
<p></br></p>
<li><strong>L&#8217;arcobaleno dell&#8217;autunno</strong>: in effetti i colori sono la cosa che mi colpisce di più di questa stagione. Come ultima proposta ti suggerisco un&#8217;attività estremamente semplice, adatta anche ai più piccoli, che inizia ancora una volta con una bella raccolta di materiale nel bosco. Ne servirà non poco (abbi pazienza!) e fai attenzione a variare il più possibile i colori selezionati.<br />
Una volta a casa radunate tutti gli oggetti proprio in base al loro colore, per accostamento. Potete aiutarvi con dei fogli colorati sopra cui disporre gli elementi naturali in base alla vicinanza a quel colore: sarà sorprendente constatarne la varietà! Guarda che bell&#8217;effetto che fanno in <a href="https://www.pinterest.it/pin/160863017916002885/">questa foto</a>. Insieme potete infine discutere ogni particolare che avete notato, sarà un ottimo esercizio di osservazione e selezione.</li>
</ul>
<p>Forse mi dirai che insieme ai tuoi bambini hai già realizzato qualcuna di queste attività o altre sempre in tema autunnale. Ti va di mandarmi una foto? E se hai qualsiasi osservazione da fare sono qui, tutta orecchi!</p>
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		<title>Festa! Un&#8217;idea perche&#8217; sia unica e diversa</title>
		<link>https://lapiccolagerbera.it/festa-unica-e-diversa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 09:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riflessioni sulle feste - di compleanno e non solo - e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio Party-Lab e come si svolge.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Come rendere una festa diversa dalle solite? Per esempio organizzando un laboratorio creativo per bambini</h2>
<h3 class="sottotitolo2">Riflessione sulle feste &#8211; di compleanno e non solo &#8211; e un utile suggerimento: ti spiego cosa è il mio <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a> e come si svolge.</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2958" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg" alt="festa" width="800" height="491" data-id="2958" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-300x184.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/07/festa-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Chi non si è mai cimentato nell&#8217;organizzazione di una festa per bambini alzi la mano!<br />
Sia che tu abbia chiamato qualcuno per occuparsi di tutto o che tu abbia fatto per lo più da sola (o solo? non conosco papà organizzatori di feste, ma ti prego se lo sei fatti vivo!) o che tu abbia scelto una strada intermedia, è probabile che tu abbia fatto l&#8217;esperienza di dover compiere più di una scelta per l&#8217;organizzazione del party. Che fatica vero?</p>
<p>E se già non è successo perché il tuo bimbo è ancora piccolo so già a cosa stai pensando: &#8220;L&#8217;anno prossimo mi sa che mi tocca&#8221; (per la cronaca, questo è quello che penso io!).</p>
<p>La notizia buona, che poi è anche un po&#8217; cattiva, è che ormai le variabili sono davvero molte (cattiva perché a volte dover scegliere fra troppe opzioni è ancora più difficile che avere poche chance). Se fai una ricerca in rete si aprono mondi inimmaginabili, perché la rete si sa, è prodiga di consigli. A me è sembrato molto assennato <a href="https://www.firenzeformatofamiglia.it/2018/03/23/come-organizzare-il-compleanno-dei-bambini-facendo-tutto-da-soli/">questo articolo di Firenze Formato Famiglia</a>, un portale interessante anche se non abiti in zona, perché sviscera a fondo la questione organizzazione compleanni e offre davvero molti spunti se vuoi pensare a una festa totalmente fai-da-te.</p>
<p><em>&#8220;Sì ok, organizzo tutto da sola, ma poi cosa gli faccio fare ai bambini?&#8221;</em></p>
<p>Un&#8217;opzione davvero interessante è invitare gli amici al parco pubblico, come suggerisce <a href="https://www.mammaraccontami.com/2018/06/di-quando-volevo-cambiare-il-mondo/">Federica Mari di Mamma Raccontami</a>: al parco non ci sarà bisogno di molte idee per far divertire i bambini e ci si potrà concentrare su tutto il resto.<br />
Ma potrebbe darsi che anche all&#8217;aperto i piccoli abbiano bisogno di una mano per rompere il ghiaccio e socializzare gradualmente tra di loro.<br />
Immagino che conoscerai tantissimi esempi di animazioni di compleanni: il famoso trucca-bimbi, il mago, il clown, i burattini. E poi? Ah sì certo, la musica! Alta possibilmente, così i bambini si stordiscono ben bene e il caos cosmico è assicurato :-)</p>
<p>Avrai capito che non sono molto a mio agio in questo genere di feste (ma è giusto che piacciano a molti genitori e bambini, sia chiaro!), per questo ho pensato a cosa piacerebbe a me e ai bambini che conosco e ho iniziato a proporlo.</p>
<p>Hai mai sentito parlare di <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">Party-Lab</a>?&nbsp;</p>
<p>È un <strong>laboratorio</strong> su misura, progettato e pensato appositamente per il protagonista o i protagonisti della festa. Non è detto che sia un compleanno, potrebbe essere per esempio una festa di fine (o inizio?) anno scolastico, con un&#8217;intera classe e le maestre, oppure un festeggiamento di qualsiasi genere.</p>
<p>Se ti stai intanto chiedendo cosa è un laboratorio, puoi dare una sbirciatina al <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/">post in cui ne ho parlato diffusamente</a>; qui ti ricordo solamente che esistono tantissimi tipi di laboratorio &#8211; anche se talvolta si chiamano laboratori anche attività piuttosto frettolose e superficiali.&nbsp;</p>
<p>Cosa significa però organizzare un laboratorio per una festa?&nbsp;</p>
<p>Per me <strong>che li progetto</strong> significa pensare a un tipo di attività adatta al gruppo di bambini che parteciperà, legato a un tema caro al festeggiato, per esempio i fiori, gli animali,&nbsp;i numeri e la matematica (i Pj Mask e i Paw Patrol magari no, niente argomenti brandizzati :-) ), che rispetti i tempi previsti per la festa e che sia facilmente adattabile a seconda delle contingenze. L&#8217;ideale è cioè dedicare la prima parte del party al laboratorio, che spesso ha proprio lo scopo di accogliere gli invitati mano a mano che arrivano, aiutarli a mettersi a proprio agio, iniziare a socializzare; ma potrebbero esserci esigenze diverse e questo è possibile valutarlo sul momento.</p>
<p>Al chiuso o all&#8217;aperto? In un salone per le feste o a casa?&nbsp;</p>
<p>Il Party-Lab si adatta a circostanze diverse, l&#8217;esperienza però mi ha insegnato che la migliore riuscita è nei casi di feste intime, con un numero non troppo alto di invitati, quindi perfetto a casa, ma anche in un salone se si destìna un&#8217;area appositamente al laboratorio, e benissimo anche all&#8217;aperto, aumentando anzi le variabili di materiali utilizzabili per il laboratorio.</p>
<p>Se quel che ho scritto finora ti sta facendo immaginare un&#8217;attività sedentaria in cui tutti i bambini stanno seduti al tavolo a disegnare in pacato silenzio, scusa! Credo di non averti spiegato ancora bene come funziona questo Party-Lab.<br />
È vero che non mi piacciono le feste troppo rumorose e caotiche, ma conosco bene il mondo dei bambini e passo molto tempo con loro, non con dei piccoli robot! Semplicemente questo è il mio stile, pacato e sottovoce (anche se so tirarla fuori, la voce), e la cosa che mi piace di più è iniziare i laboratori per le feste con un <strong>racconto</strong>, che man a mano che si snoda cattura lentamente tutti i bambini, rendendoli sempre più coinvolti.<br />
Il passo successivo è <strong>proporre un&#8217;attività</strong> ispirata al racconto e mostrare le diverse possibilità a tutti: facciamo un libro pop-up, creiamo un fiore futurista, giochiamo con i numeri, inventiamo con le lettere, costruiamo una maschera in questo o in quest&#8217;altro modo ecc.<br />
Ogni bambino ha così a disposizione tutti i materiali e gli strumenti che possono essere utili e procede in autonomia o con il mio aiuto a seconda delle necessità. Questo è sempre un momento magico: <em>tutti sono assorti nel proprio lavoro, alcuni eccitati dal risultato che ottengono, altri chiedendo aiuto; sbirciano il lavoro degli amici e si confrontano, propongono varianti e offrono collaborazione</em>. Di sottofondo un chiacchiericcio creativo che ricorda quello delle ricamatrici di una volta o degli artigiani intenti a un lavoro di gruppo.</p>
<p>Ecco la bellezza di un laboratorio collettivo: ognuno è dedito al proprio lavoro individuale, ma insieme si socializza e si coltiva la propria creatività, anche attraverso il confronto e lo scambio reciproco.</p>
<p>Se poi resta tempo è bello concludere l&#8217;attività con un gioco legato proprio ai lavori ultimati, oppure semplicemente allestire velocemente una piccola esposizione per osservare tutte le creazioni, ovviamente dopo la merenda!</p>
<p>E i genitori? Se sono presenti possono rilassarsi chiacchierando tra di loro tra una bibita e una patatina oppure partecipare insieme ai bambini, soprattutto se sono piccoli, l&#8217;importante è che sia sempre presente qualcuno con me per l&#8217;assunzione di responsabilità (a questo proposito trovi tutti i dettagli sulla <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/party-lab/">pagina dedicata al Party-Lab</a>).</p>
<p>Se pensi che questo sia il tuo genere di festa e hai voglia di sperimentarlo, non hai che da <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/contatti/">chiamarmi</a> e insieme progetteremo la soluzione migliore per l&#8217;occasione, che sia estate, autunno, inverno o primavera.<br />
Se invece hai fatto esperienza di feste ancora diverse con soluzioni interessanti, raccontamele, sarà un utile confronto.</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Chris Lawton e si trova su Unsplash, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/vBA-JNHAraI" target="_blank" rel="noopener">qui</a></span>.</p>
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		<title>Arte e creativita&#8217; all&#8217;aperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 14:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Come sfruttare gli elementi della natura con rispetto e creatività nelle nostre giornate all&#8217;aria aperta Ti do qualche suggerimento pratico<a href="https://lapiccolagerbera.it/arte-e-creativita-all-aperto/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Come sfruttare gli elementi della natura con rispetto e creatività nelle nostre giornate all&#8217;aria aperta</h2>
<h3 class="sottotitolo2">Ti do qualche suggerimento pratico per impiegare il tempo libero durante le vacanze estive e nutrire la creatività dei tuoi bambini</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2899" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg" alt="arte e creatività all'aperto" width="800" height="600" data-id="2899" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/06/arteecreativitàallaperto-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Estate: tempo di giornate all&#8217;aperto, al mare o in montagna o semplicemente nel giardino di casa o al parco. Gli impegni si diradano e aumenta invece il tempo libero del tuo bambino. Tra attività preconfezionate, passeggiate, gite più o meno fuori porta, càpita che arrivi la tanto temuta richiesta di aiuto: &#8220;Mamma mi annoio!&#8221;.<br />
Ricordo ancora quando ero io a pronunciarla e la mia mamma, presa dalle incombenze della quotidianità, capitava mi proponesse di sgranare i fagioli insieme a lei o aiutarla ad apparecchiare la tavola. &#8220;Ma io mi annoio!!!&#8221;. Spesso l&#8217;alternativa presentata mi annoiava in partenza ancor di più!<br />
Come premessa vorrei però ricordarti che <strong>la noia</strong> in realtà è un valore e non un problema: dalla noia scaturiscono preziosi momenti di creatività e siamo forse noi genitori a temerla (a questo proposito puoi leggere <a href="https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/perche-la-noia-e-importante-per-i-bambini-risponde-la-psicologa.html" target="_blank" rel="noopener">questo articolo sul ruolo della noia nei bambini</a>, ma ti puoi sbizzarrire se cerchi in rete, esistono moltissime risorse sull&#8217;argomento).</p>
<p>Resta il fatto che le giornate estive sono davvero lunghissime! E allora ben venga qualche suggerimento per attività da svolgere all&#8217;aperto; però, ti prego, <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/" target="_blank" rel="noopener">non chiamarle lavoretti</a> :-)</p>
<p>Ti propongo poche idee, ma pratiche e facili da realizzare con pochi mezzi, sempre nel rispetto della natura, mi raccomando:</p>
<ul>
<li><strong>Storie di sassi</strong>: se siete al mare o vicino a un fiume avrete probabilmente a portata di mano qualche sassolino stondato. Forse hai già giocato da piccolo al gioco delle somiglianze, colorando i sassi a seconda di quello che ti ricordava la loro forma: un topolino, un&#8217;auto, una montagna. Non ti propongo questo, anche se è una buona idea. Prova a scegliere una decina di sassi piatti, la forma è indifferente, e disegna e colora su ciascuno un oggetto, un animale, una persona o un dettaglio. Puoi scegliere di colorarli con i colori che hai a disposizione, non importa di che tipo (tempere, acrilici, pennarelli, pastelli) e già questa è una prima attività divertente da svolgere insieme.<br />
Per esempio: un gatto, una strada, una casa, una chitarra, una noce, un piatto di spaghetti, una luna, un dito indice, una barca, una sedia. La cosa bella di questa attività è che puoi riutilizzare i sassi in qualsiasi momento per giocare a raccontare storie. Basterà inserirli in una busta di stoffa (anche un calzino spaiato andrà benissimo) e pescarne 5 a caso: quelli saranno gli <strong>elementi della storia</strong> che tu o il tuo bambino a turno o insieme dovrete inventare. Vi divertirete tantissimo a raccontare di quel gatto che si mangiò un succulento piatto di spaghetti sopra una sedia dopo essere sfuggito all&#8217;attacco di un dito indice che voleva spedirlo direttamente sulla luna!<br />
Ovviamente potrete aggiungere sassi a piacimento e cambiare in qualsiasi modo le regole del gioco. Trovi qualche esempio ed altre idee da realizzare con i sassi <a href="http://www.cosedamamme.it/2015/05/15/7-giochi-da-fare-con-i-sassi/" target="_blank" rel="noopener">in questo blog</a>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Signori rametti</strong>: e se invece sei in montagna o nel bosco e di sassi piatti neanche l&#8217;ombra? A parte che i sassi possono essere anche non piatti per il gioco qui sopra, ma una valida alternativa è andare insieme a caccia di rametti secchi e metterne da parte qualcuno per creare dei personaggi veri e propri. Potrai sfruttare la forma ramificata di alcuni di essi oppure potrai spezzarli delle dimensioni giuste per creare il tronco, le gambe e le braccia e poi assemblarli utilizzando una pasta morbida che potrà essere pongo, creta, pasta di sale, mollica lavorata, semplice gomma pane o qualsiasi cosa ti sembri utile: crea piccole palline che serviranno per le giunture (se siete particolarmente abili potrete creare braccia e gambe che si piegano e anche i piedi!) e una pallina più grande che sarà la testa. Su questa potrete incidere occhi e bocca con delle punte o imprimere foglie e steli o ancora attaccare fili d&#8217;erba per fare i capelli.<br />
Se inizi vedrai che non riuscirete più a fermarvi e le idee vi verranno strada facendo. Date un nome ai personaggi e perché no? Fateli protagonisti di una storia!<br />
Trovi questa idea nel numero di <a href="https://shop.artebambini.it/arte-e-giardini-dada-n-15" target="_blank" rel="noopener">Dada</a>, la rivista di Artebambini, dedicato ad Arte e giardini.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Natura in costruzione</strong>: da realizzare al parco, al mare o in giardino, puoi scegliere i più svariati elementi della natura che trovi a disposizione, dalle conchiglie alle foglie, dai sassi ai rami, dalle pigne ai fiori freschi o appassiti. Cominciate ad avvicinare un sasso a un fiore o a una pigna e fate un po&#8217; di prove per vedere se si accende qualche lampadina. Ma certo! Questa sembra proprio una macchina! E allora ecco che sistemando meglio gli elementi inizieranno a nascere oggetti e animali a volontà.<br />
Potrete decidere se assemblarli per accostamento e divertirvi a fotografarli per immortalarli, creando <strong>arte effimera</strong>, e poi disfare il lavoro, oppure utilizzare un po&#8217; di colla vinilica o a caldo, se siete attrezzati, e portare poi a casa le vostre creazioni. So già cosa sceglierai di fare tu e cosa sceglieranno i bambini!<br />
Puoi trovare <a href="https://www.thecrafttrain.com/bush-critters/" target="_blank" rel="noopener">qualche esempio divertente in questo blog</a>, dove però vengono utilizzati occhi preconfezionati per animare gli animali che vengono creati. Sono sicura che non ne avrete bisogno.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Catalogo naturale</strong>: un&#8217;alternativa a queste attività creative e molto giocose è un interessante esercizio di osservazione e comprensione che per i bambini si trasforma facilmente in un gioco. Si tratta di decidere prima di tutto cosa catalogare, a seconda di dove vi trovate. Per esempio al mare potrebbero esserci a vostra disposizione conchiglie, sassi, vetrini. Iniziate a raccogliere un certo numero di oggetti dello stesso genere e, una volta raccolti, raggruppateli e ordinateli in base a criteri che sceglierete voi stessi, per esempio per grandezza, colore, tipologia (tutte le conchiglie a righine, tutte le conchiglie lisce, tutte le conchiglie lunghe e così via) ecc.<br />
È un vero e proprio gioco di osservazione che vi permetterà di discutere insieme le vostre scelte e fare considerazioni in merito (es. &#8220;io preferisco i sassi bianchi perché mi danno una sensazione di semplicità&#8221;), aiutando i bambini a <strong>scoprire le connessioni tra le cose</strong> e anche &#8211; chissà &#8211; esprimere un po&#8217; di sé.<br />
Sul significato e l&#8217;importanza di catalogare <a href="http://adunmillimetrodame.blogspot.com/search/label/catalogo" target="_blank" rel="noopener">puoi leggere questo post di Cecilia Ramieri</a>, illustratrice e progettista Metodo Bruno Munari®.</li>
</ul>
<p>Hai già sperimentato in passato qualcuna di queste idee? Come è andata? Se lo farai in futuro non dimenticare di fare una foto e mandarmela, così potrò ammirare anche io le vostre creazioni, oppure raccontami semplicemente se vi siete divertiti e se sono stati utili i miei suggerimenti.<br />
L&#8217;estate è lunga ed è appena iniziata, buon divertimento!<br />
Ma non scordare di annoiarvi un po&#8217; ogni tanto.</p>
<hr>
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Drypkr</span>, trovi il file originale <a href="https://pixabay.com/it/marine-shell-posteriore-673335/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
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		<title>Facciamo un laboratorio? O un lavoretto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 09:33:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera consiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Laboratorio e lavoretto non sono la stessa cosa: trascurabili differenze terminologiche? No. Ecco perché In questo post ti spiego perché<a href="https://lapiccolagerbera.it/facciamo-un-laboratorio-o-un-lavoretto/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sottotitolo1">Laboratorio e lavoretto non sono la stessa cosa: trascurabili differenze terminologiche? No. Ecco perché</h2>
<h3 class="sottotitolo2">In questo post ti spiego perché i laboratori sono diversi dai lavoretti, ti do alcuni spunti teorici per realizzarne con i tuoi bambini e ti do qualche indicazione per capire a quali laboratori vale la pena partecipare</h3>
<p><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg"><img loading="lazy" data-id="2836"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg" alt="esempio di lavoretto" width="800" height="533" class="aligncenter size-full wp-image-2836" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto-300x200.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2018/05/lavoretto-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><br />
&#8220;Mamma facciamo un <em>lavoretto</em>?&#8221;. Quante volte ti sarà capitato di ricevere questa richiesta? Oppure sei proprio tu ad averlo proposto al tuo bambino.<br />
I <em>lavoretti</em> fanno spesso parte della strategia riempi-tempo delle mamme nelle giornate uggiose, quando fuori piove o fa troppo freddo per stare all&#8217;aria aperta, oppure sono occasioni per darsi da fare insieme in prossimità del Natale e della Pasqua, quando c&#8217;è una tavola da decorare o un albero da addobbare, oppure ancora invadono le classi delle scuole dell&#8217;infanzia o della primaria in occasione di ogni festa comandata.<br />
  Allora capita che quando qualcuno organizza un laboratorio didattico si senta chiedere dai bambini o dalle mamme: &#8220;Si fa un lavoretto?&#8221;. Santo cielo, no! Mi verrebbe da rispondere quando viene chiesto a me. In realtà riesco a trattenermi e spiego: &#8220;No, oggi facciamo un laboratorio&#8221;.<br />
  È dunque così importante questa differenza?</p>
<h3 >Il lavoretto</h3 >
<p>Ecco le caratteristiche di massima di un lavoretto:<br />
  <strong>prodotto in serie</strong>, uguale per tutti, preconfezionato dall&#8217;operatore di turno mediante il ritaglio di sagome o operazioni simili e successivo assemblaggio da parte dei bambini secondo una sequenza predefinita. </p>
<p>  Nel caso di lavoretti di gruppo l&#8217;esito è molto più evidente e userò l&#8217;esempio di una classe per rendere meglio l&#8217;idea. Dopo che l&#8217;insegnante ha fornito il materiale ai bambini, ognuno realizzerà il proprio manufatto <em>mettendo insieme i pezzi</em>. Nel migliore dei casi il bambino potrà scegliere forse i colori da usare o il bottone da incollare, certo è che il risultato finale sarà un quasi perfetto lavoretto (dell&#8217;insegnante), con immensa soddisfazione di tutti: bambini, insegnanti e mamme. &#8220;Ma che bel lavoretto che hai fatto!&#8221;</p>
<p>  Sia chiaro fin d&#8217;ora, non ho nulla contro il lavoretto in sé. Anzi, trovo che spesso sia un momento importante di condivisione quando viene realizzato in famiglia e penso sia un buon esercizio di motricità fine quando comporta operazioni come il ritaglio con le forbici o l&#8217;uso della colla. Però dimmi: che peso potrà avere in questo genere di lavoretti l&#8217;intervento di ogni bambino? Riuscirà ad esprimere le proprie preferenze e inclinazioni, se non vogliamo parlare addirittura di creatività?</p>
<h3 >Il laboratorio</h3 >
<p>  Ed è qui che interviene il laboratorio, che già dal nome suggerisce un complesso di operazioni ben diverse (sul significato del laboratorio a partire dalla definizione del termine ti consiglio di leggere <a href="http://simonabalmelli.blogspot.it/2017/09/sulla-fatica-del-laboratorio.html" rel="noopener" target="_blank">il post di Simona Balmelli</a>).<br />
  Il laboratorio viene prima di tutto <strong>progettato</strong> da qualcuno che lo sa fare: progettare laboratori è un mestiere. Il primo esempio che posso citare è Bruno Munari, che ha messo in atto un vero e proprio metodo per dare ai bambini (ma anche agli adulti) gli strumenti per <em>fare</em>, perché obiettivo non sia semplicemente il risultato finale ma il <em>procedimento</em> utilizzato per arrivarci.</p>
<p>  Cosa accade dunque durante un laboratorio? Ogni bambino ha a propria disposizione una serie di strumenti e di materiali, accuratamente selezionati dall&#8217;operatore, e viene incoraggiato a sperimentare attraverso l&#8217;esempio. L&#8217;operatore mostra cioè generalmente come si <em>può</em> fare (e non come si fa), perché non esistono soluzioni preconfezionate ma svariate possibilità di azione.<br />
  Ogni bambino può così provare e in base al risultato scegliere quale strada percorrere. Non è detto che sia facile! Può accadere che, per esempio, se si compie un&#8217;operazione nuova risulti particolarmente impegnativa per i bambini, ma l&#8217;incoraggiamento serve proprio a questo, a rassicurarli e spronarli a <strong>sperimentare diverse soluzioni</strong>. </p>
<h3 >E quindi? Cosa vorresti dire?</h3 >
<p> &#8220;Mi stai dicendo che una mamma &#8211; che si sa è tuttologa &#8211; dovrebbe anche saper progettare un laboratorio?&#8221;. Chiaramente no! Perché conosco bene le ricerche su google per rintracciare tutorial che insegnino a realizzare pupazzi di neve dai rotoli di carta igienica o segnaposto per la tavola di Natale dai tappi di bottiglia. Ed è giusto così.<br />
  Un po&#8217; meno giusto che questo avvenga nelle scuole, perché gli insegnanti hanno la possibilità di rivolgersi ad operatori specializzati o meglio ancora formarsi per superare il concetto di lavoretto (e fortunatamente conosco felicissimi casi del genere). </p>
<h3 >I miei suggerimenti</h3 >
<p>   Se poi &#8211; mamma, papà o zia &#8211; hai iniziato a interrogarti su come proporre qualche laboratorio ai tuoi bambini, alcune semplici indicazioni voglio dartele proprio qui.</p>
<ul>
<li>Quando fai ricerche in rete non limitarti a farlo nell&#8217;immensità del web, ma restringi il campo, prima di tutto digitando <em>laboratorio</em> e non <em>lavoretto</em> e poi prova a consultare qualche blog di qualità come quello di Simona Balmelli che ti ho suggerito sopra o quello di <a href="http://adunmillimetrodame.blogspot.it/" rel="noopener" target="_blank">Cecilia Ramieri</a>. Puoi anche procurarti qualche manuale pratico, come quelli di <a href="https://www.artebambini.it/" rel="noopener" target="_blank">Artebambini</a>, che oltre a condurre laboratori organizza corsi di formazione molto utili. Oppure ancora puoi procurarti uno degli spettacolari giochi didattici di <a href="http://www.italiantoy.net" rel="noopener" target="_blank">Italian Toy</a>*.</li>
<li>Non cercare di strafare ma vai sul semplice, se ti sembra banale ancora meglio, perché è dalle cose semplici che i tuoi bambini potranno operare con serenità e quindi osare qualche sperimentazione. </li>
<li>Mettiti in gioco: realizzate il vostro laboratorio insieme. Prova anche tu a vedere cosa può succedere, per esempio, se strappate un foglio di carta. La forma cosa ti fa venire in mente? Parlàtene e disegnate insieme o ognuno per conto proprio.</li>
<li>Se vuoi partecipare a laboratori organizzati da qualcuno che non conosci e vorresti sapere se ne vale la pena, prova a dare un&#8217;occhiata alla descrizione dell&#8217;attività e osserva bene le parole che vengono utilizzate. Riesci a capire che tipo di conduzione sarà? Prova a cercare notizie sull&#8217;operatore: la sua esperienza e le sue attività precedenti ti daranno utili suggerimenti.</li>
</ul>
<p>  Avrei ancora molto da dire sull&#8217;argomento, mi propongo di tornarci in futuro. Per ora mi fermo qui, perché questa possa essere una conversazione e non un monologo. Hai mai fatto un lavoretto o un laboratorio con il tuo bimbo? Vuoi raccontarmi il tuo punto di vista e la tua esperienza?<br />
  Intanto se ti va puoi dare un&#8217;occhiata alla sezione del mio sito dedicata ai <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/attivita/laboratori-creativi/" rel="noopener" target="_blank">laboratori</a>. Sono attualmente in fase di revisione ma puoi farti un&#8217;idea della mia proposta.</p>
<hr />
<p> *Simona Balmelli e Cecilia Ramieri conducono laboratori secondo il Metodo Bruno Munari® ed entrambe sono tra le progettiste dei giochi di Italian Toy. Non le conosco personalmente e non ho alcun interesse personale a citarle e parlarne bene :-) Semplicemente seguo il loro prezioso lavoro da tempo e traggo ispirazione, io che non sono illustratrice, né designer, né tanto meno posso condurre laboratori Metodo Bruno Munari® senza il relativo diploma di master. In compenso continuo a studiare e lavorare con serietà ed onestà. Grazie Simona e Cecilia.
</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;">La foto di copertina è stata scattata da Paola Aguilar</span>, trovi il file originale <a href="https://unsplash.com/photos/r3SGf7uvOA0" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Aspettando Noi: prepararsi alla nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 18:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Inviti a eventi]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci siamo! Giovedì 11 febbraio ore 18-20 parte il primo degli incontri di Aspettando Noi, dedicati ai genitori in attesa<a href="https://lapiccolagerbera.it/aspettando-noi-prepararsi-alla-nascita/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci siamo! <strong>Giovedì 11 febbraio ore 18-20</strong> parte il primo degli incontri di <strong>Aspettando Noi</strong>, dedicati ai genitori in attesa (future mamme da sole, papà da soli o coppie) pensati e condotti da <a href="http://www.comelalbero.it/chi_sono.html" target="_blank">Sarah Meli</a> e accompagnati dai <strong>laboratori creativi</strong> della Piccola Gerbera.</em></p>
<p><div id="attachment_1838" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/01/Nascita-Renata-ritaglio.jpg" rel="attachment wp-att-1838"><img aria-describedby="caption-attachment-1838" loading="lazy" data-id="1838"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/01/Nascita-Renata-ritaglio.jpg" alt="Dettaglio dell&#039;illustrazione di Renata Otfinowska" width="800" height="469" class="size-full wp-image-1838" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/01/Nascita-Renata-ritaglio.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/01/Nascita-Renata-ritaglio-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1838" class="wp-caption-text">Dettaglio dell&#8217;illustrazione di Renata Otfinowska</p></div><strong>Cosa ti proponiamo e perché</strong><br />
Il <strong>tempo dell&#8217;attesa</strong>, lo sanno in molti, è un momento prezioso: dura &#8220;solo&#8221; nove mesi (in realtà meno!) ed è un&#8217;unica e preziosa occasione per prepararsi a un avvenimento che rivoluzionerà le vite dei futuri genitori. Perché non viverlo al meglio?<br />
Cosa significhi viverlo al meglio non spetta certo a me dirlo, ma ti assicuro che conosco da vicino questa esperienza ;)</p>
<p>Quel che accade abitualmente è che fior di medici si assicurano che la salute della futura mamma sia sempre sotto controllo e che il bambino cresca sano e forte; abbiamo un serrato calendario di appuntamenti ed esami clinici che ci aiutano a monitorare lo stato di salute di entrambi; qualche mamma si preoccupa di tenersi in forma, prepararsi al momento tanto atteso della nascita attraverso una ginnastica propedeutica, corsi preparto, corsi in piscina, yoga, talvolta danza&#8230;<strong>ma di quel che succede più in profondità, oltre l&#8217;aspetto fisico, chi si occupa?</strong></p>
<p><div id="attachment_1934" style="width: 779px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/02/Attesa.jpg" rel="attachment wp-att-1934"><img aria-describedby="caption-attachment-1934" loading="lazy" data-id="1934"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/02/Attesa.jpg" alt="Aspettando Noi" width="769" height="547" class="size-full wp-image-1934" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Attesa.jpg 769w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Attesa-300x213.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Attesa-768x546.jpg 768w" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" /></a><p id="caption-attachment-1934" class="wp-caption-text">Tempo di attesa</p></div>Ci stiamo trasformando, le nostre vite stanno per essere rivoluzionate, spesso ci sentiamo impreparati, smarriti, sicuramente curiosi&#8230;quale momento migliore per <strong>fermarsi ed ascoltarsi</strong>, cogliendo l&#8217;occasione per riappropriarsi di sé?<br />
Ci suggerisce Sarah: </p>
<blockquote>
<p>diamo ascolto a noi stesse, al partner, al neonato, al piacere e all&#8217;ambivalenza dell&#8217;attesa, riconosciamo le nostre risorse e le nostre competenze. </p>
</blockquote>
<p>E siccome durante quest&#8217;attesa sono molte le sensazioni e gli avvenimenti che si susseguono, ecco che può essere l&#8217;occasione giusta per esplorare nuove parti di noi, incontrarle per la prima volta, o forse semplicemente re-incontrarle. Da qui nasce l&#8217;idea dei <strong>laboratori creativo-esperenziali</strong>, che si intrecciano agli incontri di confronto e condivisione di Sarah e che ci danno l&#8217;opportunità di mettere in gioco la nostra creatività, ponendoci in ascolto e affidandoci a noi stessi.<br />
Io sarò lì a indicarti una possibile strada, ma, come accade con i bambini, sarai tu a decidere liberamente quale intraprendere, quale senti più tua, con gioia, soddisfazione e forse un pizzico di stupore.<br />
Inizieremo il <strong>18 febbraio</strong> con un&#8217;esperienza concreta ed estremamente pratica come la creazione di un diario: lo rilegheremo personalmente e lo renderemo unico e su misura per noi, mettendoci tutti noi stessi. Quale supporto migliore per raccogliere tutti i nostri pensieri, i sogni, le paure, le aspettative, i ricordi legati alla gravidanza e cominciare ad entrare così in relazione con il neonato?</p>
<p><div id="attachment_1927" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1.jpg" rel="attachment wp-att-1927"><img aria-describedby="caption-attachment-1927" loading="lazy" data-id="1927"  src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1.jpg" alt="Alcune fasi della rilegatura del diario" width="800" height="600" class="size-full wp-image-1927" srcset="https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1.jpg 800w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1-300x225.jpg 300w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1-768x576.jpg 768w, https://lapiccolagerbera.it/wp-content/uploads/2016/02/Diario-1-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-1927" class="wp-caption-text">Alcune fasi della rilegatura del diario</p></div>Seguiranno altri due laboratori, il <strong>3 e 17 marzo</strong>, egualmente sospesi tra introspezione, esercitazione della propria manualità ed espressione della propria creatività. Un percorso da vivere e sperimentare!</p>
<p><em>Se ti è sempre piaciuto metterti alla prova con piccole creazioni manuali ma raramente hai occasione di dedicartici, o al contrario ti senti così negato e non osi neanche provare, questo è decisamente il momento giusto, perché c&#8217;è un motivo in più proprio lì, che cresce tra di voi!</em></p>
<p>È possibile partecipare individualmente o in coppia, ai singoli appuntamenti o all&#8217;intero percorso. Ma il mio consiglio è di <strong>non perderti neppure un incontro!</strong><br />
Per questo io e Sarah abbiamo pensato a una <strong>promozione per chi prenota l&#8217;intero ciclo</strong>: 72 euro se partecipi solo/a, 120 euro se siete in coppia, al posto di 90 e 150 euro. Se preferisci puoi partecipare a singoli appuntamenti al costo di 15 euro o 25 euro in coppia.Tutte le informazioni pratiche le trovi sulla <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/aspettando-noi/" target="_blank">scheda di questo sito</a> o su <a href="http://www.comelalbero.it/blog/aspettando-noi/" target="_blank">quello di Sarah Meli</a>.</p>
<p>Il tempo del primo incontro è giunto: <strong>giovedì 11 febbraio</strong> presso la sede di <a href="http://www.teatrolabile.it" target="_blank">Teatro Labile</a>, via Marche 34 a Pisa. Affrettati!</p>
<p>Puoi <a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/contatti/" target="_blank">chiamare o scrivere</a> per toglierti qualunque dubbio e chiedere chiarimenti, oppure se sei già convinto puoi direttamente prenotare, noi ti aspettiamo&#8230;<em>Aspettando Noi</em>!</p>
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		<title>Storia di una nascita: il logo della Piccola Gerbera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 16:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera si racconta]]></category>
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		<category><![CDATA[creatività]]></category>
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					<description><![CDATA[Ora che finalmente anche la Piccola Gerbera ha un logo, a me non resta che raccontarvelo. Eppure mi sembra che<a href="https://lapiccolagerbera.it/storia-di-una-nascita-il-logo-della-piccola-gerbera/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che finalmente anche la Piccola Gerbera ha un logo, a me non resta che raccontarvelo. Eppure mi sembra che parli da solo!<br />
Però in effetti ancora non l&#8217;ho presentato nella sua interezza: eccolo a voi!</p>
<p><div id="attachment_480" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Logo-risoluzione-blog.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-480" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Logo-risoluzione-blog.jpg" alt="Il logo della Piccola Gerbera - by Dania Puggioni" width="800" height="692" class="size-full wp-image-480" /></a><p id="caption-attachment-480" class="wp-caption-text">Il logo della Piccola Gerbera &#8211; by Dania Puggioni</p></div>Quando è nata l&#8217;idea del blog ho pensato di puntare in primo luogo ai contenuti: avevo delle cose da dire e volevo raccontare quello che faccio, per questo la priorità sono state le parole. Alla grafica, che pure so essere importantissima, ho necessariamente dedicato un&#8217;attenzione marginale. Rimedierò col tempo.<br />
Il primo passo è proprio questo: il logo.<br />
Se poi hai la fortuna di avere un&#8217;amica illustratrice che si occupa di graphic design e facilitazione grafica&#8230;beh ma cosa aspetti a metterla al lavoro?!<br />
<a href="http://graphicdna.it/" target="_blank">Dania </a>è una persona speciale, che racconta un mondo immenso e colorato che porta con sé. Però di lei vorrei parlare con calma in un&#8217;apposita occasione. Intanto vi consiglio di dare un&#8217;occhiata alle sue opere (cliccate sul suo nome).</p>
<p><div id="attachment_481" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Dania-illustrazione.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-481" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Dania-illustrazione.jpg" alt="Una delle illustrazioni di Dania Puggioni" width="800" height="566" class="size-full wp-image-481" /></a><p id="caption-attachment-481" class="wp-caption-text">Una delle illustrazioni di Dania Puggioni</p></div>Io davvero non avevo idea di cosa chiedere e da dove iniziare, avrei voluto che un logo mi cascasse dal cielo per farmi esclamare: ma è perfetto! Però Dania mi ha subito chiarito una cosa importante: il logo deve parlare di te.<br />
E mi ha chiesto: cosa vorresti che raccontasse?<br />
&#8220;Beh vorrei che dicesse che lavoro con l&#8217;arte, che accompagno le persone in posti bellissimi come i musei e che guido i bambini alla scoperta della loro creatività&#8221;. &#8220;Ah! Mi piacerebbe che ci fosse l&#8217;arancione, perché a me piace l&#8217;arancione e soprattutto la mia gerbera lo è!&#8221;.</p>
<p><div id="attachment_482" style="width: 335px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/gerbera-balcone.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-482" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/gerbera-balcone.jpg" alt="La mia piccola gerbera - immagine di repertorio" width="325" height="343" class="size-full wp-image-482" /></a><p id="caption-attachment-482" class="wp-caption-text">La mia piccola gerbera &#8211; immagine di repertorio</p></div>Sono state sufficienti tre bozze ed ecco qua la Piccola Gerbera: i <strong>monumenti </strong>che racchiudono l&#8217;arte, la <strong>mongolfiera </strong>per i viaggi della mia professione (ve l&#8217;ho detto che sono guida turistica?), i <strong>bambini </strong>e la <strong>matita </strong>della creatività. E ovviamente la gerbera. Arancione.<br />
Secondo voi manca qualcosa? :-)<br />
Grazie Dania!</p>
<p>Ah! Poi il logo è diventato anche brochure. Cominciate a guardarvi intorno e fatemi sapere se la adocchiate in giro!</p>
<div id="attachment_483" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Piccola-Gerbera-Brochure_Page_1_bassa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-483" loading="lazy" class="size-full wp-image-483" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Piccola-Gerbera-Brochure_Page_1_bassa.jpg" alt="La brochure - esterno" width="800" height="404" /></a><p id="caption-attachment-483" class="wp-caption-text">La brochure &#8211; esterno</p></div>
<div id="attachment_484" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Piccola-Gerbera-Brochure_Page_2_bassa.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-484" loading="lazy" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2015/01/Piccola-Gerbera-Brochure_Page_2_bassa.jpg" alt="La brochure - interno" width="800" height="404" class="size-full wp-image-484" /></a><p id="caption-attachment-484" class="wp-caption-text">La brochure &#8211; interno</p></div>
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		<title>Fantastica&#8230;mente: che bello aggiornarsi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 14:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[La Piccola Gerbera si racconta]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Artebambini]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Lionni]]></category>
		<category><![CDATA[Munari]]></category>
		<category><![CDATA[Rodari]]></category>
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					<description><![CDATA[Da tempo seguo con interesse le attività di Artebambini, una casa editrice per bambini e ragazzi che si occupa anche<a href="https://lapiccolagerbera.it/fantastica-mente-che-bello-aggiornarsi/"> ... <i class="fa fa-chevron-circle-right"></i></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo seguo con interesse le attività di <a href="http://http://www.artebambini.it/" target="_blank">Artebambini</a>, una casa editrice per bambini e ragazzi che si occupa anche di didattica creativa. Li ho inseguiti a lungo tra <a href="http://pisabookfestival.blogspot.it/" target="_blank">Pisa Book Festival</a>, <a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/" target="_blank">Bologna Children&#8217;s Book Fair</a> e <a href="http://www.luccamuseum.com/" target="_blank">Lu.C.C.A. &#8211; Lucca Center of Contemporary Art</a>, dove gestiscono lo Spazio Lop Lop.<br />
A inizio estate, in prospettiva di una personale lunga stagione di programmazione, studio e approfondimento mi sono decisa: è giunto il momento di toccare con mano! E così il 12 e 13 luglio ho raggiunto Sarmede, &#8220;il paese della fiaba&#8221; in provincia di Treviso, per immergermi in una dimensione di vera magia che mi ha regalato moltissimi spunti, idee, carica e voglia di continuare a sperimentare, progettare, fare.</p>
<div id="attachment_195" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/Sarmede0.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-195" loading="lazy" class="size-full wp-image-195" alt="Storie infinite" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/Sarmede0.jpg" width="800" height="532" /></a><p id="caption-attachment-195" class="wp-caption-text">Storie infinite</p></div>
<p>In programma era un corso di aggiornamento dal titolo decisamente accattivante: <strong>Fantastica&#8230;mente. Scoprire Munari, Rodari e Lionni tra narrazione, design e gioco</strong>.<br />
La brochure illustrativa recitava: &#8220;rivolto a insegnanti, bibliotecari, librai, genitori&#8221;. E qui il primo dubbio: a che titolo ci vado?! Non sono un insegnante e decisamente neanche un bibliotecario o un libraio e, ehm, neanche un genitore! Ma il timore di sentirmi fuori luogo, rafforzato dalle prime presentazioni a inizio corso (&#8220;sono insegnante elementare&#8221;, &#8220;sono insegnante d&#8217;asilo e mamma&#8221;, &#8220;sono bibliotecaria&#8221; &#8211; sì, eravamo tutte donne! meno uno&#8230;), ha iniziato a scemare in primo luogo quando ho esordito con un timido &#8220;sono storica dell&#8217;arte e operatrice museale, organizzo laboratori per bambini&#8230;&#8221; e intorno a me si sono levati delicati &#8220;ooooh&#8221; di interesse (grazie o tutte voi donne partecipi e curiose!), in secondo luogo quando abbiamo iniziato concretamente a fare!</p>
<div id="attachment_194" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0133.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-194" loading="lazy" class="size-full wp-image-194" alt="Illustrare ad arte" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0133.jpg" width="800" height="532" /></a><p id="caption-attachment-194" class="wp-caption-text">Illustrare ad arte</p></div>
<p>La serafica ironia e la visione limpida della nostra guida Mauro Speraggi hanno reso le ore di sperimentazione e apprendimento estremamente piacevoli, confermando &#8211; se ne avessi avuto bisogno &#8211; che davvero &#8220;le parole si dimenticano, l&#8217;esperienza no&#8221;.<br />
Tra sciarade figurate e letterarie, strappi alla regola e storie infinite, la magia della creazione ha avvolto ogni cosa e ancora una volta mi ha indicato un innegabile prodigio:<br />
non importa quanto negati ci possiamo sentire di fronte a un foglio bianco e una matita in mano, strumenti inusuali e spunti appropriati sprigionano la creatività di ciascuno di noi con sorpresa, fascino e spesso grande soddisfazione! E se questo funziona con un adulto immaginiamo cosa potrà accadere con il candore e la spontaneità di un bambino.</p>
<div id="attachment_193" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0151.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-193" loading="lazy" class="size-full wp-image-193" alt="Incipit alla lettera" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0151.jpg" width="800" height="532" /></a><p id="caption-attachment-193" class="wp-caption-text">Incipit alla lettera</p></div>
<p>Un grazie ad Artebambini per l&#8217;iniezione di energia e la profusione di idee che mi ha regalato, agli altri partecipanti &#8211; perché il confronto e l&#8217;esempio valgono forse più di tanti insegnamenti, infine ai grandi maestri del passato che non cessano di testimoniare la loro attualità: Bruno Munari, Gianni Rodari e Leo Lionni. Grazie!</p>
<div id="attachment_192" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/Lionni.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-192" loading="lazy" class="size-full wp-image-192" alt="Pezzettino - Leo Lionni" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/Lionni.jpg" width="800" height="525" /></a><p id="caption-attachment-192" class="wp-caption-text">Pezzettino &#8211; Leo Lionni</p></div>
<div id="attachment_185" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/publishing-lab_visual-writing_munari_10.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-185" loading="lazy" class="size-full wp-image-185" alt="Prelibri - Bruno Munari" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/publishing-lab_visual-writing_munari_10.jpg" width="625" height="430" /></a><p id="caption-attachment-185" class="wp-caption-text">Prelibri &#8211; Bruno Munari</p></div>
<div id="attachment_199" style="width: 746px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/rodari-la-grammatica-della-fantasia.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-199" loading="lazy" class="size-full wp-image-199" alt="Grammatica della fantasia - Gianni Rodari" src="http://gerbera.customerserver083003.eurhosting.net/wp-content/uploads/2014/08/rodari-la-grammatica-della-fantasia.jpg" width="736" height="319" /></a><p id="caption-attachment-199" class="wp-caption-text">Grammatica della fantasia &#8211; Gianni Rodari</p></div>
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