Un fumetto in una porta: Bonanno e la cattedrale di Pisa – parte 3

Nuovo post della serie Racconti d’Arte dedicata ai bambini. Se vuoi sapere nel dettaglio di cosa si tratta e leggere l’articolo nel modo migliore, ti consiglio di seguire le semplici istruzioni che ho raccolto qui.

Vuoi ascoltare la storia anziché leggerla? Ecco qua il podcast con la mia voce narrante (non scordarti di seguirla con le immagini sotto gli occhi). 
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Concludiamo la storia sotto forma di fumetto della porta della cattedrale di Pisa. L’abbiamo iniziata insieme tanto tempo fa. Trovi qui la prima parte e qui la seconda.

Porta di San Ranieri di Bonanno Pisano

La porta di San Ranieri nella Cattedrale di Pisa – Foto di Sailko, CC BY-SA 3.0, trovi il file originale qui


Questa è la storia di un bambino nato in una grotta, divenuto poi uomo famoso e infine morto su una croce a 33 anni. Così si è provvisoriamente conclusa la nostra narrazione al seguito della porta di bronzo della Cattedrale di Pisa. Attenzione! Se la cerchi, ricorda che non la trovi sulla facciata della chiesa, ma sul lato opposto, proprio vicino alla torre pendente (che poi è il suo campanile, lo sapevi?).
Ma questa storia non finisce con la morte del suo protagonista e oggi vogliamo scoprire insieme i dettagli del suo seguito e il gran finale. Partiamo?

 

Gesù agli inferi – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

Vecchie conoscenze?

All’ombra di una palma piegata dal vento (quante ne abbiamo viste in questa porta!) ci sembra di ritrovare i re Magi dell’inizio del racconto. I personaggi sulla destra con la corona sul capo e l’immancabile abito a pallini assomigliano molto ai re d’Oriente, ma non sono loro. Si tratta, fra gli altri, di re Davide e re Salomone, che all’epoca della nostra storia erano morti da parecchio tempo. In effetti in questa scena non sono vivi: subito dopo la sua morte, Gesù è sceso agli inferi per salvare tutti i giusti che sono morti prima del suo arrivo sulla terra, tra cui proprio i famosi re della Bibbia. Del resto, non è mica colpa loro se sono nati prima di lui!
Possiamo osservare Gesù che stringe per il polso un uomo vestito di un solo mantello seguito da molte persone: è Adamo, il primo uomo vissuto sulla terra e Gesù lo sta salvando insieme a tutti gli altri liberandoli dalle catene, come quelle che ancora vediamo imprigionare l’uomo steso al centro. Hai notato quanto è benevolo e soddisfatto lo sguardo di Gesù?

 

 

Le tre Marie al sepolcro – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

Ritrovamenti mancati

Però c’è qualcosa che non quadra: abbiamo lasciato il nostro protagonista morto sulla croce e ora lo ritroviamo agli inferi a salvare anime. Cosa è successo? Certamente la stessa cosa se la stanno chiedendo le tre donne con abito a pois e vasetto tra le mani nel riquadro successivo. Sono le tre Marie, amiche tra le più care di Gesù, e si stanno recando al sepolcro del loro amico per ungere il suo corpo con oli profumati, come era usanza fare in quei tempi e in quei luoghi. Il sepolcro è una tomba, un po’ diversa da quelle che vediamo oggi, e Bonanno, lo scultore che delizia i nostri occhi con queste immagini, ce la illustra così: una sorta di grande cupola su due colonnine e un muretto al centro, che è il sarcofago che dovrebbe contenere il corpo di Gesù.
Invece su quel muretto troviamo un angelo che candidamente si volge verso le tre Marie, probabilmente sta per dir loro qualcosa tipo: perché cercate tra i morti colui che è vivo?
“Vivo?! Ma se eravamo lì quando è morto sulla croce!” immagino pensino perplesse le tre donne.
Certo è che mentre quei simpatici soldati appoggiati ai loro scudi se la dormivano della grossa, qualunque cosa potrebbe essere successa, non credi?

Ascensione di Gesù – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

In effetti è successo che Gesù è risorto dai morti, un po’ come aveva fatto con Lazzaro, e il nostro Bonanno ce lo racconta mostrandoci un angelo che conversa amabilmente con tre signore mentre i soldati dormono.
Nella scena successiva Gesù è già proiettato verso il cielo nella sua speciale navicella a forma di mandorla, sorretta da due angeli perfettamente simmetrici: sembrano intenti ad appendere un quadro parecchio prezioso, ma capiamo che sono in movimento, anzi, stanno volando, dagli abiti mossi vicino ai loro piedi. Le vedi le pieghe?
In basso tutte quelle persone strette una accanto all’altra sono invece gli apostoli, parecchio inquieti, con quelle teste volte verso il cielo, qualcuna girata verso gli altri, quasi a domandarsi: ma davvero succede questo? Davvero se ne va in cielo?
Al centro solo Maria, la mamma di Gesù, sembra imperturbabile; ci mostra le mani e quasi ci rassicura: calma, così è.

Dormitio Virginis – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

Sonni profondi

Forse è così serena perché consapevole che presto seguirà Gesù. E come? Addormentandosi nel suo letto, circondata dagli apostoli: sarà suo figlio stesso a venire a prenderla.
Non è molto semplice da spiegare, ma secondo questa storia Maria non è mai morta, si è invece addormentata, e Gesù è tornato sulla terra per prendere la sua animula, cioè la sua anima, la sua essenza, e portarla in cielo, come ci suggerisce l’angelo in picchiata. L’animula di Maria è una piccola neonata in fasce e Gesù la sta letteralmente passando all’angelo, non perché le faccia un bagnetto ma perché la porti dove la stanno attendendo.
A proposito degli apostoli che si stringono attorno a lei, invece, devo ammettere che mi fanno venire in mente Biancaneve avvelenata circondata dai sette nani mentre la piangono. Lo vedi anche tu che gli apostoli hanno lunghe barbe proprio come i nani e Maria è solo addormentata, proprio come Biancaneve!

A parte questo paragone un po’ buffo che potrebbe scandalizzare qualcuno, vorrei anche farti notare che quella specie di scodella che uno degli apostoli sembra lanciare di fianco al letto è un turibolo, una coppa utilizzata per bruciare incenso profumato e far diffondere il profumo negli ambienti.
Secondo te dove ci troviamo? Secondo me dentro casa di Maria: le vedi le due torri ai lati della scena? Fanno parte dello stratagemma che Bonanno ha usato in tutta la porta per rappresentare ambienti chiusi come le case e i templi.

Le scene quadrate della porta si concludono quindi con Maria e se ti ricordi come è iniziata la storia, noterai che è sempre Maria ad aver aperto le danze. Non è un caso, perché anche se il protagonista della porta è Gesù, un posto d’onore è riservato a lei, la Madonna, a cui è dedicata la cattedrale di Pisa, che si chiama proprio cattedrale di Santa Maria Assunta.

Gesù in gloria – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

Maria in gloria – Foto di Lforzini, Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui

Assunta dove? Non alle poste o in banca, ovviamente, ma in cielo. E attenzione, non ti sto dicendo che Maria è andata a lavorare in cielo, figurarsi, lì è stata accolta e lì regna con il figlio. Vediamo entrambi sui loro troni nella parte più alta della porta.
Nel rettangolo sinistro Gesù è seduto su un trono piuttosto imponente, con tanto di copertura, affiancato da sei angeli che si inchinano per onorarlo.
Nel rettangolo destro Maria è seduta su un seggio più essenziale e ad affiancarla sono quattro angeli guardiani, disposti tra palme mosse dal vento.

Una storia lunga, lunghissima, con un lieto fine da re e regine, che te ne pare?
Non ti resta che andare ad osservare la porta dal vivo in piazza dei Miracoli a Pisa e magari visitare il Museo dell’Opera del Duomo lì accanto per vedere l’originale da vicino: sarà un’avventura! Se vuoi raccontarmela ne sarò felice.


Per l’adulto che legge
Per i genitori che vogliono sapere qualcosa di più su questa porta, riprendo quanto riportato nella prima parte del racconto.
Bonanno Pisano è il nome dell’artista che ha realizzato la porta per il transetto destro della cattedrale di Pisa, conosciuta come porta di San Ranieri (il santo patrono della città), nell’ultimo quarto del secolo XII. L’originale si trova nel Museo dell’Opera del Duomo, ma possiamo comunque ammirarne all’esterno una pregevolissima copia (le riproduzioni fotografiche qui sopra sono proprio della copia).
Fino al ‘500 esistevano altre due porte di bronzo di mano di Bonanno sulla facciata della chiesa, prima che un terribile incendio le distruggesse; così per vedere un’altra opera di Bonanno bisogna volare fino in Sicilia, dove la porta di Monreale reca proprio la firma dello stesso artista.
Cosa significa dire che Bonanno è l’autore delle porte? Significa che è il responsabile del progetto e, secondo quanto ci dicono gli studi, ha curato la fusione del bronzo e le rifiniture a freddo, affiancato dagli aiuti presenti nella sua bottega, realizzando le singole scene separatamente e assemblandole in un secondo momento nella grande intelaiatura che ricopre il supporto di legno. La grande novità di queste porte, rispetto a quelle realizzate in precedenza, è che il racconto si snoda lungo entrambi i battenti, dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra, e non su un battente alla volta. Per questo osservandolo sembra proprio di leggere una pagina di fumetto, anche se dal basso
;-)
Per ulteriori approfondimenti ti consiglio di leggere la biografia di Bonanno sull’Enciclopedia dell’arte medievale presente sul sito della Treccani, è un testo specialistico ma nel suo insieme comprensibile.

Un’ultima nota a margine: la storia raccontata è tratta dalla Bibbia ed è una storia. Il suo racconto non è un insegnamento catechistico e dipende esclusivamente da te il valore che vorrai dargli. Per me è una bella storia :-)

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